Una firma per il giudice

E’ fissato per il prossimo 29 aprile il termine ultimo per la richiesta da parte dei Comuni per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace. A questo punto l’unica possibilità per il Circondario Empolese-Valdelsa di garantire la presenza di questo importante presidio sul proprio territorio è quella di assumersi gli …

Lettera per chi crede che.. “son tutt’uguali!!”

Il Punto è questo: io non vi sopporto più. Non sopporto le vostre lamentele, i vostri piagnistei, le vostre bestemmie. Non tollero più le vostre ingiurie ai parlamentari, ai governanti, ai vigili, ai postini e ai forestali. Non le tollero più perché non avete mai fatto niente per cambiare, non …

Publiambiente vs Priula

Nell’ultimo mese sono arrivate a tutte le famiglie ed alle attività produttive le fatture di Publiambiente relative al secondo quadrimestre del 2012. La tariffa è stata ritoccata al rialzo con Delibera di Giunta per ben due volte, attestandosi a fine agosto 2012 alla quota di 22,53€ oltre iva per lo …

Cosa resterà di questo 2012?

Empoli, anno domini 2012, come lo ricorderanno gli empolesi? Molte le cose accadute in questo anno sotto l’aspetto politico e sociale della nostra città proviamo a ricordarne alcune grazie alla lunga memoria della rete, con la consapevolezza che qualcosa sicuramente ci scorderemo. Blocco dell bici in centro in un primo …

Ultimi articoli:

Nessuno mi può giudicare

Gabriele settembre 28, 2012 Politica News No Comments

Il nuovo Circondario, di seguito Unione dei Comuni, non nasce certo sotto i migliori auspici.
Da tempo le cronache riportano fatti che gettano discredito sulla politica tutta, ultimo in ordine cronologico lo scandalo Fiorito che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione Lazio Polverini, ma i casi Lusi, Belsito, Penati, sono solo alcuni esempi di quanto in basso si è riusciti ad arrivare.
Adesso, più che in ogni altro momento della nostra storia repubblicana, la politica avrebbe bisogno di riacquistare credibilità coinvolgendo il cittadino in quelle che sono scelte fondamentali per la gestione del territorio.
Quello che viene fatto con questa nuova fase dell’Unione dei Comuni è a nostro avviso l’esatto contrario, andando a costituire un organo molto decisionale e contemporaneamente molto staccato dal volere dei cittadini.
Con un astensionismo alle stelle e con la credibilità dei partiti ai minimi storici si doveva secondo noi attuare una scelta radicalmente diversa da un punto di vista di metodo nella costituzione eventualmente di un nuovo organismo.
Niente è stato fatto per coinvolgere i cittadini in questa scelta così importante per il futuro assetto dell’area, anche in un Comune come Empoli che in passato ha speso € 90.000 in due percorsi partecipativi.
Gli stessi regolamenti di Polizia Urbana e Rurale di prossima approvazione hanno avuto lo scorso anno un momento di partecipazione on-line dove i cittadini potevano inviare le proprie segnalazioni, ed in questo caso stiamo sicuramente parlando di un qualcosa di molto più importante.
C’è forse un ultima strada per dare credibilità ad un ente quale la nuova Unione dei Comuni: un referendum confermativo tra gli elettori di tutti gli 11 comuni.

  

Inizia l’iter ZeroPrivilegi

Empoli 5 Stelle settembre 20, 2012 Politica News 1 Comment


Lunedì 17 settembre il MoVimento 5 Stelle della Toscana ha consegnato alla Regione, tramite i tre promotori Mirko Falleri, Andrea Morini, e Maximiliano Castagni, alla presenza di molti consiglieri comunali eletti dal M5S nelle amministrazioni locali toscane e di un centinaio di attivisti, la propria proposta di legge regionale di iniziativa popolare denominata “Zero Privilegi”.
Lo scopo perseguito è stato quello di cercare di modificare gli ordinamenti regionali con strumenti di democrazia diretta, permettendo quindi ai cittadini di esercitare la propria sovranità.
L’iniziativa si prefigge di ridurre drasticamente gli emolumenti economici, i rimborsi spese ed alcuni privilegi di cui godono i consiglieri regionali toscani. Infatti, grazie al processo costituzionale di attribuzione di alcune materie legislative dal governo centrale a quello regionale, avvenuto nel 2001, i consigli regionali sono stati equiparati, come status retributivo, a quello del parlamento romano. Portare a 3.000 euro netti lo stipendio mensile dei consiglieri, eliminare tutta una serie di rimborsi forfettari privi di qualsiasi controllo, definire come totalmente a carico del consigliere e non della regione il TFR dei nostri rappresentanti sono il cuore della proposta.
Un percorso partito nell’aprile di quest’anno, coinvolgendo tutte le provincie toscane, che ha avuto una incredibile accoglienza, le firme sono andate ben oltre il limite richiesto, tra i cittadini della nostra regione, segno tangibile di una rinnovata coscienza critica ed impegno civile contro le degenerazioni della casta politica.
Il MoVimento 5 stelle Toscana continuerà a lavorare affinché questa proposta segua l’iter previsto dalla legge in tempi congrui e ragionevoli. Ai sensi dello Statuto regionale, art.74 comma 3, il consiglio vota la proposta nel merito non oltre nove mesi dalla presentazione.
Questa sarà una prima vera cartina di tornasole per valutare se la politica toscana è ancora in grado di recepire le istanze popolari e tornare ad essere al servizio dei cittadini, oppure se penserà soltanto a mantenere le proprie prebende. Ci vediamo in consiglio regionale, sarà un piacere!

  

ZeroPrivilegi in Consiglio Regionale

Gabriele settembre 16, 2012 Politica News 1 Comment

In questi giorni i media sono impegnati ad analizzare puntigliosamente ogni accadimento che coinvolge il MoVimento 5 Stelle; siamo dunque orgogliosi di poter annunciare a tutti i cittadini della Toscana che i gruppi a 5 Stelle della loro regione hanno raggiunto l’obiettivo della raccolta firme per presentare la proposta di legge regionale denominata “Zero PriVilegi” che mira ad abbattere i privilegi della politica in Regione ed i relativi costi per un risparmio annuo di 4,5 milioni di euro. La legge propone infatti di tagliare la retribuzione dei consiglieri regionali attraverso la diminuzione dell’indennità di carica e di funzione e l’abolizione dell’indennità di fine mandato, del trattamento di missione, della diaria e del rimborso spese di trasporto. I moduli, con le migliaia di firme raccolte (ben oltre la necessaria soglia di legge) saranno consegnate all’ufficio competente della Regione il giorno 17 settembre 2012, alle ore 9:30. Nell’occasione attivisti e simpatizzanti si ritroveranno davanti al palazzo del Consiglio Regionale, a Firenze, per festeggiare il successo dell’iniziativa e ricordare a tutti i consiglieri regionali, i quali si troveranno presto a discuterla, che sono i cittadini a decidere del loro futuro tramite la democrazia dal basso, diretta e partecipativa e non i vari partiti politici. La stampa tutta è invitata a partecipare.

  

Curare è meglio che recuperare

Empoli 5 Stelle agosto 30, 2012 Interrogazioni No Comments


Empoli5stelle ha valutato con attenzione l’ampio progetto di completamento e ristrutturazione del complesso ospedaliero di Empoli illustrato nella conferenza stampa del 27 giugno 2012, che finalmente dopo 12 anni di attese più o meno giustificate pare aver spiccato il volo ed auspica che i tempi promessi siano rispettati per quanto riguarda la ristrutturazione del vecchio ospedale il cui volume è tale da soddisfare tutte le effettive necessità logistiche di un ospedale di media taglia, tuttavia vi sono aspetti tecnici, economici e finanziari non convincenti alla luce della ampia documentazione tecnica disponibile, circa le caratteristiche dell’area per quanto concerne la palazzina E. La scelta di recupero appare più dettata dalla esigenza di sottacere scelte errate del passato che da effettiva razionalità, mentre più corretta riteniamo la sua demolizione con recupero dell’area a verde, parcheggio ed altre attrezzature leggere ad un costo decisamente inferiore.
Con le tecnologie attuali tutto è possibile anche realizzare grandi edifici in substrati geologici alluvionali inidonei e subsidenti come quelli dell’area ospedaliera che non sono in grado di sostenere facilmente grandi masse edificate. Tutto sta nel valutare i costi e soprattutto il rapporto costi/benefici.
Il difetto principale della palazzina E che la rese inagibile al momento del collaudo era legato principalmente alla mancanza di palificazioni di fondamenta sufficienti per garantirne la sicurezza non solo sismica. La colpa, accertata dalla magistratura in via definitiva, fu della ditta esecutrice poiché l’appalto e il progetto di fattibilità prevedeva la realizzazione di opere di palificazione profonda che non furono realizzate come dovevano.
La massa della palazzina E, non sufficientemente poggiata sul substrato profondo più solido già oggi determina un rischio di subsidenza che può mettere a rischio nei tempi lunghi gli edifici del vecchio ospedale essendo posta tra questo e l’Arno. Vi è il serio sospetto che alcuni danni recenti al vecchio complesso H siano proprio dovuti a questi fenomeni.
Oggi si insiste a proporre per quella struttura della palazzina E ormai fatiscente e senza adeguate fondamenta un recupero molto oneroso ad uso parcheggio a pagamento e commerciale. Ciò comporta un ulteriore ampliamento ed occupazione di area per l’ampia rampa rotonda, presumibilmente anche una nuova attività di consolidamento delle palificazioni in cemento armato delle fondamenta e prevedibilmente la permanenza per almeno altri tre anni della costruzione che giace lì da 12 anni ridotta a orribile rudere e nido incubatore per i piccioni, essendo questo l’ultimo intervento previsto dopo la ristrutturazione del vecchio blocco H.
Per questo motivo abbiamo rivolto alla AUSL 11 con una interrogazione a risposta scritta, per il tramite della Amministrazione Comunale, nove quesiti che riportiamo in allegato con le risposte. Vengono fatte così puntuali previsioni di tempi, di costi e di ricavi, che per i cittadini saranno oneri aggiuntivi, che in futuro serviranno a tutti per verificare la correttezza delle scelte, anche di quelle che oggi noi contestiamo. Vedremo tra cinque e dieci anni quanto le previsioni si discosteranno dalla realtà.
L’onere per il recupero della palazzina E ad altri usi è stimato in 10 milioni di € per 14.000 mq di superficie lorda ed entro il giugno 2015 “salvo ritardi imprevedibili”dovrebbe essere completata e collaudata. 10,8 milioni di € è anche la cifra del finanziamento regionale per l’intero progetto di 28 milioni mentre i restanti 18 milioni saranno reperiti tramite il Project Financing con il concessionario.

Riepilogo 9 domande

Interrogazione su piano economico Palazzina E

Risposta del direttore generale ASL Eugenio Porfido

  

Sicurezza sul Lavoro: Microimpresa/2

Valerio agosto 1, 2012 Della Sicurezza del Lavoro No Comments

Nello scorso editoriale ci eravamo lasciati con alcune domande (reali e anche provocatorie) alle quali cercherò di dare risposte comprensibili ed esaustive …
2) perché nella stragrande maggioranza dei casi, anche se il Datore di Lavoro ha l’abilitazione come RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) incarica un “consulente” esterno per svolgere le funzioni che Lui stesso potrebbe e dovrebbe svolgere per quell’incarico?
Fondamentalmente perché si rende conto che, sia nella parte “burocratica” che nella parte pratica, il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. non è così semplice da applicare e da far rispettare all’interno del ciclo produttivo aziendale.
Notoriamente è risaputo, che proprio durante quel corso di appena 16 ore, (adesso le ore vanno in base al rischi aziendale) (contro le oltre 100 dei professionisti esterni e dei dipendenti aziendali) il Datore di Lavoro si rende conto di non avere la preparazione ne culturale, ne tecnica, per fare le cose come richiesto dalla normativa.
Altra cosa da non sottovalutare è il fatto assodato che il Datore di Lavoro ha da “mandare avanti” la bottega, l’azienda non va avanti da sola, anche perché altrimenti verrebbe meno la necessità di un Datore di Lavoro.
Risulta una valida analogia (anche se ne parleremo in altri editoriali) fra Direttore dei Lavori e Coordinatore alla Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Personalmente mi è capitato, in tempi ormai passati, di ricoprire entrambe le figure. L’evidenza dei fatti è che una delle due risulta ampiamente penalizzata, devo dire che normalmente è quella della sicurezza, per ovvi motivi di “produzione”. Il Direttore dei Lavori ha come priorità la produzione in cantiere, sia da un punto di vista della qualità, che della quantità. Diciamoci tutta la verità senza retorica: la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro è un impiccio, o perlomeno è vista tale.
Il Datore di Lavoro dell’unità produttiva fissa (della dimensione che volete) grande o piccola che sia, non ha voglia, ne cultura, ne interesse vero a far rispettare la norma.
Siamo un paese latino e ci comportiamo come tale. La sicurezza non fa parte del nostro modo di lavorare di default, ci è stata imposta. Ecco che cerca (quelli con un minimo di coscienza) di rimediare incaricando un RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) esterno, nella vana speranza che “risolva tutto” e che adempia a quanto stabilito dalla normativa.
Ovviamente la prima regola che viene imposta al tecnico esterno è quella di “non ingerenza”. Detto in parole povere: non rompere le scatole!
A completare il quadro, normalmente, ci si mettono anche i dipendenti che non vogliono sentir parlare di cambiamenti nel ciclo produttivo, cambiamenti di mentalità, ne tantomeno vogliono sentir parlare di quei noiosissimi corsi di formazione che tra l’altro non servono a niente (io sono vent’anni che lavoro al tornio e non mi sono mai fatto niente … sono vent’anni che monto i ponteggi non sono mai caduto … ecc …); ma purtroppo ci sono ogni anno circa 1350 “morti bianche” a cui non era mai successo niente.
Insomma, per uno straniero che viene in Italia, sembra che questo pese caschi letteralmente dalle nuvole per quanto riguarda la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro. Ma non è così, è una favola raccontata da diverse “fazioni contrapposte” per confondere le idee, per interessi di varia natura.
Noi siamo, forse, il primo paese al modo (occidentale) che si è cimentato nella regolamentazione della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro. Certo va detto che all’inizio (i primi interventi legislativi risalgono alla fine dell’ottocento) erano più finalizzati a salvaguardare il Know How dell’azienda, a salvaguardare il ciclo produttivo, che la vita umana (i Datori di Lavoro non gradiscono perdere mano d’opera specializzata).
Solo con l’avvento della attuale Costituzione Italiana si può cominciare a parlare di vere leggi sulla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, con l’avvento del 547/55, 163/56, 302/56, 303/56 e 320/56 si comincia a parlare veramente di un impianto globale per la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro.
Il grande problema è che queste norme, come spesso accade in questo paese, sono state scritte bene ma “lette male”, sia da chi le doveva applicare, sia da chi doveva verificare (applicazione).
Una domanda che mi faccio spesso è: di che cosa si sono occupati dal 1955 al 1994 i sindacati Italiani e le varie associazioni di categoria? Considerando che adesso sono pronte a dare battaglia anche contro i mulini a vento, forse bisognava fare anche qualche cosa nei quarant’anni precedenti.
Inoltre, mi domando dove erano nel 1994, quando il governo di centro destra (Berlusconi) “rifaceva il trucco” al D.Lsg. 626/94 e s.m.i. (autocertificazione sotto i dieci dipendenti) e varava il D.Lgs. 758/94 (trasformazione di reati in illeciti amministrativi).
Comunque mi fermo qui.
Queste sono altre storie che magari potremo riprendere in futuri editoriali.

  

La replica di Bazzoni

Empoli 5 Stelle luglio 26, 2012 Politica News 1 Comment

Riceviamo e con piacere pubblichiamo una replica di Marco Bazzoni ad un articolo apparso qualche giorno fa su questo blog, i due testi possono sembrare in conflitto tra loro, in realtà sono due modi diversi di intepretare una materia complessa come la sicurezza sul lavoro.
Internet è anche questo, condivisione di idee per dare la possibilità al lettore di maturare una coscienza propria.

Prima di analizzare nel dettaglio quanto scritto da Valerio, occorre fare una premessa fondamentale per comprendere meglio il seguito.
Nella sua analisi Valerio fa una sostanziale confusione tra fonti del diritto, procedimenti di accertamento di reato, processi e giurisprudenza e infatti mescola tra di loro legislatori, organi di vigilanza,procura della repubblica, GIP, ecc.
Una cosa invece sono le fonti normative, cioè le leggi dello Stato, che stabiliscono gli obblighi (nel caso in esame, quelli che il datore di lavoro deve rispettare per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori) la cui inadempienza costituisce un reato.
Una cosa ben diversa, anche se conseguenti alle fonti, sono gli aspetti giudiziari e quindi l’ accertamento del reato stesso, la conseguente azione penale o civile, le sentenze di primo e secondo grado e infine le sentenze della Cassazione. Queste ultime poi (la cosiddetta giurisprudenza) definiscono solo delle linee guida interpretative delle fonti, ma non si sostituiscono certe alle fonti stesse.
Quello che il D.Lgs.106/09 del governo Berlusconi, su spinta delle associazioni imprenditoriali, ha fatto è stato stravolgere una fonte normativa relativa alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori (cioè il D.Lgs.81/08) a uso e consumo dei datori di lavoro, nell’ ambito di una più ampia politica, attuata di concerto col ministro Sacconi, di riduzione degli obblighi a carico degli imprenditori e di conseguenze dei diritti per i lavoratori (che purtroppo sta proseguendo con l’ accoppiata Monti / Fornero).
Ovviamente quello che Berlusconi e Sacconi non hanno potuto stravolgere è stata l’ aspetto giudiziario legato alla tutela della salute e della sicurezza, anche se, come è ben noto, sarebbe loro sicuramente piaciuto mettere il bavaglio anche ai giudici, notoriamente “comunisti”.
La richiesta di procedura di infrazione è nata appunto da un’ analisi delle fonti normative e in particolare delle non conformità delle leggi italiane (a seguito della promulgazione del D.Lgs.106/09) rispetto alle Direttive comunitarie (89/391/CEE e successive).
Per quanto riguarda l’ aspetto giudiziario, faremo comunque ulteriori considerazioni a seguire.
E’ indubitabile che scopo principale del D.Lgs.106/09 è stato la deresponsabilizzazione di datori di lavoro e manager.
Addirittura nella sua prima stesure (31/03/09) era prevista in maniera esplicita la cosiddetta “norma salva-manager”, cioè l’ articolo 10 bis comma 1, lettera d), che recitava:
Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’ igiene sul lavoro il non impedire l’ evento equivale a cagionarlo a condizione che l’ evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli articoli 56, 57, 58, 59, e 60 [preposti, progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori, medici competenti, lavoratori, lavoratori autonomi] del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate”.
Ma anche nella stesura definitiva, il D.Lgs.106/09, ha sancito una netta diminuzione di responsabilità del datore di lavoro nell’ attuare gli obblighi di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, dapprima modificando l’ articolo 16 comma 3, che ora recita:
La delega di funzioni non esclude l’ obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. L’ obbligo di cui al primo periodo si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’ articolo 30, comma 4.”
e successivamente aggiungendo all’ articolo 51 il comma 3-bis, che stabilisce che:
Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attività di formazione, anche attraverso l’ impiego dei fondi interprofessionali di cui all’ articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui all’ articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese,tra cui l’ asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all’ articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività”.
Pertanto la vigilanza a capo del datore di lavoro e dei dirigenti (grazie allo strumento della sub-delega introdotto dal comma 3-bis all’ articolo 16), grazie al D.Lgs.106/09, può essere ora dimostrata secondo l’ asseverazione da parte di organismi paritetici (e quindi anche datoriali) dei sistemi di organizzazione e di gestione.
Ed è evidente, nonostante quanto dice Valerio, che un tale impianto normativo (vigilanza a carico del delegante asseverata da un organismo datoriale) non era assolutamente contenuto nel precedente D.Lgs.626/94, che non prevedeva nemmeno in maniera chiara lo strumento della delega, né prevedeva per niente lo strumento della sub-delega.
Il problema è che la deresponsabilizzazione del datore di lavoro e dei dirigenti introdotta dal D.Lgs.106/09, non comporta solo la loro deresponsabilizzazione in caso di accertamento di reato da parte degli organi pubblici di vigilanza dovuto a mancato adempimento di uno o più degli obblighi stabiliti dal D.Lgs.81/08, ma di conseguenza anche la deresponsabilizzazione nei casi in cui, a seguito del mancato adempimento, derivi un infortunio o una malattia professionale e cioè per i reati di omicidio o lesioni colpose (o volontarie).
A proposito del significato riduttivo dato da Valerio al termine “asseverare” è bene osservare che, a di là delle definizioni da vocabolario, nell’ ordinamento giuridico italiano si parla di “perizia asseverata” quando l’ estensore della stessa ne conferma la certezza dei contenuti “sotto la propria personale responsabilità”, attestandone, con un’ ulteriore dichiarazione apposta nella perizia stessa, la veridicità e “rispondendo così penalmente per eventuali falsi ideologici e materiali” in essa contenuti.
E’ quindi evidente che l’ asseverazione fatta dall’ organismo paritetico ha un valore decisamente più importante, rispetto a quanto vuole fare credere Valerio.
Ma anche se fosse demandato al solo Organismo di Controllo interno (ex D.Lgs.231/01) la verifica dell’ efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione della sicurezza, torneremo al punto di partenza, se non peggio in quanto, checcé se ne dica, l’ Organismo di Controllo è di fatto un reparto interno all’ azienda da controllare e nonostante tanta bella teoria è nelle mani del datore di lavoro, anche se ovviamente non in maniera ufficiale. Il controllore è controllato di fatto dal controllato!
Concludendo l’ analisi del diritto (e ripetiamo non dell’ aspetto giudiziario), ribadiamo che il D.Lgs.106/09 ha di fatto modificato pesantemente il D.Lgs.81/08 a uso e consumo dei soli datori di lavoro e dirigenti, introducendo di fatto ancora una norma salva-manager.
Il D.Lgs.81/08, come fonte di diritto, stabilisce ora che datore di lavoro e dirigenti possono delegare i loro obblighi non delegabili, e dimostrare la vigilanza in capo al delegato, mediante la semplice asseverazione di un organismo datoriale o peggio ancora di un Organismo di vigilanza interno, con evidenti ripercussioni non solo nel caso di reati derivanti dal D.Lgs.81/08 stesso, ma soprattutto di quelli derivanti dal Codice Penale.
La correttezza di tale analisi è dimostrata dal fatto che la Commissione Europea, su tali modifiche ha aperto la procedura di infrazione nei confronti dell’ Italia anche su tale. E questo è un dato di fatto e non filosofia spicciola.
In merito all’ aspetto giuridico, sicuramente parallelamente allo stravolgimento del D.Lgs.81/08 (e non dimentichiamo la radicale riduzione dell’ apparato sanzionatorio) il governo Berlusconi ha fatto molto anche per ridurre le possibilità di controlli da parte di Organi statali di controllo, ad esempio eliminando l’ ISPESL (a proposito Valerio se ne è dimenticato e lo cita ancora tra degli Organi di Vigilanza).
In merito infine alle sentenze di primo e secondo grado e alla giurisprudenza, sulla quale Valerio costruisce parte della sua tesi di critica alla petizione, ci preme sottolineare che, come in moltissimi altri casi, le sentenze spesso si contraddicono le une con le altre, anche a causa di una scarsità di chiarezza a livello legislativo.
Ci preme a tale proposito ricordare che una recente sentenza della IV Sezione Penale della Corte di Cassazione (la 395/20 del 28/06/12) ha annullato i precedenti due gradi di giudizio in cui un datore di lavoro era stato condannato per omicidio colposo di un proprio dipendente.
Motivando l’ annullamento la Cassazione afferma che si può configurare “in linea di principio, in caso di una valida ed efficace delega di funzioni in materia di sicurezza, formalmente adottata ed espressamente accettata dal delegato, un indiscutibile trasferimento a terzi della posizione di garanzia gravante sul datore di lavoro, circa gli obblighi in materia di prevenzione e sorveglianza antinfortunistica”.
In questo caso, anche se l’ infortunio avvenne nel 2004 e quindi con vigente ancora il D.Lgs.626/94, i giudici della Cassazione hanno accolto la tesi, che ora, grazie al D.Lgs.106/09, è diventata diritto, che la delega di funzioni esclude gli obblighi di garanzia a capo del datore di lavoro, senza nemmeno preoccuparsi di verificare eventuali colpe “in eligendo” o “in vigilando”.
Non possiamo che immaginarci cosa succederà nella futura giurisprudenza, quando la responsabilità del datore di lavoro e dei dirigenti, sarà ulteriormente ridotta, se non annullata del tutto, in virtù dello stravolgimento del D.Lgs.81/08 operato dal D.Lgs.106/09.
Ci preme infine un ultima osservazione. Valerio insiste molto sul fatto che un’ azienda, al di là dei vari sistemi di gestione della sicurezza, è veramente virtuosa nella tutela dei propri lavoratori, se ha un registro infortuni immacolato e non ha sanzioni da parte degli Organi pubblici di controllo. Forse è vero, ma solo in teoria.
Sappiamo benissimo infatti che nel registro infortuni finiscono solo gli infortuni “ufficiali” (gli stessi che l’INAIL usa per sottostimare il fenomeno infortunistico italiano), ma non certo quelli fatti passare come incidente domestico o quelli avvenuti a lavoratori in nero.
Come sappiamo benissimo che spesso e volentieri gli Organi pubblici di controllo chiudano spesso uno o entrambi gli occhi in funzione del potere delle aziende da controllare. Per la Thyssen Krupp di Torino non vennero redatti verbali di prescrizione, né emesse sanzioni da parte della ASL a proposito dell’ assoluta mancanza di sistemi di sicurezza antincendio, ma non si può certo dire che la Thyssen Krupp fosse azienda virtuosa!

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Marco Spezia, Ingegnere e tecnico della sicurezza sul lavoro

 

  

O capitano mio capitano

Gabriele luglio 24, 2012 Politica News No Comments


Venerdì sera nel confronto pubblico a Palazzo delle Esposizioni di Empoli sulla pista ciclabile la giunta ha presentato il nuovo piano per la viabilità nel tratto tra piazza Guido Guerra e via Tinto da Battifolle, per provare a snellire i problemi di traffico causati dalla “ovovia”.
Vi segnaliamo questo video in cui l’allora assessore Torrigiani certo di numeri, conteggi e statistiche dichiarava che su quel preciso tratto non erano necessarie opere per regolare il traffico. Il video è di un paio di anni fa, ma siamo certi che la stessa domanda avrebbe ricevuto la stessa risposta il giorno precedente alla posa del primo ovo della nuova ciclabile.
Inutile ricordare che niente è cambiato negli ultimi due anni e vogliamo sperare che opere previste anche nel programma elettorale del sindaco Cappelli al primo mandato siano state ben pensate dall’amministrazione.
Ci viene comunque il dubbio che si navighi a vista, che si faccia un qualcosa che poi a cascata siccome non ben pensato e progettato porti a nuove spese, nuove infrastrutture e forse a nuovi errori.
Sulla pista ciclabile ci sono a nostro parere due errori prettamente politici, una sistemazione di questo tipo non dà il senso di definitivo che possa innescare nella popolazione quell’idea che la “ciclabilità” è un passaggio fondamentale per la nostra mobilità futura. Inoltre le piste ciclabili, così come le pedonalizzazioni devono essere percepite come mezzi anche per dare il via ad una riqualificazione urbana, solo in questo modo potranno essere apprezzati da tutta la popolazione.
Le piste ciclabili sono comunque solo un aspetto, importante certo, per infondere nella popolazione un uso della bicicletta come mezzo di locomozione sostitutivo dell’automobile. L’aver tolto la rastrelliera da piazza della Vittoria in occasione del Giro e non averla rimessa il giorno successivo non aiuta certo alla diffusione di una cultura ciclabile, così come l’aver chiuso il centro al traffico delle biciclette all’indomani della nuova sistemazione ZTL.
Per diffondere una cultura bisogna possederla, sentirla propria e questa amministrazione a più riprese, gli esempi sarebbero moltissimi, ha dimostrato di non avere.

  

Un albero neonato per ogni nuovo nato

Francesco C. luglio 16, 2012 In Evidenza, Interrogazioni 1 Comment


In un eccesso di buonismo ci era venuta la strana idea di ripescare dall’oblio della legislatura italiana la famosa legge Rutelli del 1992 (D.L. 113 del 29/01/1992), una proposta dell’allora esponente dei Verdi che obbliga i comuni italiani a piantare un albero per ogni nuovo nato (ogni nuova iscrizione di neonati all’anagrafe) nel territorio comunale. Tale legge è stata resa poi più cogente dal Senato nel 2011 rendendo i tempi di piantumazione piú vicini alla data di nascita.
La nostra interrogazione chiedeva se era stata applicata questa legge a Empoli, quanti alberi sono stati piantati e il numero dei nuovi nati dalla sua entrata in vigore, nel 1992.
La risposta dell’assessore Balducci, abbastanza completa anche se i tempi dalla presentazione sono stati stretti ci dice che i nati a Empoli sono stati 8217, ci ha fornito qualche dato sugli alberi piantati negli ultimi 3 anni ma che questi non sono quelli previsti dalla legge. Perchè? La legge prevede che gli alberi a disposizione dei comuni provengano dalla regione in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, il quale fornisce gratuitamente piccole piante già pronte per la collocazione ma davvero neonate come i bimbi che ne sono “donatori”. Questo comporta che abbiano un difficile attecchimento e di conseguenza una breve vita, rendendo di fatto inutile e poco applicata la legge. È un vero peccato.
L’assessore ha tenuto poi a precisare la gran quantità di verde pubblico empolese e tutte le varie iniziative del Comune a favore dei nuovi nati, sottintendendo che l’applicazione o no di questa legge nulla sposta sull’attività del Comune. Non ne avevamo dubbi.
Avevamo intuito che forse le problematiche tecniche legate alle leggi della natura ne rendessero difficile la sua applicazione, possiamo soltanto suggerire che lo spirito ideologico e rappresentativo del gesto di piantare un albero per ogni nato potrebbe – aggirando le difficoltà vivaistiche – essere mutuato in un altra azione legata alle nuove nascite: l’adozione di un albero già esistente, di un cane o un gatto ricoverato nelle strutture comunali o qualsiasi altra azione che dia al nuovo nato il senso di appartenenza alla comunità empolese e perchè no, umana.

Testo completo dell’interrogazione

  

Mezzo gettone

Gabriele luglio 11, 2012 Politica News 2 Comments


La separazione tra pubblico e privato non è cosa di poco conto, ma un pilastro alla base di ogni stato di diritto.
La distinzione sembra non preoccupare il Partito Democratico empolese, questo nel caso in cui vengano confermate le informazioni venute fuori ieri in Consiglio e non smentite dalla maggioranza.
E’ usanza, soprattutto per i partiti della sinistra, che eletti di ogni ordine e grado, dal Consigliere Comunale al Parlamentare devolvano parte della loro indennità o del gettone di presenza al proprio partito.
Fin qui nulla di strano, ognuno usa il proprio denaro come più ritiene opportuno.
La cosa assume un aspetto pubblico quando è la ragioneria del Comune ad occuparsi di questa riscossione trattenendo direttamente alla fonte le indennità, o parte di esse, per destinarle alle casse del partito.
In pratica gli uffici del Comune si occuperebbero della riscossione, una sorta di ufficio tributi pubblico al servizio di un ente privato quale è un partito.
Non sappiamo se, come detto in aula, questo modo di procedere configuri reati quali il danno erariale o il finanziamento illecito, quello che è certo è che si intravede chiaramente una gestione privatistica della cosa pubblica

  

Sicurezza sul lavoro: Della petizione Bazzoni

Valerio luglio 5, 2012 Della Sicurezza del Lavoro 2 Comments

Scarica la petizione




DERESPONSABILIZZAZIONE DI DATORE Dl LAVORO E DIRIGENTI “NORMA SALVA MANAGER”
Bazzoni scrive nella petizione:
omissis … E’ evidente che questo non è quanto previsto dal D.Lgs.106/09 che esclude la responsabilità del datore di lavoro in qualunque caso, indipendentemente dalla imprevedibilità o dalla eccezionalità dell’evento. Pertanto, quanto disposto dall’ articolo 12 commi 1 e 2 del D.Lgs.106/09, combinato con quanto disposto dall’ articolo 30 comma 1 lettera a) del medesimo Decreto, è in palese contrasto con
quanto stabilito dalla Direttiva comunitaria. … omissis

Premesso che lo scrivente non è ne un avvocato, ne tantomeno un giurista, ma “solo” un professionista che fin dalla vecchia ex 626 si occupa di Sicurezza sui Luoghi di Lavoro. Premesso questo, mi permetto di dissentire da quanto riportato nella petizione.
Risulta vero che il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. ha in qualche modo “favorito” i Datori di Lavoro, ma questo non è certo una novità che proviene dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
Questa è una “politica” che è stata messa in atto fin dal D.Lgs. 626/94 e s.m.i.
Basti pensare al D.Lgs. 758/94 (trasformazione di reati in illeciti amministrativi), dove risulta interessante la “coincidenza” della data di entrata in vigore.
Dobbiamo essere oggettivi e dire chiaramente che in Italia non c’è mai stata una politica atta a prevenire, semmai una politica atta a reprimere (politica generale applicata a tutte le materie).
Il tipo di “atteggiamento” e di “civismo” che è sempre stato tenuto dai nostri “politici” era necessario un escamotage sufficientemente flessibile per fare in modo da dare agli organi di vigilanza la facoltà di fare “cassa” e di non ingolfare le varie procure coinvolte.
Dire che il Datore di Lavoro è stato deresponsabilizzato è una esagerazione. Diciamo che l’operazione che è stata fatta è più ad ampio spettro e sicuramente più contorta, perlomeno agli occhi di un Europeo.
In sostanza lo Stato Italiano ha fatto in modo e maniera che tutto ciò che succede nelle attività di controllo delle aziende (quelle poche che ci sono) siano un esclusivo appannaggio dell’Organismo di Vigilanza, dando ampi spazzi di manovra.
Si da la possibilità agli Organi di Vigilanza di “tirare scappellotti” (anche pesanti), … ma niente più!
La musica cambia radicalmente quando avviene un infortunio grave o un decesso, insomma quando la cosa rischia di andare in mano ai Mass Media.
Tutto il pacchetto passa direttamente alla Procura della Repubblica, passa in mano ad un GIP che se la gioca in maniera completamente diversa. Di solito (le Procure) non “assaltano” mai il Datore di Lavoro con il D.Lgs. 81/08 e s.m.i., passano subito al Codice Penale e al Codice Civile dove risulta praticamente impossibile sfuggire alla “sanzione” sia essa civile, sia essa penale.
Per quanto riguarda il D.Lgs. 231/01, visto nell’ottica di “deresponsabilizzazione” del Datore di Lavoro, mi sembra francamente una storpiatura eccessiva del decreto; ma ne parleremo più avanti.

Bazzoni scrive nella petizione:
omissis … L’esclusione o la diminuzione della responsabilità del datore di lavoro è ammessa solo “per fatti dovuti a circostanze a loro estranee, eccezionali e imprevedibili, o a eventi eccezionali”. E’ evidente che questo non è quanto previsto dal D.Lgs.106/09 che esclude la responsabilità del datore di lavoro in qualunque caso, indipendentemente dalla imprevedibilità o dalla eccezionalità dell’evento. … omissis
Anche in questo caso mi permetto di dissentire. Il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. non esclude affatto la responsabilità del Datore di Lavoro in “qualunque caso”. Anzi. Se prendiamo in esame diversi esempi di infortuni comuni (fonti INAIL) a cui sono sottoposti i lavoratori sono riconducibili, nella stragrande maggioranza dei casi, a due grandi famiglie: errata e/o assente Valutazione del Rischio e/o inefficace e/o assente Formazione degli addetti.
Entrambe le situazioni sono riconducibili alla responsabilità diretta del Datore di Lavoro da cui non può esimersi, nemmeno con deleghe, perché comunque tenuto per legge alla verifica dell’attuazione di quanto delegato.
Solo nel caso di una delega “assoluta” con relativo mandato di spesa il Datore di Lavoro principale è esonerato dai suoi obblighi, ma la delega con mandato di spesa definisce in pratica un altro “Datore di Lavoro” a tutti gli effetti; proprio in virtù del mandato di spesa.

Bazzoni scrive nella petizione:
omissis … Inoltre il principio consolidato dalle fonti e dalla giurisprudenza che, anche in presenza di delega la responsabilità civile e penale di eventuali omissioni rimane in capo al delegante che non abbia sufficientemente vigilato sul delegato, viene in questo caso stravolto, consentendo di assolvere all’ obbligo di vigilanza “in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4.”, quindi di un sistema di verifica dell’adozione ed efficace attuazione di un modello di organizzazione e gestione della sicurezza … omissis
Mi sono permesso di mettere in evidenza “efficace attuazione”, perché il punto sta tutto proprio in queste due parole.
I GIP lo prendo (giustamente) come oro colato.
L’azienda può fare tutte le scartoffie che vuole, ma la realtà è che nel D.Lgs. 231/01 l’unica cosa che conta è in quelle due parole.
Paradossalmente potremmo avere una azienda in cui a livello burocratico ci sono inadempienze da tutte le parti; le scartoffie, per così dire, stanno veramente messe male, ma a livello di “efficace attuazione” non pende una virgola.
Magari il tutto dimostrato da un registro infortuni praticamente immacolato e un sistema interno che permette una prevenzione dai rischi a monte, pressoché perfetto.
È vero che fare una prevenzione a monte, senza una accurata Valutazione dei Rischi, è in pratica una chimera di chi ha pensato nel 1994 di escludere le aziende sotto i 10 addetti dall’obbligo di stesura del DVR; ma a livello teorico va riconosciuto che potrebbe anche essere possibile.
Nella realtà risulta difficile “fare tutto a mente”, o peggio che mai, sul passa parola.

Bazzoni scrive nella petizione:
omissis … La conformità del modello di organizzazione e gestione della sicurezza e del sistema di verifica dell’adozione ed efficace attuazione non viene però demandato a Enti pubblici di controllo (Ispettorato del Lavoro, Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro, Aziende Sanitarie Locali), ma, mediante asseverazione dagli Organismi Paritetici, che essendo organizzazioni datoriali anche dei Datori di Lavoro non potranno garantire un’obiettività di giudizio … omissis
Anche in questo caso dobbiamo distinguere con attenzione fra quella che è l’attività di verifica degli Organi di Vigilanza e quella che è la consulenza degli Organismi Paritetici.
Gli Organi di Vigilanza (Ispettorato del Lavoro, Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro, Aziende Sanitarie Locali), hanno il compito di verificare l’attuazione di norme specifiche che non si estende (e non può estendersi) all’applicazione a quanto stabilito nell’articolo 30 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
Il D.Lgs. 231/01 parla di “disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica … omissis” in attuazione di questo decreto ci sono una serie di articoli che hanno chiare indicazioni di chi fa cosa, come e quando.
Un esempio esaustivo: articolo 6 comma 1 lettera b) “il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo”
È intrinseco nel decreto il “comandamento” principe dell’autonomia e della necessità assoluta di dimostrare da parte della società che lo ha attuato, che tale modello organizzativo, magari associato ad una certificazione volontaria (nella fattispecie OHSAS 18001), sia efficace a livello globale all’interno dell’azienda.
Il fatto che gli Organismi Paritetici siano indicati dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. ad “asseverare”, (vocabolario lingua italiana Sabatini Coletti: affermare qualcosa con autorevolezza), che è molto differente da “certificare” (vocabolario lingua italiana Sabatini Coletti: dimostrare, attestare qualcosa per mezzo di un documento avente valore legale), non significa affatto quello che si vorrebbe far intendete nella petizione.
La dimostrazione sta esattamente in quello che è successo in concreto in tutti questi anni di “sentenze” sull’applicazione del D.Lgs. 231/01.
Il Pubblico Ministero difficilmente ha ritenuto “efficacemente attuato” (D.Lgs. 231/01, articolo 6 comma 1 lettera a)), quindi “certificabile” il modello organizzativo secondo tutti i dettami del decreto. In primis il fatto della mancata autonomia “il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo”.
Molti non sanno che tale Organismo di Controllo deve essere completamente svincolato da “ricatti” della dirigenza e ha il compito, appunto, di controllo su di essa (violazioni sull’applicazione della norma), oltre che il compito di controllo sull’intera struttura aziendale e sul l’intero ciclo produttivo.
In sostanza gli Organismi Paritetici possono limitarsi a “affermare qualcosa con autorevolezza”, quindi esprimersi positivamente o negativamente sul “funzionamento” (nell’unità di tempo, cioè al momento della verifica) del Modello Organizzativo di azienda; ma non sono in grado, e tra l’altro non rientra fra le loro funzioni, di “dimostrare, attestare qualcosa per mezzo di un documento avente valore legale” l’effettiva efficacia del modello stesso.”
Quello che a mio avviso può “dimostrare, attestare qualcosa per mezzo di un documento avente valore legale” l’effettiva efficacia del Modello Organizzativo è solo ed esclusivamente un Registro Infortuni immacolato e l’assenza di sanzioni provenienti sia dall’Organismo di Controllo interno (D.Lgs. 231/01), sia dagli Organi di Vigilanza esterni.

  

Iscriviti alla Newsletter:

In carica...In carica...


Il MoVimento 5 Stelle è completamente autofinanziato dai suoi sostenitori
Scarica il programma del Movimento 5 Stelle
l'ArchiVio - Tutti gli Atti del Comune e la Rassegna Stampa

Versione Mobile



RSS Beppe Grillo Post

  • Dove eravate?
    Il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas, fu assassinato John Kennedy. Ogni americano di quel tempo ricorda dove si trovava quando seppe della notizia. All'uscita di un cinema, a pranzo, in viaggio, a giocare a baseball. La scomparsa di Kennedy e il luogo e le circostanze individuali sono legate in modo indissolubile. Qui da noi, alla periferia dell […]
  • Le balle quotidiane /13: Nessuna alleanza con Marchini
    "Nonostante le dichiarazioni di Marchini ribadisco che noi non stipuliamo alleanze. Se vinco il mio vice sarà del MoVimento 5 Stelle e la squadra scelta tra le migliori competenze della città" Marcello De VitoLeggi e commenta il post su www.beppegrillo.itstorie correlateChi contesta va in galeraBeppe Grillo a MirandolaL'ignoranza del giovane R […]
  • Diretta da Piazza del Popolo #TuttiaCasaTour
    .embed_lacosa {margin: -10px 0 0 -10px; width: 520px; height: 317px; border: 0; overflow:hidden;} #twitter-widget-1 {width:510px !important;} La dittatura non è schiavizzare il popolo. È renderlo invisibile. Noi siamo diventati invisibili! Dobbiamo riprenderci le istituzioni partendo dai comuni. E' ora di mandarli TUTTI A CASA! Sostieni con una donazion […]

RSS Piero Ricca Informazione Libera

  • Gli sponsor di Renzi
    Nei giorni scorsi Matteo Renzi ha rilanciato la proposta di abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Un’apprezzabile iniziativa, che viene incontro a un’esigenza assai diffusa tra i cittadini e coincide con un punto qualificante del programma del M5S. Difficilmente tuttavia Bersani la farà propria, anche perché i “rimborsi” che si appresta a incassare s […]
  • Riciclaggio politico
    Ho guardato le liste, studiato un po’ l’operazione e devo dire che “Rivoluzione civile” non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili. Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi. 1 Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, […]
Italian Bloggers BlogItalia - La directory italiana dei blog

Flash news dal mondo

Più di mille impianti pericolosi in Italia, ma la gente non lo sa

30 gen 2013

impianto

Un nuovo studio effettuato da Legambiente mette a nudo la disorganizzazione dell’Italia. Non che ci sorprendano tali dati, ma nemmeno pensavamo a casi di queste proporzioni. Il numero chiave oggi è 1.100, ed è il numero di impianti industriali che sono potenzialmente bombe pronte ad esplodere, con conseguenze anche peggiori …

Pirogassificatore: Perché la regione impugna la sentenza del TAR?

29 gen 2013

scarselli_luca

Apprendiamo con immenso sdegno che la Regione Toscana ha impugnato la sentenza del T.A.R. Toscana che nel dicembre scorso aveva annullato l’autorizzazione per l’impianto di incenerimento rifiuti di Castelfranco di Sotto Non comprendiamo questo “accanimento terapeutico” in favore di due società private. Il caro presidente Rossi deve oramai rispondere a …

Flash news da Empoli

Il ‘Sant’Andrea d’Oro’ si tinge di rosa: va a Rossella Orlandi e Theodossia Tziveli

20 nov 2012

tziveli_thes_orlandi_rossella

Riconoscimento alla direttrice regionale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate e alla famosa stilista di origine greca Si tinge di rosa l’edizione 2012 del ‘Sant’Andrea l’Oro’, il massimo riconoscimento conferito dal Comune di Empoli nel giorno in cui si festeggia il santo patrono della città. Quest’anno al Cenacolo degli Agostiniani saranno …

Morire di lavoro

Luigi Rossi, 15 anni, Sparanise (Caserta)

27 set 2011

La vittima, Francesco Rossi, studente di un istituto professionale di Vairano promosso al secondo anno di studi, ha perso la vita rimanendo schiacciato sotto il trattore di proprietà del padre Luigi. Il quale, dopo l’incidente, in evidente stato di choc non è stato però in gradi di ricostruire per filo …

Articoli ramdom

  • 12 - 13 giugno, noi scegliamo l'Italia: Il 12 e 13 giugno dovremo votare i referendum più importanti degli ultimi decenni. I temi toccati (acqua, nucleare e giustizia) influenzeranno la ...
  • Una toppa livornese a Empoli: Prendiamo atto con piacere e soddisfazione che la buca in via Livornese è stata riparata. Questo tratto di strada ha subito dall'apertura del centro ...
  • Tanti Pinocchio: L’annuncio dell’abbattimento degli alberi in Via Masini non è una di quelle notizie che ci rendono felici, né come cittadini empolesi né come grup...

Commenti recenti

  • Piero Paris: SCONTRINO FISCALE – Trappola demenziale per poveri incoscien...
  • Francesco C.: Mi permetto di rispondere quale attivista del MoVimento 5 St...
  • marco marongiu: potete chiarire la questione che gira su internet rispetto a...
  • marco: Caduta di stile non di poco conto, e il tentativo di salvarv...
  • Tiziana: Evidentemente nessuno di lor signori ha avuto padri o nonni ...
  • Termoformatrici: Le proces di riciclaggio di bottiglie di plastica sono davve...
  • alessandro: ho gia' letto il programma del movimento sul sito e lo condi...