Aumenta la produzione di rifiuti in Italia? Intervista a Roberto Cavallo

Gabriele settembre 28, 2011 Notizie dal mondo No Comments

Secondo i dati pubbblicati dall’Istat nel luglio scorso, nel 2010 nei comuni capoluogo di provincia è tornata a crescere la produzione di rifiuti urbani dopo tre anni di andamento decrescente: più 0,9% rispetto al 2009 (pari a 609,5 kg abitante). Dobbiamo aspettarci in Italia una ripresa generale della produzione di rifiuti? Intervista di Eco dalle Città a Roberto Cavallo, presidente di Erica ed AICA

Secondo gli indicatori ambientali urbani dell’Istat nel 2010 nei comuni capoluogo di provincia la quantità pro capite di rifiuti urbani è tornata a crescere dell’0,9% rispetto al 2009 (pari a 609,5 kg abitante). Il dato è in controtendenza: dopo tre anni di andamento decrescente nel 2010 i valori pro capite sono tornati a aumentare. Come si spiega questo dato?
Intanto occorrerebbe vedere le fonti con cui è stato elaborato il dato. Si tratta pur sempre di una media tra i capoluoghi è dunque abbastanza difficile esprimere un giudizio. Si possono comunque fare delle considerazioni. Una è relativa alla presenza delle persone in città capoluogo, ad esempio è presumibile che ci sia stata una minor mobilità e pendolarismo facendo aumentare le presenze equivalenti. C’è poi una questione cronica e generalizzata legata alla contabilità del dato, basti pensare all’assimilazione di rifiuti delle attività commerciali o produttive ai rifiuti urbani, diversa a seconda dei Comuni o delle Regioni.

La tendenza registrata dall’Istat è attendibile? Dobbiamo aspettarci in Italia una ripresa generale della produzione di rifiuti?

Difficile davvero dare una risposta attendibile, non disponiamo di strumenti statistici e modelli previsionali che consentano di elaborare equazioni affidabili. A fronte di elementi oggettivi, siano essi economici, come il PIL o il potere d’acquisto o l’inflazione, che sociali, migrazione, pendolarismo, classi di età, ecc. c’è comunque un elemento emotivo (E) che non è ponderabile a volte è così influenzante da vanificare le previsioni.
In economia si dice che il fattore E, legato ad esempio alle condizioni di un lavoratore, può sballare completamente un bilancio aziendale.
Quel che posso dirti dal mio osservatorio è che in realtà, come ERICA, registriamo anche nel 2010 una contrazione della produzione dei rifiuti urbani, ma occorre anche evidenziare che noi monitoriamo alcune centinaia di comuni che hanno investito e continuano ad investire su politiche virtuose per la gestione dei rifiuti.

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Rifiuti sotto processo

Gabriele settembre 28, 2011 Politica News No Comments

Si è svolta lunedì 26 nelle aule del tribunale di Empoli la prima udienza del processo che vede imputati Franco Mori, attuale assessore all’urbanistica di Empoli all’epoca dei fatti amministratore delegato di Publiambiente, Valerio Caramassi (Revet), Marco Ravagnani (Revet vetri) e Sandro Masoni (ATI).
Maggino Giglioli presidente di Modus, la ditta che si occupa dello svuotamento delle campane multimateriale, si defila dal processo patteggiando.
La Procura di Firenze sta in pratica mettendo in discussione l’intero sistema di gestione rifiuti, gestione non corretta come il MoVimento 5 Stelle ha più volte denunciato nell’aula consigliare di Empoli, proponendo anche con una mozione la modifica del regolamento di gestione rifiuti.
Si sta parlando dell’assimilazione dei rifiuti, tonnellate di rifiuti speciali che le ditte produttrici dovrebbero smaltire per conto proprio, ma che al gestore monopolista evidentemente fa comodo tenere nel proprio bacino di utenza.
I rifiuti da industria o artigianato dovrebbero avere tracciabilità completa e dovrebbero essere pagati a peso dalle ditte, cosa che di fatto non avviene in quanto vengono raccolti insieme ai rifiuti delle famiglie.
Il processo non ha avuto luogo se non per rinviare la seduta al 14 novembre prossimo, nessun imputato era presente in aula per legittimo impedimento e gli avvocati hanno fatto istanza di rinvio accolta dal giudice.

  

Luigi Rossi, 15 anni, Sparanise (Caserta)

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

La vittima, Francesco Rossi, studente di un istituto professionale di Vairano promosso al secondo anno di studi, ha perso la vita rimanendo schiacciato sotto il trattore di proprietà del padre Luigi. Il quale, dopo l’incidente, in evidente stato di choc non è stato però in gradi di ricostruire per filo e per segno la dinamica dell’accaduto ai carabinieri giunti sul posto in contemporanea ad una ambulanza. Secondo quanto ricostruito anche attraverso il frammentario racconto dell’uomo, durante una manovra a marcia indietro il pesante mezzo avrebbe travolto il giovane che era ai margini del campo che il contadino stava lavorando. Nel tentativo di fermare il trattore Luigi Rossi avrebbe compiuto una seconda errata manovra che ha fatto ribaltare il mezzo che è finito pesantemente sul ragazzo uccidendolo sul colpo.
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Vincenzo Macri’, 39 anni, autotrasportatore, Civitanova (Macerata)

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

E’ morto un autotrasportatore di Rizziconi nel maxitamponamento avvenuto ieri (29 giugno) sull’A14 tra Civitanova e Porto San Giorgio. Vincenzo Macrì, questo il nome del 39enne, sarebbe rimasto schiacciato all’interno della cabina del suo camion. L’uomo era sposato con due figli.
Nell’incidente, che ha coinvolto molti altri mezzi, sono rimaste ferite altre otto persone.
Secondo le prime ricostruzioni sembra che l’impatto sia stato causato dal camion del rizziconese, che dopo aver sbattuto contro le barriere, avrebbe avrebbe bloccato l’intera carreggiata e provocando il maxitamponamento.
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Smaltimento sfalci e potature: non è vietato l’uso come biomasse ma “la destinazione migliore è il compostaggio”

Gabriele settembre 27, 2011 Notizie dal mondo No Comments

Indagine di Eco dalle Città sullo smaltimento di sfalci e potature del verde pubblico urbano e privato. Dal dicembre 2010 sono definiti per legge “rifiuto”: lo stabilisce il decreto di recepimento della direttiva europea sui rifiuti. Devono finire in discarica o in inceneritore? L’uso come biomasse non è vietato ma serve l’autorizzazione al trattamento. La destinazione migliore? Il compostaggio: “Quella che ne valorizza la materia”

L’indagine di Eco dalle Città prende spunto da un articolo di QualEnergia.it dal titolo “Quel verde urbano che viene considerato rifiuto”. Il testo spiega che “dallo scorso dicembre le potature del verde pubblico sono considerate rifiuti e non possono più essere usate negli impianti a biomassa, ma devono finire in discarica o in inceneritore“.

Le lettere di Aiel e Fiper
L’articolo prende spunto da due lettere: una dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali e l’altra della Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili indirizzate ai Ministri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico. Aiel e Fiper si rivolgono ai Ministri per modificare la norma (Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 che recepisce la direttiva direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo sui rifiuti) che definisce come rifiuto gli sfalci e le potature da verde pubblico urbano e privato. Quattro mesi prima questi materiali erano stati inclusi nella categoria sottoprodotti dalla legge 13 agosto 2010, n.129 che aveva allargato la definizione a Materiali fecali e vegetali provenienti da sfalci e potature di manutenzione del verde Pubblico e privato, o da attività agricole, utilizzati nelle attività agricole anche fuori dal luogo di produzione, ovvero ceduti a terzi, o utilizzati in impianti aziendali o interaziendali.

Con la modifica di dicembre, secondo Fiper, “ne deriva che il materiale proveniente dalla manutenzione del verde pubblico urbano e privato rientra ancora una volta nella definizione di rifiuto; e quindi non ne è più ammissibile l’impiego a fini della combustione”. “La conseguenza è – si legge nella lettera di Aiel – che a partire dal dicembre 2010 la gestione dei materiali vegetali provenienti dalla manutenzione del verde pubblico e privato è soggetta a tutti gli adempimenti e ed obblighi previsti dalla normativa sui rifiuti. Gli effetti pratici sono che tutti gli accordi e le convenzioni stipulate tra le pubbliche amministrazioni e i gestori degli impianti autorizzati ad essere alimentati a biomasse vegetali per la produzione di energia, sono di fatto annullati”.

Ma è vero che le potature devono finire in discarica o in inceneritore?
Non è di questo avviso Attilio Tornavacca, direttore generale di Esper (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti): “Non è vero che adesso devono finire per forza in discarica o in inceneritori. Anche impianti per la produzione di energia da biomassa possono utilizzare tali flussi però solo se hanno richiesto o richiederanno l’autorizzazione al trattamento”. Non si tratta quindi di un divieto ma viene introdotta la necessita di passare attraverso la tappa dell’autorizzazione al trattamento. “Sì, in pratica bisogna chiedere l’autorizzazione di destinare allo scopo energetico un rifiuto” è la risposta del presidente di Aiel ad Eco dalle Città. “Cosa gravissima – continua Marino Berton – perché le piccole e medie reti di teleriscaldamento sono autorizzate a utilizzare legno vergine proveniente sottoposto alla lavorazione meccanica (Dlgs 152). E’ inaccettabile che la potatura dei platani di un parco siano classificati come un rifiuto. Accettare quindi la posizione di sottoporre il cippato di legno prodotto da potature ligno cellulosiche del verde urbano e privato al trattamento come fosse un rifiuto è un errore”.

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Roberto Della Costa, 44 anni, camionista, Ferrara

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

L’incredibile incidente è avvenuto alle 17.20 al km 49 della A13, in direzione Sud. All’origine la perdita di un carico di bombole da parte dell’autocarro che viaggiava verso Padova.

Una delle bombole è finite lungo la carreggiata opposta, ha colpito il parabrezza del camion guidato da Dalla Costa, che viaggiava verso Bologna: l’autotrasportatore è rimasto ucciso sul colpo. Poi il tamponamento fra un furgone e un’auto, il cui conducente è rimasto ferito gravemente.
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Jan Tomasz Wisniowski, 25 anni, operaio, Pognano (Bergamo)

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

La tragedia è avvenuta intorno alle 8 alla Isocell Precompressi Spa, nella zona industriale di Pognano, al civico 1 della strada provinciale Francesca. I colleghi che hanno assistito alla scena hanno immediatamente avvertito i soccorsi. L’operaio è però morto sul colpo, il personale dell’elisoccorso giunto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il 25enne lascia la moglie e una bambina di tre anni.

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Vincenzo Collaro, 38 anni, operaio, Arezzo

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Incidente sul lavoro ad Arezzo. Un operaio, Vincenzo Collaro, 38 anni, residente in città, stava operando su un tetto quando è precipitato al suolo. Secondo la prima ricostruzione Collaro con altri colleghi stava procedendo alla bonifica di una struttura in eternit.

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Martina Mazzotti, 21 anni, Monte San Pietro (Bologna)

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

L’AVEVA già fatto altre volte, Martina. Era una guidatrice provetta e aveva aiutato spesso il papà, rappresentante con l’hobby dell’agricoltura. Fatto piuttosto insolito per una ragazza di appena vent’anni, guidava il trattore come fosse la cosa più semplice del mondo. Aveva la passione dei motori, Martina, iscritta alla facoltà di Agraria dell’Alma Mater.

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Primo Martin, 55 anni, operaio, Cassier (Treviso)

Gabriele settembre 27, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Non ce l’ha fatta l’operaio di Dosson di Casier ricoverato da giovedì scorso in provincia di Bolzano in seguito a delle gravi lesioni causate da un incidente sul lavoro.

Operaio di una ditta locale, Primo Martin aveva 55 anni e abitava i località Dosson. Stava lavorando per adeguare il locale palazzetto dello sport alle norme anti-incendio e per cause da accertare si è procurato ferite gravissime giovedì scorso.

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