017 – Una roulotte non si nega a nessuno…
Consiglio comunale del 11 febbraio 2010, nessun assente.
La seduta è interamente dedicata alla vicenda che ruota attorno all’ex area Mostardini.
La parte iniziale è dedicata ad una serie di domande tecniche e politiche rivolte alla giunta e al capo ufficio tecnico Santoni.
Domande di vario tipo, come per esempio quella del consigliere Bini che chiedeva se entrambe le ditte avessero bisogno della variazione al piano regolatore per poter operare nell’area. La domanda resta senza risposta anche se ripetuta cinque volte.
Si arriva a definire anche il concetto di produzione industriale come l’elaborazione mentale di un processo che porta alla definizione anche di un oggetto immateriale, questo secondo il Segretario Generale.
La questione è abbastanza singolare.
Due ditte Cabel e Computer Gross hanno acquistato un area destinata da piano regolatore a zona industriale per singola azienda. Cosa fare quindi di questa area? Vengono costruiti due nuovi fabbricati, la Computer Gross (distribuzione hardware e software) nella ex area uffici della Mostardini SRL, mentre Cabel (Information tecnology e servizi) nella parte ex industriale.
Potevano queste due ditte stare nell’area stante l’attuale piano regolatore?
Per rispondere a questa domanda la giunta, o l’ufficio tecnico avrebbe dovuto rispondere alla domanda di cui sopra (Bini).
Probabilmente se la giunta ha chiesto al consiglio una maggiore convergenza sulla questione vuol dire che la questione non è ben chiara.
In sostanza le due ditte chiedono un adeguamento normativo al piano regolatore per poter trasformare l’area da industriale a polo tecnologico, area specificamente prevista nel PRG nella zona del Terrafino.
Adeguare un area industriale con pochi passaggi di auto ad una zona a carattere più commerciale significa oltre ad un aspetto legale adeguarne le infrastrutture, è infatti ipotizzata una bretella di collegamento tra via piovola e via Giuntini (Sammontana gelati) con ben due sottopassi, uno ferroviario e uno della FI-PI-Li. Costo dell’opera 2,34 milioni secondo uno studio delle due ditte che hanno stanziato 400 mila € per il progetto.
La delibera passa col solo voto favorevole del Partito Democratico.





















[...] Riassunto [...]
[...] Forse perché eravamo abituati alle discussioni sulle varianti, regolamento urbanistico e polo tecnologico o forse perché era stato stabilito che la seduta finisse entro la mezzanotte. Per i Consigli che [...]
Devo chiedere di correggere l’ultimo rigo di questo articolo laddove si parla di delibera.
Il consiglio ha approvato un ODG e non una delibera.
La giunta deciderà se fare o meno tale delibera analizzata nella discussione pubblica e lei al suo interno voterà e chiederà altri atti al consiglio.
Il consiglio ha parlato di una parte di Empoli futura e visti i regolamenti attuali dei consigli comunali (semplicemente folli) avrebbe potuto non farlo.
Quel consiglio è stato un di più tutto politico.
Spero che sia chiaro a tutti.
Sui contenuti ho bisogno di tempo per riflettere, ma osservo che in caso di singoli o famiglie la variante urbanistica concede molto meno di una roulotte.
come sempre la legge è forte con i deboli e debole con i forti.
In questo caso la giunta non ha la forza di far rispettare le diposzioni del Piano Regolatore e lo cambia per compiacere le ditte.
Ma come mai due grandi aziende si scomodano a comprare degli immobili (investendo circa 20 milioni di Euro) sapendo di non avere i requisiti per starci? Chi glielo ha detto che avrebbero cambiato la norma del piano regolatore? Oppure hanno comprato senza sapere nulla di tutto ciò…
…ma come sono stati fortunati….!!!!!