Scuole in affitto

Credevamo che le province fossero inutili. Invece per quanto riguarda la provincia di Firenze ci siamo ricreduti. Non è inutile: è dannosa! Si lamenta ogni giorno dei tagli, arrivando a minacciare di spegnere i riscaldamenti alle scuole e poi spreca all’inverosimile. Solo ad Empoli ha 3 sedi scolastiche in affitto, …

La voce ai cittadini

Sempre alla ricerca di costante e proficuo dialogo con il cittadino, il Movimento 5 Stelle dell’Empolese Valdelsa da oggi parte ufficialmente con la campagna “La voce ai cittadini”, iniziativa diretta agli abitanti del territorio e relativa alle problematiche del medesimo. Campagna di ascolto che si basa sulla distribuzione di questionari …

Combattere per la pace con le armi e altre storie

Anche oggi ci troviamo davanti alla pavidità di questo parlamento, davanti ad un largo accordo che rovina completamente il nostro paese, accordo che è basato sul ricatto di garantire stabilità a questo governo decisamente scarso. Dopo 3 giorni di discussioni, di riunioni, di speranze ci troviamo davanti ad un ricatto …

Primo esposto

Come già annunciato pubblicamente in Consiglio Comunale abbiamo proceduto a segnalare alla Corte dei Conti di Firenze i nostri dubbi sui profili di illegittimità dell’operazione portata avanti dall’unione dei comuni e dal comune di Empoli sulla gestione dei servizi finanziari. Segnalazioni analoghe saranno fatte da questo movimento senza dubbio ogni …

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Report morti bianche Ottobre 2012

Gabriele novembre 20, 2012 Politica News No Comments


A fine settembre erano 392, al 31 ottobre invece sono tragicamente aumentati arrivando a 445. Questi i numeri che definiscono la morte sul lavoro in Italia nei primi 10 mesi dell’anno. Una strage senza fine e senza neppure una tregua. Perché si continua a morire di lavoro ogni giorno e più volte al giorno come testimoniano tristemente le statistiche: 53 i decessi registrati anche nel mese di ottobre da Nord a Sud del Paese. Ma nello scenario a dir poco sconfortante emerge un dato positivo, anche se non sufficiente ad arginare significativamente il dramma, ovvero il decremento degli infortuni rispetto allo scorso anno e pari al 3,8%.
Sempre l’agricoltura il luogo maggiormente ‘votato’ agli incidenti mortali, seguito dall’edilizia; mentre le fasce d’età più colpite sono quella dei cinquantenni e degli ultrasessantacinquenni. Come se l’esperienza fosse sinonimo di sottovalutazione del rischio.
E una delle immagini più drammatiche giunge dalla Lombardia, dove solo nel mese di ottobre si sono registrate otto morti bianche, portando il bilancio regionale delle vittime sul lavoro a quota 60 dall’inizio dell’anno. Seguono: l’’Emilia Romagna (55), la Toscana (38), la Sicilia e il Veneto (35), la Campania (31) e l’Abruzzo (25).
Ed è proprio l’Abruzzo ad indossare la maglia nera nel Paese quando l’Osservatorio Vega Engineering analizza l’incidenza delle vittime rispetto alla popolazione lavorativa. Rispetto ad una media nazionale pari a 19,5, fa registrare un indice di 50,7 (più del doppio della media della Penisola). Secondo il Trentino Alto Adige (38,3), terza la Valle D’Aosta (35,1), quarta la Calabria (33,1), quinta l’Emilia Romagna (28,4).
Tra le province italiane sono Modena e Brescia a far rilevare il maggior numero di vittime sul lavoro con 17 decessi da gennaio a ottobre . Seconda è Torino (12), terze Salerno, Bolzano e Roma (11); 10 le vittime a Bergamo. Mentre il più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa viene registrato a Grosseto (93,5). Seguono: Benevento (80), Oristano (72,1), Crotone (69,1), Pescara (68), Avellino (62,1), Chieti (57,3) e Modena (55,9).
Al centro della tragedia con il maggior numero di morti bianche c’è l’agricoltura in cui si conta il 36,5% del totale delle vittime sul lavoro; ma altrettanto grave è la situazione nel settore delle costruzioni dove è deceduto il 24,5% dei lavoratori. Il 7,9% degli eventi mortali, invece, ha coinvolto gli operatori del commercio e delle attività artigianali; mentre arriva al 5,6% la mortalità nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.
La più frequente causa di mortalità è la caduta dall’alto nel 24% dei casi, seguita dal ribaltamento di un veicolo o un mezzo in movimento (19,8%) e dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (16,6%)
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono l’11,1% del totale. E il 57,1% delle vittime straniere è stato registrato nel Centro del Paese. I rumeni, sono gli stranieri più coinvolti in infortuni mortali.
Mentre le fasce d’età maggiormente colpite in Italia sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (111 vittime) e degli ultrasessantacinquenni (99). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è proprio quello degli ‘over 65’ (263,4); segue il 31,1 della fascia 55-64 e il 17,7 dei 45-54.

Statistiche-morti-lavoro-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-31-10-12
Incidenze-morti-lavoro-popolazione-occupata-Province-italiane-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-31-10-12

  

Biciclette, consigli per guidare d’inverno

Gabriele novembre 19, 2012 Notizie dal mondo No Comments

Ormai si può dire ufficialmente che l’inverno è arrivato. Almeno nel Nord Italia, ma in breve anche al Sud, le temperature si stanno abbassando talmente repentinamente che in alcune zone sono già spuntati i primi fiocchi di neve. Magari per avere le strade innevate ci vorrà ancora qualche mese, ma intanto è meglio premunirsi per riuscire a continuare ad utilizzare la nostra biciclettaanche nelle condizioni più estreme.

Sì perché può capitare a molti di decidere di prendere l’auto d’inverno per andare al lavoro o a scuola/università perché le strade non sono molto comode per le due ruote. Bisogna però considerare che i Paesi dove le biciclette sono più diffuse sono quelli più freddi come Danimarca, Svezia e Olanda. E lì che è inverno per 8 mesi l’anno come fanno? Vediamo qualche consiglio utile per continuare ad utilizzare la bici anche nella stagione più fredda.

L’equipaggiamento della bicicletta dev’essere leggermente modificato. In particolar modo quando si scende sotto lo zero. Ad esempio si possono cambiare gli pneumatici, scegliendo quelli più larghi, oppure preferendo la mountain bike alla city bike. Poi bisogna oliare meglio gli ingranaggi (cosa che in pochi fanno), e se a tutto ciò ci aggiungiamo un abbigliamento adeguato, fatto di guanti, sciarpa, cappello e cappotto pesante, ecco che si può guidare agevolmente anche sulla neve.

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Cinema sotto le (5) Stelle: Reality

Riccardo novembre 19, 2012 Cinema sotto le (5) Stelle 1 Comment


Per quanto la Napoli di M. Garrone sia sempre un po’ troppo accondiscendente con gli stereotipi, spesso dispregiativi, che appartengono alla maggioranza degli italiani che, appunto, non conoscono Napoli, tuttavia va riconosciuto al regista di Gomorra, un’abilità eccezionale nel rappresentare lo spaccato di una parte della città e dei suoi abitanti.
Ovviamente la Napoli di Garrone è quella dei quartieri e delle periferie popolari, preda e vivaio di molti mali maggiori del nostro paese. Tra questi il regista, nella sua produzione, ne ha isolati almeno due: la camorra in Gomorra, e la televisione spazzatura in Reality.
Per motivi storici il sud Italia è più incline a legami di vario tipo con le organizzazioni criminali, per quanto l’evoluzione di dette organizzazioni le renda assai più simili, attualmente, a grosse aziende, partiti politici, corporazioni varie, ecc.: tutti enti pro-profit e basta con cui i mafiosi sono sempre andati a braccetto. E non solo al sud, come è stato più volte dimostrato.
Sulla televisione spazzatura, che in Italia fa la parte del leone, il discorso è più universale, giacché il fatto di perder la testa per diventare un concorrente del Grande Fratello, non credo sia collegabile ad una variante diatopica: può succedere in tutta Italia, in tutto il mondo. Ma a mio avviso non a tutti, perché la variazione dominante, l’humus principale è quello diastratico: la televisione è strumento di tortura, seduzione e indottrinamento soprattutto delle masse ignoranti. Al mondo di oggi, chi ha un minimo di strumenti, può tranquillamente farne a meno.
E il protagonista di Reality è un povero ignorante in balia del messaggio televisivo del Grande Fratello, programma a dir poco criminale, da vietare. Un po’, per motivi diversi, come Porta a porta, Amici o le varie trasmissioni in cui ci si scanna per una partita di calcio.
E la televisione colpisce il sottosviluppo al pari della camorra, perché fa sognare, fa sperare in una vita diversa, fa vedere una vita diversa da quella che in contesti appunto di sottosviluppo si è costretti a subire. Di per sé è giusto che la televisione faccia sognare, ma anche i sogni in tempo di crisi devono esser sostenibili.
Da un punto di vista narrativo si registrano alcuni momenti di lento scorrimento, vuoi per lo svolgersi dei fatti, vuoi per le riprese realistiche che rendono Reality quale prodotto intermedio tra fictio e documentario. Ottime le interpretazioni dei personaggi, molti dei quali sconosciuti ai più, nonché il realismo descrittivo della vicenda.
L’unica critica, ai fini di una maggior efficacia del messaggio, è semmai proprio l’ambientazione nella Napoli popolare, avvertibile da molti, forse, come scenario esotico, lontano, che so, dalle nebbie di una piccola cittadina del centro nord.
La nostra critica infatti nasce dal senso di estraniamento che detta contestualizzazione, marcata e pittoresca, potrebbe indurre nello spettatore medio: il grande fratello è più vicino e presente di quello che si possa pensare e di persone pronte ad impazzire, da sempre, è pieno il mondo.

  

Linea di confine

Gabriele novembre 18, 2012 Politica News No Comments


Come forse avrete appreso dagli organi di informazione la mozione di sfiducia al Sindaco Luciana Cappelli è stata respinta con 17 voti che costituiscono la maggioranza PD, di seguito l’intervento in aula durante la discussione della mozione:

Quella che abbiamo di fronte oggi è una importante occasione che non arriva per caso adesso che la politica ed i partiti stanno cercando disperatamente la strada del rinnovamento. Perché vedete la vicenda Torrigiani che è si al centro del dibattito è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’IDV è stato espulso prima a livello nazionale e poi a l
ivello locale da quella coalizione che chiamate di centro-sinistra, paga in effetti il mancato appoggio al governo Monti.
Empoli negli ultimi trenta anni ha vissuto delle forti contraddizioni, e questa mozione di sfiducia ne è solo l’apice, ha avuto una trasformazione socioeconomica notevole, le confezioni, le vetrerie che hanno fatto la storia del nostro tessuto economico sono praticamente sparite, una grande crescita culturale, un ruolo sempre più rilevante nel Circondario, ma ha mantenuto un assetto di potere chiuso da “paesone”, dove la prassi prevale sulle regole, dove la selezione del personale politico si fa in salotti chiusi secondo logiche di potere poco chiare, dove senza una mobilitazione di istituzioni e popolazione si lascia che passino scempi come quelli all’ospedale, torri solari e palazzinaE, dove si lascia che aree dismesse vicinissime al centro, anche se private, stiano in stato ruderale per 40 anni, si lascia che il Palaesposizioni sia oggetto di mille progetti di ristrutturazione e project financing senza mai arrivare a nulla, idem piste ciclabili che solo ora iniziano a prendere corpo ed abbiamo visto come, al parco di Seravalle – Arnovecchio da troppi anni fermo in un limbo, al cinema La Perla, uno spazio da anni sotto sfruttato e che potrebbe dare slancio culturale ed economico ad un centro storico che nel frattempo avete ucciso.
Cose queste che per mancato sviluppo economico o per spese dirette costano poi milioni nelle tasche degli empolesi.
A questo si aggiunge anche l’incapacità, personali del Sindaco Cappelli, ma non solo, di svolgere un ruolo di coordinamento degli 11 comuni del Circondario ma solo di “prevalenza di diritto” quasi centralistica.
In questo secondo mandato del Sindaco errori storici che ci portiamo dietro da troppo tempo hanno subito una accelerazione, per certi aspetti quasi improvvisa, inaspettata.
Vicende come quella della PAM ad Empoli est prima osteggiata, poi quasi osannata come simbolo di apertura alla concorrenza ed adesso sparita dalle cronache.
La vicenda ex Mostardini – Computer Gross dove con una benedizione si è sanato l’esistente ed adesso la città dovrà farsi carico di una nuova strada spezzando il tessuto agricolo per una zona in cui il Regolamento Urbanistico prevedeva campagna ed un riassorbimento nel tessuto urbano di quelle lavorazioni.
Ad infine la vicenda dei PUA esplosa come una bomba dopo oltre un anno che l’urbanistica lenta da sempre ad Empoli aveva subito un ulteriore stallo proprio quando la delega era tenuta in carico dal Sindaco.
Noi oggi dicevo abbiamo una importante occasione, ovvero di dare un segnale forte di discontinuità col passato, verso una vecchia politica ed anche l’occasione di iniziare un dialogo con tutti quei cittadini che vedono quello che vede chiunque abbia un occhio attento sulla propria città.
Questo segnale di discontinuità possiamo darlo noi oggi qui in questa aula oppure probabilmente sarà più forte tra due anni quando andremo a votare.
Per noi del MoVimento 5 Stelle facendo dei meri calcoli elettorali conviene attendere, far maturare nelle coscienze dei nostri concittadini la consapevolezza di questo passaggio, ma quando nel 2009 costituimmo l’allora Lista Civica a 5 Stelle il MoVimento ancora non esisteva e ragionavamo di percentuali intorno al 3% quello che ci spinse fu l’amore per la nostra città, la sensazione che una regia sovrastante fatta di poche persone coordinasse le sorti della città e la sensazione che i cittadini venissero in un secondo piano, in un secondo momento.
Quello spirito noi nonostante il 20% a livello nazionale e la quasi certa entrata in parlamento con un buon numero di persone non lo abbiamo ancora perso, per questo diciamo che per il bene della città diamo un segno di rottura oggi, questo restituirà alla città una governabilità nel futuro anche qualora dovesse esserci un sindaco dello stesso colore politico.

  

Non di sabato

Gabriele novembre 11, 2012 Politica News 2 Comments


Apprendiamo che il Consiglio Comunale in cui si discuterà la mozione di sfiducia al Sindaco di Empoli Luciana Cappelli si svolgerà giovedì prossimo, 15 novembre.
Questo avviene nonostante le opposizioni in maniera compatta avessero chiesto la discussione al sabato mattina, giorno che consente una maggior partecipazione della cittadinanza e degli organi di informazione, oltre ad avere un costo inferiore essendo giorno non lavorativo.
Il solo Partito Democratico ha posto un vero e proprio veto sul sabato senza portare motivazioni di tipo politico ed istituzionale, ma adducendo scuse di carattere generico.
E’ facoltà del Presidente del Consiglio scegliere il giorno per la discussione, ma Piccini ha preferito ascoltare l’unico parere del capogruppo Democratico Alderighi invece che delle opposizioni firmatarie della mozione.
La realtà è che il PD è impegnato nella campagna elettorale per le primarie e non può sprecare un sabato mattina per discutere le sorti della città.
Anche la scelta dell’orario, le otto della sera, appare volta a scoraggiare ancor di più la partecipazione.
Invitiamo comunque la popolazione a seguire il Consiglio di persona o tramite la diretta streaming sul sito internet del Comune.

  

Renzi-tour e il Bilancio del Comune, De Zordo e Grassi: “I conti che non tornano”

Gabriele novembre 6, 2012 Notizie dal mondo No Comments

“Il sindaco Renzi si difende oggi dalle accuse che gli stanno piovendo addosso da più parti per la sua evidente assenza dai lavori del Consiglio comunale enumerando le iniziative cittadine a cui ha partecipato ultimamente, e reagisce alle critiche sul bilancio in rosso del Comune dando la colpa alla Legge di stabilità. Troppo facile.” dichiarano i consiglieri Ornella De Zordo di perUnaltracittà e Tommaso Grassi di Sel che aggiungono: “La sua assenza ai lavori del Consiglio è clamorosa: non è più intervenuto alle sedute dall’inizio della sua campagna cioè dal 13 settembre, e si è fatto rappresentare da altri o semplicemente ha fatto saltare appuntamenti importanti come l’incontro con il personale del Comune in agitazione che lo aspettava a un incontro con lui concordato per il 30 ottobre. Sono molti i problemi esplosivi in città, tutti trascurati, mentre la presenza del primo cittadino è stata segnalata per il taglio di qualche nastro o a qualche celebrazione di circostanza.”

“Quanto al bilancio del Comune, sarà bene ricordare che i conti non godono affatto ‘di ottima salute’ come sostiene Renzi, anzi, vedono un indebitamento con le banche aumentato, da quando Renzi è in carica, di circa 90 milioni di euro” ribadiscono i consiglieri Grassi e De Zordo. “Inoltre, il bilancio del Comune di Firenze si basa – per un pareggio formale – su mutui con le banche che hanno raggiunto oggi un indebitamento per oltre 550 milioni di euro a fine 2012 e su alienazioni futuribili, che avrebbero dovuto portare in cassa ben 302 milioni di euro negli ultimi 3 anni, ma che ad oggi hanno fruttato solo 25 milioni. Eppure, per agevolare le vendite – sostengono i consiglieri –  il sindaco ha fatto approvare in Consiglio le varianti urbanistiche che consentono il cambio di destinazione d’uso di immobili di proprietà comunale su cui l’amministrazione vuol far cassa. Grazie al decreto Salva Italia, prontamente applicato dalla giunta Renzi, si impoverice così il patrimonio immobiliare della collettività e si danno in mano ai privati ben 13 immobili, alcuni di pregio ambientale e culturale straordinario.”

“Per non parlare della disinvoltura con cui Renzi ha portato in Giunta le famose 53 delibere fuori sacco senza parere di regolarità tecnico-contabile, ultima goccia che ha provocato le dimissioni del precedente assessore al Bilancio, che ha lasciato l’incarico a maggio, continuano De Zordo e Grassi commentando: “Vogliamo aggiungere che Renzi ha voluto un Irpef senza alcuna progressione legata agli scaglioni di reddito e senza alcuna esenzione per i redditi minimi, sacrificando un’equità sociale che già manca anche sul piano nazionale e che avrebbe potuto trovare dei correttivi a livello locale.”

“Infine- concludono i due consiglieri di opposizione – il Comune non sta emettendo i mandati di pagamento delle fatture per lavori già eseguiti dalle ditte per ben 56 milioni di euro, non paga le fatture dal giugno 2011 per circa 30 milioni e nonostante questo annuncia apertura di nuovi cantieri e approva progetti senza aver la copertura finanziaria: i conti ci sembrano tutt’altro che rassicuranti e se aggiungiamo che ha praticamente esaurito la capacità debitoria del Comune lasciando a chi verrà dopo di lui da gestire una situazione difficilissima, è evidente che le sue rassicurazioni sono solo parole per tentare di salvare la faccia nella campagna per le primarie.”

Fonte: perUnaltracittà.it

  

La laVagna: 24 ore a scuola!

Riccardo novembre 6, 2012 La laVagna 1 Comment

Mi ero promesso di non scriver più niente sulla scuola perché in oltre 30 articoli credo di aver dato un saggio esaustivo di quella che è la mia visione critica e propositiva -riformatrice e talvolta rivoluzionaria- del sistema dell’istruzione in generale ed italiano nello specifico.
Tuttavia negli ultimi mesi, in ambito scolastico si sono succeduti fatti, a mio avviso gravi, che, come sempre succede in un Paese la cui popolazione si culla nell’ignoranza, finisce con il creare le solite battaglie tra poveri.
Gli spunti da trattare sarebbero -e forse saranno- molti, per ora mi limito a quello che ha suscitato forse più sconquasso almeno nella categoria, relativo alla proposta di ampliamento dell’orario di lavoro dei docenti da 18 a 24 ore, ovviamente a costo zero.
Personalmente, premesso che non escludo di cambiar lavoro a prescindere e che mi sento come un professionista impegnato attualmente nella scuola e non come un occupante di un pezzetto di cosa pubblica, posso tranquillamente dichiarare in questa sede, per iscritto, che qualora passasse detto decreto o decreti analoghi, in assenza di cause di forza maggiore, mi dedicherei ad altro. E questo nonostante mi consideri una persona valida, competente, seria e, modestamente, apprezzata, dall’intera comunità scolastica.
Il problema è duplice: da una parte si ha un contratto atipico, a mio avviso di per sé sbagliato, perché suscettibile di interpretazioni faziose e distorte. Detto sia a prescindere dal numero di ore e dalla retribuzione da questi previsto. Dall’altra si ha un’opinione pubblica abbastanza ignorante e grezza, tendente alla sudditanza.
Un insegnante di ruolo (perché i precari hanno condizioni assai peggiori), lavora per contratto 18 ore frontali (= di lezione) per 33 settimane contrattuali e 36 effettive. Oltre a queste 18X33 ore ha l’obbligo di 80 ore annuali di impegni extradidattici più il tempo dedicato a scrutini ed eventuali esami, non computati. Il tutto in un periodo circoscritto tra i primi di settembre e fine giugno, con qualche piccola oscillazione nella parte conclusiva dell’anno scolastico. Detto così, ed è il messaggio che nessuno negli ultimi 20 anni ha tristemente provato a cambiare (per interessi vari), all’opinione pubblica parrà che l’insegnante non faccia un cazzo: vi assicuro che da studente quindicenne anch’io avevo la stessa opinione. Poi si dovrebbe crescere, cosa che non sempre avviene nei modi e nei tempi sperati, e si dovrebbe, di conseguenza, riuscire a veder le cose in altro modo.
Cominciamo a tirar fuori i primi problemi:
a) un insegnante lavora a scuola 18 ore di lezione ma la sua presenza nel centro però cresce se vi aggiungiamo i ricevimenti mattutini, anch’essi contrattualmente non computati né retribuiti, almeno una ventina d’ore l’anno e sottolineo almeno, le ore settimanali di buco nell’orario, ovviamente non retribuite, che possono essere una, due, tre, quattro, cinque, ecc., senza limiti.
b) per quel che riguarda il computo degli impegni collegiali il discorso è ancor più ridicolo: 80 ore normalmente tra consigli di classe ordinari e straordinari, collegi docenti, riunioni disciplinari, assistenza progetti, ricevimenti pomeridiani, ecc., spesso aumentano a dismisura. E se io ho una riunione alle 17:00 e ho lezione fino alle 12:00 e magari lavoro a 50km da casa, cosa faccio? Vado a pranzo fuori con buoni mensa che non ho, torno a casa per due ore con la benzina che non mi viene rimborsata, ne approfitto per lavorare in una scrivania con un computer di cui non sono stato dotato, mi gingillo perché tanto godo di uno stipendio, per le ore intermedie, che non percepisco, ecc. Guardate -e lo dico a chi non è nel mondo della scuola- che non è questa una situazione rara, anzi, è la normalità.
c) può sembrar strano, ma ogni giorno a casa ci si porta del lavoro dietro che, nel caso di persone molto, molto fortunate -per il numero e l’omogeneità dei gruppi che possono toccargli- o molto organizzate, implicano almeno un terzo del tempo dedicato in classe al lavoro a casa. Io personalmente tra preparazione di verifiche e lezioni e correzioni, medie voto, burocrazia, ecc., con sei ore settimanali non ce la faccio: probabilmente non sono né così bravo e/o né così fortunato.

E allora facciamo due conti, sulla settimana lavorativa standard di un docente.
18 ore di lezione + 2 ore di buco di media + 1 ora di ricevimento= 21 ore presenziali.
Per le 18 ore di lezione è ragionevole calcolarne 9 di preparazione a casa= 21+9= 30
A queste 30 ore si aggiungono gli impegni extradidattici, le famose 80 ore potenziali (+scrutini, ricevimenti, esami, ecc.), che fanno alla svelta, come detto, ad arrivare a 90 o a 100, ovviamente con degli enormi buchi orari nel mezzo.
Se a ciò si aggiunge la quantità di pendolarismo che in termini di tempo e chilometri è assai più alta, generalmente, di quella di un lavoratore medio e l’assenza, al pari di altri lavoratori (non di tutti, per carità), di rimborsi per pasti fuori casa, benzina nonché l’assenza di 14ª -appannaggio di alcuni settori, ma non della scuola- e premi di produzione vi sembrano tanti 1350€ al mese? A me no. E nemmeno alla UE dei 15, visto che sul netto si percepisce in Italia -lavorando più ore in classe rispetto a tedeschi, francesi, ecc.- 500€ meno al mese essendo ovviamente fanalino di coda, ultimo anche tra i PIIGS, senza godere, tra l’altro di piccoli benefit come sconti per libri, cinema, musei, teatri, ecc., che servono come il pane a lavoratori del settore e di cui godono, appunto, molti colleghi del continente europeo. Avete presente? Quello che è sopra le Alpi?

E tutto questo, concludo, senza contare la formazione iniziale e continua entrambe indispensabili per non scadere nella mera reiterazione, che è lunga e tutta a nostre spese; senza contare il precariato mediamente ben oltre i dieci anni, i contratti per precari che spesso scadono a giugno e si riallacciano a metà settembre, ecc.

Personalmente, ripeto, un aumento di ore lavorate del 33% a remunerazione zero non sarò disposto a tollerarlo, se non, ripeto, per causa di forza maggiore.

P.s. Sogno un contratto di 40 ore TUTTE presenziali, da lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 17:00 del pomeriggio con un’ora di pausa pranzo. 40 ore di cui: 20 di docenza nelle classi, 10 di lavoro relativo a detta docenza, 10 a disposizione della scuola per qualsiasi mansione: dalla sostituzione di colleghi -ovviamente senza avere titolarità di classi in più, sennò il discorso cambia- alla cura di aspetti amministrativi, alla formazione, ecc. Tutto nella stessa scuola in cui avrei un ufficio, una scrivania, un computer, i miei libri, ecc. Ovviamente dando tutta la mia disponibilità a lavorare 12 mesi l’anno, come tutti i lavoratori, con 30 gg. di ferie da prendere a mio piacimento e con l’orario didattico commutato in orario formativo o amministrativo -sempre di 40 ore settimanali- nei periodi di blocco scolastico, ovviamente con adeguamento corrispondente della retribuzione che, CCNL di funzionari statali alla mano, implicherebbe de facto un raddoppio dello stipendio. Personalmente mi accontenterei di molto meno.

  

Cinema sotto le (5) Stelle: Assalto al treno

Riccardo novembre 2, 2012 Cinema sotto le (5) Stelle 1 Comment

La vita è quella che viviamo e quella che ci raccontano gli altri circa il loro vissuto. Una persona che non vive, qualora esistesse, nemmeno sarebbe; viceversa non possiamo neanche pretendere di limitarci ad esser metro esclusivo di ciò che viviamo e di ciò, che a nostro avviso dovrebbero, in base al nostro categorico ed univoco punto di vista, vivere gli altri.
Se ci limitiamo a vivere sui racconti altrui risultiamo sterili; se viceversa valutiamo l’essere in funzione esclusiva del nostro vissuto -che spesso è squallido e riduttivo- allora rischiamo di essere gretti, vuoti, ignoranti.
Ed allora la Vita, con la V maiuscola, non dovrebbe essere che una sintesi di studio e vissuto, analisi e esperienza, ovviamente nostre, ma anche altrui. E nella categoria dell’altrui includiamo i rapporti prossimi ed orizzontali, ovvero di coloro aventi analogie con le nostre di vite, nonché relazioni da pari a pari; ma anche rapporti verticali, indotti e alle volte subiti, come quelli che ci narrano i cantori, gli artisti, i poeti.
E quindi la frequentazione dell’esperienza altrui, sublimata nell’arte, è un continuo ripensare alla Vita, nostra ed universale, con lo scopo implicito e santo, di universalizzare ciò che è nostro, ma anche di far nostro l’universo.
La vita altrui quindi, di cui l’arte è esempio preclaro, è quindi una Visione in cui imbambolarsi e da cui imparare, come dagli archetipi della nostra infanzia.
E tra le visioni artistiche ancorate alla Vita quella del cinema è una delle massime rappresentazioni, vuoi per il godimento e l’intrattenimento che ci induce, vuoi per gli esempi o moralia che ne deduciamo.
È per questo che alla settima arte, la più popolare e la più vicina a noi profani assieme alla musica, che questa rubrica è dedicata. Nuova rubrica che avrà come primo stesore il sottoscritto, che sta al cinema come Matteo Renzi alla novità in politica: due mondi diversi. Sarà il mio il giudizio di un profano, che umilmente chiede scusa in anticipo per le castronerie di cui infarcirà, di volta in volta, i suoi post.
Il giudizio di un umile pensatore, sedicente libero, che nel cinema cerca sì lo svago, ma anche la riflessione esistenziale che la sua di vite, squallida e ordinaria come quella di molti, non sembra riesce a dargli.
Con la speranza di diventare, da grande, nella Vita in cui inevitabilmente recito un copione, qualcosa di più di una mera comparsa.

  

Presentati i lampioni intelligenti, per un risparmio energetico fino al 45%

Gabriele novembre 1, 2012 Notizie dal mondo 1 Comment

Umpi, Ibm e Unicredit presentano alla Smart City Exhibition a Bologna il Minos System: lampioni intelligenti che possono condurre a un risparmio energetico del 45%rispetto ai lampioni tradizionali.

Dei nuovi lampioni intelligenti per un grande risparmio energetico, in grado di illuminare in giusta quantità in relazione al luogo e al momento della giornata, in grado di comunicare rapidamente entro una rete telematica, in grado di monitorare i libelli di inquinamento e molto altro ancora. Questa meraviglia tecnologica eco-friendly si chiama Minos System ed è stato da poco presentato alla Smart City Exhibition a Bologna. Con i sistemi di trasmissione dati a onde convogliate elaborati dall’Umpi non sono necessari altri cavi per la gestione rapidissima ed estremamente efficace della rete. Il risparmio energetico può giungere fino al 45%, ma quello monetario? Fino a mezzo miliardo di euro.

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Mozione di sfiducia!

Gabriele novembre 1, 2012 Mozioni 6 Comments

In data 30/10/12 è stata protocollata la mozione di sfiducia al Sindaco di Empoli Luciana Cappelli. La mozione di sfiducia è stata firmata e condivisa da 12 consiglieri comunali :
Baroncelli, Gori, Fruet, Bianchi e Borgherini PDL, Gracci e Cioni UDC, Petrillo e Morini Cittadini per Massimo Marconcini, Bini Rifondazione Comunista, Sani Movimento 5 Stelle e Dimoulas IDV.
La mozione di sfiducia è stata motivata a seguito delle ultime vicende avvenute all’interno dei partiti facenti parte la maggioranza.
I consiglieri firmatari chiedono e sperano che la discussione della mozione di sfiducia avvenga di sabato mattina, dando cosi la possibilità ai cittadini interessati di poter assistere alla discussione che si svolgerà nell’aula del Consiglio Comunale.
Il Presidente del Consiglio ha l’obbligo di indire questo consiglio sulla sfiducia non oltre 30 giorni dal protocollo della mozione.

Il testo della mozione:

MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINDACO DI EMPOLI LUCIANA CAPPELLI

IL CONSIGLIO COMUNALE

Considerato che il Sindaco Luciana Cappelli è stato eletto con il 50,33% dei voti, al primo turno all’interno di una coalizione composta da Partito Democratico, Italia del Valori, Sinistra per Empoli, Verdi Empoli e Partito Socialista;
Ricordato che Lunedì 5 Ottobre 2009 si è dimesso l’Assessore Luigi Nigi, all’epoca Assessore all’Urbanistica;
Ricordato che Venerdì 6 Luglio 2012, l’Assessore Filippo Torrigiani, con importanti e rilevanti deleghe, ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Sindaco Cappelli;
Ricordato che in data 16 ottobre 2012 il Sindaco Luciana Cappelli ha revocato le deleghe all’assessore Annalisa Fiore;
Preso atto e tenuto conto di quanto espresso a mezzo di comunicati ufficiali in merito al sostegno delle forze politiche facenti parte della coalizione elettorale del 2009 all’attuale Giunta monocolore attualmente al governo della città;
Tenuto conto che rispetto al risultato elettorale del 2009 la Giunta Cappelli non rappresenta più la maggioranza dei cittadini e nella fattispecie non è più garante di quella coalizione elettorale e della piena attuazione del programma elettorale risultata investita del mandato amministrativo della città;
Tenuto conto che nella dovuta necessità e nella opportuna consapevolezza che, secondo gli assetti istituzionali scaturiti dalla tornata elettorale del 2009 quasi il 60% delle forze politiche rappresentate in Consiglio sono oggi dichiaratamente all’opposizione dell’attuale assetto di Giunta;
Preso atto che il Comune di Empoli deve affrontare nodi fondamentali per il proprio futuro amministrativo e che determinate scelte non possono essere frutto di una rappresentanza amministrativa cosi mutata ed isolata;
Nell’interesse dei cittadini e nel rispetto del ruolo che questo Consiglio Comunale deve svolgere nell’ambito delle competenze affidategli dalla Legge;

CHIEDE
che si discuta e si approvi la Mozione di sfiducia al Sindaco Luciana Cappelli, ai sensi dell’art. 26 dello Statuto Comunale , che stabilisce, al comma terzo, che “Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.

  

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