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Anche a Roma non si corre

Gabriele luglio 12, 2013 Interrogazioni No Comments

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In contemporanea con la raccolta firme per il mantenimento del Giudice di Pace sul territorio che portammo avanti in tutto l’empolese-valdelsa nel mese di aprile presentammo anche una interrogazione al Ministro Cancellieri tramite il nostro portavoce Laura Bottici.
Interrogazione a risposta scritta per chiedere se casi come il nostro, come l’empolese-valdelsa, un territorio da 175mila abitanti che produce 1/3 del PIL della Provincia di Firenze (non per vantarsi, ma l’economia crea conflitti giuridici) non meritino di essere considerati come idonei a sede distaccata di tribunale.
Anche a Roma presso il Senato della Repubblica come spesso accade anche con le nostre interrogazioni dove la risposta scritta tarda ad arrivare.
Attendiamo fiduciosi Ministro Cancellieri.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00149

Pubblicato il 8 maggio 2013, nella seduta n. 20

BOTTICI – Al Ministro della giustizia. –

Premesso che sul tema del riordino degli uffici giudiziari, previsto dall’art. 1, comma 2, della legge n. 148 del 2011, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 138 del 2011 (cosiddetta manovra bis), è intervenuto il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, recante “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148″;

considerato che:
se il valore “soglia” di un ufficio è inferiore alla media nazionale di produttività annuale pro capite dei giudici di pace (stimata dal Governo in 568 procedimenti annui), l’ufficio è destinato alla soppressione;
vi sono tribunali dove i procedimenti civili dell’intero tribunale sono appena 800 su un bacino di utenza di 70.000 persone;

rilevato che:
secondo il Governo, il parametro di riferimento ai fini della valutazione sull’opportunità del mantenimento di un presidio giudiziario, è dato da una popolazione di almeno 100.000 abitanti;
il Governo ha stilato un elenco di 674 uffici con un numero di iscrizioni pro capite inferiori al valore soglia (568,3), cioè alla capacità di smaltimento di un singolo giudice e con un bacino di utenza inferiore alle 100.000 unità;
se il valore soglia di produttività per i giudici di pace è di circa 600 procedimenti annui su un bacino di utenza di 100.000 abitanti, significa che con questi indici la maggior parte dei tribunali minori è destinato alla chiusura;
in un’area come l’empolese Valdelsa, sono 11 i comuni che producono un terzo del PIL della provincia di Firenze; in questo territorio insistono adesso due uffici del giudice di pace, a Empoli e a Castelfiorentino;

rilevato inoltre che:

secondo l’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, possono essere costituite sedi distaccate della sede circondariale o di capoluogo;
Montespertoli, uno degli 11 comuni suddetti, non è attualmente nella geografia giudiziaria degli uffici di Empoli e di Castelfiorentino: potrebbe essere questa l’occasione per accorparlo, con un ulteriore risparmio,

si chiede di sapere se il Ministro non ritenga corretto e necessario valutare casi come l’empolese Valdelsa, idonei alla creazione di sedi distaccate, considerando sia il disagio per la cittadinanza che il risparmio esiguo in termini assoluti, nonché il maggior aggravio di spesa per gli enti locali che si troveranno sprovvisti di agenti di polizia municipale che dovranno recarsi nel capoluogo qualora l’ente intenda resistere in giudizio.

  

Quella questione dell’acqua in gel

Riccardo luglio 5, 2013 Interrogazioni 1 Comment

gel

La biologia dice che è più facile sopportare la fame della sete, ergo l’assenza di acqua nell’essere umano è forse la peggior condanna a cui questi può esser destinato. E non sono solamente gli abitanti di territori desertici e arretrati a poter incappare in questo triste destino. Purtroppo esistono anche persone che, a causa di numerose e comuni patologie, possono letteralmente esser private dell’essenziale facoltà di deglutire liquidi, di bere.
Esistono sul mercato dispositivi medici che permettono ad anziani, malati gravi, persone affette da ictus, di sopperire a questa facoltà naturale di cui sono privati. Questi dispositivi consistono in vasetti di acqua gelificata la cui somministrazione avviene mediante cucchiaino, in modo analogo a quello di uno yogurt o di un gelato che si struggono nel palato.
Queste persone hanno diritto alla dotazione mensile di un numero sufficiente di confezioni di questo prodotto che, de facto, assume per loro l’importanza di un salvavita: privarli di ciò significa potenzialmente metterne a repentaglio l’esistenza.
A seguito di accorate segnalazioni da parte di familiari di persone bisognose di questo prodotto, abbiamo deciso di proporre in uno dei prossimi consigli comunali un’interrogazione sul tema giacché, stando a dette testimonianze, il reperimento di tale dispositivo sembra sia piuttosto macchinoso e tutto riconducibile a un’evidente inefficienza da parte della nuova farmacia ospedaliera di Sovigliana, unico erogatore ufficiale, a quanto pare, per gli esenti ticket della USL 11.
Dalla nostra ricostruzione dei fatti, per cui ci aspettiamo vuoi smentite, vuoi conferme, ma comunque doverose spiegazioni, non sembra ci siano motivi di peso che possano giustificare tale disservizio. D’accordo che si tratta di un dispositivo medico e non di un farmaco, ma l’importanza che riveste, se è lecito, a noi pare addirittura maggiore rispetto a quella di molti medicinali, per non parlare dei dispositivi propri quali bende, garze, cerotti.
Di salvavita infatti si tratta, tra l’altro dai costi tutto sommato contenuti, all’interno di un USL che forse certe spese può permettersele, visto il prolificare di dirigenti dai non proprio modesti emolumenti. O forse è solo un modo criptico, un tacito e rapace accordo, per dare una mano all’agonizzante INPS, visto che in molti casi i bisognosi di questo dispositivo sono persone in là con gli anni… Chissà?

Scarica il pdf Scarica il testo dell’interrogazione
Scarica il pdf La risposta dell’ASL

  

Solite novelle da viale Boccaccio

Gabriele giugno 16, 2013 Interrogazioni No Comments

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L’ospedale “nuovo nuovo” di Empoli -perché chi ha memoria storica sa che a Empoli c’era un’ospedale “vecchio”, uno “nuovo” e da un po’ di tempo anche uno “nuovo nuovo”- è dotato di strutture d’accesso che andrebbero tutto sommato bene per il traffico di un’osteria, di un pub démodé o al massimo di un bordello di quarta. Viale Boccaccio infatti è una strada onesta che, come semplice strada urbana, espleterebbe degnamente il suo lavoro, ma se di lato le viene costruito un polo ospedaliero che fa da punto di riferimento per un’area come quella dell’Empolese Valdelsa, potrebbe anche andare un po’ in affanno.
Non è facile concepire l’idea surrealista di far passare dalla stessa strada traffico urbano di residenti e sventurati viandanti, autocarri e vetture ospedaliere e oltre a ciò pretendere che la gente vi trovi parcheggio. È un po’ folle o ambiziosa come pretesa, ma per l’Amministrazione di Empoli tutto ciò è normale: la follia e l’ambizione di certe persone è diventata ormai la normalità.
Esiste una relazione tecnica comunale, meno folle e ambiziosa per carità, che sconsigliava tutto ciò. Che proponeva ad esempio un senso unico in direzione Avane, che proibiva l’accesso ai mezzi pesanti, che prevedeva un numero maggiore di spazi di sosta, ecc. Dove è finita? La nostra interrogazione verterà su questo. Il nostro obiettivo infatti, oltre a voler dar voce alle continue e legittime lamentele di residenti (giustamente!) inferociti e a voler informare la popolazione dell’esistenza di progetti provvisti di maggior buon senso, è proprio quella di sostituire dette ambizione e follia con la pura logica, ridando respiro, spazi, quiete e funzionalità a un’area che non solo consideriamo inadatta ad albergare un polo ospedaliero ma che per lo meno, fatto il danno, sarebbe potuta essere un po’ più organizzata a livello di accesso e sosta.
Certo, dovremmo rinunciare all’ebbrezza di poter vedere un giorno un’ambulanza schiantarsi contro un tir, una coda di macchine o un’auto parcheggiata in doppia fila. Viale Boccaccio è l’elogio della follia a cui noi, comuni mortali, non siamo in grado forse di poter aspirare

Scarica il pdf Relazione Tecnica

Scarica il pdf Testo dell’iterrogazione

  

Viva il parroco in via Piovola

Riccardo maggio 28, 2013 Interrogazioni No Comments

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All’interno dell’amministrazione di un Comune possono delle persone cerebromunite concepire la trasformazione di un’area da agricola a industriale e poi da industriale a commerciale senza un doveroso adeguamento delle strutture d’accesso e di sosta all’area connesse?
A furor di logica ci aspetteremmo come risposta un “no”.
Tuttavia, in controtendenza rispetto ai processi auspicabili in apparati neuronali efficienti, i nostri incliti amministratori hanno optato per questa metamorfosi “discreta” proprio nell’ormai celebre Ex Area Mostardini divenuta negli anni una chiazza di cemento e macchine parcheggiate alla ‘viva il parroco’ incastonati in un contesto paesaggistico rurale.
Forse esiste un’estetica che a noi sfugge nell’intercalare passaggi di autocarri e campi coltivati, filari di casermoni aziendali e case sparse, greggi di vetture appollaiate e strade di campagna.
D’altronde forse sfugge anche ai residenti di Via Piovola, ormai tartassati da una continua atmosfera automobilistica da derby allo stadio, in quel brulicare di individui motorizzati che affiancano e affollano una strada angosciata dalla nostalgia di tornare a essere quello che è sempre stata: nient’altro che una strada di campagna.
Siamo tornati sull’argomento con un’interrogazione che si focalizza sull’area in questione per capire appunto quali saranno i prossimi passi dell’amministrazione: se questa riattiverà un barlume di logica adeguando l’area alle sue attuali funzioni effettive, ossia con il dotarla di adeguate infrastrutture d’accesso o mezzi di trasporto pubblici, reali aree di sosta e rispetto delle minime norme di sicurezza stradale, ecc.; oppure se continuerà a stupirci con effetti speciali, magari riconvertendo l’area in agricola, oppure obbligando la Cabel o Computer Gross all’adozione del teletrasporto per i suoi lavoratori, clienti e/o merci, o trasformando infine l’area in un enorme parco tematico dell’orrore in cui il ruolo del residente di zona non sia altro che quello di spettatore agghiacciato o potenziale bersaglio.
Le domande che ci poniamo da anni sono ormai la stesse.
Chi ha programmato la parziale conversione perché ce l’ha con i residenti di zona, perché mette in difficoltà due aziende importanti, perché non è in grado di concepire uno sviluppo organico e composito dell’area?
In poche parole, quale trauma ha subito in quella strada?

Scarica il pdf Testo completo dell’interrogazione

  

A tutta convinzione

Gabriele marzo 28, 2013 Brevi dal consiglio No Comments

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Lunedì sera l’assemblea del comune di Empoli ha approvato una convenzione con cui si fa carico di svolgere il servizio finanziario dell’unione dei comuni. Nel dibattito che ha avuto luogo in Consiglio comunale prima della votazione abbiamo espresso contrarietà in quanto tale convezione ci sembra non solo illogica, ma anche illegittima, uno spreco di soldi pubblici e probabilmente inattuabile.
Illogica perché l’unione serve, come dice il nome stesso ad unificare le funzioni dei comuni, se queste funzioni poi l’unione le fa fare ad un comune l’unione stessa non ha più senso.
Illegittima perché la legge regionale 68/2011 all’art. 24 prevede che le unioni possono stipulare convenzioni solo“a condizione che le unione siano gli enti responsabili dell’esercizio associato”, che non avviene in questo caso in quanto il responsabile non è l’unione ma il comune di Empoli.
Uno spreco, perché la convenzione prevede un costo maggiore di 15.000 € (senza rendicontazione!!) più altri costi indefiniti di funzionamento (almeno questi da rendicontare) per fare le stesse cose che prima ogni comune faceva: l’unione dovrebbe servire a ridurre le spese, non aumentarle o spostarla da un ente ad un altro, ed oltretutto non si capisce a cosa sia dovuto tale costo per il comune, visto che la convezione non prevede personale aggiuntivo rispetto all’attuale ma un “costo dell’utilizzo del personale” che non si capisce in che cosa consista (Straordinari? Incentivi?).
Inattuabile perché per farla funzionare è previsto l’utilizzo sia di personale del servizio finanziario dell’ex Circondario, che dovrà essere distaccato presso l’Unione, ma la Provincia non ha ancora firmato l’apposita convenzione ne si sa se e quando lo farà, sia di personale, comandato, distaccato o trasferito dai Comuni facenti parte dell’Unione, presso il servizio finanziario dell’Unione, ma di quale e quanto personale si tratti non si dice.
Paradossale inoltre che l’atto sarà firmato da Luciana Cappelli nella duplice veste di sindaco e di presidente dell’unione: non vi è un conflitto di interessi, visto che si prevede anche un eventuale contenzioso con arbitrato, e quindi assai costoso?
Per tutti questi motivi manderemo nei prossimi giorni la delibera in questione all’attenzione della corte dei conti regionale perché verifichi l’eventuale illegittimità e presenza di danno erariale.

Scarica il pdf Testo della convenzione

  

Publiambiente vs Priula

Gabriele gennaio 18, 2013 In Evidenza, Interrogazioni 1 Comment

Tia confronto publiambiente priula

Nell’ultimo mese sono arrivate a tutte le famiglie ed alle attività produttive le fatture di Publiambiente relative al secondo quadrimestre del 2012.
La tariffa è stata ritoccata al rialzo con Delibera di Giunta per ben due volte, attestandosi a fine agosto 2012 alla quota di 22,53€ oltre iva per lo svuotamento del bidone grigio da 50 litri.
Quello che abbiamo chiesto con una interrogazione alla giunta è un confronto con le tariffe del Consorzio Priula che in Provincia di Treviso gestisce un sistema di porta a porta analogo al nostro con una esperienza più che decennale.
Fare un confronto al centesimo è forse difficile, sulla tariffa complessiva influisce in maniera non marginale lo spazzamento strade e quindi i centri storici presenti nel comparto, ma nel complesso le tariffe ci sembrano sensibilmente inferiori e più equamente distribuite.
Per le utenze domestiche il consorzio trevigiano si è completamente distaccato dalla superficie abitativa, il nucleo familiare paga 96,68€/anno indipendentemente dal numero di componenti, a questi si aggiungono 14,48€ per lo svuotamento di un bidone da 120litri di indifferenziato.
Diversa anche il conteggio degli svuotamenti minimi, 60litri a persona per Publiambiente, progressivo in base al nucleo familiare per Priula, 120litri un componente, 180litri due componenti ecc.
L’amministrazione è parsa piuttosto impreparata al confronto, l’assessore Balducci ha più volte ribadito il poco tempo intercorso tra la presentazione dell’interrogazione e la discussione in aula della stessa, quello che chiedevamo era a nostro parere una semplice esposizione di dati che la Giunta già doveva possedere per comprendere l’equità della tariffa di Publiambiente.
Abbiamo inoltre chiesto alla Giunta i dati economici complessivi relativi alla gestione dei rifiuti, da questi emerge che il costo complessivo di raccolta rifiuti e spazzamento ammonterà per il 2012 a 167,50€ ad abitante, di cui 84€ coperti dalle tariffe domestiche e solamente 8€ dai contributi CONAI, nonostante la raccolta differenziata superi largamente l’80%. L’assessore non è stato in grado di fornire i dati relativi alla vendita delle materie prime, alluminio, altri metalli, carta.
Viene da chiedersi come abbia fatto il Consiglio Comunale a deliberare le gravose tariffe rifiuti senza questi dati essenziali.
La verità è che ne le amministrazioni ne tanto meno l’ATO sono in grado di controllare davvero i conti del Gestore Publiambiente il quale paga oneri eccessivi di intermediazione mentre ricava esigue somme dalla cessione dei materiarli riciclabili ceduti a quella rete di società private in oligopolio che gestiscono la filiera dei rifiuti a valle della raccolta.
Per chi vuole approfondire in rete può cercare in rete la STA-Società Toscana Ambiente Spa, una holding facente parte del megagruppo UNIECO di intermediazione commerciale di rifiuti.
Noi sicuramente vista l’importanza dell’argomento ci torneremo sopra.

Scarica il pdfInterrogazione confronto tra tariffe rifiuti

  

Mozione di sfiducia!

Gabriele novembre 1, 2012 Mozioni 6 Comments

In data 30/10/12 è stata protocollata la mozione di sfiducia al Sindaco di Empoli Luciana Cappelli. La mozione di sfiducia è stata firmata e condivisa da 12 consiglieri comunali :
Baroncelli, Gori, Fruet, Bianchi e Borgherini PDL, Gracci e Cioni UDC, Petrillo e Morini Cittadini per Massimo Marconcini, Bini Rifondazione Comunista, Sani Movimento 5 Stelle e Dimoulas IDV.
La mozione di sfiducia è stata motivata a seguito delle ultime vicende avvenute all’interno dei partiti facenti parte la maggioranza.
I consiglieri firmatari chiedono e sperano che la discussione della mozione di sfiducia avvenga di sabato mattina, dando cosi la possibilità ai cittadini interessati di poter assistere alla discussione che si svolgerà nell’aula del Consiglio Comunale.
Il Presidente del Consiglio ha l’obbligo di indire questo consiglio sulla sfiducia non oltre 30 giorni dal protocollo della mozione.

Il testo della mozione:

MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINDACO DI EMPOLI LUCIANA CAPPELLI

IL CONSIGLIO COMUNALE

Considerato che il Sindaco Luciana Cappelli è stato eletto con il 50,33% dei voti, al primo turno all’interno di una coalizione composta da Partito Democratico, Italia del Valori, Sinistra per Empoli, Verdi Empoli e Partito Socialista;
Ricordato che Lunedì 5 Ottobre 2009 si è dimesso l’Assessore Luigi Nigi, all’epoca Assessore all’Urbanistica;
Ricordato che Venerdì 6 Luglio 2012, l’Assessore Filippo Torrigiani, con importanti e rilevanti deleghe, ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Sindaco Cappelli;
Ricordato che in data 16 ottobre 2012 il Sindaco Luciana Cappelli ha revocato le deleghe all’assessore Annalisa Fiore;
Preso atto e tenuto conto di quanto espresso a mezzo di comunicati ufficiali in merito al sostegno delle forze politiche facenti parte della coalizione elettorale del 2009 all’attuale Giunta monocolore attualmente al governo della città;
Tenuto conto che rispetto al risultato elettorale del 2009 la Giunta Cappelli non rappresenta più la maggioranza dei cittadini e nella fattispecie non è più garante di quella coalizione elettorale e della piena attuazione del programma elettorale risultata investita del mandato amministrativo della città;
Tenuto conto che nella dovuta necessità e nella opportuna consapevolezza che, secondo gli assetti istituzionali scaturiti dalla tornata elettorale del 2009 quasi il 60% delle forze politiche rappresentate in Consiglio sono oggi dichiaratamente all’opposizione dell’attuale assetto di Giunta;
Preso atto che il Comune di Empoli deve affrontare nodi fondamentali per il proprio futuro amministrativo e che determinate scelte non possono essere frutto di una rappresentanza amministrativa cosi mutata ed isolata;
Nell’interesse dei cittadini e nel rispetto del ruolo che questo Consiglio Comunale deve svolgere nell’ambito delle competenze affidategli dalla Legge;

CHIEDE
che si discuta e si approvi la Mozione di sfiducia al Sindaco Luciana Cappelli, ai sensi dell’art. 26 dello Statuto Comunale , che stabilisce, al comma terzo, che “Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.

  

L’insostenibile debolezza dell’ATO

Gabriele ottobre 31, 2012 Interrogazioni 1 Comment


Abbiamo presentato una interrogazione urgente d’attualità da discutere possibilmente nella prossima seduta del Consiglio Comunale circa l’incredibile bocciatura da parte della Assemblea dell’ATO Toscana Centro per i rifiuti, proposta dalla stessa direzione dell’ATO all’unanimità.
Per comprendere la portata della bocciatura con 15 voti favorevoli contro i 36 necessari è come se una proposta della Giunta venisse respinta dal Consiglio Comunale o come se una proposta del Governo venisse respinta dal Parlamento. Empoli si è astenuto,il che equivale ad un voto contrario, mente altri comuni del Circondario avrebbero votato a favore.
Dal punti di vista pratico ciò significa che il servizio di igiene urbana e di raccolta dei rifiuti urbani dovrà immediatamente andare a gara europea con la concreta possibilità che subentri una società estranea al territorio nel servizio agli attuali 4 gestori, tra cui Publiambiente e Quadrifoglio di Firenze, società a capitale integralmente o parzialmente pubblico.
Questa situazione imprevista potrebbe determinare rilevanti rischi di peggioramento del servizio raccolta rifiuti e della tariffa, delle condizioni dei lavoratori, nonché di un infinità di contenziosi legali o, viceversa, possibilità di miglioramento e progresso per tutti i cittadini e le imprese.
Molto dipende dalla capacità degli organismi pubblici di indirizzo e controllo, in particolare comuni e l’ATO, Ambito Territoriale Ottimale, consorzio obbligatorio di tutti i comuni delle provincie di Firenze, Pistoia e Prato (2 milioni di abitanti), di svolgere la sua funzione di indirizzo e controllo nell’interesse dei Comuni, dei cittadini e delle imprese utenti.
Questo sia in sede di gara di appalto sia successivamente in sede di indirizzo e controllo sul vincitore della gara, tenuto conto che si tratta di una gara da circa 400 milioni anno per molti anni.
Noi siamo scettici che l’attuale ATO sia in grado di svolgere questa funzione che richiede un articolazione tecnica molto complessa e ricca di molteplici competenze. ATO non ci pare attrezzata per questo poiché fino ad oggi i rapporti tra comuni e gestori sono stati di tipo assolutamente fiduciario verso la società Publiambiente.
Tuttavia in questo momento delicato chiediamo prima di tutto alle amministrazioni la massima trasparenza ed informazione verso i cittadini e i dipendenti Publiambiente affinché tutti possiamo capire le motivazioni reali della bocciatura, le possibili conseguenze negative ed anche positive, nonché le misure che si intendono mettere in atto per garantire un esito positivo.
Per questo motivo abbiamo presentato una interrogazione a risposta orale in Consiglio Comunale, data l’urgenza, da discutere nella prima seduta utile.

Testo dell’interrogazione

  

Curare è meglio che recuperare

Empoli 5 Stelle agosto 30, 2012 Interrogazioni No Comments


Empoli5stelle ha valutato con attenzione l’ampio progetto di completamento e ristrutturazione del complesso ospedaliero di Empoli illustrato nella conferenza stampa del 27 giugno 2012, che finalmente dopo 12 anni di attese più o meno giustificate pare aver spiccato il volo ed auspica che i tempi promessi siano rispettati per quanto riguarda la ristrutturazione del vecchio ospedale il cui volume è tale da soddisfare tutte le effettive necessità logistiche di un ospedale di media taglia, tuttavia vi sono aspetti tecnici, economici e finanziari non convincenti alla luce della ampia documentazione tecnica disponibile, circa le caratteristiche dell’area per quanto concerne la palazzina E. La scelta di recupero appare più dettata dalla esigenza di sottacere scelte errate del passato che da effettiva razionalità, mentre più corretta riteniamo la sua demolizione con recupero dell’area a verde, parcheggio ed altre attrezzature leggere ad un costo decisamente inferiore.
Con le tecnologie attuali tutto è possibile anche realizzare grandi edifici in substrati geologici alluvionali inidonei e subsidenti come quelli dell’area ospedaliera che non sono in grado di sostenere facilmente grandi masse edificate. Tutto sta nel valutare i costi e soprattutto il rapporto costi/benefici.
Il difetto principale della palazzina E che la rese inagibile al momento del collaudo era legato principalmente alla mancanza di palificazioni di fondamenta sufficienti per garantirne la sicurezza non solo sismica. La colpa, accertata dalla magistratura in via definitiva, fu della ditta esecutrice poiché l’appalto e il progetto di fattibilità prevedeva la realizzazione di opere di palificazione profonda che non furono realizzate come dovevano.
La massa della palazzina E, non sufficientemente poggiata sul substrato profondo più solido già oggi determina un rischio di subsidenza che può mettere a rischio nei tempi lunghi gli edifici del vecchio ospedale essendo posta tra questo e l’Arno. Vi è il serio sospetto che alcuni danni recenti al vecchio complesso H siano proprio dovuti a questi fenomeni.
Oggi si insiste a proporre per quella struttura della palazzina E ormai fatiscente e senza adeguate fondamenta un recupero molto oneroso ad uso parcheggio a pagamento e commerciale. Ciò comporta un ulteriore ampliamento ed occupazione di area per l’ampia rampa rotonda, presumibilmente anche una nuova attività di consolidamento delle palificazioni in cemento armato delle fondamenta e prevedibilmente la permanenza per almeno altri tre anni della costruzione che giace lì da 12 anni ridotta a orribile rudere e nido incubatore per i piccioni, essendo questo l’ultimo intervento previsto dopo la ristrutturazione del vecchio blocco H.
Per questo motivo abbiamo rivolto alla AUSL 11 con una interrogazione a risposta scritta, per il tramite della Amministrazione Comunale, nove quesiti che riportiamo in allegato con le risposte. Vengono fatte così puntuali previsioni di tempi, di costi e di ricavi, che per i cittadini saranno oneri aggiuntivi, che in futuro serviranno a tutti per verificare la correttezza delle scelte, anche di quelle che oggi noi contestiamo. Vedremo tra cinque e dieci anni quanto le previsioni si discosteranno dalla realtà.
L’onere per il recupero della palazzina E ad altri usi è stimato in 10 milioni di € per 14.000 mq di superficie lorda ed entro il giugno 2015 “salvo ritardi imprevedibili”dovrebbe essere completata e collaudata. 10,8 milioni di € è anche la cifra del finanziamento regionale per l’intero progetto di 28 milioni mentre i restanti 18 milioni saranno reperiti tramite il Project Financing con il concessionario.

Riepilogo 9 domande

Interrogazione su piano economico Palazzina E

Risposta del direttore generale ASL Eugenio Porfido

  

Un albero neonato per ogni nuovo nato

Francesco C. luglio 16, 2012 In Evidenza, Interrogazioni 1 Comment


In un eccesso di buonismo ci era venuta la strana idea di ripescare dall’oblio della legislatura italiana la famosa legge Rutelli del 1992 (D.L. 113 del 29/01/1992), una proposta dell’allora esponente dei Verdi che obbliga i comuni italiani a piantare un albero per ogni nuovo nato (ogni nuova iscrizione di neonati all’anagrafe) nel territorio comunale. Tale legge è stata resa poi più cogente dal Senato nel 2011 rendendo i tempi di piantumazione piú vicini alla data di nascita.
La nostra interrogazione chiedeva se era stata applicata questa legge a Empoli, quanti alberi sono stati piantati e il numero dei nuovi nati dalla sua entrata in vigore, nel 1992.
La risposta dell’assessore Balducci, abbastanza completa anche se i tempi dalla presentazione sono stati stretti ci dice che i nati a Empoli sono stati 8217, ci ha fornito qualche dato sugli alberi piantati negli ultimi 3 anni ma che questi non sono quelli previsti dalla legge. Perchè? La legge prevede che gli alberi a disposizione dei comuni provengano dalla regione in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, il quale fornisce gratuitamente piccole piante già pronte per la collocazione ma davvero neonate come i bimbi che ne sono “donatori”. Questo comporta che abbiano un difficile attecchimento e di conseguenza una breve vita, rendendo di fatto inutile e poco applicata la legge. È un vero peccato.
L’assessore ha tenuto poi a precisare la gran quantità di verde pubblico empolese e tutte le varie iniziative del Comune a favore dei nuovi nati, sottintendendo che l’applicazione o no di questa legge nulla sposta sull’attività del Comune. Non ne avevamo dubbi.
Avevamo intuito che forse le problematiche tecniche legate alle leggi della natura ne rendessero difficile la sua applicazione, possiamo soltanto suggerire che lo spirito ideologico e rappresentativo del gesto di piantare un albero per ogni nato potrebbe – aggirando le difficoltà vivaistiche – essere mutuato in un altra azione legata alle nuove nascite: l’adozione di un albero già esistente, di un cane o un gatto ricoverato nelle strutture comunali o qualsiasi altra azione che dia al nuovo nato il senso di appartenenza alla comunità empolese e perchè no, umana.

Testo completo dell’interrogazione

  

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Morire di lavoro

Luigi Rossi, 15 anni, Sparanise (Caserta)

27 set 2011

La vittima, Francesco Rossi, studente di un istituto professionale di Vairano promosso al secondo anno di studi, ha perso la vita rimanendo schiacciato sotto il trattore di proprietà del padre Luigi. Il quale, dopo l’incidente, in evidente stato di choc non è stato però in gradi di ricostruire per filo …

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