L’ex ospedale di via Paladini a Empoli (foto gn) Centro per le nanotecnologie all’ex ospedale, quattro mesi all’inizio dell’avventura
La Regione gli attribuisce il titolo di unico polo di ricerca specifica della Toscana. A gestirlo l’Agenzia per lo Sviluppo e altri partner privati
Centro di ricerca sulle nanotecnologie, inizia il conto alla rovescia. Tra “Quattro mesi” all’ex ospedale di via Paladini a Empoli troveranno posto i laboratori sostenuti dall’Agenzia per lo Sviluppo Empolese-Valdelsa, dal Circondario e da alcuni privati. A dare questi tempi è il direttore dell’ASEV, Tiziano Cini, nell’illustrare alcune importanti novità che hanno portato a intravedere la luce fuori dal tunnel iniziato nell’ottobre del 2008, quando fu approvata dal consiglio comunale empolese la variante al regolamento urbanistico per dare il via alla ristrutturazione dei locali.
“Entro quattro mesi – puntualizza Cini – dobbiamo presentare alla Regione Toscana il progetto esecutivo, poi avremo il definitivo riconoscimento dall’ente per operare a tutti gli effetti e iniziare la ricerca”. Il laboratorio, di 300 metri quadrati, sarà suddiviso in tre parti: una di nano medicina; una di ricerca sui nuovi materiali, in particolar modo superfici di plastica,vetro e altri materiali; infine una terza con strumentazione avanzata a servizio dei laboratori interni e a disposizione conto terzi. La possibilità di poter effettuare servizi e analisi per esterni è una novità rilevante nel settore. “Abbiamo puntato su uno strumento versatile e di punta – dichiara Laura Niccolai di Colorobbia Italia Spa, azienda partner del progetto – per poter dare al laboratorio introiti propri e creare posti di lavoro nell’indotto. Centri che operano in questo modo ne esistono solo dodici in tutto il mondo”.
Per arrivare all’operatività del laboratorio è stato necessario partecipare a due distinti bandi della Regione Toscana. Il primo ha riguardato la fornitura dell’hardware, del quale tra dieci giorni circa arriverà il decreto definitivo per l’assegnazione dei finanziamenti.
L’altro, invece, ha riconosciuto all’Agenzia per lo Sviluppo e al suo nascente centro la qualifica di Polo di Innovazione Regionale per le nanotecnologie. La Toscana ha infatti deciso di incentivare la ricerca in luoghi specifici in modo da farla bene e non disperdere le risorse, individuando Empoli come il punto di eccellenza per lavorare su questo campo. Con il bando sono stati approvati alcuni progetti specifici e scartati altri, per cui tra gli amministratori pubblici e i partner del progetto la notizia ha dato grossa soddisfazione e gioia. “Si dà sempre tutto per scontato – dice il sindaco di Empoli, Luciana Cappelli – ma in questo caso non era così”.
Il progetto ‘Nanomx’, consultabile nel dettaglio nel pdf allegato (clicca qui per aprirlo), ha un costo di 100mila euro, di cui il 70% sarà a carico della Regione. Sarà dislocato nei distretti industriali di Empoli e Castelfiorentino ed è in partenariato con Tinnova (agenzia speciale della camera di commercio di Firenze e Prato), l’ICAD (International Consortium for Advanced Design) del dipartimento di Energetica dell’ateneo fiorentino,e il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei materiali, che riunisce 45 rettorati per raggruppare le eccellenze e comporre un unico soggetto per la raccolta dei fondi europei. I partner privati, oltre a Colorobbia Italia, sono l’Asl 11, Inso-Gruppo Consorzio Etruria e Acque Ingegneria.
A differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, fino al 2013 la Regione destinerà direttamente le risorse ai poli prescelti, evitando dunque l’emissione continua di bandi. Cosa, dunque, che permetterà anche una certa programmazione dell’attività.
“Il progetto – si legge nelle slide dell’allegato – definirà in dettaglio la costituzione di un Polo di Innovazione Toscano sulle Nanotecnologie, fornendo un modello di governance autosostenibile, con un forte coinvolgimento di aziende (piccole, medie e grandi), di centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, e con il supporto dei principali attori dello sviluppo locale, allo scopo di favorire attività di ricerca, animazione territoriale, trasferimento e mediazione tecnologica, marketing e formazione, per il rafforzamento del cluster, con particolare riguardo alla rete delle PMI che non sono in grado di sviluppare autonomamente l’innovazione”.
“Il soggetto gestore del futuro Polo – prosegue – si candiderà quindi alla gestione del futuro Laboratorio, trovando in quella sede la sua naturale collocazione ed utilizzando in maniera complementare le strutture di ricerca di INSTM e quella delle imprese private; ad essere punto di riferimento regionale per le azioni di ricerca e trasferimento tecnologico nel settore, utilizzando i finanziamenti diretti della Regione per questo fine”.
L’obiettivo sarà lavorare su campi di nicchia dove il mercato comunque regge e per creare nuove opportunità legate ai settori tradizioni della Toscana e in particolare dell’Empolese-Valdelsa. Applicazioni pratiche del progetto possono esserci anche in settori come l’edilizia (prodotti antismog e antiusura, trattamenti su vernici e sui materiali da costruzione) e l’alimentare (packaging, conservazione dei prodotti).
“A livello italiano – spiega Andrea Caneschi del Consorzio INSTM – ci sono eccellenze per le naotecnologie e regioni come Veneto e Puglia che stanno investendo molto. Qua siamo indietro e per partire dobbiamo seguire due strade: potenziare quel che abbiamo e non disperdere il capitale umano che formano le tre università toscane. Dobbiamo fare un buon investimento formando il personale e appoggiandoci ai partner che portano nel progetto esperienza e know-how”.
Fonte:Gonews.it







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