Mare profumo di mare…

Piazza della vittoria
Mare profumo di mare con l’amore io voglio giocare cantava il grande Little Tony negli ormai lontani anni 80.
Avete presente quell’odore non gradevole, ma allo stesso tempo piacevole perché vi annuncia la vicinanza al porto e quindi al mare? Quel misto di acqua stagnante e idrocarburi delle barche, meraviglioso.
Il problema è che non mi sarei aspettato di sentirlo in Piazza della Vittoria ad Empoli…
Mi trovo qui a bordo vasca e “godo” la piazza in modernità, navigo su internet con un portatile, guardo la gente che passa, faccio due chiacchere, scrivo questo articolo.
L’acqua della vasca è stagnante, schiumosa e come detto puzza. Le fontane si spengono verso le 18, in perfetta coincidenza col maggiore afflusso di gente.
Parleremo della piazza solo in questa occasione e poi, salvo casi particolari, basta.
Non perché non ci interessi Piazza della Vittoria, anzi, ma perché ci interessa parlare di energia, di trasporti, di connettività, di futuro per dirlo in una sola parola, la Piazza è ormai argomento passato e troppo e a sproposito se ne è parlato.
Il progetto iniziale non era malvagio, anzi aveva dei buoni spunti e dei particolari interessanti a abbastanza innovativi per l’epoca, come per esempio la pavimentazione o l’illuminazione abbastanza fuori dallo standard ma comunque studiati. Non a caso il progetto dell’architetto milanese Rota risultò il vincitore e non a caso, come vedremo in seguito, esso non compare nel sito internet dello stesso.
Il progetto iniziale differiva in maniera sostanziale da quello realizzato inoltre mancano ancora dopo anni degli elementi progettati che non sono stati realizzati e che in qualche modo completerebbero la piazza.
Partiamo con ordine, la “vasca”. Il progetto iniziale prevedeva una vasca a forma di mezza luna che includesse su un lato il monumento della “Vittoria”. Inoltre i due giochi d’acqua erano “spezzati” da un attraversamento pedonale che tagliava la fontana in maniera diagonale.
Cosa questa molto diversa da una vera e propria vasca di forma rettangolare staccata dal monumento e senza attraversamento pedonale.
Le “luci da stadio”. L’intento era quello di portare sulla piazza una luce diffusa quasi un chiaro di luna per “abbassare” la prospettiva del monumento e portarlo a diventare parte integrante della piazza. Cose che illuminandolo a se e mettendo una illuminazione più bassa di tipo tradizionale non sarebbero avvenute. Gli intenti ed i concetti base che guidarono questa scelta mi sembrano buoni e tutt’oggi validi.
Gli alberi che costeggiano la piazza dovevano avere una grata che coprisse il quadrato bordato in acciaio, questa avrebbe avuto una trama con disegno specifico già studiato in fase di progetto. Lo stesso disegno avrebbe costituito il grande cubo alla base dei suddetti lampioni dove ora si trova alla base una pavimentazione diversa e l’illuminazione è stata completata con la base a calzino calato che tutti conosciamo.
Nella piazza non erano previsti addobbi floreali o panchine, questo perché il prato doveva servire come prato calpestabile da vivere e non da guardare e la seduta doveva essere il bordo vasca, quelli presenti ora sono stati aggiunti successivamente.
Il cartello “vietato calpestare il prato” messo, poi tolto, poi messo, poi ritolto non ha favorito molto questo tipo di fruizione.
I problemi di queste mancate realizzazioni sono principalmente gestionali e locali.
Dal momento che erano saltati per problemi legati alle belle arti parametri fondamentali quali la forma, la dimensione, la fruibilità della fontana l’intero progetto doveva essere riveduto e corretto.
L’errore comunque più grossolano è senza dubbio il sotto dimensionamento dell’impianto di depurazione che ci regala questa sensazione di bordo porto. A questo è inoltre imputabile una fetta consistente delle spese di gestione.
L’amministrazione dovrebbe decidere di “rimettere mano” alla piazza e su questi elementi dovrebbe concentrarsi, adeguamento dell’impianto di depurazione e completamento delle opere di finitura e di arredo che ancora mancano.
P.S. La connessione è gentilmente offerta da un amico negoziante in zona, fosse mai che nella piazza principale vi sia connettività libera e gratuita.




















Diciamocelo: la giunta più di questo non vuole fare e potrebbe fare poco, se ragiono in un ottica di un anno vedo solo, la diminuzione dei parcheggi a pagamento (ma non si sa davvero cosa porta) e poi c’è la carcassa della vecchia vetreria, un Jolly vitale per tutta l’area!
Poi ci sarebbe la SAGRA DEL GELATO NEL BICCHIERE DI VETRO, ma questo è da persone intelligenti e disinteressate come noi.
Che il peggioramento certo non vi danneggi ……..
Invece di preoccuparci di Piazza della Vittoria eprchè nessuno pensa al degrado “esasperante” che colpisce Piazza De Leoni??
Chiudono librerie ed aprono negozi di moda, non ci sono locali per giovani (semrpe se secondo voi il Dindondero e Aronne sono locali che rivitalizzano la piazza).
Poi possiamo preoccuparci di dover chiamare semplicemente una ditta che si occupi di depuratori per Piazza della Vittoria…ma per la De Leoni una ditta non basta ci vuole un progetto lungimirante….
Concordo in pieno sul fatto che una delle più belle piazze minori italiane meriterebbe qualcosa di meglio.
C’è comunque un distinguo da fare. Su piazza della Vittoria si sta parlando di carenze organizzative, e di cura che sono competenza esclusiva dell’amministrazione comunale.
Su Piazza Farinata degli Uberti la cosa è più complicata, si tratta di andare a rivitalizzare il centro storico e la sua piazza principale con leggi ed ordinanze che per definizione sono astratte e generiche, non si può quindi selezionare quali attività ci possono essere.
Mi verrebbe da dire anche fortunatamente visto che siamo in un paese libero.
Questo non significa che la politica deve arrendersi di fronte ad Aronne o al Dindondero, deve anzi trovare nuovi stimoli per far rivivere una piazza che fino a qualche anno fa la sera era un parcheggio.
Quello che per esempio ritengo un errore è montare un palco per il premio Pozzale e poi smontarlo il giorno seguente, quando magari poteva essere data la possibilità di esibirsi ad altri gruppi, canori, teatrali ecc ecc.
La “vita” in un luogo si ricrea quando la gente non deve informarsi per sapere se c’è qualcosa, ma va in quel luogo e qualcosa trova sicuramente.
La pista lungo l’Arno sono mesi che la stanno “facendo”.
Io ci passo davanti tutti i giorni almeno 5-6 volte al dì (soprattutto davanti alla mutua), e vi assicuro che non c’è mai nessuno a lavorarci: va di lusso se ci lavorano un giorno intero a settimana (ma non credo sia mai successo anche con il bel tempo).
In questo modo ci credo che le opere pubbliche (anche semplici come una pista ciclabile) ci mettono una quantità di tempo inaccettabile ad essere ultimate.
Andrea
Ma vi siete accorti che, passate le elezioni, si sono bloccati tutti, dico tutti, i lavori in corso?
Non hanno finito la ciclabile sull’Arno e nemmeno il fontanello di acqua del parco di Serravalle (lato chiesa di Serravalle) è stato ultimato. E’ come se la Cappelli avesse detto: “Ce l’ho fatta, per poco ma ce l’ho fatta. Potete interrompere la sceneggiata dei lavori e tornarvene a casa!”
Riguardo alla viabilità intorno alla Piazza mi è sempre balenata in mente un’idea… perchè non rendere zona pedonale tutta la parte della piazza dal lato del “giro d’empoli”?
Avessi dovuto progettare la ristrutturazione della piazza mi sarei posto questo quesito, riducendo magari la dimensione (per permettere una giusta circolazione in entrambi i sensi nei lati vinegar-bar azzurro-chiesa) e facendo così una grande zona pedonale collegata con le vie del centro. Comunque a parte le soluzioni non attuate sarebbe bene che il Comune completasse i lavori… con soluzione anche delle famose buche sul selciato ai 4 angoli della piazza…
osservazione sarebbe giusta quella di andrea ma il vero problema, secondo me, è che ci sono troppe macchine. Fare altre strade o altri parcheggi in centro chiamerà altre macchine senza risolvere il problema.
Per me bisognerebbe lasciare le macchine fuori dal centro, organizzare navette gratuite e finalmente rendere ciclabile la città.
Una cosa non da poco in piazza della Vittoria è il non-senso della strada che la circonda: qualcuno mi sa spiegare per quale arcano motivo la piazza non funge da grande rotonda come dovrebbe essere? Arrivando da via Tinto da Battifolle (bar cristallo) si può andare a destra e si costeggia la piazza, oppure a sinistra e passando davanti al vinegard ci si immette in via Fratelli Rosselli.
Ora, se io vengo da via Curtatone e Montanara e voglio od andare nella zona “bar Vittoria” di piazza della Vittoria, per quale stupido motivo devo oltrepassare la piazza e passare da piazza Gramsci (che è quasi sempre paralizzata dal traffico), così come se dalla parte del bar Azzurro di piazza della Vittoria volessi andare in via Roma.
Una semplice circolazione a rotonda risolverebbe il tutto, permetterebbe di ridurre inquinamento perché le auto girerebbero di meno e la viabilità ne gioverebbe tantissimo.