Bruno Montaldi, 48 anni, operaio, Roma

Gabriele maggio 30, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Le principali mancanze del cantiere di piazza Santa Emerenziana, sono emerse – a tre giorni dal decesso del 48enne tecnico abruzzese – dalla prima relazione degli ispettori del lavoro depositata all’attenzione del pm Pietro Pollidori. Non solo, secondo gli esperti Montaldi non avrebbe dovuto svolgere l’incarico assegnato da solo, ma con l’ausilio di un collega.
Per il momento gli accertamenti del pm vedono indagato per omicidio colposo il responsabile della sicurezza della Icotekne, la società per la quale lavorava l’operaio. Il magistrato inoltre attende gli esiti dell’autopsia: se dovesse emergere che la morte è avvenuta per cause naturali l’inchiesta potrebbe presto esser chiusa.

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Enzo Bechelli, 56 anni, agricoltore, Villacollemandina (Lucca)

Gabriele maggio 30, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Grave incidente sul lavoro in provincia di Lucca, dove oggi pomeriggio un uomo e’ morto travolto da un trattore, e un altro e’ rimasto gravemente ferito. E’ accaduto a Canigiano, piccola frazione di Villacollemandina. La vittima e’ il 56enne Enzo Bechelli. L’uomo stava lavorando un piccolo appezzamento di terreno privato, quando il mezzo agricolo si e’ ribaltato e lo ha travolto, uccidendolo. Nell’incidente e’ rimasto coinvolto anche l’anziano padre, Dante Bechelli, 85 anni. Il pensionato e’ stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Cisanello di Pisa.

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Anonimo, 51 anni, operaio edile, Crispano (Napoli)

Gabriele maggio 30, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Un operaio di 51 anni di Crispano (Napoli), e’ morto oggi a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di Giugliano. Secondo una prima ricostruzione l’operaio – che era regolarmente assunto – e’ stato investito da un mezzo di lavoro. I colleghi lo hanno soccorso immediatamente allertando il 118, ma per l’uomo non c’e’ stato nulla da fare. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale Compagnia che hanno ascoltato i colleghi della vittima.

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Abdelouaheb Imed, 33 anni, pescatore, Rimini

Gabriele maggio 30, 2011 Morti sul lavoro No Comments

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, effettuata dalla Capitaneria di Porto, l’uomo stava procedendo alle operazioni di preparazione di pesca a circa un miglio dal porto di Rimini, quando improvvisamente, in seguito ad una caduta accidentale, è finito in mare.
Immediatamente il comandante del peschereccio “Genius” ha lanciato l’allarme via radio alla sala operativa della Capitaneria di Porto. A quel punto è scattato il dispositivo di ricerca e soccorso del marittimo, con l’invio in zona delle motovedette della Guardia Costiera CP 842 e CP 612. Alle ricerche, rese difficoltose dall’oscurità, hanno preso parte anche i pescherecci presenti sul posto.

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58 – Il Grillo della domenica

Gabriele maggio 29, 2011 Il Grillo della domenica No Comments

…il miglior grillo della settimana…

Lettera di un padre a sé stesso

“Dal 1998 ho la malaugurata sfortuna di vivere a Melilli. Credo sia il posto peggiore d’Italia. Si respira veleno che le raffinerie elargiscono in gran copia. La gente non sorride mai… Stasera ero in terrazza per far giocare la mia figlioletta che a soli 8 anni mi interroga chiedendomi “Perché a casa nostra c’è sempre questa puzza? Perché nell’aria c’è sempre tanto fumo? Perché c’è sempre quel rumore che non ci fa dormire? Perché quando fa caldo non possiamo aprire i balconi, altrimenti soffochiamo per la puzza? Perché non ce ne andiamo?”. Mentre la bimba giocava, un rumore sinistro ha dilacerato l’aria. Erano due F16 che sfrecciavano carichi di bombe verso Tripoli. Mi ha chiesto “Dove vanno? Sono caccia? Vanno a buttare le bombe vero?”. Mi sono sentito un verme. Mia figlia ha solo 8 anni e che cosa ha visto della vita? Veleni del petrolchimico, malattie dei suoi compagnetti di scuola (l’ultimo è un linfoma di una bimba della sua età), morti di cancro, e ora anche la guerra. Qui ormai regnano indisturbati l’arrogante prevaricazione delle multinazionali di cui i nostri governanti sono servi, la corruzione a 360 gradi, la totale negazione della meritocrazia, la nefandezza elevata a regola di vita, la mancanza di lavoro come arma di ricatto, la condanna dell’onestà e la magnificazione del crimine. Mentre pensavo a tutto ciò e sentivo una morsa al cuore e allo stomaco, nel paese di fronte, a Villasmundo, si levavano giochi pirotecnici che fanno ancora sorridere i poveri allocchi che lodano gli amministratori per aver loro donato “la festa”! Nello stesso tempo sentivo le campane della chiesa. Ricordo quand’ero bambino, al mio paese, le campane suonavano al vespro e rallegravano gli animi. Segnavano l’inizio del riposo dopo una lunga giornata di proficuo lavoro onesto, pulito, felice. Avrei dovuto rallegrarmi a sentire le campane, ma non è stato così. Il motivo è molto semplice: le campane suonavano il loro giornaliero e stonato messaggio monocorde. Le campane di Melilli suonavano a morto! E non c’è da chiedersi qual è la causa della morte, tanto qui è sempre quella. Allora ho realizzato di essere il peggiore dei peccatori. Ho commesso il peccato più grande che un essere umano possa commettere. Ho tradito il mio sangue. Ho fatto nascere due innocenti all’inferno. Questo è il mio peccato e io non mi assolvo. Io mi condanno senza appello. Ho guardato mia figlia e ho pianto.16 maggio 2011″. segnalazione di anib roma

  

12 – 13 giugno, noi scegliamo l’Italia

Gabriele maggio 28, 2011 Politica News No Comments

Il 12 e 13 giugno dovremo votare i referendum più importanti degli ultimi decenni. I temi toccati (acqua, nucleare e giustizia) influenzeranno la nostra vita, quella dei nostri figli e probabilmente quella delle future generazioni. Per questo motivo pensiamo sia doveroso effettuare una scelta, da una parte o dall’altra e dire la nostra uscendo dall’indifferenza quotidiana.
Il 70% degli italiani non conosce i quesiti referendari, non sa cosa scegliere e quindi cosa votare. Anche per i più decisi a recarsi alle urne, non è facile districarsi tra informazioni ed opinioni discordanti. Io stesso, interessato a costruirmi un’opinione in merito ai tre quesiti, mi sono ritrovato tra superficiali video, articoli vistosamente di parte e comitati promotori che enfatizzano solamente i lati negativi (o positivi) di un determinato tema, piuttosto che informare realmente.
Vi segnaliamo http://www.votoil12giugno.it , un sito pressochè IMPARZIALE che illustra i referendum e “spinge” a votare, a scegliere il nostro futuro.

  

La polizia che ti attende…

Gabriele maggio 27, 2011 Notizie locali No Comments

Giovedì 26 Maggio, per la seconda volta il MoVimento si è recato alla Seduta del Consiglio Comunale di San Miniato per effettuare le riprese e per la seconda volta ci è stato impedito di farlo. Al Consiglio del 28 Aprile fummo invitati gentilmente ad uscire dall’aula ma solo dopo averci spiegato l’impossibilità di fare riprese in quanto il Regolamento prevedeva che non si potessero fare (tra l’altro un falso clamoroso: il Regolamento non prevede nulla in questo senso come abbiamo già documentato). Questa volta non ci hanno nemmeno degnati di una spiegazione, le forze dell’ordine erano state chiamate a raccolta preventivamente per cui neanche il tempo di accendere la telecamera che l’abbiamo dovuta spegnere immediatamente per poi esser invitati fuori dall’aula per l’identificazione da parte della Polizia Municipale. Di questo passo, al prossimo Consiglio Comunale andremo direttamente con le manette, così risparmiamo tempo.
Il MoVimento esprime la sua più totale amarezza per quanto successo rivendicando adesso più che mai il diritto di ogni cittadino a video documentare il proprio Consiglio Comunale che per definizione è pubblico.
Ci era stato promesso che la Commissione Affari Interni, convocata in seconda seduta giovedì scorso a cui noi abbiamo assistito, potesse mettere fine a questo inutile sopruso verso i nostri confronti e potesse finalmente regolamentare l’argomento delle Riprese. D’altra parte, almeno a parole, il principio sembrava esser condiviso da tutti i gruppi Consiliari. Invece anche in quel frangente è emersa contraddittoria la volontà della maggior parte dei gruppi consiliari: da un parte contrari alle riprese del singolo cittadino, dall’altra d’accordo sul filtro Istituzionale che le riprese debbono avere. In Commissione non si è parlato di questioni tecniche ma solo di cavilli legali (inesistenti) per impedirci di documentare il Consiglio. Un “ghe pensi mi” di arcoriana memoria, teso solo a rimandare il problema senza entrare nel merito.
Per questo, nel merito ci entriamo noi. La nostra proposta per la ripresa e la diffusione via Internet del Consiglio Comunale prevede due semplici punti che graverebbero zero sulle finanze del Comune, considerando che si tratta comunque di sfruttare l’impianto per la ripresa Video già predisposto, da tempo, nell’aula consiliare.
– La diretta streaming su un sito gratuito esterno (in questo senso internet offre svariate soluzioni) in modo da permettere la diffusione delle immagini da parte di qualsiasi soggetto ne voglia usufruire.
– L’indicizzazione per tema affrontato durante la Sedute in modo da permettere a chiunque di poter cercare e rivedere in differita i singoli interventi dei Consiglieri.
Tutto questo nell’ottica della piena salvaguardia dei dati personali (i cosiddetti “dati sensibili” la cui raccolta e trattamento sono soggetti sia al consenso dell’interessato che alla autorizzazione preventiva del Garante della Privacy) che possono emergere durante le discussioni fra i Consiglieri e che quindi occorre preventivamente tutelare impedendone la diffusione.
Questi semplici accorgimenti favorirebbero, a nostro avviso, maggior interesse e partecipazione da parte dei cittadini nonché un avvicinamento degli stessi alle decisioni riguardanti il territorio che li circonda, questo tenendo conto che i Consigli Comunali sono sempre convocati in orari in cui la maggior parte delle persone è impossibilita ad assistere, causa impegni lavorativi.

MoVimento 5 Stelle San Miniato

  

La laVagna: Partita IVA per tutti

Riccardo maggio 27, 2011 La laVagna 3 Comments

Personalmente ho molte difficoltà nel considerarmi una persona inquadrabile all’interno di un contesto funzionariale, anche perché -citando nonno Silvio- ne “l’Italia che ho in mente” queste figure sempre in odor di parassitismo dovrebbero gradualmente scomparire. Qualunque lavoro decida di continuare o cominciare a fare ho sempre concepito i miei servigi al pari di un collaboratore esterno, cercando sempre di metter l’accento sulle mie capacità e soprattutto sulla mia indipendenza mentale.
Va da sé, quindi, che la mia presenza nell’ambiente scolastico, nel bene e nel male, è discreta come uno stupro alla messa di Natale.
Eppure io credo che nel futuro, sia nella scuola che nelle altre sfere a carico dell’amministrazione, la mia visione contrattuale -per non parlar di quella didattica, relazionale, ecc.- sarà molto più presente di come lo sia attualmente. E di fatto con i miei (pochi) coetanei punti di contatto ideologici alle volte se ne trovano.
A me personalmente non interessa che mi si paghino le ferie o i contribuiti di un dipendente, né sinceramente anelerei all’obiettivo di esser funzionario, ergo non licenziabile.
Se di una figura o di un servigio professionale ce n’è bisogno -e da che mondo e mondo, nella scuola dell’obbligo difficilmente si potrà sostituire anche nel lungo termine l’insegnante con un un tutoring o l’autoapprendimento- obiettivo della comunità scolastica e non dovrebbe esser quella di far lavorare le persone più brave. Criterio questo evidente e lapalissiano ai più, che però tuttavia si scontra con le logiche iperconservatrici, assistenzialiste e quasi misericordiose delle selezioni del personale mediante graduatorie.
Non ho i dati del costo effettivo della gestione provinciale delle medesime. Credo tuttavia che sia altissimo e i costi da queste derivato, se messi in mano alla dirigenza dei singoli istituti, secondo me, risolverebbe una buonissima parte della continua penuria economica delle strutture scolastiche con, non di secondaria importanza, la possibilità da parte dei dirigenti scolastici di poter assumere mediante collaborazione ad ore, gli insegnanti ritenuti più validi per il contesto educativo in essere.
Se venissi pagato le 35 € lorde che mi spettano di compenso per un progetto orario extra, riuscirei, mettendole in dichiarazione e riducendo l’imponibile con la giustificazione di spese effettive realmente realizzate, non solo a guadagnare cifre analoghe a quelle attuali (se non di più), ma anche ad abbattere appunto suddette spese, motivandomi altresì nel creare, per il sottoscritto e per la scuola, altre possibili forme d’introito, come ad esempio la creazione di corsi extra, progetti, ecc. E soprattutto mi guadagnerei con il lavoro e l’impegno, giorno dopo giorno, quella continuità scolastica sbandierata da mille sindacati e etichette politiche e che di fatto non è altro che l’ennesima araba fenice di baracca Italia. Della serie, parafrasando Metastasio, “la stabilità dei precari è come l’araba fenice, che ci sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa”. Eppure io lo so dove bisognerebbe cercarla.

  

Se La Russa parla bene di noi forse dobbiam cambiare MoVimento…

Gabriele maggio 26, 2011 Notizie dal mondo 1 Comment

È ovvio che ci siano differenze fra destra e sinistra. Sono differenze che vengono dalla storia dei partiti, dalle personalità degli interpreti, dall’elettorato di riferimento. Ma è altrettanto vero che oggi, i partiti di destra e di sinistra – ed in primis le ammiraglie centriste PD e PDL – sono accomunati da una concezione partitocratica e personalistica della politica, che schiaccia il valore partecipativo della democrazia. Ormai i partiti sopravvivono al solo scopo di auto-perpetuarsi, perdendo col tempo la passione e privatizzando la funzione di rappresentanza dei cittadini. Questo sistema è prossimo al collasso proprio per la connivenza di PD e PDL, che – se presentano posizioni diverse su qualche tema – lo fanno esclusivamente per rispondere alle esigenze del loro elettorato. Ragionano così: non per visioni diverse, ma per calcoli di marketing. E lo fanno perché la sopravvivenza del partito è tutto, e non è fine a se stessa: serve per far girare una serie di favori, interessi, amicizie, appalti, consulenze, nomine, scambi di poltrone che costituiscono un sistema di potere che noi rifiutiamo.
Provate a chiedervi perché il segretario dei Verdi di Bologna, Filippo Bortolini, che alle comunali ha sostenuto la lista di SEL-Vendola, sia presente del CdA di ERVET società partecipata dalle Regione Emilia-Romagna; oppure perché Angelo Di Giansante, amico personale di Silvana Mura, tesoriera e numero due di IDV, sia stato nominato Presidente di ErGo, o anche come mai, in rappresentanza di tutti i cittadini di Bologna, l’Avvocato penalista Paolo Trombetti, legale privato del Sindaco Flavio Delbono e presidente E.R. della fondazione culturale RED controllata da D’Alema, sia stato infilato dal Pd nel 2009 nel CdA di Hera (a circa 100000 euro annui!), pur senza averne alcuna competenza? La lista potrebbe continuare (per fortuna in regione sta arrivando una nostra proposta di legge contro questa spartizione).
Quando ci sono poi di mezzo i soldi ed i grandi appalti, sono sempre tutti allineati: 250 milioni di euro dietro un obbrobrio come il People Mover, per non parlare delle gravi responsabilità bipartisan sul Civis o della colata di cemento che sta piovendo su Bologna con la scusa dell’housing sociale (quando vedete due parole in inglese preparatevi perché dietro c’è sempre la fregatura). Per alcuni il MoVimento 5 Stelle (vero Calzolari?) è un serbatoio di voti. Ma noi non abbiamo “elettori”, ma “persone” che hanno sposato il nostro progetto e ci aiutano a portarlo avanti. Siamo sempre di più perché la gente si rende conto che il vero voto utile è a noi.
I partiti vogliono dimostrare di poter cambiare rotta? Tolgano i soldi dalla politica. La politica non è carriera, non è interesse. La politica è un servizio che alcuni cittadini fanno ad altri cittadini, ed è come noi la concepiamo. Questo loro non lo capiscono. Se vogliono cominciare, rinuncino ai rimborsi elettorali, che costano agli italiani oltre 1 miliardo di euro l’anno. Ma senza i soldi delle campagne pubblicitarie e le clientele, chi li voterebbe più questi qua?

Giovanni Favia Consigliere Regionale Emilia Romagna M5S

  

Il porta a porta di Publiambiente

Gabriele maggio 26, 2011 Ambiente, In Evidenza 2 Comments

Crediamo di fare cosa gradita a molti pubblicando il video di una delle assemblee organizzate da Publiambiente per informare i cittadini dell’imminente passaggio alla raccolta porta a porta, incontri organizzati in maniera capillare sul territorio e con una certa competenza da parte dei tecnici dell’azienda di gestione del servizio.
Il servizio, in questi giorni il via ufficiale, non è esente da critiche sia per quel che riguarda la gestione politica a monte sia per quanto riguarda i disagi ai singoli cittadini.
La dimensione dei bidoncini per la raccolta dell’organico e dell’indifferenziato (50 Lt.), colore marrone e grigio, ci sembrano eccessive considerato che: l’organico sarà svuotato 2 volte la settimana e difficilmente una famiglia ne produrrà 100 lt. (sfalci e potature possono essere poste esternamente al bidone); per il bidone grigio vengono ipotizzate dal gestore circa 7-8 svuotature l’anno il cui costo singolo poteva essere tenuto sotto la soglia psicologica dei 10 Euro.
Le critiche maggiori comunque sono da riservare alle “ceste” per carta e multimateriale, delle quali non troviamo alcun riferimento negli altri gestori con esperienza pluriennale nell’abito del porta a porta.
Questi contenitori non permettono di essere impilati, la loro forma a cono rovesciato crea un ingombro molto elevato a fronte del materiale che poi effettivamente viene raccolto, il fatto di non essere chiusi infine non permette di poterli sistemare su un balcone.
Il sacco del multimateriale inoltre è quello che più di altri crea problemi, barattoli di yogurt, cartocci del latte se non opportunamente lavati generano cattivi odori più dell’organico anche perché a differenza di quest’ultimo per via dei sacchetti contrassegnati con codice a barre non può essere svuotato ad ogni occasione.
Poteva inoltre essere organizzata fin da subito ed in maniera semplice la raccolta degli olii esausti che inquinano le fognature qualora gettati nei lavandini ed è impensabile che il cittadino si rechi ogni volta all’isola ecologica o che paghi l’olio combusto come indifferenziato.
Il tutto poteva essere gestito con maggior trasparenza, il vero e proprio censimento realizzato da Publiambiente avrà fatto emergere molte utenze non registrate, ma ad oggi non sappiamo su quante utenze e con quale costo di smaltimento per chilogrammo viene calcolata la tariffa, non ci è possibile quindi ne come forza politica di opposizione, ma nemmeno come Comuni affidatari del servizio, capire se l’aumento di oltre il 30% in tre anni sia giustificato o meno.
Rinnoviamo in fine le nostre critiche all’ampio ricorso all’assimilazione, tonnellate di rifiuti speciali che le aziende dovrebbero smaltirsi per conto proprio, ma che portate nel bacino degli urbani a tutti gli effetti falsano i nostri dati rendendoli difficilmente paragonabili con le altre realtà che da molti anni praticano il porta a porta.
Seppur critici verso alcuni aspetti nell’organizzazione invitiamo la cittadinanza a compiere il piccolo sforzo di differenziare correttamente, consci che questo sistema di raccolta sia l’unico possibile per ottenere una sostanziale riduzione del materiale destinato alla discarica.

  

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