La MoViola: Agonismo vs. amatorialità

Quando si parla di sport, non solo di calcio, si suol inquadrarlo in una dicotomia: da una parte ci sarebbe lo sport agonistico, la cui massima espressione è il professionismo; e dall’altra lo sport come hobby, ergo lo sport amatoriale.
Tuttavia questa distinzione a me appare superabile, dal momento in cui in entrambe le situazioni si presuppone una serietà: la serietà dello sportivo.
Nel calcio UISP vediamo di tutto: chi non ha nemmeno gli elementi basici della tecnica, chi non sa stare in campo, chi non arriva puntuale alle convocazioni, chi salta -senza preavviso e/o giusta causa- allenamenti ed addirittura partite, chi si presenta a giocare con la sbornia della sera precedente, ecc.
Bene, tutti questi fattori denotano la poca serietà dei protagonisti di una determinata disciplina. È chiaro che, trattandosi di un’attività di svago, un minimo di rilassatezza e tolleranza siano consentite, ma solo un minimo. Perché lo sport, come la Società, ha delle regole e chi non le rispetta non solo danneggia se stesso, ma anche la società di cui fa parte.
Il problema è quando questa scarsa serietà parzialmente tollerabile nell’ambito di uno sport amatoriale si sposta vuoi allo sport agonistico, vuoi, cosa ancor più grave, agli ambiti non sportivi, quali il lavoro, i rapporti interpersonali, la famiglia, ecc.
L’Italia è sull’orlo del baratro e le cause di ciò sono molte: dalla disonestà come marchio antropologico italico alla mera incapacità di chi comanda. Ma c’è un altro fattore assai grave di cui non sento parlar troppo: la mancanza di serietà. La maggioranza delle persone che conosco sinceramente non è seria e di conseguenza non è né professionale, né competitiva.
Esistono, è vero, nel calcio come nella vita, i Maradona: quelli talmente bravi che si possono permettere di far tardi la sera, saltare gli allenamenti ed esser comunque importanti. Ma la maggioranza di noi, nella migliore delle ipotesi, non è che un rincalzo, un gregario, una docile fibra dell’universo, citando Ungaretti, che non è di peso alla Società, solo se è umile, se si comporta con serietà, allenandosi e lavorando con gli altri e per gli altri. Anche l’amore, di cui l’amatorialità è etimo, è una cosa seria…







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Lasciate ogni speranza o voi che entrate…
La Ventana - María Estrella
Giù le mani dal Fermi
sarebbe interessante fare un parallelismo tra i politici che percepiscono 14.000 euro mensili e quelli delle liste civiche che fanno tutto “aggratis”. Essere degli amatori non significa automaticamente essere poco seri, pur avendo risultati diversi tutti dovrebbero mettere il medesimo impegno e dedizione ma non è facile conciliare il tempo impiegato con la politica (quindi nel tempo libero) e quello per il lavoro, la famiglia e gli amici.