Museo del vetro, il comitato scientifico e gli industriale del settore visitano l’ex magazzino del sale

Gabriele aprile 30, 2010 Notizie locali No Comments

Un sopralluogo all’interno della struttura di via Ridolfi la cui inaugurazione è prevista all’inizio dell’estate, o il 26 o il 27 giugno
Sopralluogo, nei giorni scorsi, all’ex magazzino del sale per prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori e degli spazi che accoglieranno il Muve, ossia il Museo del vetro di Empoli, la cui inaugurazione è prevista all’inizio dell’estate. A guidare la visita l’assessore alla cultura Eleonora Caponi, accompagnata da alcun membri del Comitato scientifico del museo e dai rappresentanti di diverse aziende che operano nel settore del vetro.

“Coinvolgere le aziende che lavorano il vetro è importante –dice Caponi- perché possono darci suggerimenti e idee nuove anche per andare oltre la valenza culturale del museo. Museo che deve vivere anche del rapporto con il territorio empolese e prima di tutto con le imprese che nella lavorazione del vetro hanno la loro mission. Sarebbe bello, per esempio, se le scuole che verranno a vistare il museo del vetro potessero anche visitare una moderna vetreria».

«Al momento, insieme all’assessore Carlo Pasquinucci, abbiamo avuto la disponibilità di molti a far parte di un comitato che si occuperà, fra l’altro, anche di selezionare materiali e strumentazioni che meritano di essere esposti al museo. Per quanto riguarda la data dell’inaugurazione, confermiamo quella del 26-27 giugno prossimo”.

Fonte:Gonews

  

Carmelo Stano, 42 anni, Manduria (Lecce), Operaio

Gabriele aprile 30, 2010 Morti sul lavoro No Comments

L’operaio è morto per essere stato colpito alla testa da un grosso masso mentre era alla guida di un escavatore.

Fonte

  

Disastro della piattaforma nel Golfo del Messico, Obama: BP dovrà pagare per il danno ambientale

Gabriele aprile 30, 2010 Notizie dal mondo 1 Comment


Dalle foto della Nasa, diffuse ogni giorno attraverso il sito web dell’agenzia, emergono chiaramente le dimensioni del disastro ambientale della piattaforma petrolifera della BP affondata nei giorni scorsi. Dalle reazioni della politica americana, invece, emerge la difficoltà di porre un argine al problema.

L’ipotesi di bruciare il petrolio in mare, per evitare che devasti centinaia di chilometri di coste, è al vaglio ora dell’amministrazione Obama che ha chiesto l’intervento delle forze armate e ha inviato sul posto tre ministri di peso: il Segretario degli Interni Ken Salazar, il Segretario della Sicurezza Nazionale Janet Napolitano e l’amministratore per la protezione ambientale Lisa Jackson.

Nel frattempo, però, Obama ha chiesto e ottenuto che i costi economici della bonifica vengano pagati da BP, responsabile del disastro. Secondo il Washington Post, però, il disastro del Golfo del Messico potrebbe ripercuotersi sul piano nazionale di perforazioni off shore che l’amministrazione Obama aveva lanciato poche settimane fa.

Secondo il consulente per l’energia Carol Browner, infatti, l’America “deve trarre insegnamento da questo incidente” anche se, almeno per il momento, il piano di rilancio delle trivelle non sembra sia stato messo in dubbio.

Le ricerche di petrolio e gas naturale in mezzo al mare, però, sono una questione internazionale e non solo statunitense: come dimenticare, infatti, che anche nel mar mediterraneo si continua a cercare ed estrarre idrocarburi, non ostante le critiche degli ambientalisti e di alcuni politici.

Un fronte, quello del no, che certamente trova una triste ma robusta sponda nel disastro della Deepwater Horizon.

Fonte:Ecoblog

  

Salvatore Grasso, 49 anni, Saronno, Operaio

Gabriele aprile 29, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Si è spento domenica sera dopo 4 giorni di agonia Salvatore Grasso l’operaio dell’Econord vittima di un infortunio sul lavoro giovedì mattina.

Fonte

  

Problemi seri per i Pizzimbone… ed i politici

Gabriele aprile 29, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Ebbene sì, alla fine, la Discarica di Ponticelli pare proprio essere causa di guai seri per politici e pubblici amministratori, oltre che per i fratelli Pizzimbone. Noi ne avevamo parlato già diverse volte e già molto è stato scritto sugli amici di Dell’Utri nel libro “Tra la via Emilia e il Clan”.
Adesso l’inchiesta della Procura pare stringere e, se non sarà fermata, porterà ad uno scrollone che giungerà sin dentro al Palazzo della Regione Liguria.
Partiamo dagli indagati della Provincia di Imperia, tra cui l’ex Presidente Gianni Giuliano, appena eletto in Consiglio Regionale con il Pdl. Con questi sono iscritti nel registro degli indagati anche Alberto Bellotti, già assessore provinciale all’Ambiente; Sandro Barla, ex funzionario provinciale ed oggi dipendente del Comune di Sanremo; Daniele Sfamurri, funzionario della Provincia, oltre a Franco Minasso, geometra della Provincia. A loro si affiancano come indagati della Procura anche Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi della Ponticelli srl.
L’accusa che accomuna i pubblici amministratori e funzionari è quella di abuso d’ufficio per il rilascio dell’autorizzazione a scaricare nell’area della discarica di Ponticelli. Su questi, stendo alle risultanze dell’indagine, si è accertato, come ricorda anche Il Secolo XIX che “dal 29 ottobre 2008 sino all’8 marzo scorso avrebbero commesso tutta quella serie di omissioni per favorire Pierpaolo Pizzimbone, Davide Bianchi e Luigi Bianchi, amministratori della Ponticelli s.r.l”. Il reato per i magistrati è evidente: “nella consapevolezza dell’ingiusto vantaggio conseguente al comportamento abusivo, vantaggio che, nel caso in esame non poteva sfuggire ai funzionari pubblici, atteso che, col loro provvedimento illecito garantivano alla Ponticelli la continuità della gestione della discarica a seguito dell’ampliamento e, quindi, il conseguimento di cospicui profitti connessi alla gestione”..

Fonte:CasaDellaLegalità

  

Mi Cabel e quanto mi Cabel!?

Gabriele aprile 29, 2010 Politica News No Comments

A ritornare in Consiglio Comunale con gli atti relativi alla Variante al Regolamento Urbanistico così come descritti nell’accordo che discutiamo oggi, entro e non oltre i prossimi 45 giorni.

Questo è quello che si leggeva come ultimo punto nell’ordine del giorno accompagnatorio preparato, proposto in consiglio ed approvato coi soli propri voti dal Partito Democratico in data 11 febbraio 2010.

“Entro e non oltre” si legge, un po’ come dire “è severamente vietato” andare oltre il termine previsto, un po’ pleonastico, ma ci dicono necessari in atti ufficiali. In Italia è sempre bene rafforzare le scadenze, per poi ovviamente fare come gli pare.

Il termine di 45 giorni è ampiamente scaduto ed in Consiglio Comunale di Cabel e Polo Tecnologico nemmeno l’ombra.

Quindi riepilogando: la maggioranza approva un proprio documento dove si dice che la giunta (che è dello stesso colore ovviamente) deve tornare su quell’argomento entro 45 giorni e poi tutto scompare.

Torniamo sull’argomento per questo e grazie ad una intervista rilasciata alla locale Antenna5 dal consigliere della lista Massimo Giacomelli.

  

Luigi Botti, 48 anni, Gazzola (Piacenza), Operaio

Gabriele aprile 28, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Un operaio è stato colpito al capo da un pezzo metallico di una gru ed è morto. È accaduto questa mattina in località Buriacchina, nel comune di Gazzola (Piacenza).

Fonte

  

Fotovoltaico in edilizia: prospettive attuali e future

Gabriele aprile 28, 2010 Notizie dal mondo No Comments

I tetti residenziali, quelli industriali e quelli commerciali rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo nel nostro Paese del settore del fotovoltaico. Ad affermarlo è Assosolare che, pur tuttavia, giudica come un’occasione mancata il rinvio dell’obbligo di adozione, nei regolamenti edilizi comunali, delle norme per il rilascio di nuove autorizzazioni a costruire con il vincolo di realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Di questo ed altro si è parlato il 13 aprile scorso durante “L’energia solare fotovoltaica: il sistema incentivante e le normative sull’economia emergente dell’edilizia sostenibile“, un convegno che proprio Assosolare ha organizzato avvalendosi del patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Roma e della Capitale, e della collaborazione di Saienergia.

Allo stato attuale, di conseguenza, l’obbligo di utilizzo degli impianti di produzione di energia pulita nelle nuove costruzioni è rimandato all’anno 2011 sperando che non ci siano nuovi rinvii visto che tra l’altro l’adozione di tali norme permetterebbe di accelerare in direzione degli obiettivi di abbattimento delle emissioni fissati per l’anno 2020. Basti pensare, in accordo con un rapporto a cura dell’IEA, l’International Energy Agency, che nel nostro Paese c’è una superficie, composta da tetti potenzialmente idonei per l’installazione di pannelli fotovoltaici, pari ad oltre 760 chilometri quadrati che, se sfruttata interamente, riuscirebbe a coprire ben il 45% dei consumi di energia elettrica annui nazionali.

Secondo quanto dichiarato da Gianni Chianetta, che ricopre in BP Solar Italia la carica di Amministratore Delegato, l’Italia potrebbe avere il primato per quel che riguarda un settore dell’economia che su scala mondiale è ancora vergine, e che è quello dell’applicazione del fotovoltaico in architettura. L’Ad di BP Solar Italia, infatti, ha sottolineato al riguardo come con il fotovoltaico per gli edifici si possa garantire quel connubio importante tra aspetto estetico e produzione di energia pulita che garantisce vantaggi economici e spesso anche l’utilizzo dei moduli come veri e propri elementi decorativi proprio per effetto di una totale ed integrale integrazione con l’unità abitativa.

Fonte:Ecologiae.com

  

Troppo prato in via del Pratello…

salvatore aprile 28, 2010 Politica News 4 Comments

Alle soglie del nostro cento storico, vicinissimo a Porta Pisana, uno esempio di degrado urbano.

Un po’ troppo prato in via del Pratello, da tempo le mattonelle si sono staccate e l’erba ha avuto la meglio sul cemento. Questo è uno scorcio di Empoli che non vorremmo vedere.

Purtroppo ci si abitua al degrado e quando non è nel nostro giardino ci si dimentica che è il giardino di tutti.

  

Guerra aperta al gioco d’azzardo. Adesso c’è anche un regolameto ad hoc

Gabriele aprile 27, 2010 Notizie locali No Comments

Approvato il regolamento che disciplina le sale giochi in città, una delle prime d’Italia. Voto favorevole da tutti i gruppi politici

Empoli è una delle prime città d’Italia a dotarsi di un regolamento per l’apertura e la gestione delle sale giochi. Nella seduta di ieri sera, infatti, il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento con i voti favorevoli di tutti i gruppi politici.

«Il nostro obiettivo è prevenire e contrastare gli effetti delle dipendenze da gioco –dice Filippo Torrigiani, assessore empolese alla città sicura– e con questo regolamento diamo seguito al percorso iniziato nel 2007, quando il Consiglio comunale, su mia proposta, nata dal lavoro preziosissimo svolto dall’Arci Empolese Valdelsa, approvò una mozione che chiedeva di intensificare i controlli sul gioco d’azzardo. Mi ha fatto molto piacere che il regolamento sia stato apprezzato e votato da tutti i gruppi politici e a loro va tutta la mia riconoscenza. E’ un segno importante di maturità politica e attenzione su questi temi, che devono essere posti in primo piano anche a livello nazionale. E l’esperienza di Empoli è un esempio da esportare».

Ecco alcune delle norme più importanti introdotte dal regolamento.

Le sale giochi dove sono installati apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro dovranno essere ubicati ad una distanza di almeno 250 metri lineari da scuole, caserme, ospedali, cimiteri, chiese e luoghi religiosi; case di cura o altri luoghi destinati all’accoglienza di persone per finalità educative o socio-assistenziali; dalla sede del Servizio tossicodipendenze dell’Asl 11; dai luoghi di interesse turistico per la città di Empoli, ovvero il museo della Collegiata di Sant’Andrea, piazza Farinata degli Uberti e la fontana del Pampaloni, la Casa natale del Pontormo, la Casa di Ferruccio Busoni e il Centro studi musicali.

Per rendere più agevole la sorveglianza, le sale giochi dovranno essere ubicate esclusivamente al pian terreno.

Gli apparecchi con giochi che danno vincite in soldi, il cui utilizzo è destinato solo ai maggiorenni, devono essere collocati in un’area separata rispetto agli altri giochi e alle altre attività che si svolgono nel locale. I gestori sono tenuti a vietare l’utilizzo degli apparecchi da gioco ai minorenni, anche facendosi mostrare un documento di riconoscimento valido.

Le sale giochi non possono utilizzare nell’insegna o nei messaggi pubblicitari il termine “casinò”, in quanto riservato alle case da gioco autorizzate con legge dello Stato, né altri termini che richiamino il concetto di gioco d’azzardo.

I gestori dei locali sono invitati ad esporre materiale sul gioco responsabile e i recapiti di associazioni che danno assistenza nei casi di dipendenze patologiche.

L’orario di apertura delle sale-giochi sarà prossimamente oggetto di una concertazione con le associazioni che rappresentano gli operatori del settore giochi, le associazioni di categoria dei consumatori e le forze dell’ordine. La materia sarà poi disciplinata da un’apposita ordinanza del sindaco.

«Il regolamento è solo uno degli strumenti per contrastare la dipendenza da gioco -riprende Torrigiani- e allo studio ci sono altre misure che intendiamo mettere in campo per contrastare il fenomeno e rendere il gioco d’azzardo responsabile e consapevole. Per esempio, coinvolgere l’Asl per organizzare corsi di formazione indirizzati ai gestori delle sale giochi, che potranno poi fregiarsi di una sorta di certificazione etica di gioco responsabile, da mettere in evidenza con un apposito marchio nei loro esercizi ».

«La dipendenza da gioco sta diventando un’emergenza nazionale,IL 2% degli italiani ha purtroppo dipendenza da gioco –ha spiegato Torrigiani nel suo intervento in consiglio comunale- e del problema si sono già resi conto in tante parti d’Italia. Comuni importanti del paese ci hanno già chiesto informazioni sul regolamento e diversi sono i convegni sul tema a cui siamo stati chiamati a esporre la nostra esperienza».

  

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