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E’ l’ora di inaugurare la nuova Coop di Ponticelli. Il PD: “Orgogliosi di avere un supermercato nel nostro territorio”

Gabriele maggio 8, 2011 Notizie locali No Comments

Taglio del nastro alla struttura, aperta al pubblico da martedì 10 maggio. Il segretario Torrini: “Scetla coraggiosa e riformista, ora puntiamo a collocarci la terza farmacia comunale”

“Lunedì 9 Maggio alle 17.30, in presenza delle autorità, verrà inaugurato il nuovo centro Coop di Ponticelli che aprirà definitivamente al pubblico martedì 10. C’è orgoglio nelle file del partito democratico per l’apertura di questo supermercato. Primi fra tutti abbiamo investito in questa idea e con coraggio abbiamo saputo portarla avanti.

Voglio ringraziare personalmente tutto il partito e gli amministratori per aver, in questi anni, investito con entusiasmo nell’idea che anche Santa Maria a Monte potesse avere un grande supermercato sul proprio territorio. Il centro Coop rappresenta una grandissima prospettiva di sviluppo per tutto il comune. Tutti i nostri cittadini, siano essi residenti in pianura o nella zona delle colline, non dovranno più spostarsi nei comuni limitrofi per fare la spesa e perdere inutile tempo e soldi per gli spostamenti,come manifestato ogni settimana dagli oltre 4300 soci Coop che abbandonano il comune per fare la spesa.

Siamo inoltre sicuri che a trarne beneficio non saranno solo i cittadini, ma anche il piccolo commercio, grazie alla grande attrattività che il supermercato avrà nei confronti dei comuni vicini. Si interromperà finalmente quell’evasione commerciale che fa uscire ogni anno più di 17 milioni di euro da Santa Maria a Monte. Stiamo inoltre lavorando affinché la terza farmacia assegnata al nostro comune, la prima comunale, possa essere collocata all’interno del centro commerciale, offrendo un grande servizio a tutti i cittadini che potranno raggiungerla con facilità visto il punto strategico in cui si trova.

Noi crediamo, al contrario del partito socialista, che la scelta migliore sia aprirla a Ponticelli, in una zona strategica per tutti i cittadini e facilmente fruibile.  Non so a cosa abbiano pensato i socialisti per la possibile sede della farmacia, ma metterla ora in collina non credo sia la scelta migliore ma soprattutto non lo credono i molti cittadini che ogni giorno incontriamo e che si felicitano per la realizzazione del supermercato e che auspicano che la farmacia si trovi al suo interno. Molti di loro sono cittadini che hanno votato lo schieramento di destra alle precedenti elezioni  e questo ci compiace molto. Queste sono scelte coraggiose che manifestano il vero spirito riformista del nostro partito, capace di investire nel futuro e difendere gli interessi di tutti piuttosto che continuare a difendere i privilegi di pochi come il PDL di Santa Maria a Monte vorrebbe si continuasse a fare.

Noi andiamo avanti con questa scommessa di rendere più efficiente e moderno il nostro Paese , sicuri, che la grande sfida del riformismo, la si possa vincere solo guardando al futuro e non rimanendo aggrappati al passato e alle ideologie. Invitiamo quindi tutti i partiti riformisti compreso quello socialista  ad aprire un dialogo produttivo su questo e su altri temi , noi intanto andiamo avanti con i fatti, le chiacchiere le lasciamo agli altri”.

Antonio Torrini, segretario PD Santa Maria a Monte

Fonte:Gonews.it

  

Unione inquilini Pisa: pratiche scorrette su luce e gas

Gabriele aprile 27, 2011 Notizie locali No Comments

Con il presente comunicato stampa cerchiamo di avvertire e mettere in guardia le persone di pratiche commerciali non propriamente corrette.
Infatti, ci sono giunte varie segnalazioni sugli incaricati che si recano a domicilio per far sottoscrivere nuovi contratti di utenza per l’energia elettrica ed anche il gas metano.
Difatti, ci sono state fatte varie segnalazioni, tra le quali possiamo ricordare pratiche commerciali aggressive fatte anche verso persone anziane.
Oppure il semplice fatto che se viene richiesto di lasciare copia delle carte che si vuole far firmare viene detto che non è possibile. Oppure, pratiche aggressive verso persone straniere che non conosco bene la legge italiana ed, in alcuni casi neanche la lingua.
Infine, ci è stato segnalato anche un caso in cui la firma stessa apposta sul contratto non è stata messa dal consumatore.
Così si invita chiunque fosse stato colpito dalle suddette pratiche commerciali a rivolgersi al nostro sportello legale (33134 47072).
Non solo, la nostra organizzazione sta valutando di ricorrere anche al Garante del mercato e della concorrenza se ne emergessero i presupposti.
Infine, si ricorda che il consumatore può recedere dal contratto entro dieci giorni lavorativi mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Unione inquilini

  

Le due vie dedicate a Rina e Remo Scappini I nipoti di Rina Chiarini e Remo Scappini scrivono al sindaco: “Meglio ‘il nulla’ che due vie sul nulla”

Gabriele aprile 20, 2011 Notizie locali No Comments

Nell’avvicinarsi della festa della Liberazione i familiari commentano l’intitolazione ai protagonisti della Resistenza di alcune strade al Terrafino: “Non si poteva fare nella ‘loro’ Santa Maria?”

Carlo e Valerio Chiarini, nipoti di Rina Chiarini e Remo Scappini, hanno scritto una lettera al sindaco di Empoli Luciana Cappelli in merito all’intitolazione di due vie ai due coniugi partigiani protagonisti della Resistenza. Un testo che arriva all’avvicinarsi della Festa della Liberazione e che si riferisce all’intitolazione di due strade a queste due figure nella zona industriale del Terrafino.

 

Ecco di seguito il testo:

 

“Capita di guardare la televisione, la sera. Capita soprattutto quando ci sono trasmissioni come quella di lunedì 18 aprile, su Rai 3: La grande storia – “25 aprile, la Liberazione!”.
Il programma ripercorre le varie fasi della guerra in Italia, dall’attestarsi degli eserciti sulla linea gotica, fino alla liberazione dell’intero Paese.
Gli eserciti si fronteggiano, crescono le formazioni partigiane, la Resistenza si organizza e si scontra con un nemico sempre più spietato. Le città liberate accolgono gli alleati e ricominciano a vivere.
A nord, il movimento partigiano, sopravvissuto ai terribili mesi invernali, non ha mai smesso di combattere e si prepara alla grande insurrezione popolare.

A Genova l’esercito tedesco, dopo quella che gli storici hanno definito “l’insurrezione perfetta”, è costretto a trattare con il CLN ligure e il generale Meinhold firma l’atto di resa senza condizioni alla presenza di Remo Scappini, operaio empolese e Presidente del CLN ligure. Sono le 19,30 del 25 aprile 1945. Gli alleati arrivano a Genova il giorno dopo e i partigiani consegnano loro quasi 6.000 soldati tedeschi catturati in città e circa il doppio catturati sulle montagne. Il commentatore della trasmissione sottolinea l’eccezionalità dell’evento: è la prima volta che un generale della Vehrmacht, e non solo, si arrende ad un operaio.

Capita, il giorno dopo, di andare a prendere la superstrada FIPILI, al Terrafino, e ad un certo punto ti trovi a destra Largo Remo Scappini, poco dopo, a sinistra, Largo Rina Chiarini (moglie di Remo, Medaglia d’Argento al Valor Militare e Medaglia d’Oro delle Brigate Garibaldi). Ti soffermi e vedi il nulla: non ci sono piazze, non ci sono vie, non ci sono case o fabbriche, c’è “il nulla”.
Non è che l’Amministrazione Comunale di Empoli non abbia fatto niente per ricordare Rina e Remo, ma in questa circostanza sarebbe stato meglio nulla, piuttosto che “il nulla”.

Noi, nipoti di Rina e Remo, avremmo preferito che fossero dedicate loro due vie della frazione in cui erano nati e vissuti prima di partire per Genova, due vie della frazione di Santa Maria, per esempio: un tratto di via Pratovecchio e un tratto di via Livornese. Probabilmente il Comune ha ritenuto che questo avrebbe comportato qualche “fastidio” per gli abitanti, come il dover aggiornare i documenti, e questo è vero, ma anche passare nove anni nelle galere fasciste (Remo) o subire torture e deportazione (Rina) deve essere stato piuttosto “fastidioso”, ed un riconoscimento più onorevole per due personaggi di tale spessore non avrebbe, crediamo, irritato nessuno”.

Carlo e Valerio Chiarini

Fonte:Gonews.it

  

La Waste Recycling, il volantino e le minacce…

Gabriele aprile 11, 2011 Notizie locali No Comments

Con il presente comunicato stampa rispondiamo alle minacce di azioni legali, totalmente infondate, inviateci, anche mediante i mezzi di informazione, dalla società Waste Recycling.
Premettiamo che abbiamo aspettato qualche giorno a rispondere per rispettare il lavoro della giuria dei cittadini che doveva decidere definitivamente sabato; al contrario di altri, che fanno pubblicare minacce di azioni legali e dati favorevoli all’impianto di Waste Recycling a due giorni dalla decisione della giuria (!!).
In relazione alle accuse assurde rivolteci da Waste Recycling rispondiamo che sono totalmente infondate e che ci sapremmo difendere benissimo nelle aule giudiziarie e, sopratutto, ricordiamo che siamo ancora in un paese libero dove è ancora tutelata la libertà di manifestazione del pensiero (!!).
Di conseguenza, continueremo a distribuire il volantino incriminato e pubblicandolo anche sul nostro blog.
Entrando nel merito del contenuto del volantino contestato, si ricorda semplicemente come sia l’ARPAT stessa a sostenere che: “il progetto di ristrutturazione produttiva ed energetica per lo stabilimento Waste Recycling non è altro che un impianto di  incenerimento rifiuti speciali non pericolosi”ed è la legge, più in generale, a definirlo “impianto di incenerimento”.
In relazione alla possibile formazione  di diossina si ricorda che è la stessa Asl a sostenere che: “se le temperature elevate in camera di combustione e post- combustione riducono la possibilità di formazione di diossine/IPA vi possono essere altre zone dell’impianto ove  si possono creare condizioni che ne permettono la riformazione anche a seguito della riduzione della temperatura a circa 200° C prima del percorso di dei fumi nel sistema di abbattimento”.
In relazione al fatto che l’impianto non sia stato considerato assoggettabile alla VIA è certamente un fatto di interesse pubblico criticabile, sul quale ci riserviamo qualsiasi valutazione anche in seguito.

Avv. Luca Scarselli
Sezione Valdarno Inferiore
Unione Inquilini Pisa

  

Di quanto si svalutano gli immobili intorno agli inceneritori?

Gabriele marzo 27, 2011 Notizie locali No Comments

Di quanto si svaluteranno gli immobili nelle vicinanze del pirogassificatore di Castelfranco di Sotto dopo la realizzazione dell’impiano? Prova a rispondere l’avvocato Luca Scarselli dell’ Unione inquilini

Gli immobili potrebbero svalutarsi fino al 40% , 50%.
Ovviamente, tutto dipenderà dalla distanza dall’inceneritore (se e quando verrà costruito…).
Il calcolo della suddetta svalutazione è stato fatto paragonando la eventuale situazione futura con una passata oramai consolidata.
Difatti, a santa croce sull’arno c’è la cosidetta zona Agricola ed il c.d “Cerri” dove le case sono svalutate oramai da anni a causa del depuratore.
La Zona agricola di santa croce che prendiamo in considerazione consiste nelle strade di Via di Pelle, via del Bosco e Via Donica (nella parte più lontana dal centro di santa croce ).
Nella suddetta Zona ci sono vecchie case coloniche, piccole e vecchie fattorie o case a due piani di minimo 100 /120 metri quadrati, molte votle circondate da giardini anche molto più ampi delle abitazioni stesse e con appezzamenti di terreni annessi.
Una simile abitazione in un’altra zona sarebbe considerata “quasi signorile”. Invece, essendo vicino in linea d’aria al depuratore di santa Croce subisce una svalutazione che oscilla tranquillamente tra il 40 % ed 50 % del valore di mercato, a causa della nomea che ci sia il “cattivo odore” del depuratore. Si può così, effettivamente fare un paragone con la situazione tra l’inceneritore ed la situazione che ha creato il depuratore di santa croce immaginando un abbattimento notevolmente superiore al 40 %, 50% del valore per immobili, sopratutto quelli a civile abitazione, confinanti con l’impianto.
Si può prevedere un abbattimento del 40% , 50% del valore nel raggio di uno o due chilometri ed oltre una riduzione di valore meno siginifcativa ma non per questo meno importante. Così, si può intanto immaginare un notevole bbattimento di valore delle abitazioni su via delle confina .
Poi si ricorda che nel raggio di due chilometri c’è una buona parte dell’abitato di santa croce ed anche una parte dell’abitato di castelfranco, e nel medesimo raggio di due chilometri si coinvolge anche santa maria a monte ed anche ponte a appiano nel COmune di fucecchio, sulla cui questione l’amministrazione tace al momento …
Oltretutto, si deve aggiungere che sono coinvolte nel suddetto impatto ambientale anche molte aziende agricole che sono presenti sul territorio. In un raggio di due chilometri dal futuro impianto ci sono tantissime aziende agricole o vivai. Infatti, molti si dimenticano che lungo la provinciale Francesca Bis e nella zone agricole di santa croce, castelfranco e Santa Maria monte ci sono tansissime aziende agricole e molte di queste sono a meno di due chilometri dal futuro impianto.

Per eventuali segnalazioni si prega di contattare il 331 34 47 072

Avv. Luca Scarselli
Segretario
Sezione Valdarno Inferiore
Unione Inquilini Pisa

  

Pirogassificatore, class action contro Comune e Provincia

Gabriele marzo 25, 2011 Notizie locali 1 Comment


La nostra organizzazione ha deciso che nel caso in cui vengano rilasciate le autorizzazioni necessarie per la costruzione del pirogassificatore, alias inceneritore, tra Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto promuoverà una “class action” contro le autorità che le avranno rilasciate.
La “class action” avrà come oggetto la svalutazione delle abitazioni ed in generale degli immobili che sarà causata dall’istallazione di questo impianto. Infatti, un simile impianto svaluterà certamente il valore degli edifici circostanti.
Non solo, la svalutazione non riguarderà solamente pochi edifici, ma molti. Si deve ricordare che l’inceneritore verrà costruito in fondo a via della confina tra Castelfranco e Santa croce e di fianco al fiume Usciana, ed in un raggio di tre chilometri c’è quasi tutto l’abitato di santa croce e buona parte dell’abitato di Castelfranco di sotto.
Oltretutto, non ci sembra giusto che una persona lavori tutta una vita per riuscire ad ottenere la propria casa e poi si veda questo bene svalutato, perché una ditta privata, per mero interesse economico, voglia costruire un impianto con un forte impatto ambientale.
Fino ad ora nessuna dell’autorità competenti ha valutato anche questo aspetto che danneggerà certamente molti cittadini.
Così, la nostra organizzazione adirà le vie giudiziarie per risarcire i cittadini del danno subito.
Oggetto della suddetta azione legale saranno la Provincia di Pisa ed il Comune di Castelfranco di sotto, in qualità di enti competenti per legge, oltre agli altri enti che saranno ritenuti responsabili di questo danno ai cittadini.
Ovviamente, le azioni legali non si limiteranno alla tutela del diritto di proprietà ma anche al diritto alla salute.
Non solo, si deve ricordare che nel raggio di un chilometro dal futuro impianto ci sono anche tantissime aziende agricole e così anche esse potrebbero essere danneggiate.
Per eventuali segnalazioni si invita la cittadinanza a chiamare il 331 34 47 072″.
Luca Scarselli, Sezione Valdarno Inferiore – Unione Inquilini Pisa

  

Via Magolo ad Avane, Empoli (foto gonews.it) Discariche abusive a cielo aperto, inciviltà al Terrafino e ad Avane. Solo due esempi

Gabriele marzo 14, 2011 Notizie locali No Comments

Continuano gli abbandoni indiscriminati di rifiuti: materassi, frigoriferi, televisori e inerti. Le foto di via Di Vittorio e via Magolo

Ancora uno spettacolo indegno. Ancora gesti di inciviltà che non hanno giustificazioni. Ancora foto che testimoniano lo scempio che qualche maleducato e incivile cittadino attua.

Non è il primo articolo che gonews.it dedica all’abbandono indiscriminato di rifiuti e purtroppo crediamo che non sarà l’ultimo.

Si tratta di foto che la nostra redazione ha scattato quasi per caso, girando in auto in due zone di Empoli.

Una è quella industriale del Terrafino, l’altra è Avane, a due passi dalla Casa del Popolo e dal Mercato ortofrutticolo.

I rifiuti sono sempre quelli: immancabili i frigoriferi e i televisori, ma si trovano cartoni di ogni tipo, secchi di vernici, residui di muratura e altro.

Tutto materiale che potrebbe essere tranquillamente portato, senza alcuna spesa, al centro di raccolta di via del Castelluccio, tra l’altro proprio a due passi dalla zona industriale del Terrafino.

Alcune foto si riferiscono a via Di Vittorio, in un’area circondata da attività produttive e aziende.

Altre foto sono state scattate ad Avane, in via Magolo.

Sempre vicino a due ‘isole ecologiche’ che sono state trasformate in discariche abusive a cielo aperto.

Sul posto ci sono anche alcuni fogli e altro materiale da cui si potrebbe, forse, anche risalire agli autori di questo deprecabile gesto di inciviltà.

Tra l’altro il ritiro dei rifiuti ingombranti come i frigoriferi o le televisioni è gratuito ed è possibile richiederlo al numero 800 980 800.

Fonte: Gonews.it con altre foto

  

Dissociatore molecolare:165 medici posson bastare?

Gabriele febbraio 27, 2011 Notizie locali 1 Comment


Sono 165 i medici che hanno, in una lettera inviata a Presidente della Provincia di Pisa ed ai Signori Sindaci, espresso il loro dissenso alla realizzazione del Dissociatore Molecolare.
Con questa lettera intendiamo rivolgere a tutti Voi un caloroso appello per un’ulteriore, opportuna riflessione sul problema dell’impianto di trattamento termico dei rifiuti, presentato con il nome di dissociatore molecolare o DM-Energy, che si vorrebbe costruire alla periferia della città di Pontedera in località Gello
Visto il rinvio del progetto, ancora per un anno, avrete più tempo per valutare quale possa essere l’impatto sanitario degli impianti di incenerimento e impostare un piano di gestione dei rifiuti che comprenda alternative che non mettano a rischio la salute dei vostri cittadini.
Pur non essendo competenti in campo impiantistico, sappiamo infatti che, sulla base della legislazione vigente, impianti di questo tipo sono da considerare impianti di incenerimento a tutti gli effetti.
D’altra parte, in linea del tutto generale, si tratta di impianti caratterizzati dallo stesso tipo di materiali in ingresso – i rifiuti – e dallo stesso tipo di prodotti in uscita al termine del trattamento: scorie, ceneri pesanti, ceneri volatili, residui del trattamento dei fumi ed emissioni in atmosfera di materiale particolato e di gas.
Pertanto, in assenza di prova contraria, che d’altra parte non può esistere trattandosi di impianti sostanzialmente sperimentali, dobbiamo presumere che gli effetti sulla salute della popolazione siano analoghi a quelli conosciuti per gli inceneritori propriamente detti.
Possiamo assicurarvi che esiste una copiosissima letteratura sia nazionale che internazionale sui danni alla salute causati da questi impianti (tumori, malattie disormonali, disturbi dell’immunità, malattie polmonari e cardiocircolatorie ecc).
Ecco allora che per un medico, non per mero ideologismo, ma in nome del giuramento fatto, diventa imperativo interpretare non solo il ruolo professionale di curante ma ancor prima quello di interprete della prevenzione fin dove possibile ( art. 5 del nuovo Codice Deontologico; “il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione e di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva”)
Con l’incenerimento di rifiuti si liberano nell’aria e conseguentemente sul suolo una pericolosa serie di sostanze chimiche inquinanti. Vogliamo ricordare come qualsiasi sostanza inquinante – una volta prodotta – finisca inevitabilmente, pur se con tempi e modalità diverse, nella catena alimentare e che all’apice della stessa si trovano i neonati nutriti con latte materno.
Allo stato dei fatti tutti gli impianti attualmente in funzione sono da considerarsi moderni inceneritori: ebbene, non esiste alcuna prova che essi siano innocui, mentre si accumulano segnali tutt’altro che rassicuranti. Si rincorrono numerose le notizie sugli esiti preoccupanti delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all’inceneritore di Montale a Pistoia. Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all’ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Colleferro a Modugno, fino al “famoso” inceneritore di Brescia – spesso portato ad esempio dai politici – che ha visto numerose aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB.
I Sindaci della vicina Versilia si trovano ad oggi nella condizione contraria alla vostra, a dover richiedere una proposta di indagine proprio per valutare se l’aumento di tumori ed eventi ostetrici avversi che si è verificato sul loro territorio negli ultimi anni possa essere messo in relazione all’esposizione delle emissioni del loro inceneritore.
Gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994,129).
La formazione degli inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti, come è stato descritto anche recentemente, e ciò vale anche per l’impianto che si vorrebbe costruire in questo territorio.
Fra gli inquinanti emessi dagli inceneritori possiamo distinguere le seguenti grandi categorie:
Particolato inalabile (PM10), Particolato fine (PM2.5) e Nanoparticolato (inferiore al decimo di micron). Il nanoparticolato, non essendo trattenuto né dai filtri degli impianti (per le nanopolveri non esistono sistemi di captazione efficaci), né da quelli dell’albero respiratorio, si comporta come una spugna per le sostanze inquinanti e, una volta inalato, le veicola direttamente nel sangue determinando reazioni infiammatorie croniche a carico di svariati sistemi come il cardiocircolatorio e il neurologico.
Metalli pesanti, e i temibili VOC. Quand’anche nella fase pirolitica del trattamento queste ultime molecole venissero degradate a composti più semplici, esse si possono riformare nelle fasi successive, a seguito di reazioni secondarie, come è stato dimostrato per altri impianti. I VOC sono in gran parte estremamente tossici (agiscono legandosi ai recettori nucleari e alterando la trascrizione genetica determinano patologie endocrine, riproduttive, immunitarie ed oncologiche) e molti liposolubili (per questo più tossici per le donne e di conseguenza per feti e neonati). Fra questi ve ne è un gruppo denominato Persistent Organic Pollution (POP), cui fanno parte furani, diossine e PCB, tipicamente emessi da inceneritori, che sono estremamente persistenti e bioaccumulabili (con la Convenzione di Stoccolma del 2001 il nostro Paese ha preso l’impegno di perseguire l’obiettivo di eliminarne o quantomeno ridurne la dispersione nell’ambiente).
Le conseguenze esplicate da ciascuno di essi possono essere diverse e più gravi in relazione alla predisposizione individuale e alle varie fasi della vita e sono soprattutto pericolose per gli organismi in accrescimento.
Altrettanto preoccupante è la presenza dei metalli pesanti nelle emissioni di questi impianti. Anche il recente studio ” Patos” della regione Toscana -che ha raccolto e tipizzato il particolato atmosferico di diverse centraline dislocate nel territorio – attribuisce la maggior variabilità di metalli pesanti riscontrata a Montale, territorio rurale, proprio alla presenza di un impianto di incenerimento per varie tipologie di rifiuti. Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo, Nickel, sono cancerogeni certi (IARC 1) per polmone, vescica, rene, colon, prostata; Mercurio e Piombo sono classificati con minor evidenza dalla IARC (livello 2B) ed esplicano danni soprattutto a livello neurologico e cerebrale provocando difficoltà dell’apprendimento, riduzione del quoziente intellettivo (QI), iperattività nei bambini.
L’impianto previsto, non solo non farebbe eccezione, ma costituirebbe anzi una sorgente emissiva di metalli pesanti in particolare per la presenza, tra i rifiuti trattati, di car-fluff. Sotto questo profilo, il trattamento termico operato dall’impianto rischia di rendere maggiormente biodisponibili e quindi più pericolosi per la salute i metalli pesanti presenti nei materiali d’ingresso.
L’enorme dimensione di questo inceneritore neutralizza eventuali migliorie di abbattimento degli inquinanti e per tale motivo la massa dei tossici aerodispersibili probabilmente supererà di gran lunga gli inceneritori più anacronistici ma più piccoli.
Considerare l’incenerimento come pratica virtuosa per smaltire i rifiuti vuol dire mistificare la realtà e ignorare studi allarmanti sull’alta incidenza tumorale nelle aree prossime ad inceneritori che riguardano non solo l’Italia, ma anche la Francia e l’Inghilterra («Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères» 2008 Secrétariat du Département santé environnement, Institut de veille sanitaire 12 rue du Val d’Osnes 94415 Saint -Maurice Cedex; “The Health Effects of Waste Incinerators” 4th Report of the British Society for Ecological Medicine Second Edition June 2008). A questo proposito si segnala l’ennesimo recentissimo studio condotto nell’area di ricaduta dell’inceneritore di Besançon dove si osserva una correlazione statisticamente significativa fra concentrazioni seriche di sostanze diossino-simili e PCB ed insorgenza di linfoma Non-Hodgkin. Studi di cui sarete sicuramente a conoscenza e per i quali rimaniamo a disposizione per fornivi il materiale se vi necessita.
Inoltre Vi invitiamo per il noto “principio di precauzione” ad un uso prudente ed il più possibile informato del vostro potere decisionale (il testo della Costituzione Europea all’art. 111-233 puntualizza “tutte le situazioni in cui si identifichi un rischio ma non vi siano prove scientifiche sufficienti a dimostrarne la presenza o l’assenza, o a determinare adeguati livelli di protezione”).
E’ qui necessario ribadire che il “principio di precauzione” non si basa sulla disponibilità di dati che provino la presenza di un rischio, bensì sulla mancanza di dati che garantiscano l’assenza di tale rischio (tale principio vale ancor di più se le evidenze epidemiologiche esistono e sono numerose come nel nostro caso).
Una buona occasione per fare Prevenzione Primaria è, a nostro avviso, quella di scegliere metodi di gestione dei rifiuti alternativi all’incenerimento, evitando di costruire impianti che emettono pericolosi inquinanti.
Del tutto recentemente questo concetto di semplice ed immediato buon senso è stato con forza ripreso dal Prof. David Kriebel della Health Environment School del Mussachussets, che sulla rivista Occup. Environ. Med. commentando un’indagine condotta da ricercatori dell’Università di Lione, in un’area in cui sono attivi 21 inceneritori (indagine che ha evidenziato rischi statisticamente significativi di gravi malformazioni urogenitali fino quasi a sei volte l’atteso in relazione all’esposizione a diossine emesse dagli impianti) letteralmente ha affermato:
“ Lo studio Cordier suscita serie preoccupazioni in relazione ai rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento di rifiuti. Questo dato, combinato con l’evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere di per sé determinante nella scelta della gestione dei rifiuti. Infatti oltre ad essere molto pericolosi per la salute, tali impianti:
1)provocano la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche comunque da smaltire;
2)contribuiscono al riscaldamento globale;
3)ma soprattutto impediscono la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poiché una volta che questi impianti costosissimi sono stati costruiti, i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli”.
Noi, in qualità di medici curanti, possiamo limitarci a tentar di contenere i danni, tagliando i rami dell’albero delle patologie mediate dagli inquinanti, in molti casi senza riuscirvi, voi dovreste agire sulle sue radici, evitando che tali patologie insorgano.
E noi siamo qui a ricordarvi che solo agendo sulle radici, potremo sperare di arginare le patologie che devastano le vite di tutti noi e dei nostri cari.
Sotto questo profilo appare moralmente inaccettabile creare le condizioni per esporre la popolazione a rischi assolutamente evitabili.
Non vogliamo ulteriormente dilungarci sul descrivere le alternative all’incenerimento dei rifiuti basate su processi di trattamento a freddo e su processi che limitino i conferimenti in discarica, i quali riteniamo dovranno costituire l’unica strada da perseguire fin da subito.
Potreste commettere un grave errore “amministrativo” con conseguenze sanitarie incalcolabili per i prossimi decenni, mettendo a rischio un territorio, il nostro, con ampie aree dedicate all’agricoltura e all’allevamento. Ciò comporterebbe una fonte di rischio alimentare ulteriore sia per la popolazione della zona sia per la popolazione distante che facesse uso di prodotti locali.

Battersi per un’etica dell’ambiente – oggi più di ieri – significa salvaguardare la propria e l’altrui vita, sollecitare nuove e più importanti idealità di sviluppo solidale e sostenibile e soprattutto rispettare le generazioni future.
L’etica della responsabilità che ci spinge a scrivere questa lettera deve essere la stessa che vi guida verso una irrinunciabile difesa degli interessi della salute della comunità senza cedimenti inopportuni alle logiche finanziarie.
Rivolgendoci alle S.V.,come Amministratori e Sindaci,” primi responsabili della salute dei cittadini”, ma anche come padri e madri di famiglie residenti nella Valdera, abbiamo voluto chiarire le motivazioni scientifiche e deontologiche che ci hanno indotto alla sottoscrizione di questa lettera.

Elenco dei 165 medici firmatari della lettera appello contro l’inceneritore (in ordine alfabetico)

1 ARAGOSA ANTONIO Medico di famiglia Pontedera
2 ARMILLOTTA NICOLA Radiologo Pontedera
3 AZZARELLI ANDREA Cardiologo Gello
4 BALDACCI CHIARA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
5 BALDACCI MASSIMO Medico Generico Ponsacco
6 BALDI PATRIZIA Anestesista AUOP
7 BARTOLOTTO ALESSANDRA Diabetologa Pisa
8 BASSI AGOSTINO Medico di famiglia Castelfranco
9 BATTINI LORELLA Ginecologo Fornacette
10 BERNARDI FRANCESCA Ginecologo e Medico prenatale Pontedera
11 BIGLIAZZI GUIDO Medico oculista Treggiaia
12 BIMBI SAURO Medico di famiglia Castelfranco
13 BIVER PASCAL Neonatologo Pisa
14 BOCCI SERGIO Medico DEU USL 5
15 BOLDRINI ANTONIO Direttore Neonatologia Pisa
16 BONUCCELLI ALESSANDRO Ginecologo S. Lucia
17 BOTTONE PIETRO Ginecologo AOP
18 BULLERI ALESSANDRA Radiologa Pisa
19 CADUTO JOSAFAT Medico di famiglia Castelfranco
20 CALDERAZZI ANDREA Professore Associato di Radiologia Pisa
21 CAPPELLI NICOLA Professore Associato di Ginecologia ed Ostetricia Pisa
22 CAPRAI SILVIA Pediatra Pontedera
23 CARAMELLA DAVIDE Direttore Radiologia Pisa
24 CARMIGNANI ARIANNA Ginecologo AOP
25 CARUSI ALESSIA Odontoiatra Ponsacco
26 CARUSI FILIPPO Odontoiatra Ponsacco
27 CASTELLANI CECILIA Ginecologo S. Lucia
28 CECCHETTI RICCARDO Reumatologo Gello
29 CECCHI MARTINA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
30 CELA VITO Ginecologo AOUP
31 CETANI FILOMENA Endocrinologa Pisa
32 CHATZIANAGNOSTOU KYRIAZOULA Diabetologo CNR Pisa
33 CHIARADIA PAOLO Specialista in Medicina Interna USL 5 – S.Lucia
34 CIARDELLI MASSIMILIANO Neonatologo presso AOUP
35 COMITE CLAUDIO Anestesista Pisa
36 COSIO STEFANIA Ginecologo oncologo Pisa
37 CUBEDDU ALESSANDRA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
38 CUTTANO ANTONIO Pediatra presso Neonatologia di Pisa
39 D’ACUNTO ANTONIO Ginecologo Pisa
40 DANI LUCIA Nefrologa Pontedera
41 DE PASQUALE LUCIANA Neuropsichiatra Pisa
42 DE RUGGERO ALESSANDRO Ginecologo AOUP
43 DEL SARTO GIULIANA Medico di famiglia Castelfranco
44 DEL TACCA MARIO Direttore Farmacologia Università di Pisa
45 DERI FABIO Medico di medicina generale Pontedera
46 DI BERNARDINO OLGA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
47 FACCHINI VIRGILIO Ex Direttore II Divisione Ostetricia Pisa
48 FALASCHI MANOLA Medico di base Collesalvetti
49 FORNARI LETIZIA Ginecologo AOP
50 FRESCHI LETIZIA Ginecologa Pisa
51 FRUZZETTI FRANCA Ginecologo AOUP
52 FULCERI ANSELMO Ginecologo AOP Fornacette
53 FUSTAINO LOREDANA Chirurgo Oncologia della mammella Pisa
54 GADDUCCI ANGELO Direttore Oncologia Ginecologica OUP
55 GAFFORIO LUCA Ginecologo Ponsacco
56 GALEOTTI ELSA Anestesista Pontedera
57 GAMBACCIANI MARCO Ginecologo AOUP
58 GARETTI GIAN LUCA Medico di base – ISDE
59 GARGINI ANTONIO Ginecologo Calci
60 GARIBALDI SILVIA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
61 GENNAZZANI ANDREA Direttore della Clinica Osterica I Pisa
62 GERBI NICOLA Medico generale e Specialista in Medicina del lavoro – Cascina
63 GHIADONI LORENZO Internista presso Clinica Medica Pisa
64 GHILLI MATTEO Pediatra Neonatologia Pisa
65 GHIO ALESSANDRA Diabetologa Pisa
66 GHIRRI PAOLO Neonatologo Pisa
67 GIACONI CLAUDIA Radiologa Cascina
68 GIANNINI ANDREA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
69 GIUNTINI ARIANNA Ginecologo Capannoli
70 GIUSEPPE RUGGERO Medico di Medicina generale Ponsacco
71 GIUSTARINI SANDRA Medico di Medicina generale Pontedera
72 GIUSTI GIULIANO Professore Associato Ginecologia Università Pisa
73 GRANA MARIA Direttore Anestesia e Rianimazione AOP
74 GRANCHI MARCO Pediatra convenzionato Gello
75 GRENCI ROBERTO Medico di medicina generale Ponsacco
76 GUAZZELLI GIORGIO Direttore Ginecologia e Ostetricia Pontedera
77 GUERRINI LAURA Pediatra neonatologo AOUP
78 GUIDI ALESSANDRA Nefrologa San Miniato
79 LACARIA EMILIA Diabetologa Pisa
80 LAMBARDI ALESSIO Medico DEU Ponsacco
81 LAZZERESCHI MICHELE Radiologo Pontedera
82 LEVANTI SALVATORE Ginecologo Pisa
83 LIUT MARTINA Ginecologo Pontedera
84 LOPRIENO GREGORIO Tossicologo dell’ambiente e spec. di Igiene e medicina prevenzione
85 LORENZETTI FULVIO Chirurgo plastico UOP
86 LUTI LAURA Oncoematologa pediatrica AOUP Pontedera
87 MACELLONI ROBERTO Geriatra Gello
88 MAGGIORE GIUSEPPE Direttore della Pediatria II Pisa
89 MAGNANI AMERIGO Odontoiatra S. Lucia
90 MAGNANI ROBERTO Odontoiatra S. Lucia
91 MARCO PUGLIESE Pediatra Convenzionato
92 MASI FRANCESCA Psicologa Ponsacco
93 MASSEI PIETRO Medico Convenzionato – Reumatologo Ponsacco
94 MASULLO MARIAGRAZIA Radiologa Pisa
95 MAURIZIO ROMANI Medico omeopata Firenze
96 MAZZANTIN GIUSEPPE Guardia medica Ponsacco
97 MENICHINI ELISABETTA Odontoiatra Ponsacco
98 MENICHINI GIOVANNI Dermatologo Cenaia
99 MERLINI SARA Medico Peccioli
100 MONICELLI ANTONIO Odontoiatra Vicopisano
101 MORETTO CARLO Chirurgo Addominale Cisanello Pisa
102 MORGANTINI GIOVANNA Medico psicoterapeuta Gello
103 MORINI PAOLO Ginecologo AOP
104 NACCARATO GIUSEPPE Professore associato di Anatomia Patologica Pisa
105 NARDINI VINCENZO Direttore Anatomia Patologica III AOP
106 NINNI ELENA Odontoiatra Ponsacco
107 NINNI FILIPPO Ginecologo AOP
108 ONETTO FEDERICA Geriatra Livorno
109 ORSINI STEFANO Medico di medicina generale Ponsacco
110 PAGANO CALOGERO Guardia Medica Ponsacco
111 PALATRESI RICCARDO Medico di medicina generale Vinci
112 PAOLICCHI ALESSANDRO Radiologo Pontedera
113 PARAGLIOLA TERESA Medico DEU Geriatra Pisa
114 PARDELLI ISABELLA Anestesista AOP
115 PARDOSSI ROMANO Medico di famiglia Pardossi Calcinaia
116 PAZZAGLIA MICHELA Geriatra Latignano
117 PECENCO SILVIA Dermatologa Cascina
118 PELLEGRINETTI GRAZIELLA Neonatologa Pisa
119 PENNO GIUSEPPE Diabetologo Pisa
120 PERRINI VITO Medico presso anestesia e rianimazione AOP
121 PERUTELLI ALESSANDRA Ginecologo AOP Pisa
122 PIAGGESI LAURA Ginecologa Ospedale Pontedera – S. Lucia
123 PICCINI FRANCESCA Anestesista AOP
124 PISANESCHI SILVIA Medico presso Clinica Ostetrica
125 PISTOLESI SONIA Medico di famiglia Pontedera
126 POLITI SAVINA Diabetologa Pisa
127 RAGONI EDO Medico di Medicina generale Fornacette
128 RAVAGLI SUSANNA Specialista in Psichiatria c/o Sert Pontedera – Cascina
129 RICCERI WALTER Medico di distretto
130 ROCCHI VALERIA Reumatologa Pisa
131 RONCELLA MANUELA Direttore Chirurgia oncologica mammella Pisa
132 ROSSETTI ELENA Chirurgo oncologia della mammella Pisa
133 ROSSI ANNA MARIA Cardiologa Gello
134 RUGGERO GIUSEPPE Medico di Medicina generale Ponsacco
135 SALERNO MARIA GIOVANNA Direttore Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia II Pisa
136 SALVADORI TIZIANA Medico Cenaia
137 SANSONE ENZA Ginecologo AOP
138 SARDI MANUELA Medico di Medicina generale Cenaia
139 SCACCIATI FABIO Medico convenzionato immunoematologo Gello
140 SCARPELLINI PIETRO Psichiatra Cenaia
141 SCAVELLO ANGELA Anestesista AOUP
142 SIGALI EMILIO UMBERTO UO Neonatologia Pisa
143 SIMI GIOVANNA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa
144 SIMONA VESTRI Medico di base Cascina
145 SIMONCINI TOMMASO Professore associato Ginecologia Università di Pisa
146 SPINETTI ADRIANA Ginecologa Livorno
147 SPIRITO NICOLETTA Medico Pisa
148 SPISNI LAURA Direttore DEU Ospedale Lotti Pontedera
149 SQUARCINI GIULIANO Cardiologo Pontedera
150 STELLA CINI Pneumologo Lari
151 TAPONECO FABIO Ginecologo AOP
152 TAVELLA NICOLA Medico convenzionato SSN specializzando in Ginecologia Pontedera
153 TEDESCHI ANNA UO diabetologia e malattie metaboliche Cisanello
154 TERRANOVA GIUSEPPINA UO Governo clinico e UO Medicina legale USL5
155 TESI MASSIMO Medico di famiglia Montopoli
156 TOGNARELLI PAOLO Anestesista Gello
157 URBANI CLAUDIO Endocrinologo Cisanello – Castelfranco
158 URBANI PAOLO Medico di Medicina generale e del Lavoro Castelfranco
159 VALENTINO VALERIA Ginecologo Pisa
160 VANNI GLORIA Medico di Medicina generale Pontedera
161 VIGOTTI MARIA ANGELA Ricercatrice CNR ISDE Pisa
162 VIRDIS AGOSTINO Cardiologo presso Clinica Medica Pisa
163 VOLPE LAURA Diabetologa Pisa
164 VUERICH MARCO Neonatologo AOUP
165 ZANCA GIULIA Medico presso Clinica Ostetrica Pisa

La lettera è stata inviata a tutte le istituzioni e amministrazioni della Provincia di Pisa.

  

Pirogassificatore e partecipazione, un membro della giuria dei cittadini sporge denuncia: “Grosse lacune nell’organizzazione”

Gabriele febbraio 24, 2011 Notizie locali No Comments

Licia Marino si è rivolta al garante della concorrenza: “I cittadini non interverranno materialmente in fase decisionale ed è un’informazione ingannevole

Una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro il Comune di Castelfranco di Sotto era stata presentata nei giorni scorsi da Licia Marino, sorteggiata per far parte della Giuria dei Cittadini nel processo di partecipazione legato alla realizzazione di un impianto di pirogassificazione alla Waste Recycling. La notizia, apparsa nei giorni scorsi sul quotidiano ‘Il Tirreno’, aveva avuto come replica un’uscita congiunta dei quattro sindaci interessati dalla vicenda, che sono Umberto Marvogli, David Turini, Osvaldo Ciapini e Alessandra Vivaldi.

Ora la Marino, sentitasi chiamare in causa, ha scritto una propria replica che di seguito pubblichiamo:

“Mi spiace Signori, ma non trovo nel vostro comunicato una risposta alle mie perplessità che sono a livello professionale e formale. Inutile che mi enunciate regole che conoscevo già.

Come giurato (anche se il termine non sarebbe corretto visto il significato che ha) sono stata estratta a rappresentare una media di 1000 individui vista la popolazione dei quattro comuni a cui siete a capo.
Per questo quando al primo incontro ho visto una situazione non chiara ho cercato chiarezza giustificata dalla mia professionalità in ambito di comunicazione. Le mie intenzioni non sono quelle di mandare a monte uno strumento così importante, ma quelle che venga gestito in maniera corretta e professionale, consona e trasparente.

Ho contestato l’esiguità del tempo dato ai gruppi di discussione e la mancanza di possibilità di espressione, quindi la messa in pratica, non le regole.
Porto alla vostra attenzione un documento pubblicato proprio dalla Regione Toscana riguardo all’argomento, è del prof. Giuseppe Tipaldo e parla del consenso intorno ad un inceneritore di rifiuti
http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/partecipazione/rubriche/testi/visualizza_asset.html_1371162153.html.

Proprio questo testo mi fa riflettere sul fatto che l’impostazione comunicativa del vostro processo (che ho visto al primo incontro) non è riferita ad uno scambio, ma all’accettazione di un SI. Preciso che è un’impressione professionale e non è l’angelo.
Questo premettendo il fatto che io alla seconda convocazione non ho potuto partecipare per una mancanza dovuta a pecche organizzative vostre e non toglie che al secondo incontro abbiate rimediato, per trasparenza non posso affermare il contrario perché ribadisco, per colpa vostra, non lo so.

In secondo luogo a livello formale la parola “decidere” , nonostante quello che affermate, non è corretta perché i cittadini non interverranno materialmente in fase decisionale ed è un’informazione ingannevole e sono sicura che l’Antitrust e il Giurì decideranno in merito, ed in ogni caso rispetterò le loro enunciazioni, non le vostre. Ma è corretto specificare che il processo partecipativo non lo organizzate voi, ma avete acquistato insieme a Waste un servizio di una società di public relations PRIVATA e commerciale che a mio avviso a livello professionale sta facendo troppi errori. L’ennesimo di questi è la convocazione via mail per l’incontro dell’8 marzo che stavolta è arrivata, ma con tutti gli indirizzi dei giurati in chiaro, cosa non consona a livello di privacy. Uno di voi ha ribadito alle mie rimostranze che gli errori sono fatti in buona fede, mi auguro che sia così, però quando un servizio si paga e con i soldi dei cittadini la buona fede lascia il tempo che trova.

E questo non lo dico per interessi, perché la mia professionalità mi riversa sulla discografia e me ne guardo bene dal lavorare per le amministrazioni e l’unica volta che l’ho fatto l’ho fatto in maniera gratuita per ideali in cui credo. Però il dato di fatto c’è, voi mi avete risposto con delle regole regionali, io vi chiedo il rispetto di regole nazionali concernenti la comunicazione che tutti i professionisti sono chiamati a mettere in pratica e visto che fate parte di chi le ha fatte non vedo perché dobbiate essere proprio voi a non rispettarle.

In ultimo mi sorprende che un’azienda come la Waste che è una S.p.A. non si opponga ad una gestione che porta l’opinione pubblica ad identificarli come mostri e si limiti a fare delle visite guidate, perché alle impostazioni che voi date, con le relative conseguenze, è proprio questo che esce, insieme al fatto che ribadite continuamente sulla mancata conoscenza del cittadino dei processi di smaltimento dei rifiuti e pretendete con un processo partecipativo mal gestito che per magia queste conoscenze arrivino, ci dovevate pensare prima Signori, perché i cittadini sono troppo impegnati a lavorare per pagarvi la TIA e non hanno tempo di informarsi, dovevate farlo voi, spetta solo a voi la cultura ambientale e la sua diffusione. Io sono imprenditore di me stessa e ho il tempo di informarmi, ma non è così per tutti, abbiate rispetto della gente che rappresentate, lo stesso che ho io in questo frangente che una sorte da Willy Coyote per voi, se mi è consentito, mi ha portato ha fare parte di uno strumento partecipativo.

Vi chiedo nuovamente di riflettere su ciò che avete fatto e che state facendo e di rimediare. In nome della trasparenza che ribadite e dell’opinione pubblica che rappresentate”.



Licia Marino

Fonte:Gonews.it

  

Leonardo Marchetti assolto ex art. 530 comma 2 c.p.p. per la morte sul lavoro alla Revet, un operaio fu schiacciato da un rimorchio

Gabriele febbraio 17, 2011 Notizie locali No Comments

L’assoluzione dall’accusa di omicidio colposo è avvenuta perché il fatto non sussiste. Il 21 aprile 2005 Vincenzo Virgelli Cucinella perse la vita

Leonardo Marchetti, ex amministratore della Revet Spa, è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo relativamente alla morte di Vincenzo Virgelli Cucinella.

L’udienza risale al 15 dicembre scorso e si è celebrata al tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli. L’assoluzione è avvenuta sulla base dell’ex articolo 530 comma 2 codice di procedura penale, per insufficienza di prova che il fatto sussiste.

Per dovere di cronaca, in relazione alla notizia pubblicata da gonews.it lo scorso 12 febbraio 2010, secondo cui il rinvio a giudizio di Leonardo Marchetti sarebbe “… stato disposto per omicidio colposo conseguente a violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, sia per quanto concerne l’ambiente di lavoro, sia in riferimento agli orari disumani che la vittima era costretta a sostenere, sia per le carenze funzionali dei mezzi in dotazione, nonché per insufficiente formazione che dovrebbe essere garantita ai lavoratori”, va spiegato che le affermazioni fra virgolette (“…”) sono contenute in una ordinanza del 3 febbraio 2009 del G.i.p. Dott.ssa Favi, emessa a conclusione dell’udienza relativa all’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalle persone offese, prossimi congiunti del Virgelli con cui fu disposta l’iscrizione nel registro degli indagati di Leonardo Marchetti e fu ordinata l’imputazione coattiva a suo carico al PM e non nel decreto che dispone il giudizio emesso dal G.u.p. Dott. Ferrante.

Leonardo Marchetti, quale ex amministratore di Revet S.p.a., è stato effettivamente rinviato a giudizio per omicidio colposo ex art. 589 commi 1 e 2 c.p. per aver cagionato la morte di Vincenzo Virgelli Cucinella, per colpa conseguente a violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e più specificamente per non aver previsto nel documento di valutazione del rischio idonee misure di prevenzione e protezione per il rischio di schiacciamento individuato per gli autisti relativamente alle operazioni di aggancio-sgancio del rimorchio degli automezzi in dotazione.

Da tale imputazione Marchetti è stato assolto ai sensi dell’articolo 530 comma 2 c.p.p. – come detto -  lo scorso 15 dicembre.

Fonte:Gonews.it

  

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