Francia: il 20% degli agricoltori vende direttamente al consumatore

I numeri parlano chiaro: nel 2010, un agricoltore francese su cinque (107.000 in totale), ha venduto i suoi prodotti direttamente al consumatore saltando tutti gli intermediari. È quanto emerge dall’indagine condotta dal Ministero delle Politiche Agricole su un nutrito campione di produttori d’oltralpe.

Una pratica sempre più diffusa, dunque, che ha come principale effetto quello di aumentare gli introiti a favore degli agricoltori e che trova sempre più simpatizzanti soprattutto tra i  produttori di biologico. A passare dalle mani del contadino direttamente a quelle del compratore sono soprattutto miele e ortaggi, ma il trend è in crescita anche per il comparto enologico. Più difficile l’allargamento di questo tipo di commercio alla carne visti i limiti legati al trasporto alla conservazione, ma anche il clima gioca un ruolo fondamentale nella scelta del canale di vendita.

In Italia, la vendita diretta è una consuetudine delle aree a bassa urbanizzazione, in cui resiste una forte relazione tra comunità sociale e territorio. Cercare un rapporto diretto con il produttore (‘che conosciamo e ci conosce’) è un valore importante. Nelle aree rurali, inoltre, non si avvertono neanche le classiche difficoltà logistiche legate all’acquisto (prossimità geografica, orari e assortimento), pertanto la vendita diretta è ancora piuttosto diffusa.

Occorrerebbe estendere a tutta la penisola una campagna di promozione e riscoperta di questo modello commerciale, accorciare drasticamente le filiere e aiutare le persone a tornare alle vecchie, ma quanto mai sane, abitudini.

Uomo e ambiente non hanno che da guadagnarci!

Fonte: Tuttogreen.it 

  

Efficienza energetica in crescita nel settore residenziale. I dati del Rapporto Enea

Il risparmio energetico conseguito in Italia al 31 dicembre 2010 è pari a 47.800 Gwh all’anno.

Questo, tra gli altri, uno dei principali risultati del primo rapporto sull’efficienza energetica predisposto dall’Enea (che analizza gli strumenti normativi e incentivanti attivati in Italia nel quadriennio 2007-2010), presentato a Roma nella sala capitolare del Senato.

Gli interventi – aggiunge l’Enea – che hanno maggiormente contribuito all’obiettivo sono stati:
- l’installazione di impianti di riscaldamento efficienti nel settore residenziale;
- l’adozione di standard minimi di prestazione energetica;
impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
- il rinnovo in chiave ecosostenibile del parco autoveicoli.

Il settore residenziale è quello che ha avuto un’evoluzione dell’efficienza energetica più regolare (periodo 1990-2009).

L’industria ha avuto miglioramenti solo negli ultimi quattro anni, mentre i trasporti hanno registrato incrementi più modesti.

A livello regionale, in relazione alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, il valore complessivo di risparmio è di 4.250 Gwh (oltre il 64% ottenuto in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna), mentre soltanto l’1% del risparmio è attribuibile al Molise, Basilicata, Calabria e Valle d’Aosta.

Quanto agli investimenti a fronte di un totale di 7.520 milioni di euro, oltre il 60% si concentra in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Le regioni nelle quali si è concentrata la quota più significativa di certificati bianchi sono: Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Campania.

“Con questo rapporto – afferma Giovanni Lelli, commissario dell’Enea – si evidenzia come il nostro Paese abbia saputo impegnarsi nell’efficienza energetica attuando una riconversione del sistema produttivo attraverso l’adozione di tecnologie più innovative”.

“Questo Rapporto evidenzia come il nostro Paese abbia saputo impegnarsi in questi ultimi anni per migliorare la propria efficienza energetica, attuando una riconversione del sistema produttivo e dei servizi energetici attraverso l’adozione di tecnologie più innovative – ha dichiarato Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA –  Ha contribuito a questo miglioramento anche una maggiore consapevolezza dei cittadini che hanno saputo cogliere le opportunità offerte dallo Stato con gli incentivi  per  la riqualificazione del patrimonio immobiliare migliorando il proprio benessere abitativo”.

“L’efficienza energetica è ormai diventata uno dei capisaldi su cui si basa la nostra strategia energetica per ridurre sia la domanda che la dipendenza negli approvvigionamenti  ed ha permesso all’Italia di raggiungere ottimi risultati, in linea con gli indirizzi e le politiche energetiche europee.

Per mantenere questo trend nei prossimi anni serviranno nuovi interventi ed azioni in grado di orientare gli investimenti e di influenzare i comportamenti di imprese, Pubblica Amministrazione e cittadini.”

“L’ENEA, – continua Lelli – nel contesto delle proprie attività finalizzate alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati alle imprese e alle amministrazioni pubbliche nei settori dell’energia e dello sviluppo economico sostenibile, ha il compito di sviluppare conoscenze e di attuare azioni di trasferimento tecnologico per il risparmio e l’efficienza energetica nei settori dell’edilizia residenziale e terziaria, dell’industria, dell’agricoltura, dei trasporti e nei sistemi dei servizi energetici e della generazione distribuita. L’ENEA potrà, pertanto, contribuire con le sue competenze a  supportare la programmazione energetica italiana, in un’ottica di  sostenibilità ambientale ed economica ed in linea con le direttive europee.”

Scarica il 1° Rapporto Enea sull’efficienza energetica in Italia

Fonte: Ediltecnico.it

  

Caro benzina, risparmiare un pieno con il carpooling

Il blocco dei Tir, la protesta dei forconi, le pompe chiuse, l’aumento del prezzo della benzina, insomma sembra che sarà l’economia e non l’ecologia a porre fine a questo sistema di trasporto basato sulle autovetture personali. Volenti o nolenti siamo costretti a pensare a una nuova mobilità che sarà per forza sostenibile includendo vetture in modalità condivisa e tecnicamente si chiama carpooling.

Mi giunge in proposito il comunicato stampa di Postoinauto in cui leggo che per ogni chilometro si possono risparmiare dai 5 ai 15 centesimi: “Il portale italiano per la mediazione di passaggi auto, è riuscito a raddoppiare in pochi mesi il numero di posti condivisi. E, soprattutto sulle lunghe distanze, comincia ad affermarsi la cultura del viaggiare insieme. Del resto, visto il quadro economico-ecologico globale, è estremamente improbabile che la benzina torni ai prezzi di uno o due anni fa. Invece di attendere interventi dall’alto, sempre più persone reagiscono adottando una soluzione concreta come quella della condivisione dell’auto.”

A oggi su Postoinauto sono disponibili oltre 18mila passaggi il cui costo varia da 1 euro a 30-40 euro per le distanze più lunghe. Considerati i volumi dunque sembra che anche la sicurezza di entrare in vettura con uno sconosciuto/a sia superata e ben gestita. Fanno notare i gestori del sito:

“Grazie al controllo del numero di targa, ai commenti di feedback, alle pagelle per gli autisti e al “viaggio rosa” – per citare alcuni dei meccanismi di sicurezza disponibili su postoinauto.it – si può condividere l’auto nella massima tranquillità.”

Fonte: Ecoblog.it

  

Pirogassificatore, incontro con i legali del Comitato Antinquinamento

gennaio 23, 2012 Ambiente, Notizie locali No Comments

L’appuntamento è al ristorante ‘Mamma Maria’ di via Usciana: “Non ci siamo per vinti, decideremo come agire”.

“Vogliamo informare tutti coloro che si sono presi a cuore la vicenda dell’inceneritore di Castelfranco, specialmente quelli che ci hanno seguito, numerosi, da vicino, che martedì 24 gennaio alle ore 21,15 ci ritroviamo presso il ristorante “Mamma Maria” in via Usciana a Castelfranco con i nostri legali.

Come ormai sappiamo, grazie al particolare interessamento del governatore della toscana Enrico Rossi che con il suo intervento ha bypassato ogni regola, la ditta Waste Reciclyng ha in mano l’autorizzazione per installare l’inceneritore.
Mai in passato si era visto una presa di posizione così ferrea e decisa che, con una delibera di giunta, ha messo a tacere la democrazia.

Ora sulla vicenda è calato il silenzio, all’inizio imbarazzato, ora di comodo: si spera infatti che la gente dimentichi e si rassegni, ma non sarà così, il comitato infatti non si darà per vinto.
Gli avvocati presenti ci daranno ulteriori e precise spiegazioni sulle vie legali che vogliamo intraprendere.

Data la delicatezza dell’argomento ed il momento cruciale che viviamo nella lotta all’inceneritore, contiamo in una partecipazione numerosa e compatta sulle decisioni che andremo ad intraprendere”.

Il Comitato Antinquinamento di Castelfranco di Sotto

Fonte : Gonews.com

  

“Il Buono che avanza” a San Miniato

Secondo stime Fao ogni anno si buttano 1,3  miliardi di tonnellate di cibo in tutto il mondo, praticamene un terzo degli alimenti prodotti con uno spreco insostenibile di suolo, acqua ed energia che sono serviti per produrli. A livello domestico in Italia si sprecano mediamente 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Da un punto di vista economico, per una famiglia italiana lo sperpero alimentare significa una perdita di 1.693 euro l’anno.

Nell’ottica di contribuire a bloccare l’emorragia di cibo sprecato a Milano è nata la prima rete di ristoranti ad “avanzi zero”, promossa da un’Associazione di volontariato di Milano: la “Cena dell’Amicizia”. Come è possibile leggere sul sito Ufficiale (www.ilbuonocheavanza.it“Il Buono che avanza” è un’iniziativa di “responsabilità sociale” che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica contro ogni forma di spreco coinvolgendo istituzioni, media, cittadini e naturalmente le aziende di ristorazione.

In cosa consiste questo progetto? In pratica i ristoranti aderenti si impegnano a proporre ai propri clienti di portar via in appositi contenitori il cibo o le bevande avanzate, quindi non consumate, non mancando di informarli sul valore sociale di questa scelta. Siamo sinceri: quante volte avremmo voluto farlo ma la vergogna ce lo ha impedito? Così facendo il problema è risolto: saranno gli stessi camerieri a proporlo evitando eventuali imbarazzi. L’intento è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di combattere, anche con un piccolo gesto, la società dello spreco.  


Chi distribuisce i contenitori?
 E’ l’Associazione stessa che fornisce ai ristoranti aderenti i contenitori per gli avanzi. Chi paga i contenitori? A Milano il progetto è sovvenzionato dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano. Sono state tante le adesioni? Il numero di esercizi commerciali aderenti è in continua evoluzione, ad oggi sono 26 i ristoranti fra Milano e Provincia.

E’ percorribile un’iniziativa del genere nel Comune di San Miniato?
Questa è la nostra sfida!

Per prima cosa contatteremo tutti i ristoranti e tutte le pizzerie del Comune di San Miniato per capire in quanti sarebbero disposti ad aderire al progetto. Nulla di impegnativo, solo un sondaggio. Nel caso ottenessimo un numero accettabile di adesioni, ma solo in questo caso, procederemo con la seconda fase: la ricerca di fondi per finanziare i contenitori, che ovviamente non dovranno gravare sugli esercizi commerciali.

Ci preme infine precisare che questa iniziativa non intende avere colore politico ma anzi, più che dividere tende ad unire quanti più cittadini possibili sensibilizzandoli su un importante tema sociale come quello degli sprechi alimentari. L’auspicio è che questo progetto possa far parlare di sé con questo unico obiettivo.

  

Presidi di fronte alla prefetture per il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

gennaio 19, 2012 Acqua, Notizie locali No Comments

Convocata per oggi, giovedì 19 gennaio, una serie di presidi del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua di fronte alle prefetture. A Lucca  il ritrovo è alle 17.30 in Cortile Carra, mentre a Siena tutti in piazza Duomo dalle 11.30 alle 12.30. Per Pistoia protesta fissata alle 17.30 in piazza Duomo, a Prato alle 11.30 in via Cairoli.  

Dalle 17 alle 19 appuntamento a Grosseto, in piazza Duomo, alle 18 a Pisa, in piazza XX Settembre.
Questo il comunicato diffuso in occasione della protesta.
“Quasi ventimila firme in poche ore sono state raccolte dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua a sostegno dell’appello in difesa dei referendum. Tra i firmatari personaggi del mondo della cultura, del diritto e dello spettacolo tra cui Stefano Rodot, Ugo Mattei, Franco Russo, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Roberto Burdese, Domenico Finiguerra, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Maurizio Pallante, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Micola Cipolla, Ottavio Terranova.
L’appello, pubblicato su www.acquabenecomune.org, chiede al governo Monti di abbandonare la strada delle liberalizzazioni per quanto riguarda il servizio idrico. Con l’articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini. Si rendono impossibili le gestioni dirette degli enti locali attraverso enti di diritto pubblico quali le aziende speciali. Un attacco diretto alle esperienze come quella del Comune di Napoli per evitarne la proliferazione sul territorio nazionale.
Il voto si legge nell’appello – ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. Nessuna esigenza di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.
Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua metterà in campo, nei prossime giorni, una serie di iniziative dislocate su tutto il territorio nazionale per chiedere al Governo Monti di interrompere immediatamente la strada della privatizzazione del servizio idrico. Il Forum rinnova per l’ennesima volta la richiesta di un incontro immediato con il Primo Ministro Mario Monti”.

Fonte: Gonews.it 

  

Solare: sempre più italiani scelgono di installarlo sulla propria casa

L’energia del sole è il futuro. Lo dimostra un recente sondaggio realizzato da Ipr marketing e dalla Fondazione Univerde su migliaia di cittadini italiani con case di proprietà, ai quali è stato chiesto perché puntare sul fotovoltaico o sul solare termico, e se loro lo farebbero. I numeri sono incoraggianti e fanno capire che il settore è in continua crescita. Nel 2009 le persone che avevano preso in considerazione di installare un impianto nella propria abitazione erano poco più della metà, il 54%. Oggi sono l’80%.

Il motivo principale è sempre lo stesso: il risparmio. Con l’aumentare del costo dei carburanti ogni giorno sentiamo di tariffe energetiche che continuano a salire, ed anche quest’anno la bolletta dell’elettricità e quella del gas annuale sarà superiore a quella dell’anno scorso, anche se il nostro consumo non è aumentato. Tra costo delle materie prime ed accise ci vengono sottratti troppi soldi, e così chi può decide di installare unimpianto solare.

Secondo il rapporto, il 45% delle persone che lo hanno fatto, o hanno intenzione di farlo, sono motivate dal risparmio in bolletta, seguite dal rispetto dell’ambiente (31%) e dalla motivazione di fare un buon investimento per il futuro (17%). Altro punto in favore dello sviluppo del settore è che, per una volta, la gente non cerca tanto di risparmiare, quanto cerca la qualità, un aspetto che difficilmente si nota in altri campi. Ebbene, il 69% di chi vuole investire in un impianto preferisce spendere di più per una qualità migliore, anche perché trattandosi di un campo completamente nuovo su cui in pochi capiscono qualcosa, la paura principale è di cadere nelle truffe in cui purtroppo noi italiani siamo molto bravi.

Ad aiutare questo trend ci sono anche le agevolazioni dello Stato con gli incentivi di durata ventennale per chi installa un impianto solare nel 2012, ottenendo un incentivo da 0,133 euro a 0,274 euro per kw/h installato, a seconda del momento in cui l’impianto viene realizzato e della sua potenza complessiva.

Fonte: Ecologiae.com 

  

Referendum. Se la democrazia fa acqua, iniziamo a intervenire

gennaio 16, 2012 Acqua, Notizie dal mondo No Comments

Risorsa fondamentale per la vita, l’acqua deve essere gestita da ognuno di noi nel modo più oculato e intelligente possibile. Ecco perché alla vittoria dei referendum sull’acqua pubblica, avrebbe dovuto far seguito una campagna per sensibilizzare le persone a rendersi fortemente indipendenti a livello idrico, a partire dalla riduzione degli sprechi.

Il Parlamento sta facendo esattamente il contrario di quello che la volontà popolare ha espresso con il referendum sull’acqua pubblica. Una consultazione che ha visto la straordinaria partecipazione di 27 milioni di persone aggirare tutte le censure possibili dei media ufficiali.

Un tentativo di cui, forse, non c’è neanche da stupirsi.

Se il Parlamento si occupasse di quello che è veramente importante, si occuperebbe dell’ambiente in cui viviamo, dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, della terra da cui proviene il nostro cibo.

Invece no, questi aspetti fondamentali sono assolutamente assenti da un’agenda politica composta solo da tentativi di “iniettarsi dosi” di crescita economica. Esattamente come un tossicodipendente in crisi di astinenza che non sente nulla e non realizza altro che soddisfare il suo bisogno impellente.

Parlando di acqua constatiamo un fatto che è di drammatica rilevanza.

C’è siccità in moltissime zone di Italia, dove non piove da tempo o le precipitazioni sono insufficienti. Non se ne parla affatto, non sembra preoccupare, ma intanto – in pieno inverno – ci sono paesi d’Italia dove l’acqua la portano con le autobotti.

Cosa succederà questa primavera e questa estate? Non oso immaginarlo.

Ma ci si rende conto a quale situazione stiamo andando incontro? In inverno non piove più e quando succede arrivano piogge torrenziali. Gli agricoltori sono estremamente preoccupati di una situazione per la quale si è impotenti. Che i Maya abbiano deciso di farci fuori per mancanza d’acqua?

A questo punto vorrei dare un piccolo suggerimento ai promotori dei referendum.

Quando ci furono i risultati del referendum sull’energia nucleare, subito ci si affrettò a raccomandare al Governo di investire i soldi destinati al nucleare in energie rinnovabili. Richiesta corretta, ma direi un po’ irrealistica: figuriamoci se il Governo, o chi per lui, cambia soldi di morte in soldi di vita. Al massimo verranno stanziati finanziamenti per Tav, rigassificatori, inceneritori, autostrade, altre centrali, ponti sullo stretto… comunque qualcosa che sia in linea con le prospettive mortifere e di inutile spreco di soldi pubblici del nucleare.

E l’acqua? Vinta la battaglia ma purtroppo non la guerra. Così come sull’energia, subito dopo la vittoria del referendum bisognava capitalizzare la risposta dei cittadini al voto e doveva immediatamente partire una campagna a tappeto per sensibilizzare le persone a rendersi fortemente indipendenti sia a livello energetico che a livello idrico, o comunque a ridurre notevolmente gli sprechi.

Dell’energia ne ho già parlato in passato, analizziamo in dettaglio come intervenite rispetto all’acqua, si può fare moltissimo.

Applicare riduttori di flusso su rubinetterie e docce che possono ridurre i consumi dal 50 fino all’80% di acqua potabile e conseguentemente anche risparmiare energia se stiamo usando acqua calda. Ridurre drasticamente l’uso dell’acqua minerale magari installando filtri casalinghi per l’acqua di rete pubblica per ridurre il sapore di cloro o simili. Iniziare poi a prendere in considerazione dei compost toilet, cioè bagni a secco che non uilizzano acqua. Potrà sembrare un metodo strano perchè da noi sono praticamente sconosciuti, ma si tratta di metodi collaudati in vari paesi. La cosa strana invece è decisamente un’altra.

Noi utilizziamo dell’acqua potabile negli sciacquoni dei nostri bagni che rendiamo non potabile facendola passare dai water, poi la depuriamo in appositi depuratori. Qualcosa di pulito, lo sporchiamo per poi ripulirlo ancora. È una pratica che dire insensata è poco. Per quale motivo utilizzare l’acqua potabile per un uso che non richiese acqua potabile? Si potrebbe non usare per niente l’acqua con i compost toilet oppure riusare l’acqua di scarico opportunamente depurata in impianti di fitodepurazione, o ancora usare l’acqua piovana.

Fate un calcolo veloce, moltiplicate per un anno i litri di acqua che vanno via dallo sciacquone per tutte le volte che si va in bagno. Una famiglia media di tre persone circa dieci/quindici volte al giorno tira l’acqua. Se siamo fortunati abbiamo un tasto in cui possiamo scegliere fra circa tre litri e una decina, altrimenti abbiamo sciacquoni tradizionali che scaricano dodici o più litri ogni volta. A fine anno, in ogni caso, avrete usato un oceano di acqua potabile che qualcuno in molte parti del mondo – dove l’acqua è oro – potrebbe trovare decisamente ostico da accettare.

Di sicuro usare migliaia e migliaia di litri di acqua potabile per per usi che non richiedono acqua potabile è assurdo, a maggior ragione in tempi dove il bene acqua sarà sempre più prezioso e difficile da reperire.

Arriviamo quindi ai sistemi di recupero dell’acqua piovana. Quantomai oggi, con l’effetto serra dove ampie fasce dell’Italia rischiano la desertificazione dovrebbero essere assolutamente obbligatori sistemi del genere, si potrebbero chiamare anche “sistemi reali di assicurazione sulla vita”, altro che le varie polizze.

L’acqua piovana la si può impiegare per tutti gli usi che non richiedono acqua potabile: irrigazione, lavatrice (è pure più indicata di quella di falda non contenendo calcare), sciacquoni dei bagni, etc. Si tratta della gran parte degli usi di acqua potabile in una abitazione. Quindi si risparmierebbero anche soldi in bolletta, che in tempi di crisi non fa mai male.

Le imprese hanno bisogno di nuovi settori dove cercare di uscire dalla crisi? Si indirizzino verso i settori del risparmio idrico, del recupero acque piovane, dei compost toilet e della fitodepurazione, ci sarà inevitabilmente sempre più bisogno di questi impianti, di queste teconologie. Anzi suggerisco ai venditori di acque minerali di occuparsi di questi settori, chiudendo quelli delle acque da vendere e smetterla di fare pietose campagne in cui si arrampicano su altissimi specchi facendo credere che sono a favore dell’ambiente perchè mettono un impianto fotovoltaico sulla fabbrica, piantano tre alberelli o usano bottiglie con un po’ meno plastica e fesserie simili.

L’acqua, questa preziosa e vitale fonte deve essere gestita non solo pubblicamente, ma da ognuno, nel modo più oculato e intelligente, dando noi l’esempio perché questo mai arriverà da chi ha solo n-Euro nel cervello.

Abbiamo bisogno di ulteriori inevitabili scippi parlamentari per capire che se non si agisce noi direttamente non si va molto lontano? I padroni del vapore se ne fregano di tutto e di tutti, ci stanno allegramente conducendo verso la catastrofe in nome dell’unico dio che riconoscono: il denaro che, come dice quel famoso detto degli indiani Creek, una volta ucciso l’ultimo animale, prosciugato l’ultimo fiume e tagliato l’ultimo albero, non potrà sfamare o dissetare nessuno.

Fonte:  ilcambiamento.it

  

Un Negozio di prodotti sfusi a Km 0 a San Miniato

Tutto ciò che mangiamo oggi non ha più niente di naturale e sano, ma è solamente ad uso e consumo di un sistema che trasporta la merce per lunghissime tratte. Negli ultimi dieci anni la Toscana ha perso il 38% delle aziende agricole e più di 100.000 ettari di superficie coltivata, 6 volte più della media Nazionale. Per essere competitive sul mercato le aziende agricole devono disporre di almeno 70 ettari di estensione ma la media italiana è inferiore ai 5 ettari: di fronte a questi numeri choc diventa un dovere incoraggiare la piccola produzione riagganciando la domanda e il consumo locale alla produzione locale.

Il 4 gennaio 2012 la Regione Toscana ha pubblicato un bando per l’assegnazione di 375.400 Euro a sostegno dei mercati produttori e degli spacci locali. I comuni avranno la possibilità di presentare domanda entro il 3 marzo 2012. Il contributo arriva ad 80.000 euro per quanto riguarda gli eventi periodici locali (almeno una volta al mese) all’aperto per la vendita diretta di prodotti locali di qualità,  fino a 120.000 euro invece sono destinati ai punti di vendita diretta in sede fissa gestiti da associazioni di imprenditori agricoli. Sarà inoltre possibile ottenere fino a 100.000 euro per quei progetti “speciali” regionali che si distinguono per la sperimentazione di nuove forme di vendita diretta, promozione e/o rivolte a risolvere particolari emergenze locali.

Questa è senza dubbio una bella iniziativa, ma va sfruttata. San Miniato ha il dovere di partecipare. Considerata la presenza già da ormai un paio d’anni del Mercato della Terra, la nostra idea è quella di istituire un vero e proprio “Negozio permanente di prodotti sfusi a km 0″, un punto di riferimento quotidiano per la compravendita di prodotti sfusi e/o genuini e freschi provenienti da aziende locali, quindi nel pieno rispetto del concetto di “filiera corta”. Sarebbe interessante aprire un dibattito per capire quanti e quali produttori del comprensorio sarebbero disposti ad aderire a un progetto del genere.

Stiamo parlando di un posto in cui fare la spesa significherebbe evitare di portarsi a casa kg di imballaggi che alla fine del ciclo consumo si trasformerebbero inesorabilmente in rifiuti da smaltire. Potenzialmente sono molti i prodotti di uso quotidiano che si presterebbero alla vendita sfusa: dalla pasta ai cornflakes, dall’olio ai succhi di frutta, dai biscotti al latte, dal vino al detersivo per i piatti, dal bagnoschiuma alla frutta. L’obiettivo è proporre nel quotidiano quegli eventi “eccezionali” che proprio per la loro natura saltuaria stentano a cambiare le abitudini dei cittadini. 

Quante volte ci siamo sentiti dire dal Sindaco o dalla Giunta che “non ci sono soldi” a causa della crisi e dei tagli dal Governo centrale? Questo bando rappresenta un’occasione per finanziare progetti utili e interessanti senza attingere dalle Casse comunali.

  

Raccolta differenziata dei rifiuti? In aiuto arriva il Dizionario online


Non sai come riciclare l’albero di Natale ora che le feste sono terminate? La carta degli affettati si può differenziare con la carta o va nel cassonetto indifferenziato? Il legno si può riciclare? Per rispondere a tutte le domande di un consumatore responsabile e attento all’ambiente e all’ecologia, nasce il Dizionario dei Rifiuti online, gratuito, facile da usare e utilissimo! Vediamo insieme come funziona e come renderlo uno strumento utile per le nostre case.

Il Dizionario dei Rifiuti è un vero e proprio motore di ricerca, ideato per smartphone e per sistemi operativi Android, ma ora approdato sul web grazie all’intuizione di uno studente di soli 18 anni, Francesco Cucari. Scrivendo sul motore di ricerca il tipo di rifiuto che vogliamo smaltire, e cliccando su “getta”, potremo conoscere le modalità di smaltimento del rifiuto in questione grazie ad una scheda di facile lettura che spiega come e dove riciclare quello specifico oggetto. Il Dizionario oltre a fornire informazioni sul corretto smaltimento dei rifiuti, grazie all’applicazione “geolocalizzazione” può indicare le modalità di raccolta differenziata nel proprio Comune di residenza se questo appartiere ai Comuni Differenti, quelli in cui la raccolta differenziata è una realtà tutelata e gestita da legislazioni specifiche. Per il momento le regioni Lazio e Lombardia, per esempio, non sono nell’elenco per cui non è possibile conoscere le modalità di raccolta dei rifiuti nei singoli comuni. A differenza della regione Campania che vede geolocalizzato il comune di Napoli, uno dei più estesi su territorio nazionale. Facendo una ricerca per tipologia di rifiuto, si può conoscere la normativa nazionale in vigore, comunque utile per avere maggiori informazioni e agire di conseguenza.

Per testare direttamente il Dizionario dei Rifiuti e conoscere le modalità di raccolta differenziata del proprio Comune vi invitiamo a visitare il sito dedicato all’iniziativa, gratuito e disponibile anche per sistemi operativi Android e smartphone.

Fonte: Dizionario dei Rifiuti, Ecologiae.com

  
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