CIAO MAURO

Camminavamo insieme tra fasci di sole e nuvole nere
Arrivavamo stanchi infondo a quelle sere.
I nostri son stati giorni semplici, giorni da operai
Due risate da mettere in cantiere, che non si sa mai.
Adesso sei protagonista da giornale
Il bene battuto dal male.
Da leggi non scritte, da uno stato ignobile e senza decoro
Sei morto trivialmente sul lavoro.
Scommetto per quel poco che ti ho conosciuto che sei morto di generosità,
l’obiettivo si poteva raggiungere, era la tua visione della realtà.
Due versi ridicoli per celare un piccolo grande dolore,
di chi ti ha conosciuto poco, ma ha visto che si muore.
Un esercito di mille guerrieri ogni anno, guerrieri senza troppe pretese
Lasciano il mondo per meno di mille euro al mese.
E il Presidente si riempie la bocca di parole:
-è l’ora di dire basta, di fare leggi migliori!
Ma squilla il telefono di sua moglie, il Presidente ne è fuori.
I figli guarderanno dalla finestra sperando di vederselo tornare
Come si può spiegare che babbo se ne è andato a lavorare
E non l’hanno, non l’abbiamo, fatto più tornare?
Abbiamo sì, hai capito bene, perché la colpa è di tutti, se ci penso…
La colpa è della politica, ma anche nostra, col nostro tacito consenso
Consenso a lavorare senza i minimi requisiti di sicurezza
Il resto è solo giornalismo, squallida monnezza.







In carica...











Un Cittadino esigente
Futuro e cemento hanno lo stesso colore (parte prima)
mi viene a mente la storia di Luigi delle Bicocche che racconta di un vero eroe che non fa cose eccezionali, non va in guerra, non fa missioni ma dimostra il suo eroismo ogni giorno. Per me Mauro è un eroe, non avrà medaglie ma avrà sempre il mio rispetto.
Non esistono morti bianche, esistono morti sul lavoro. Troppi. In un silenzio colpevole. Si ignora o si fa finta che morire sul lavoro non esista, perchè il lavoro è sacro. Si è pronti a giustificare qualsiasi nefandezza purchè lavoro sia. A qualsiasi condizione. Il tema non è solo l’articolo 18 ma anche che tipo di lavoro vorremmo, che si allontani sempre più da una condizione di disagio e di rischio. La questione è lunga e tortuosa, ma dovremmo partire dall’ampliamento dei diritti dei lavoratori, non dalla loro riduzione…