L’Istat ha presentato i risultati della rilevazione sugli indicatori ambientali urbani, che ha coinvolto in particolare gli uffici statistica dei comuni, che oltre a fornire i dati in proprio possesso svolgono una funzione di coordinamento per informazioni provenienti da altri soggetti: le agenzie regionali di protezione ambientale, le aziende che gestiscono i servizi di raccolta dei rifiuti, di distribuzione dell’acqua e dell’energia, ecc.
Torna a crescere la quantità pro capite di rifiuti urbani
Nel 2010 la raccolta dei rifiuti urbani nei 116 comuni capoluogo di provincia è risultata pari a 609,5 kg per abitante. Dopo tre anni di andamento decrescente nel 2010 i valori pro capite sono tornati a crescere (+0,9%). Nello stesso anno la quota percentuale della raccolta differenziata, sul totale dei rifiuti urbani, è stata pari al 31,7%, in aumento di 1,4 punti percentuali sull’anno precedente (Figura 1).
Quantità di rifiuti urbani maggiori di 800 kg per abitante sono raccolte nei comuni di Olbia (1.278,8 kg per abitante), Massa (886,1), Rimini (878,1), Forlì (851,7), Pisa (836,3), Ravenna (818,9), Prato (811,7) e Lucca (808,8). Fra questi, l’unico che registra una diminuzione rispetto al 2009 è Prato (- 1,3%).
Prosegue la contrazione dei consumi di acqua
Nel 2010 il consumo di acqua per uso domestico, riferito al complesso dei 115 comuni capoluogo di provincia1 è stato pari a 66,7 m3 per abitante2, in diminuzione dell’1,9% rispetto al 2009 (Figura 5). La contrazione dei consumi di acqua, che si osserva ormai da nove anni, testimonia una maggiore attenzione all’utilizzo della risorsa idrica e ai relativi costi.
Nell’anno in esame, solo 27 comuni presentano un livello di consumo superiore alla media, e di questi solo tre hanno anche consumi in crescita rispetto al 2009: Udine (+1,4%), Catania (+1,3%) e Massa (+1%). Nel 2010 sono ben 97 i comuni in cui si registra un calo percentuale.
Migliora la valutazione sulla qualità dell’aria
Alla fine del 2010 continua a diminuire, nei comuni ove il PM10 è monitorato, il numero medio di superamenti del valore limite per la protezione della salute umana, attestandosi a 44,6 giorni, dai 54,1 giorni registrati nel 2009. Hanno contribuito alla riduzione sia fattori meteo-climatici, sia la maggiore diffusione di auto meno inquinanti, la limitazione della circolazione in molti comuni, nonché le modifiche apportate dalle amministrazioni comunali alla viabilità urbana.
I giorni di superamento dei limiti, per il particolato con diametro minore di 10 μm, si riducono nel 2010 anche nelle città con più di 250 mila abitanti. Tra le città con riduzioni dei giorni di superamento, Napoli registra 75 giornate in meno rispetto al 2009, Genova 39, Bari 38, Roma 28 giornate, Verona 23, Firenze 22, Milano 21, Torino 20 e Catania 16. Tra le grandi città in controtendenza figurano Bologna (+13 giornate), Venezia (+7) e Palermo (+3) (Figure 8 e 9). Da segnalare comunque che Genova, Catania e Bari non oltrepassano la soglia dei 35 superamenti annui.
Peggiora l’inquinamento acustico
Nel 2010 sono aumentati i superamenti dei limiti di inquinamento acustico riscontrati nei monitoraggi comunali, pari a 5,0 ogni 100 mila abitanti, rispetto ai 4,4 del 2009. Infatti, nonostante nel 2010 siano state effettuate 8,7 campagne di controllo ogni 100 mila abitanti (in diminuzione di 1,5 punti rispetto ai 10,2 controlli del 2009), il superamento dei limiti previsti dalla normativa è stato registrato nel 57,2% dei casi rispetto al 42,8% del 2009.
Tra le città che effettuano i controlli, quelle con il maggior numero di campagne di monitoraggio con superamento dei limiti acustici nel 2010 sono: Lecco (62,6 casi ogni 100 mila abitanti), Firenze (30), Catanzaro (26), Foggia (23) e Cremona (22). Nel 2009 tra le città più rumorose, con 41 superamenti ogni 100 mila abitanti, compariva anche la città di Frosinone, che nel 2010 ne ha rimosso le cause anche se non ha effettuato ulteriori monitoraggi di conferma. Nelle campagne di controllo dell’inquinamento acustico sono compresi anche i rilevamenti effettuati dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) su richiesta dei comuni, molto spesso sollecitati dai cittadini. L’86% dei controlli effettuati nel 2010 sono, infatti, seguiti a esposti dei cittadini, mentre i rimanenti sono stati richiesti dagli organi istituzionali.
Alla fine del 2010 sono 74 i comuni capoluogo di provincia che hanno approvato la zonizzazione acustica del territorio comunale8.
Tasso di motorizzazione elevato quasi ovunque
Nel 2010 il tasso di motorizzazione (numero di autovetture per mille abitanti) dei comuni capoluogo di provincia è pari a 614,8, con un aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente e una variazione media annua, nel periodo 2000-2010, dello 0,1%. Nei rimanenti comuni italiani tale indicatore si attesta a un livello inferiore (602,5), ma la crescita sul 2009 è la stessa (+0,6%). Nel corso degli anni si è osservato un crescente uso di motocicli, il cui numero per mille abitanti è, nel 2010, per il complesso dei comuni capoluogo di provincia, pari a 130,7 (+2,4% sul 2009).
Stabile la percentuale di verde urbano
Nel 2010 la densità di verde urbano12 (percentuale di verde pubblico sulla superficie comunale), relativa al complesso dei comuni capoluogo di provincia, risulta pari al 9,3%, sostanzialmente stabile rispetto al 2009 (+0,03 punti percentuali). Il verde urbano fa riferimento al patrimonio di aree verdi o terrestri di particolare interesse gestito, direttamente o indirettamente, da enti pubblici ed esistente nel territorio comunale. Valori elevati degli indicatori sono, in generale, da imputare alla presenza nel territorio comunale di vasti parchi naturali, zone boscose, aree protette e riserve naturali.
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