Consiglio degli stranieri: al voto quasi il 13%, sono in 452

maggio 31, 2010 Notizie locali No Comments

La lista ‘Tutti uniti’ ha raggiunto il risultato migliore. Forte partecipazione di donne, soprattutto georgiane e filippine

Si sono svolte ieri (domenica 30 maggio) le elezioni per il Consiglio degli stranieri di Empoli.

Hanno partecipato 452 persone sui 3.506 cittadini aventi diritto al voto. “Si tratta del 12,9% ndr.).

I voti validi sono stati 426, 3 le schede bianche, 23 quelle nulle.

La lista “Democraticamente stranieri” ha ottenuto 131 voti, la lista “Nuovi cittadini” ne ha ottenuti 140, la lista “Tutti uniti per i nostri diritti e doveri” ha ottenuto 155 voti.

Giovedì prossimo si riunirà la commissione elettorale per convalidare l’elezione dei 15 rappresentanti del Consiglio.

Successivamente, alla prima riunione della nuova assemblea, sarà eletto anche il presidente, che poi avrà la possibilità di sedersi tra i banchi del consiglio comunale di Empoli con diritto di parola, ma non di voto. Il presidente deve ottenere i due terzi dei voti del consiglio degli stranieri per essere eletto.

“Il dato della partecipazione è significativo – dice Niccolò Balducci, assessore ai diritti e ai doveri di cittadinanza – perché ha portato al voto molte persone, in maggioranza donne. In particolare, abbiamo avuto una grande partecipazione da parte della componente georgiana e filippina. Tenendo di conto che si tratta pur sempre di un organo che ha un potere consultivo e non decisionale, posso dire di essere soddisfatto per la partecipazione”.

Fonte:Gonews

  

Nicola Gadaleta, 50 anni, operaio, Cerignola (Foggia)

maggio 31, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Un operaio è morto mentre lavorava in un silos per il grano in un sementificio a Cerignola. L’uomo stava compiendo alcuni lavori di manutenzione, quando, per cause in corso d’accertamento, è caduto nel grano.

Fonte

  

Marco Da Pozzo, 43 anni, operaio, Cortina

maggio 31, 2010 Morti sul lavoro No Comments

E’ caduto per alcuni metri dal campanile di Cortina, dove stava effettuando dei lavori con i colleghi, e ha perso la vita per i traumi riportati nell’urto con una parete.

Fonte

  

Perché le regioni “rosse” producono più rifiuti urbani pro capite?

maggio 31, 2010 Notizie dal mondo 2 Comments

Analizzando i dati contenuti nell’edizione 2009 del Rapporto Rifiuti Urbano dell’ISPRA, risulta che Emilia Romagna e Toscana sono le regioni con la produzione di rifiuti urbani pro capite più alta in Italia. E già nel 2004 era così. Intervista di Eco dalle Città a Rosanna Laraia, Responsabile Servizio Rifiuti ISPRA

di Giuseppe Iasparra

Esaminando i dati contenuti nell’edizione 2009 del Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) si nota come le regioni cosiddette “rosse” (dal punto di vista politico) siano quelle con la produzione di rifiuti urbani pro capite più alta in Italia. Questi i dati, dal 2004 al 2008, contenuti nel rapporto ISPRA:

Toscana (693 kg/abitante anno nel 2004, 697 nel 2005, 704 nel 2006, 694 nel 2007, 686 nel 2008), Emilia Romagna (657 kg/abitante anno nel 2004, 666 nel 2005, 677 nel 2006, 673 nel 2007, 680 nel 2008), Umbria (555 kg/abitante anno nel 2004, 641 nel 2005, 647 nel 2006, 639 nel 2007, 613 nel 2008). La media nazionale nel 2008 è stata di 541 kg/abitante anno.

Eco dalle Città ha intervistato Rosanna Laraia, Responsabile Servizio Rifiuti ISPRA:

Come mai queste regioni hanno una produzione pro capite di rifiuti urbani maggiore rispetto ad altre regioni?
E’ così da sempre, vediamo però un certo rallentamento dal 2006. Queste regioni sono caratterizzate nel loro tessuto dal fatto di avere molte attività artigianali nel contesto urbano. I Comuni hanno la tendenza ad assimilare ai rifiuti urbani, i rifiuti speciali che provengono da attività artigianali o di piccole industrie generando così un tasso di produzione di rifiuti pro capite più alto. Si tratta di una quota di rifiuti speciali che sono stati assimilati agli urbani. E’ nella facoltà dei Comuni: i Comuni con regolamento comunale, previsto dalla normativa, possono assimilare quei rifiuti che in termini qualitativi e quantitativi sono simili agli urbani. Prendiamo il dato della città di Prato: è tra i pro capite più alti perché in realtà vede la presenza di attività artigianali legate alla lavorazione dei tessuti.

Qual’è il metodo di calcolo utilizzato?
Calcoliamo il pro capite in base alla popolazione residente, non alla popolazione equivalente come si fa per esempio per i reflui. Laddove c’è grande turismo e concentrazione di turisti in alcuni periodi dell’anno c’è un tasso pro capite molto elevato come avviene nei comuni della costiera romagnola. Questo è il caso anche di città storiche come Roma, Firenze o Venezia. Se scendiamo al livello dei singoli comuni vediamo che anche il pendolarismo tra grandi città e comuni della cintura incide sulla produzione di rifiuti della grande città. Anche la presenza della grande distribuzione incide sul dato pro capite: in alcune regioni ci sono piccoli comuni che hanno degli indici pro capite molto elevati per la presenza sul territorio di grandi centri commerciali. Questi Comuni sono portati ad assimilare, così attraverso la tassa o tariffa rifiuti arrivano più fondi all’amministrazione comunale per la gestione dei rifiuti.

Dal 2006 la produzione pro capite di rifiuti inizia a diminuire anche perché è intervenuto il decreto legislativo 152/2006, il testo unico ambientale, dove sono stati messi dei paletti all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani. Questa norma, anche se non è stata univocamente interpretata, ha contribuito alla riduzione della produzione di rifiuti pro capite. In Toscana, inoltre, si stanno facendo degli sforzi per deassimilare i rifiuti speciali della lavorazione del cuoio e dei tessuti.

Fonte:EcodalleCittà

  

Ottavo comandamento

maggio 31, 2010 Ambiente, Politica News 4 Comments

publiambiente_tirreno_1 Vorremmo tranquillizzare Publiambiente, anche se la legge sui criteri di assimilabilità dei rifiuti fosse applicata alla lettera la parrucchiera dell’esempio continuerebbe a pagare la quota fissa della Tassa Igiene Ambientale, che comprende la pulizia strade, la quota di investimenti e ammortamenti del servizio, le spese generali di gestione le quali, per legge, devono essere spalmate sull’intera collettività.
Curioso che si faccia un esempio così particolare accomunando i rifiuti di una piccola attività a quelli di una grande azienda, la legge è astratta e generica, ma parla chiaro e divide le attività in macro-aree:industria, artigianato, commercio.

Il citato articolo 195 così come modificato dal governo Prodi recita:

Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico;

appare per tanto ovvio che gli eventuali decreti interpretativi a cui si fa riferimento andranno eventualmente a normare solo quella parte di rifiuti speciali che è assimilabile ai rifiuti urbani, e in alcun caso potranno andare ad intaccare la norma che per come è stata scritta è chiara e precisa, in diritto questo si chiama gerarchia delle fonti.
Risulta poi inoltre difficile capire quale sia su questo tema la differenza tra la raccolta porta a porta e quella a cassonetto, visto che sia i rifiuti urbani che gli speciali, dopo essere stati raccolti vengono a tutti gli effetti mischiati sul camion di raccolta.
Difficile infine è intravederne il vantaggio per i cittadini che caso mai si troveranno a pagare una TIA aumentata dei maggiori costi di manutenzione mezzi e di personale che di fatto raccoglie nello stesso turno rifiuti speciali e rifiuti solidi urbani.

Scarica il dell’intero articolo

  

30 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

I salotti cinesi di Forlì


Caro Beppe,
a Forlì ci sono molte aziende che lavorano come contoterzisti nella produzione del mobile imbottito, cioè salotti, e altre che lavorano nello stesso settore, ma anche come progettisiti di linee proprie.
Tutti si sono dovuti scontrare con il fatto che le aziende grosse che vendono prodotto finito e che forniscono lavoro ai contoterzisti (quelli che cuciono, per intendersi) hanno cominciato a servirsi di manodopera cinese che lavora ad un costo pari a poco più di un quinto di quello che costa un dipendente normale e che lavora a dei ritmi disumani.
Dopo la trasmissione Report che ha sollevato il problema in seguito alla denuncia di due imprenditrici forlivesi contoterziste costrette a chiudere perchè nessuno dava loro più lavoro, la situazione in città è rimasta ferma al palo.
Io ho fatto almeno tre interpellanze per sollecitare  sedute di consiglio o di commissione aperte al pubblico con la presenza delle imprenditrici, ma il tutto è andato per le lunghe dicendo che avrebbero fatto tavoli tecnici in prefettura assieme ai “capi” della comunità cinese…
Ieri finalmente mi hanno dato una data per la commissione che sarà il 3 giugno.
Nel frattempo ci ha contattato un imprenditore non contoterzista che fa lavoro in proprio, ma che esegue lavoro anche per gli altri e ha denunciato la situazione marcia che ancora sussiste.
Quando gli chiedono di eseguire un lavoro glielo vogliono pagare ad un prezzo che non copre neanche quello di costo e quando lui fa presente il problema tutti dicono: fallo fare  ai cinesi così ci guadagni.
Lui si rifiuta e adesso è in crisi enorme, rischia la chiusura. Dal sito della Lista Civica a 5 Stelle Destinazione Forlì è possibile inviare un messaggio ai politici, alle forze di polizia, agli enti, alle associazioni di categoria e ai sindacati per chiedere di affrontare urgentemente il problema.” Raffaella Pirini, consigliere comunale 5 Stelle Destinazione Forlì

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La Ventana – Senso di respondabilità

maggio 28, 2010 La ventana 1 Comment

In questi giorni il governo Zapatero si sta dando il colpo di grazia. Approfitto quindi di una settimana di poca italica ispirazione per parlarvi un po’ della Spagna.
Nel 2004, poco prima dell’attentato di Madrid, la situazione in Spagna era di una tensione inutile ed esagerata allo stesso tempo. Aznar, come Berlusconi, stava palesando, dopo una legislatura in cui non aveva lavorato male e soprattutto era riuscito a controllare il suo ego, patologiche manie di grandezza. Ma se Berlusconi s’ispira a Re Sole, l’ultimo Aznar per certi versi ricordava Hitler.
Il rocambolesco arrivo di Zapatero fu avvertito dal sottoscritto come un’ottima notizia e per quel che ho potuto vedere in questi anni, ZP ha lavorato molto bene. Ovviamente con errori, alcuni dei quali gravissimi.
Il più grave è stato indubbiamente quello della comunicazione visto che il suo governo ha speso molte energie nel promuovere leggi a mio avviso secondarie –come ad esempio il superpubblicizzato matrimonio omosessuale- togliendo spazio ad altre misure, soprattutto in materia di ambientalismo e urbanismo, che hanno provato a frenare il mostruoso problema della speculazione edilizia, che non ha uguali in Europa.
Poi chiaramente si è visto cadere addosso tutto il peso della crisi ed un Partido Popular a pezzi a causa di lacerazioni interne e continui scandali di corruzione probabilmente vincerà le prossime elezioni.
Il colpo di grazia, dicevo, è una tassazione pro-crisi dello stipendio degli statali che si aggira, in base alle categorie, tra il 5% ed il 10% del lordo: a me credo che a fine mese toglieranno un centinaio di €uro. Una tassazione che sta ricevendo critiche feroci da parte di tutti, elettori socialisti compresi.
È per questo che l’8 giugno i sindacati hanno indotto uno sciopero contro questa misura, ma io non vi parteciperò. E non vi parteciperò perché in questi quasi dieci anni lo Stato spagnolo mi ha dato molto e credo che sia giusto dargli una mano.
Cos’è La Ventana?

  

Si “inaugura” la nuova scuola

maggio 27, 2010 Notizie locali No Comments

Sarà ufficialmente inaugurata domani (venerdì 28 maggio), alle ore 17.00, la nuova sede della scuola primaria “Giovanni Bosco” di Ponte a Elsa.
“I lavori principali si sono conclusi nel luglio 2009 – spiega Eleonora Caponi, assessore alle politiche educative di Empoli- e dal settembre scorso la scuola ospita le classi quarte e quinte. Abbiamo deciso di fare l’inaugurazione adesso perché occorreva ancora qualche piccolo intervento di secondaria importanza per rendere la scuola pienamente funzionale, soprattutto riguardo alla sistemazione esterna. Nelle ultime settimane il maltempo ci ha dato un po’ di tregua, così abbiamo potuto effettuare gli ultimi interventi per presentare a tutti la nuova scuola, e la nuova palestra, in piena funzionalità”.
Il costo complessivo dell’opera, compresa la realizzazione della palestra adiacente alla scuola, è stato di 1,9 milioni di euro. (dp)
Fonte: Comune di Empoli – Ufficio Stampa

Da notare che le “” le ha messe direttamente l’ufficio stampa del comune, in effetti inaugurare una scuola aperta da settembre non è impresa facile.

La scuola, l’umido ed il bosco incantato

  

Anonimo, 72 anni, agricoltore, Modica (Ragusa)

maggio 27, 2010 Morti sul lavoro No Comments

Un uomo di 72 anni è morto schiacciato dal trattore che si è ribaltato mentre lo stava manovrando. L’incidente sul lavoro è avvenuto nel pomeriggio, in contrada Favarotta, nelle campagne di Modica, al confine con Rosolini.

  

680mila firme raccolte. Adesso si punta al milione. Savona maglia rosa

maggio 27, 2010 Notizie dal mondo No Comments


Seicentottantamiladuecentosettantotto firme raccolte in poco meno di un mese. L’obiettivo che il comitato si pone è adesso quello del milione di firme entro luglio. Un risultato che sorprende lo stesso comitato promotore dei 3 referendum per l’acqua pubblica e che vede la costante crescita della raccolta settimana dopo settimana. Non ci sono flessioni, ogni aggiornamento dai territori è una sorpresa. Solo questa settimana sono state raccolte oltre 154mila firme.

Savona è la maglia rosa del Giro d’Italia dell’acqua pubblica, la giocosa competizione che i promotori dei referendum avevano promosso tra i comitati provinciali. La città ligure ha più che raddoppiato l’obiettivo provinciale delle firme da raccogliere entro luglio.

I numeri della raccolta firme sono da record, mai una campagna referendaria aveva raccolto tante firme in così poco tempo nella storia della Repubblica. Il merito di questo successo va ai comitati territoriali e a tutti quanti si stanno impegnando per la riuscita della raccolta firme: migliaia di volontarie e volontari che, da un mese, sacrificano ore di tempo libero e di riposo per la campagna referendaria.

Avanti tutta, verso il milione di firme.

  
Campagna referendaria l'acqua non si vende
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