Parco della memoria o la memoria di un parco?

Recentemente durante un confronto televisivo nel consueto Faccia a Faccia di Antenna 5 dedicato al 25 Aprile, l’assessore Balducci ha voluto sottolineare come ai partigiani Remo Scappini e Rita Chiarini non fosse intitolata solo un pezzo di asfalto abbandonato nella zona industriale, ma anche un parco di nuova e recente …

Una firma per il giudice

E’ fissato per il prossimo 29 aprile il termine ultimo per la richiesta da parte dei Comuni per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace. A questo punto l’unica possibilità per il Circondario Empolese-Valdelsa di garantire la presenza di questo importante presidio sul proprio territorio è quella di assumersi gli …

Lettera per chi crede che.. “son tutt’uguali!!”

Il Punto è questo: io non vi sopporto più. Non sopporto le vostre lamentele, i vostri piagnistei, le vostre bestemmie. Non tollero più le vostre ingiurie ai parlamentari, ai governanti, ai vigili, ai postini e ai forestali. Non le tollero più perché non avete mai fatto niente per cambiare, non …

Publiambiente vs Priula

Nell’ultimo mese sono arrivate a tutte le famiglie ed alle attività produttive le fatture di Publiambiente relative al secondo quadrimestre del 2012. La tariffa è stata ritoccata al rialzo con Delibera di Giunta per ben due volte, attestandosi a fine agosto 2012 alla quota di 22,53€ oltre iva per lo …

Ultimi articoli:

Parlamentarie Empolesi: Maximiliano Castagni

Gabriele dicembre 3, 2012 Politica News No Comments

Il mio Curriculum professionale è caratterizzato da un’esperienza nel settore della moda del Lusso.

Da Settembre 2012 a oggi lavoro presso Christian Dior Couture Italia come Raw Material Manager. Le mie responsabilità riguardano lo sviluppo ed industrializzazione e quindi il rilascio in produzione di tutti i materiali/colori ( Pelli/Tessuti/Altro) in termini di contrattazione prezzo, conformità qualitativa ed estetica, ed il rispetto delle performance tecniche e della safety (conformità alle varie legislazioni nazionali dell’area mondo). Il business gestito ammonta a circa 50 milioni di euro di valore acquistato. Questo ruolo è sempre stato caratterizzato da una predisposizione al lavoro di squadra, infatti, le varie attività s’interfacciano con altri enti come Uff. Stile, Ricerca, Qualità e Sviluppo Prodotto.

Di seguito le mie precedenti esperienze professionali:
Marzo – Agosto 2012 Bally Studio srl – Responsabile Tecnico Ricerca e Produzione Materiali.
Luglio 1996 – febbraio 2012 Gucci Logistica spa Esperienza bellissima in cui sono entrato come assistente ricercatore fino alla responsabilità del Team di Ricerca e Sviluppo Pelli dedicato alla pelletteria, core business dell’azienda.
Dicembre 1993 – luglio 1996 Operaio Qualificato presso la Conceria Cibac di Santa Croce sull’Arno.
Ottobre-Novembre 1993 – Operaio presso il Frantoio di Vitolini
Settembre 1993 – Operaio Agricolo Vendemmia
Il mio primo lavoro è stato come manovale presso un’Impresa Edile, in cui lavoravo durante i mesi estivi per pagarmi le vacanze 1990 /1991/1992/1993.
Ho conseguito il Diploma di Perito Chimico Industriale presso ITIS ” G: Ferraris” di Empoli con il voto di 43/60.
Lingua Inglese buona conoscenza.
Informatica Ottima conoscenza informatica di programmi della suite Microsoft Office e degli applicativi per la navigazione in Internet e per la gestione della posta elettronica. Esperienza nell’utilizzo dei seguenti applicativi: Stealth, AS400, Corel Draw, Photoshop.

Inserisco anche breve excursus all’interno del Movimento 5 Stelle:
Mi sono iscritto nel meetup di Empoli nell’ottobre del 2007 attraverso il Blog di Beppe, alla ricerca di persone, che come me, passavano ore al PC per trovare risposte, spiegazioni, soluzioni ad una società così mediocre, basata sull’egoismo, sulle raccomandazioni, sulla finanza, sulla concentrazione di potere, sulla corruzione, sulla criminalità etc….
Dall’esperienza del meetup, la quale è stata caratterizzata da alti e bassi, sono arrivato insieme ad altre splendide persone alla creazione della Lista Civica di Empoli, con la quale abbiamo ottenuto l’elezione del Consigliere Comunale, il quale fu l’unico eletto nel 2009 in Toscana.
Ho sempre cercato di seguire il gruppo anche se il lavoro, la famiglia l’hanno fatta da padrona. Ho seguito progetti piu’ a lungo respiro come il referendum sull’acqua, l’ultimo dei progetti in ordine cronologico che mi ha visto impegnato in prima persona, come promotore, è stato la proposta di legge Zero Privilegi, il quale è stato il primo vero progetto che ha coinvolto tutta la Toscana e che ha permesso al gruppo regionale di rafforzarsi, di conoscersi meglio e ad affinare le sinergie. Ritengo, in qualità di promotore, insieme agli atri, di aver gestito al meglio tutte le attivitá di coordinamento tra i gruppi ed anche nel ruolo di principale interfaccia con la Regione.

Dichiarazione d’intenti:
Il nostro obiettivo è di mandare in Parlamento persone, le quali hanno ben chiaro il significato di ruolo di Deputato Portavoce e di Senatore Portavoce. Questi dovranno interpretare tale ruolo in ogni istante, in ogni momento, dovranno avere sempre chiaro che saranno dei cittadini, i terminali dei cittadini, Portavoce di tutto ciò che avviene intorno a loro e portavoce delle necessità degli Italiani.
Come sappiamo il MoVimento non ha niente da vendere, non ha niente da imporre, non ha niente da convincere, ha solo da dimostrare che la propria idea, la nostra idea, la nostra filosofia e il nostro programma, hanno l’obiettivo di reinterpretare il concetto di Politica ed il sistema di gestione della Cosa Pubblica, inserendole in un nuovo contesto o meglio ancora, collocandole all’interno di un nuovo modulo sociale ed economico incentrato sulla persona e nell’ambiente in cui vive, sulla sostenibilità dei propri comportamenti e delle proprie abitudini.
Maximiliano Castagni non ha niente da vendere, non ha niente da imporre, non ha niente da convincere, ma non vede l’ora di dimostrare che le nostre idee, la nostra filosofia, il nostro programma sono contraddistinte dal buon senso e potranno risvegliare la coscienza di tante persone e generare nei cittadini una rivoluzione civica e culturale, i giusti ingredienti per un nuovo modo di abitare e vivere il nostro Pianeta.
Seguo questo MoVimento dal 25 Novembre del 2007, sono precisamente 5 anni, ho seguito tutte le evoluzioni, conosco bene quali sono i nostri punti di forza e qual è stato il più importante cioè la Coerenza. Esiste la Coerenza “Logica” ( Quella delle Persone Serie): Penso una cosa, la comunico e la faccio; Esiste la Coerenza “Subdola”: Penso una cosa, ne comunico un’altra ed infine faccio quello che penso; Esiste la Coerenza “Politica”: Penso una cosa, ne dico un’altra e poi ne faccio un’altra ancora. INCOERENZA TOTALE.
La Coerenza Logica è il nostro punto di forza ed è quella che ci ha permesso di avere questi risultati.
1) Niente Soldi
2) Nessun accordo o apparentamento
3) 2 mandati

Sono perfettamente consapevole che un mio eventuale mandato è a tempo e sarà sempre sottoposto al giudizio dei cittadini. Sono consapevole del fatto che sarei uno dei terminali di un network d’intelligenze a disposizione delle persone, degli italiani, di tutti gli italiani, perché ricordiamoci bene che quelli che diventeranno Senatori e Deputati lo saranno per la Repubblica Italiana quindi noi dovremo lavorare per tutti i cittadini sia di sinistra, che di destra ed anche per chi non avrà espresso il proprio voto.
Infine, per terminare, faccio un appello a tutte le persone che saranno elette, raccomando umiltà, dedizione e rispetto verso tutti e soprattutto verso quelle persone che hanno lavorato in tutti questi anni per arrivare fin qui e sacrificato tante ore della propria vita a scapito della famiglia, del lavoro e delle proprie cose.

Per chiunque andrà auguro Forza e Coraggio, perché vedrete in Parlamento, sarà proprio un piacere.

  

Parlamentarie Empolesi: Massimo Giacomelli

Gabriele dicembre 3, 2012 Politica News 1 Comment

Dati anagrafici e curriculum:
Sposato dal 2004 senza figli con Cinzia Raffaelli, diplomato con 72/100,Buona conscenza dell’inglese e ottima conoscenza del pacchetto office ed internet, responsabile di area per Assicoop Firenze S.P.A (Assicurazioni Unipol) dove coordino 40 persone tra collaboratori e impiegati. Ottime capacità organizzative e relazionali, forte orientamento all’obiettivo. Ho ricevuto attestati come formatore professionale di Unipol, per i prodotti, le tecniche di vendita, motivazione ai collaboratori, leadership, ho frequentato corsi di management e bilancio. Ho coordinato gruppi di lavoro e sono inserito in un gruppo di “Manager per il futuro” per la compagnia Unipol Assicurazioni. Consigliere 5 stelle nel giugno 2009 a Empoli con circa il 5% (1° Consigliere eletto in Toscana), dimesso nel dicembre 2011 per motivi di lavoro, dimostrando di non essere “attaccato” alla poltrona. Fautore del coordinamento regionale toscano nel 2009, fautore del “telone 10×11″ di Woodstock a Cesena. I miei Hobby sono il calcio ed il teatro d’improvvisazione. Disposto al trasferimento qualora fosse necessario. Potrei partecipare solo ad una legislatura (vista l’esperienza già maturata da consigliere comunale) e tra 5 anni dare il cambio ad un altro cittadino del Movimento. VOTAMI SOLO SE SEI SICURO, DOVRO’ RAPPRESENTARTI IN PARLAMENTO!!!

Dichiarazione di intenti:
Lavorare per cambiare le regole nel comparto assicurativo alleggerendo la pressione economica delle polizze obbligatorie RCAuto verso i cittadini. Proporre l’ulteriore abbassamento della circolazione del contante evitando così la possibile evasione fiscale. Avendo già avuto una esperienza nel consiglio comunale, aiutare i colleghi ad orientarsi tra gli aspetti burocratici. Portare la mia esperienza nella gestione dei gruppi e orientarli agli obiettivi prefissati.

  

Parlamentarie Empolesi: Salvatore Amenta

Gabriele dicembre 2, 2012 Politica News 1 Comment

Dati anagrafici e curriculum:
Nato a: Empoli (FI) il 17/07/1969. Stato civile: celibe. STUDI: Laurea in Architettura presso l’Università di Firenze, con tesi in Scienze delle costruzioni. Valutazione 101/110. a.a. 2003 Diploma di Geometra. Lingua straniera conosciuta: Inglese
ATTIVITA’ PROFESSIONALE Dal 2003 a oggi ho svolto lavori in collaborazione con diversi studi professionali: questi si sono concentrati sulla progettazione architettonica di edifici nuovi, nel campo della ristrutturazione, del recupero edilizio e dell’arredamento dell’interno (di negozi e abitazioni). Dal 1989 al 2003, durante gli studi, ho lavorato part time come magazziniere in un negozio di sanitaria dal 1996 al 2003. Sono stato arbitro di pallacanestro a livello amatoriale e nello stesso periodo dirigente della lega basket della UISP di Empoli dal 2001 al 2003. Sono stato cofondatore di una squadra amatoriale di basket dove ero dirigente e giocatore.
ATTIVITA’ POLITICA Dal 2008 al 2009 iscritto al Meetup di Empoli e poi cancellato per divergenze con l’organizer. Dal 2009 ad oggi sono stato attivista nella lista civica Empoli a 5 stelle, di cui sono stato in lista alle elezioni comunali del 2009. dal 2009 Ho collaborato con il consigliere comunale per formulare interrogazioni e mozioni comunali, ho partecipato attivamente alla raccolta di firme per “zeroprivilegi”. Scrivo sul blog www.empoli5stelle.com

Dichiarazione d’intenti:
L’obiettivo primario è quello di creare le condizioni affinché sia possibile realizzare il programma di governo del MoVimento a 5 stelle già scritto e approvato da tutti i cittadini che prima di me hanno collaborato alla sua scrittura e che collaboreranno al suo miglioramento. Nel caso non ci siano le condizioni farò un ponte che possa collegare l’assemblea con i cittadini in modo da poter portare dentro la voce della gente che potrà collaborare con me e sentirsi rappresentata con trasparenza e spirito di servizio. Sarò dunque il terminale che darà corpo a tutte le idee nate dal dibattito all’interno del MoVimento per realizzare il nostro obiettivo comune. Per fare questo userò lo strumento della rete per coinvolgere più persone possibili, con conoscenze diverse e complementari, per arrivare alla soluzione migliore possibile che tenga conto di tutti gli aspetti e delle diverse problematiche. La missione che più vorrei realizzare è quella di dirottare i tanti soldi impiegati nei grandi progetti che portano frutti a poche persone e sviluppare tanti piccoli progetti che possano portare beneficio a molti. No al ponte di Messina, no alla TAV, no alle guerre ma si all’istruzione, alle famiglie in difficoltà e alla difesa del territorio. Sono cosciente che la mia inesperienza e i miei errori potranno, in qualsiasi momento, rendere opportuno un mio passo indietro quando ci sarà la possibilità che il mio posto sia occupato da una persona migliore di me.

  

Sicurezza sul Lavoro: Lavoratori scorporati

Valerio novembre 23, 2012 Della Sicurezza del Lavoro 1 Comment


Nello scorso editoriale ci eravamo lasciati con alcune domande alle quali ho cercato di dare risposte semplici, comprensibili ed esaustive (per quanto esaustive possono essere delle risposte “spot” a degli argomenti su cui si è scritto e verranno scritti fiumi di inchiostro).
Adesso ci addentreremo nella “selva oscura” del Decreto 81; cercando di analizzare gli articoli di legge nello spirito che anima questi editoriali: semplicità e comprensibilità.
L’articolo 4 del decreto è dedicato al “computo dei lavoratori” (per il semplice motivo che senza lavoratori dipendenti non si applica il decreto). Già da questo articolo si capisce che non è così semplice e chiaro stabilire la quantità di lavoratori (addetti) impegnati in una Unità Produttiva.
Il nostro paese, per rimanere fedele alla linea di principio (fatta la legge trovato l’inganno) parte subito dai primi articoli ad evidenziare una seri e di “se” e di “ma” che hanno l’unico scopo di tirare la norma come una coperta fin dove si vuole, in barba al principio ispiratore della norma stessa.
Analizziamo alcuni punti dell’articolo in modo volutamente provocatorio.
comma 1 lettera a) – non sono computati i collaboratori familiari…
Io mi chiedo: perché?
Cioè la mia domanda è posta da un punto di vista “preventivo” e “protettivo” nei confronti dei collaboratori familiari. Questa esclusione comporta una pressa di posizione non da poco per lo Stato Italiano. In pratica è come dire che: mogli, figli, fratelli e familiari in genere, non hanno diritto di essere protetti da questo decreto.
Domanda: è giusto?
E soprattutto: chi paga gli eventuali infortuni e malattie professionali?
Perché da quanto ne so io l’INAIL la pagano ugualmente i collaboratori familiari e quindi ne beneficiano ugualmente.
Quindi tutto questo mi suona, ancora una volta, come una scelta politica anziché tecnica.
comma 1 lettera b) – non sono computati i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento…
Partendo dal presupposto che gli ordini Professionali, che sono “notoriamente” portati allo sfruttamento delle nuove leve, ben molto tempo prima delle norme sulla sicurezza, si sono invece preoccupati di fornire gratuitamente (ovvero a carico dei già iscritti) ai tirocinanti una assicurazione contro gli infortuni e una “paga” minima obbligatoria; c’è da chiedersi del perché lo Stato Italiano abbia deciso di “non computarli” e quindi escluderli dal “cappello” del decreto 81.
comma 1 lettera d) – non sono computati i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato…
A me sembra lo stesso identico discorso della lettera a).
comma 1 lettera g) – non sono computati i volontari…
comma 1 lettera h) – non sono computati i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili…
A me francamente sembra che la lettera g) e h) siano il top dell’incongruenza. Negare la “sicurezza” a persone che si offrono come volontari e che si dedicano a fare lavori socialmente utili e come ricompensare con denaro falso.
Da ex volontario di ambulanza mi sento alquanto indignato (adesso purtroppo è un termine che va di moda) ma che rende l’idea dello stato d’animo.
Dovremmo partire (lo Stato per primo) dal presupposto che tutte le “prestazioni” verso un Datore di Lavoro o verso una Persona Giuridica a qualunque titolo e per qualunque motivo, dovrebbe essere all’interno del campo di applicazione e di salvaguardia della salute fisica e mentale. Ma a quanto pare le motivazioni socio politiche fanno ancora da padrone in questo Paese e la maturità sociale e politica è ben lontana da essere presente nel legislatore.

  

Report morti bianche Ottobre 2012

Gabriele novembre 20, 2012 Politica News No Comments


A fine settembre erano 392, al 31 ottobre invece sono tragicamente aumentati arrivando a 445. Questi i numeri che definiscono la morte sul lavoro in Italia nei primi 10 mesi dell’anno. Una strage senza fine e senza neppure una tregua. Perché si continua a morire di lavoro ogni giorno e più volte al giorno come testimoniano tristemente le statistiche: 53 i decessi registrati anche nel mese di ottobre da Nord a Sud del Paese. Ma nello scenario a dir poco sconfortante emerge un dato positivo, anche se non sufficiente ad arginare significativamente il dramma, ovvero il decremento degli infortuni rispetto allo scorso anno e pari al 3,8%.
Sempre l’agricoltura il luogo maggiormente ‘votato’ agli incidenti mortali, seguito dall’edilizia; mentre le fasce d’età più colpite sono quella dei cinquantenni e degli ultrasessantacinquenni. Come se l’esperienza fosse sinonimo di sottovalutazione del rischio.
E una delle immagini più drammatiche giunge dalla Lombardia, dove solo nel mese di ottobre si sono registrate otto morti bianche, portando il bilancio regionale delle vittime sul lavoro a quota 60 dall’inizio dell’anno. Seguono: l’’Emilia Romagna (55), la Toscana (38), la Sicilia e il Veneto (35), la Campania (31) e l’Abruzzo (25).
Ed è proprio l’Abruzzo ad indossare la maglia nera nel Paese quando l’Osservatorio Vega Engineering analizza l’incidenza delle vittime rispetto alla popolazione lavorativa. Rispetto ad una media nazionale pari a 19,5, fa registrare un indice di 50,7 (più del doppio della media della Penisola). Secondo il Trentino Alto Adige (38,3), terza la Valle D’Aosta (35,1), quarta la Calabria (33,1), quinta l’Emilia Romagna (28,4).
Tra le province italiane sono Modena e Brescia a far rilevare il maggior numero di vittime sul lavoro con 17 decessi da gennaio a ottobre . Seconda è Torino (12), terze Salerno, Bolzano e Roma (11); 10 le vittime a Bergamo. Mentre il più alto rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa viene registrato a Grosseto (93,5). Seguono: Benevento (80), Oristano (72,1), Crotone (69,1), Pescara (68), Avellino (62,1), Chieti (57,3) e Modena (55,9).
Al centro della tragedia con il maggior numero di morti bianche c’è l’agricoltura in cui si conta il 36,5% del totale delle vittime sul lavoro; ma altrettanto grave è la situazione nel settore delle costruzioni dove è deceduto il 24,5% dei lavoratori. Il 7,9% degli eventi mortali, invece, ha coinvolto gli operatori del commercio e delle attività artigianali; mentre arriva al 5,6% la mortalità nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.
La più frequente causa di mortalità è la caduta dall’alto nel 24% dei casi, seguita dal ribaltamento di un veicolo o un mezzo in movimento (19,8%) e dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (16,6%)
Gli stranieri deceduti sul lavoro sono l’11,1% del totale. E il 57,1% delle vittime straniere è stato registrato nel Centro del Paese. I rumeni, sono gli stranieri più coinvolti in infortuni mortali.
Mentre le fasce d’età maggiormente colpite in Italia sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (111 vittime) e degli ultrasessantacinquenni (99). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è proprio quello degli ‘over 65’ (263,4); segue il 31,1 della fascia 55-64 e il 17,7 dei 45-54.

Statistiche-morti-lavoro-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-31-10-12
Incidenze-morti-lavoro-popolazione-occupata-Province-italiane-Osservatorio-sicurezza-lavoro-Vega-Engineering-31-10-12

  

Cinema sotto le (5) Stelle: Reality

Riccardo novembre 19, 2012 Cinema sotto le (5) Stelle 1 Comment


Per quanto la Napoli di M. Garrone sia sempre un po’ troppo accondiscendente con gli stereotipi, spesso dispregiativi, che appartengono alla maggioranza degli italiani che, appunto, non conoscono Napoli, tuttavia va riconosciuto al regista di Gomorra, un’abilità eccezionale nel rappresentare lo spaccato di una parte della città e dei suoi abitanti.
Ovviamente la Napoli di Garrone è quella dei quartieri e delle periferie popolari, preda e vivaio di molti mali maggiori del nostro paese. Tra questi il regista, nella sua produzione, ne ha isolati almeno due: la camorra in Gomorra, e la televisione spazzatura in Reality.
Per motivi storici il sud Italia è più incline a legami di vario tipo con le organizzazioni criminali, per quanto l’evoluzione di dette organizzazioni le renda assai più simili, attualmente, a grosse aziende, partiti politici, corporazioni varie, ecc.: tutti enti pro-profit e basta con cui i mafiosi sono sempre andati a braccetto. E non solo al sud, come è stato più volte dimostrato.
Sulla televisione spazzatura, che in Italia fa la parte del leone, il discorso è più universale, giacché il fatto di perder la testa per diventare un concorrente del Grande Fratello, non credo sia collegabile ad una variante diatopica: può succedere in tutta Italia, in tutto il mondo. Ma a mio avviso non a tutti, perché la variazione dominante, l’humus principale è quello diastratico: la televisione è strumento di tortura, seduzione e indottrinamento soprattutto delle masse ignoranti. Al mondo di oggi, chi ha un minimo di strumenti, può tranquillamente farne a meno.
E il protagonista di Reality è un povero ignorante in balia del messaggio televisivo del Grande Fratello, programma a dir poco criminale, da vietare. Un po’, per motivi diversi, come Porta a porta, Amici o le varie trasmissioni in cui ci si scanna per una partita di calcio.
E la televisione colpisce il sottosviluppo al pari della camorra, perché fa sognare, fa sperare in una vita diversa, fa vedere una vita diversa da quella che in contesti appunto di sottosviluppo si è costretti a subire. Di per sé è giusto che la televisione faccia sognare, ma anche i sogni in tempo di crisi devono esser sostenibili.
Da un punto di vista narrativo si registrano alcuni momenti di lento scorrimento, vuoi per lo svolgersi dei fatti, vuoi per le riprese realistiche che rendono Reality quale prodotto intermedio tra fictio e documentario. Ottime le interpretazioni dei personaggi, molti dei quali sconosciuti ai più, nonché il realismo descrittivo della vicenda.
L’unica critica, ai fini di una maggior efficacia del messaggio, è semmai proprio l’ambientazione nella Napoli popolare, avvertibile da molti, forse, come scenario esotico, lontano, che so, dalle nebbie di una piccola cittadina del centro nord.
La nostra critica infatti nasce dal senso di estraniamento che detta contestualizzazione, marcata e pittoresca, potrebbe indurre nello spettatore medio: il grande fratello è più vicino e presente di quello che si possa pensare e di persone pronte ad impazzire, da sempre, è pieno il mondo.

  

Linea di confine

Gabriele novembre 18, 2012 Politica News No Comments


Come forse avrete appreso dagli organi di informazione la mozione di sfiducia al Sindaco Luciana Cappelli è stata respinta con 17 voti che costituiscono la maggioranza PD, di seguito l’intervento in aula durante la discussione della mozione:

Quella che abbiamo di fronte oggi è una importante occasione che non arriva per caso adesso che la politica ed i partiti stanno cercando disperatamente la strada del rinnovamento. Perché vedete la vicenda Torrigiani che è si al centro del dibattito è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’IDV è stato espulso prima a livello nazionale e poi a l
ivello locale da quella coalizione che chiamate di centro-sinistra, paga in effetti il mancato appoggio al governo Monti.
Empoli negli ultimi trenta anni ha vissuto delle forti contraddizioni, e questa mozione di sfiducia ne è solo l’apice, ha avuto una trasformazione socioeconomica notevole, le confezioni, le vetrerie che hanno fatto la storia del nostro tessuto economico sono praticamente sparite, una grande crescita culturale, un ruolo sempre più rilevante nel Circondario, ma ha mantenuto un assetto di potere chiuso da “paesone”, dove la prassi prevale sulle regole, dove la selezione del personale politico si fa in salotti chiusi secondo logiche di potere poco chiare, dove senza una mobilitazione di istituzioni e popolazione si lascia che passino scempi come quelli all’ospedale, torri solari e palazzinaE, dove si lascia che aree dismesse vicinissime al centro, anche se private, stiano in stato ruderale per 40 anni, si lascia che il Palaesposizioni sia oggetto di mille progetti di ristrutturazione e project financing senza mai arrivare a nulla, idem piste ciclabili che solo ora iniziano a prendere corpo ed abbiamo visto come, al parco di Seravalle – Arnovecchio da troppi anni fermo in un limbo, al cinema La Perla, uno spazio da anni sotto sfruttato e che potrebbe dare slancio culturale ed economico ad un centro storico che nel frattempo avete ucciso.
Cose queste che per mancato sviluppo economico o per spese dirette costano poi milioni nelle tasche degli empolesi.
A questo si aggiunge anche l’incapacità, personali del Sindaco Cappelli, ma non solo, di svolgere un ruolo di coordinamento degli 11 comuni del Circondario ma solo di “prevalenza di diritto” quasi centralistica.
In questo secondo mandato del Sindaco errori storici che ci portiamo dietro da troppo tempo hanno subito una accelerazione, per certi aspetti quasi improvvisa, inaspettata.
Vicende come quella della PAM ad Empoli est prima osteggiata, poi quasi osannata come simbolo di apertura alla concorrenza ed adesso sparita dalle cronache.
La vicenda ex Mostardini – Computer Gross dove con una benedizione si è sanato l’esistente ed adesso la città dovrà farsi carico di una nuova strada spezzando il tessuto agricolo per una zona in cui il Regolamento Urbanistico prevedeva campagna ed un riassorbimento nel tessuto urbano di quelle lavorazioni.
Ad infine la vicenda dei PUA esplosa come una bomba dopo oltre un anno che l’urbanistica lenta da sempre ad Empoli aveva subito un ulteriore stallo proprio quando la delega era tenuta in carico dal Sindaco.
Noi oggi dicevo abbiamo una importante occasione, ovvero di dare un segnale forte di discontinuità col passato, verso una vecchia politica ed anche l’occasione di iniziare un dialogo con tutti quei cittadini che vedono quello che vede chiunque abbia un occhio attento sulla propria città.
Questo segnale di discontinuità possiamo darlo noi oggi qui in questa aula oppure probabilmente sarà più forte tra due anni quando andremo a votare.
Per noi del MoVimento 5 Stelle facendo dei meri calcoli elettorali conviene attendere, far maturare nelle coscienze dei nostri concittadini la consapevolezza di questo passaggio, ma quando nel 2009 costituimmo l’allora Lista Civica a 5 Stelle il MoVimento ancora non esisteva e ragionavamo di percentuali intorno al 3% quello che ci spinse fu l’amore per la nostra città, la sensazione che una regia sovrastante fatta di poche persone coordinasse le sorti della città e la sensazione che i cittadini venissero in un secondo piano, in un secondo momento.
Quello spirito noi nonostante il 20% a livello nazionale e la quasi certa entrata in parlamento con un buon numero di persone non lo abbiamo ancora perso, per questo diciamo che per il bene della città diamo un segno di rottura oggi, questo restituirà alla città una governabilità nel futuro anche qualora dovesse esserci un sindaco dello stesso colore politico.

  

Non di sabato

Gabriele novembre 11, 2012 Politica News 2 Comments


Apprendiamo che il Consiglio Comunale in cui si discuterà la mozione di sfiducia al Sindaco di Empoli Luciana Cappelli si svolgerà giovedì prossimo, 15 novembre.
Questo avviene nonostante le opposizioni in maniera compatta avessero chiesto la discussione al sabato mattina, giorno che consente una maggior partecipazione della cittadinanza e degli organi di informazione, oltre ad avere un costo inferiore essendo giorno non lavorativo.
Il solo Partito Democratico ha posto un vero e proprio veto sul sabato senza portare motivazioni di tipo politico ed istituzionale, ma adducendo scuse di carattere generico.
E’ facoltà del Presidente del Consiglio scegliere il giorno per la discussione, ma Piccini ha preferito ascoltare l’unico parere del capogruppo Democratico Alderighi invece che delle opposizioni firmatarie della mozione.
La realtà è che il PD è impegnato nella campagna elettorale per le primarie e non può sprecare un sabato mattina per discutere le sorti della città.
Anche la scelta dell’orario, le otto della sera, appare volta a scoraggiare ancor di più la partecipazione.
Invitiamo comunque la popolazione a seguire il Consiglio di persona o tramite la diretta streaming sul sito internet del Comune.

  

La laVagna: 24 ore a scuola!

Riccardo novembre 6, 2012 La laVagna 1 Comment

Mi ero promesso di non scriver più niente sulla scuola perché in oltre 30 articoli credo di aver dato un saggio esaustivo di quella che è la mia visione critica e propositiva -riformatrice e talvolta rivoluzionaria- del sistema dell’istruzione in generale ed italiano nello specifico.
Tuttavia negli ultimi mesi, in ambito scolastico si sono succeduti fatti, a mio avviso gravi, che, come sempre succede in un Paese la cui popolazione si culla nell’ignoranza, finisce con il creare le solite battaglie tra poveri.
Gli spunti da trattare sarebbero -e forse saranno- molti, per ora mi limito a quello che ha suscitato forse più sconquasso almeno nella categoria, relativo alla proposta di ampliamento dell’orario di lavoro dei docenti da 18 a 24 ore, ovviamente a costo zero.
Personalmente, premesso che non escludo di cambiar lavoro a prescindere e che mi sento come un professionista impegnato attualmente nella scuola e non come un occupante di un pezzetto di cosa pubblica, posso tranquillamente dichiarare in questa sede, per iscritto, che qualora passasse detto decreto o decreti analoghi, in assenza di cause di forza maggiore, mi dedicherei ad altro. E questo nonostante mi consideri una persona valida, competente, seria e, modestamente, apprezzata, dall’intera comunità scolastica.
Il problema è duplice: da una parte si ha un contratto atipico, a mio avviso di per sé sbagliato, perché suscettibile di interpretazioni faziose e distorte. Detto sia a prescindere dal numero di ore e dalla retribuzione da questi previsto. Dall’altra si ha un’opinione pubblica abbastanza ignorante e grezza, tendente alla sudditanza.
Un insegnante di ruolo (perché i precari hanno condizioni assai peggiori), lavora per contratto 18 ore frontali (= di lezione) per 33 settimane contrattuali e 36 effettive. Oltre a queste 18X33 ore ha l’obbligo di 80 ore annuali di impegni extradidattici più il tempo dedicato a scrutini ed eventuali esami, non computati. Il tutto in un periodo circoscritto tra i primi di settembre e fine giugno, con qualche piccola oscillazione nella parte conclusiva dell’anno scolastico. Detto così, ed è il messaggio che nessuno negli ultimi 20 anni ha tristemente provato a cambiare (per interessi vari), all’opinione pubblica parrà che l’insegnante non faccia un cazzo: vi assicuro che da studente quindicenne anch’io avevo la stessa opinione. Poi si dovrebbe crescere, cosa che non sempre avviene nei modi e nei tempi sperati, e si dovrebbe, di conseguenza, riuscire a veder le cose in altro modo.
Cominciamo a tirar fuori i primi problemi:
a) un insegnante lavora a scuola 18 ore di lezione ma la sua presenza nel centro però cresce se vi aggiungiamo i ricevimenti mattutini, anch’essi contrattualmente non computati né retribuiti, almeno una ventina d’ore l’anno e sottolineo almeno, le ore settimanali di buco nell’orario, ovviamente non retribuite, che possono essere una, due, tre, quattro, cinque, ecc., senza limiti.
b) per quel che riguarda il computo degli impegni collegiali il discorso è ancor più ridicolo: 80 ore normalmente tra consigli di classe ordinari e straordinari, collegi docenti, riunioni disciplinari, assistenza progetti, ricevimenti pomeridiani, ecc., spesso aumentano a dismisura. E se io ho una riunione alle 17:00 e ho lezione fino alle 12:00 e magari lavoro a 50km da casa, cosa faccio? Vado a pranzo fuori con buoni mensa che non ho, torno a casa per due ore con la benzina che non mi viene rimborsata, ne approfitto per lavorare in una scrivania con un computer di cui non sono stato dotato, mi gingillo perché tanto godo di uno stipendio, per le ore intermedie, che non percepisco, ecc. Guardate -e lo dico a chi non è nel mondo della scuola- che non è questa una situazione rara, anzi, è la normalità.
c) può sembrar strano, ma ogni giorno a casa ci si porta del lavoro dietro che, nel caso di persone molto, molto fortunate -per il numero e l’omogeneità dei gruppi che possono toccargli- o molto organizzate, implicano almeno un terzo del tempo dedicato in classe al lavoro a casa. Io personalmente tra preparazione di verifiche e lezioni e correzioni, medie voto, burocrazia, ecc., con sei ore settimanali non ce la faccio: probabilmente non sono né così bravo e/o né così fortunato.

E allora facciamo due conti, sulla settimana lavorativa standard di un docente.
18 ore di lezione + 2 ore di buco di media + 1 ora di ricevimento= 21 ore presenziali.
Per le 18 ore di lezione è ragionevole calcolarne 9 di preparazione a casa= 21+9= 30
A queste 30 ore si aggiungono gli impegni extradidattici, le famose 80 ore potenziali (+scrutini, ricevimenti, esami, ecc.), che fanno alla svelta, come detto, ad arrivare a 90 o a 100, ovviamente con degli enormi buchi orari nel mezzo.
Se a ciò si aggiunge la quantità di pendolarismo che in termini di tempo e chilometri è assai più alta, generalmente, di quella di un lavoratore medio e l’assenza, al pari di altri lavoratori (non di tutti, per carità), di rimborsi per pasti fuori casa, benzina nonché l’assenza di 14ª -appannaggio di alcuni settori, ma non della scuola- e premi di produzione vi sembrano tanti 1350€ al mese? A me no. E nemmeno alla UE dei 15, visto che sul netto si percepisce in Italia -lavorando più ore in classe rispetto a tedeschi, francesi, ecc.- 500€ meno al mese essendo ovviamente fanalino di coda, ultimo anche tra i PIIGS, senza godere, tra l’altro di piccoli benefit come sconti per libri, cinema, musei, teatri, ecc., che servono come il pane a lavoratori del settore e di cui godono, appunto, molti colleghi del continente europeo. Avete presente? Quello che è sopra le Alpi?

E tutto questo, concludo, senza contare la formazione iniziale e continua entrambe indispensabili per non scadere nella mera reiterazione, che è lunga e tutta a nostre spese; senza contare il precariato mediamente ben oltre i dieci anni, i contratti per precari che spesso scadono a giugno e si riallacciano a metà settembre, ecc.

Personalmente, ripeto, un aumento di ore lavorate del 33% a remunerazione zero non sarò disposto a tollerarlo, se non, ripeto, per causa di forza maggiore.

P.s. Sogno un contratto di 40 ore TUTTE presenziali, da lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 17:00 del pomeriggio con un’ora di pausa pranzo. 40 ore di cui: 20 di docenza nelle classi, 10 di lavoro relativo a detta docenza, 10 a disposizione della scuola per qualsiasi mansione: dalla sostituzione di colleghi -ovviamente senza avere titolarità di classi in più, sennò il discorso cambia- alla cura di aspetti amministrativi, alla formazione, ecc. Tutto nella stessa scuola in cui avrei un ufficio, una scrivania, un computer, i miei libri, ecc. Ovviamente dando tutta la mia disponibilità a lavorare 12 mesi l’anno, come tutti i lavoratori, con 30 gg. di ferie da prendere a mio piacimento e con l’orario didattico commutato in orario formativo o amministrativo -sempre di 40 ore settimanali- nei periodi di blocco scolastico, ovviamente con adeguamento corrispondente della retribuzione che, CCNL di funzionari statali alla mano, implicherebbe de facto un raddoppio dello stipendio. Personalmente mi accontenterei di molto meno.

  

Cinema sotto le (5) Stelle: Assalto al treno

Riccardo novembre 2, 2012 Cinema sotto le (5) Stelle 1 Comment

La vita è quella che viviamo e quella che ci raccontano gli altri circa il loro vissuto. Una persona che non vive, qualora esistesse, nemmeno sarebbe; viceversa non possiamo neanche pretendere di limitarci ad esser metro esclusivo di ciò che viviamo e di ciò, che a nostro avviso dovrebbero, in base al nostro categorico ed univoco punto di vista, vivere gli altri.
Se ci limitiamo a vivere sui racconti altrui risultiamo sterili; se viceversa valutiamo l’essere in funzione esclusiva del nostro vissuto -che spesso è squallido e riduttivo- allora rischiamo di essere gretti, vuoti, ignoranti.
Ed allora la Vita, con la V maiuscola, non dovrebbe essere che una sintesi di studio e vissuto, analisi e esperienza, ovviamente nostre, ma anche altrui. E nella categoria dell’altrui includiamo i rapporti prossimi ed orizzontali, ovvero di coloro aventi analogie con le nostre di vite, nonché relazioni da pari a pari; ma anche rapporti verticali, indotti e alle volte subiti, come quelli che ci narrano i cantori, gli artisti, i poeti.
E quindi la frequentazione dell’esperienza altrui, sublimata nell’arte, è un continuo ripensare alla Vita, nostra ed universale, con lo scopo implicito e santo, di universalizzare ciò che è nostro, ma anche di far nostro l’universo.
La vita altrui quindi, di cui l’arte è esempio preclaro, è quindi una Visione in cui imbambolarsi e da cui imparare, come dagli archetipi della nostra infanzia.
E tra le visioni artistiche ancorate alla Vita quella del cinema è una delle massime rappresentazioni, vuoi per il godimento e l’intrattenimento che ci induce, vuoi per gli esempi o moralia che ne deduciamo.
È per questo che alla settima arte, la più popolare e la più vicina a noi profani assieme alla musica, che questa rubrica è dedicata. Nuova rubrica che avrà come primo stesore il sottoscritto, che sta al cinema come Matteo Renzi alla novità in politica: due mondi diversi. Sarà il mio il giudizio di un profano, che umilmente chiede scusa in anticipo per le castronerie di cui infarcirà, di volta in volta, i suoi post.
Il giudizio di un umile pensatore, sedicente libero, che nel cinema cerca sì lo svago, ma anche la riflessione esistenziale che la sua di vite, squallida e ordinaria come quella di molti, non sembra riesce a dargli.
Con la speranza di diventare, da grande, nella Vita in cui inevitabilmente recito un copione, qualcosa di più di una mera comparsa.

  

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