Della questione CSA Intifada
Sulla vicenda Intifada la Giunta empolese si è dimostrata ancora una volta non all’altezza della situazione. Un tavolo di concertazione, come proposto dal Sindaco, dopo che la decisione di modificare la destinazione d’uso dell’area ex scuola di Ponte a Elsa appare ridicolo ed inutile.
In genere se dialogo deve essere questo ha senso prima e non a posteriori, ma questa amministrazione ha a più riprese dimostrato di non essere interessata al dialogo, alla concertazione, nemmeno coi propri compagni di coalizione come la recente storia dimostra.
Il nodo politico vero sta nei tempi, Intifada è lì da 25 anni e dal ’92 paga regolarmente un affitto che è stato di volta in volta rinnovato dall’amministrazione, questa nel mentre si è servita del centro sociale per curare la propria immagine tollerante.
Adesso forse le priorità sono cambiate quindi cosa si fa si appallottola come un foglio di carta e si butta via ?
Non pensiamo che questa amministrazione sia così sprovveduta da pensare di poter rimuovere una realtà forse di nicchia, ma comunque radicata nel territorio, così dalla sera alla mattina semplicemente colorando con altro colore una piantina e senza pensare eventualmente di trovare una nuova sistemazione al centro sociale.
Ci viene quindi il sospetto che tutta questa discussione sia fine a se stessa, sia una discussione per dividere tra “Intifada si” ed “Intifada no”, tra Intifada e (ipotetiche)case popolari, sia insomma una mera ricerca di consenso elettorale.
In questo gioco non scendiamo, se l’amministrazione non vuole l’Intifada deve spiegare alla cittadinanza come mai ha concesso una scuola per 25 anni, viceversa deve spiegare perché creare tensioni con un centro sociale che obiettivamente tensioni in città non ne ha mai create.
Certo ci si potrà chiedere cosa ha prodotto l’Intifada in questi 25 anni, questa è la domanda a cui il centro sociale dovrà rispondere per avere la popolazione pensante di Empoli dalla loro parte. Quella che suggeriamo è la lotta che non si aspettano, quella fatta sul piano della politica e del consenso popolare, una osservazione a questo Regolamento Urbanistico sostenuta da un congruo numero di firme potrebbe essere la carta vincente.

















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