Leonardo Crescente, 32 anni, operaio edile, Pietrapaola (Cosenza)

giugno 30, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Tragico incidente sul lavoro, purtroppo mortale per la vittima. Un giovane di 32 anni, Leonardo Crescente, residente a Cariati, è rimasto folgorato da una scarica elettrica provocata dal contatto coi fili dell’alta tensione della betoniera con cui stava lavorando.

Fonte

  

Emilio Rampone, 39 anni, operaio, Venafro (Isernia)

giugno 30, 2010 Morti sul lavoro No Comments

L’uomo, dopo un primo intervento presso l’ospedale SS Rosario era stato trasferito presso il «Veneziale» di Isernia.

Fonte

  

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata, indagato per la gestione rifiuti, non risponde al Pm

giugno 30, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere Diego Cammarata, sindaco di Palermo indagato per disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio.

Lo riferisce il quotidiano La Sicilia che aggiunge anche che, secondo l’accusa, il sindaco palermitano avrebbe impartito gli ordini su come gestire l’ex municipalizzata dei rifiuti e la discarica nonostante il commissariamento della municipalizzata stessa.

Cammarata, da parte sua, ha più volte ribadito di non avere alcuna responsabilità nella gestione della crisi rifiuti a Palermo, proprio in seguito al commissariamento. Tutti i guai, afferma il sindaco, li avrebbe fatti la Regione, cioè Raffaele Lombardo.

Lombardo, che in merito ai rifiuti si è già vantato di aver fatto “cose rivoluzionarie“, stigmatizza il silenzio di Cammarata. Come riporta Sicilia Informazioni, infatti, tra il sindaco di Palermo e il Presidente della Regione ormai ogni dialogo sulla questione rifiuti è impossibile:

Se non si parla ai magistrati vuol dire che non si hanno ragioni, o che si preferisce tenerle segrete. Finirei sputtanato se Cammarata parlasse bene di me. Permettetemi di ignorarlo. Non me ne occupo e non mi scalfisce

Tutto questo mentre la discarica palermitana di Bellolampo scoppia.

Fonte:Ecoblog.it

  

Museo del Vetro presentato in Regione. Vittorio Bugli: “E’ un simbolo per il futuro”

giugno 30, 2010 Notizie locali 1 Comment

L’ex sindaco assieme a quello attuale Luciana Cappelli e all’assessore Cristrina Scaletti spiega l’intervento. La titolare alla Cultura: “Nuovo sviluppo per la rete espositiva”

“Il Museo del Vetro non è solo un nuovo luogo di attrazione turistica, ma rappresenta un simbolo per il futuro di Empoli e di tutta la Toscana: i vetrai erano dei maestri che lavoravano duro, e bisogna tornare lì, a una regione che si reindustrializzi e ritrovi la priorità del lavoro, di un lavoro che non giochi al massimo ribasso ma punti sulla qualità e sull’eccellenza”. Con queste parole il consigliere regionale Vittorio Bugli ha parlato del nuovo MUVE, Museo del vetro di Empoli, che sarà inaugurato domani pomeriggio alle 18.00 nel Magazzino del Sale. Il museo è stato presentato alla stampa oggi a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale, a Firenze. “Un museo di questo tipo in un luogo suggestivo e importante come il Magazzino del Sale era da tempo un desiderio della città – ha affermato Bugli, che è stato sindaco di Empoli per due mandati, dal 1995 al 2004 – perché unisce l’amore per lo spazio, che non veniva utilizzato in maniera appropriata e che ora viene recuperato nel modo migliore, e l’amore per una tradizione, quella del vetro, che è stata alla base della ricchezza di Empoli per tanto tempo”.

E’ stato il sindaco di Empoli, Luciana Cappelli, ad aprire la conferenza stampa, parlando di un’iniziativa significativa “non solo per Empoli ma per la storia del lavoro nella nostra regione”. Sono intervenuti quindi la soprintendente BAPSAE (Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici) di Firenze Pistoia e Prato, Alessandra Marino, Ugo Bargagli che ha portato i saluti del Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, e Giuseppina Carla Romby del Comitato scientifico del museo, che ha parlato dell’impianto museologico e della ristrutturazione del Magazziono del Sale. A chiudere gli interventi è stato l’assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti. “La Regione guarda con particolare interesse a questa nuova realtà, che ha una duplice valenza – ha affermato – da un lato il recupero di una tradizione importante come quella del vetro, dall’altro lo sviluppo della rete territoriale dei musei che trova qui un nuovo punto di eccellenza”.

Il museo, strutturato su due piani, ripercorre la storia della produzione del vetro a Empoli attraverso oggetti di uso comune – fiaschi, damigiane, bottiglie – strumenti di lavoro, documenti, immagini, ma anche coinvolgendo il visitatore con la ricostruzione dei luoghi e dei contesti della produzione industriale e artistica.

Dopo l’inaugurazione, il museo sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (chiuso il lunedì), con un biglietto di ingresso di 3 euro. Nel mese di luglio sono previste iniziative speciali, aperture serali, incontri e performance.

Altri materiali relativi al MUVE sono disponibili cliccando qui.

Fonte: Gonews.it

  

Piazza della Vittoria: mancano solo i nani

giugno 30, 2010 Politica News 6 Comments

Abbiamo già segnalato all’autorità di Pubblica Sicurezza l’estrema pericolosità della nuova “decorazione” recentemente posta in Piazza della Vittoria.
Le pietre poste alla base degli alberi che circondano la piazza principale di Empoli, di dimensioni anche fino a 15 cm di diametro, costituiscono un pericolo non solo in caso di manifestazioni quali per esempio partite allo stadio Castellani.
Pensiamo per esempio ad un bambino che per gioco più gettare un sasso su un auto posteggiata lungo il perimetro della piazza, o peggio verso un proprio coetaneo.
Questo ultimo “abbellimento” di marmo bianco per altro poco si confà con lo stile architettonico del resto della piazza, composta da travertino per il bordo vasca e il basamento del monumento e da una miscela di cemento e vetro per la pavimentazione, in pratica mancano solo i nani da giardino.
L’ufficio digos potrebbe nel caso lo ritenesse necessario far rimuovere le pietre in occasione di una qualsiasi manifestazione, uno sciopero generale, il corteo del Primo Maggio oppure appunto una partita, i tre operai della cooperativa Orizzonti hanno impiegato l’intera giornata di martedì per porre in opera le pietre, con un impegno economico quindi non trascurabile.
Interessante segnalare che gli operai del comune la scorsa settimana avevano posto in opera le pietre alla base dei due alberi verso via Curatore e Montanara, la soluzione deve quindi essere sembrata interessante e sensata.
Auspichiamo la rimozione delle pietre perché appunto pericolose, nonostante questo comporti uno spreco di denaro pubblico.
Seguirà interrogazione al Sindaco per chiedere:

  • Chi è responsabile di questa scelta
  • Che fine abbia fatto il progetto iniziale dell’architetto Italo Rota che prevedeva per questa specifica soluzione una griglia con un disegno originale
  • Quanto ci è costata questa istallazione.



  

Anonimo, 30 anni, operaio, Cuneo

giugno 29, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Tragico infortunio sul lavoro a Pratonevoso (Cuneo). Un operaio albanese di 30 anni è precipitato nella tromba dell’ascensore di un edificio in costruzione ed è morto sul colpo.

Fonte

  

Paolo Castiglione, 64 anni, operaio, Napoli

giugno 29, 2010 Morti sul lavoro No Comments

L’uomo è rimasto schiacciato sotto le macerie di un muro, crollato presso un’abitazione fatiscente in via Pozzuoli, al civico 48. A nulla sarebbe servita la protezione del casco. Gli altri operai hanno raccontato che il muro, forse pieno d’acqua per la piogge di lunedì, si è staccato ed ha travolto Castiglione, rimasto sotto le macerie. I soccorsi sono stati immediati ma per l’operaio non c’é stato nulla da fare. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e due ambulanze del 118. Non vi sono altri feriti.

Fonte

  

Dell’Utri è stato ASSOLTO a 7 anni di reclusione

giugno 29, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Marcello Dell’Utri Senatore della Repubblica e cofondatore di Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi è stato condannato a 7 anni di reclusione per “concorso esterno in associazione mafiosa”, con una pena ridotta di due anni rispetto la sentenza di primo grado,questo perché è stato assolto dall’accusa di essere stato tra i protagonisti dell’intreccio mafia-politica.

Prendere più 7 anni senza aver sparato in questo paese è estremamente difficile, ma Dell’Utri poteva riuscirci, in primo grado ce l’aveva fatta (9 anni) in secondo il PM ne aveva chiesti 11, peccato sarà per la prossima volta. Il meno colpevole Marcello non ci deluderà.

Notizia data in maniera chiara e precisa anche dal primo telegiornale italiano, il Tg1, che sotto l’autorevole guida di Augusto Minzolini ci “informa” che è stato assolto, che Spatuzza non conta, che è un processo solo di testimoni (l’unico è Spatuzza e pur non contando sempre 7 anni fanno) e che grazie a questa sentenza crolla tutto il castello accusatorio dei rapporti stato-mafia. E il Papello?

  

Marco Perrucci, 33 anni, operaio edile, Rosciano (Pescara)

giugno 28, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Un uomo di 33 anni di Bucchianico, Marco Perrucci, e’ morto questa mattina a seguito di un infortunio sul lavoro avvenuto a Villa Oliveti di Rosciano (Pescara). Inutile l’intervento dei sanitari del 118, arrivati sul posto con ambulanza e elicottero. L’uomo era gia’ morto. Intervenuti anche vigili del fuoco e carabinieri.

Fonte

  

Emergenza rifiuti in Sicilia, intervista esclusiva a Aurelio Angelini: “Nel 1999 stroncata la raccolta differenziata”

giugno 28, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Undici anni fa la Sicilia poteva uscire dall’emergenza rifiuti, quando ancora non aveva causato i danni che vediamo oggi. Il primo piano di riorganizzazione del sistema delle discariche e della raccolta dei rifiuti, infatti, risale al 1999: fu redatto da un gruppo di esperti guidati dal Prof. Aurelio Angelini, ordinario di Sociologia dell’ambiente all’università di Palermo, ed era in regola con le leggi europee e con quelle italiane. Cioè con l’ormai semi-dimenticato Decreto Ronchi. Andava bene persino a quei rompiscatole degli ambientalisti.

Inutile dire che quel piano, datato 1999, fu presto abbandonato perchè aveva qualche “piccolo difetto”: non prevedeva, ad esempio, la costruzione di nessun termovalorizzatore. Al posto di questi impianti, infatti, il vecchio piano rifiuti prevedeva la differenziata al 60%, una filiera completa del trattamento dei rifiuti e, alla fine della filiera, la creazione del combustibile da rifiuti (Cdr) che, però, non doveva essere bruciato negli inceneritori, come nel caso campano di Acerra, bensì nei cementifici e nelle centrali elettriche, al posto di una frazione del combustibile solitamente utilizzato.

Non se ne fece niente: il gruppo di lavoro che realizzò il piano fu mandato a casa e al suo posto fu creata l’Arra, l’Agenzia regionale acque e rifiuti. E con l’Arra spuntò il progetto di realizzare quattro giganteschi inceneritori che avrebbero dovuto bruciare tre milioni di tonnellate di monnezza l’anno. Tanto quanto ne bruciano tutti gli inceneritori esistenti in Italia

  
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