001 – Cominciamo non bene

Si è svolta sabato scorso dalle 10 alle 13:20 la prima seduta del nuovo consiglio comunale.
L’assemblea è aperta da Brenda Barnini in qualità di presidente pro tempore. Discorso interessante e che commenteremo poi sul blog, ma evitabile trattandosi la sua di una carica temporanea.
Risulta eletto presidente Sandro Piccini in quota Partito Democratico.
Ci saremmo aspettati in nome di quel dialogo che era stato annunciato nei giorni passati ed in considerazione di una ampia maggioranza (17 su 30 consiglieri formano un unico gruppo) che il ruolo di controllo istituzionale del presidente venisse lasciato all’opposizione. Prima occasione di dialogo concreta saltata.
In seguito alla costituzione dei gruppi consiliari è seguito un discorso ogni capogruppo.
Interessante quello del PD, Brenda Barnini, che in un discorso di circa 13 minuti ha spiegato come ridurre il tempo degli interventi (10 min di regola) avvicinerebbe il cittadino al consiglio.
Meno peggio la scelta dei membri della commissione elettorale, risultano eletti Cavallini, Fruet e Morini rispettivamente PD, PDL e MM.

  

Mare profumo di mare…

giugno 20, 2009 Politica News, Sviluppo 8 Comments

Piazza della vittoria

Piazza della vittoria

Mare profumo di mare con l’amore io voglio giocare cantava il grande Little Tony negli ormai lontani anni 80.
Avete presente quell’odore non gradevole, ma allo stesso tempo piacevole perché vi annuncia la vicinanza al porto e quindi al mare? Quel misto di acqua stagnante e idrocarburi delle barche, meraviglioso.
Il problema è che non mi sarei aspettato di sentirlo in Piazza della Vittoria ad Empoli…

Mi trovo qui a bordo vasca e “godo” la piazza in modernità, navigo su internet con un portatile, guardo la gente che passa, faccio due chiacchere, scrivo questo articolo.

L’acqua della vasca è stagnante, schiumosa e come detto puzza. Le fontane si spengono verso le 18, in perfetta coincidenza col maggiore afflusso di gente.

Parleremo della piazza solo in questa occasione e poi, salvo casi particolari, basta.
Non perché non ci interessi Piazza della Vittoria, anzi, ma perché ci interessa parlare di energia, di trasporti, di connettività, di futuro per dirlo in una sola parola, la Piazza è ormai argomento passato e troppo e a sproposito se ne è parlato.

Il progetto iniziale non era malvagio, anzi aveva dei buoni spunti e dei particolari interessanti a abbastanza innovativi per l’epoca, come per esempio la pavimentazione o l’illuminazione abbastanza fuori dallo standard ma comunque studiati. Non a caso il progetto dell’architetto milanese Rota risultò il vincitore e non a caso, come vedremo in seguito, esso non compare nel sito internet dello stesso.

Il progetto iniziale differiva in maniera sostanziale da quello realizzato inoltre mancano ancora dopo anni degli elementi progettati che non sono stati realizzati e che in qualche modo completerebbero la piazza.

Partiamo con ordine, la “vasca”. Il progetto iniziale prevedeva una vasca a forma di mezza luna che includesse su un lato il monumento della “Vittoria”. Inoltre i due giochi d’acqua erano “spezzati” da un attraversamento pedonale che tagliava la fontana in maniera diagonale.
Cosa questa molto diversa da una vera e propria vasca di forma rettangolare staccata dal monumento e senza attraversamento pedonale.

Le “luci da stadio”. L’intento era quello di portare sulla piazza una luce diffusa quasi un chiaro di luna per “abbassare” la prospettiva del monumento e portarlo a diventare parte integrante della piazza. Cose che illuminandolo a se e mettendo una illuminazione più bassa di tipo tradizionale non sarebbero avvenute. Gli intenti ed i concetti base che guidarono questa scelta mi sembrano buoni e tutt’oggi validi.

Gli alberi che costeggiano la piazza dovevano avere una grata che coprisse il quadrato bordato in acciaio, questa avrebbe avuto una trama con disegno specifico già studiato in fase di progetto. Lo stesso disegno avrebbe costituito il grande cubo alla base dei suddetti lampioni dove ora si trova alla base una pavimentazione diversa e l’illuminazione è stata completata con la base a calzino calato che tutti conosciamo.

Nella piazza non erano previsti addobbi floreali o panchine, questo perché il prato doveva servire come prato calpestabile da vivere e non da guardare e la seduta doveva essere il bordo vasca, quelli presenti ora sono stati aggiunti successivamente.
Il cartello “vietato calpestare il prato” messo, poi tolto, poi messo, poi ritolto non ha favorito molto questo tipo di fruizione.

I problemi di queste mancate realizzazioni sono principalmente gestionali e locali.
Dal momento che erano saltati per problemi legati alle belle arti parametri fondamentali quali la forma, la dimensione, la fruibilità della fontana l’intero progetto doveva essere riveduto e corretto.
L’errore comunque più grossolano è senza dubbio il sotto dimensionamento dell’impianto di depurazione che ci regala questa sensazione di bordo porto. A questo è inoltre imputabile una fetta consistente delle spese di gestione.

L’amministrazione dovrebbe decidere di “rimettere mano” alla piazza e su questi elementi dovrebbe concentrarsi, adeguamento dell’impianto di depurazione e completamento delle opere di finitura e di arredo che ancora mancano.

P.S. La connessione è gentilmente offerta da un amico negoziante in zona, fosse mai che nella piazza principale vi sia connettività libera e gratuita.

  

Economia sostenibile

economia

Per parlare di economia bisogna, secondo me, in primo luogo definire un punto di partenza comune dal quale far iniziare le proprie considerazioni.
E’ opinione tanto diffusa quanto errata che l’economia è un qualcosa che ha a che fare con il denaro, si tende spesso quindi ad accomunare economia e finanza.

L’economia è per definizione: (dal greco οίκος [oikos], ‘casa’ e νομος [nomos], ‘norma’, cioè “amministrazione della casa”) è stata definita da alcuni come la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione ovvero la scienza che studia cosa si produce, come si distribuisce e si consuma. (it.wikipedia.org).

Economia come scienza che studia e quindi ottimizza tre passaggi fondamentali per la vita di un paese, produzione, distribuzione e consumo.

Possiamo quindi affermare che il prodotto economicamente migliore è quello prodotto il più vicino possibile al luogo dove questo è consumato e col maggior rapporto tra benefici intesi come soddisfazione e spese intese anche come impatto ambientale.

Questo in teoria; e sarebbe anche una “bella teoria” se messa in relazione ai concetti base dell’economia attuale, legata a doppio filo al commercio (spesso internazionale) dunque al petrolio e di conseguenza al denaro.
Denaro che viene oggi gestito come una vera e propria merce, viene comprato, venduto, scambiato e quel che è peggio prodotto, tramite movimenti finanziari o compravendite fittizie che senza mutare il bene ne aumentano, spesso sensibilmente, il valore, diventa quindi un vero e proprio prodotto.
Come dicevamo, l’economia è un concetto totalmente svincolato dal denaro, certo al giorno d’oggi è difficile immaginare delle relazioni economiche tra paesi, piuttosto che tra imprese, senza il denaro, ma questo deve servire come chiave del portone, non costituire l’edificio stesso.
Questo perché il denaro gode per definizione di determinati vantaggi di cui qualsiasi altra merce non gode, non deperisce, non invecchia, non deve essere trasportato, questa concorrenza che tra aziende definiremmo “sleale”, falsa a tutti gli effetti il mercato.
Le conseguenze all’atto pratico di una gestione di questo tipo dell’economia le abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, sono le logiche delle grandi multinazionali, alla ricerca del marchio piuttosto che dell’azienda, che comprano fabbriche per ampliare il prestigio a livello di dominanza sul mercato, per poi capitalizzare e riacquistare nei così detti mercati emergenti.

Tutta questa operazione che viene oggi definita delocalizzazione, ha come risultato l’impoverimento di produttore e consumatore e l’arricchimento di quel mercato virtuale costituito sostanzialmente da denaro liquido che è la quotazione borsistica della multinazionale.
In economia vige il concetto di concorrenza che può solo portare benefici al mercato, questo quando questa è sana, fatta di un sostanziale equilibrio tra produttore e consumatore.
Quando come nel caso di Cina, India, Vietnam ecc. questo equilibrio viene meno, non ha più senso parlare di concorrenza quanto di sfruttati e sfruttatori, anche se diventa sempre più difficile capire chi è cosa.
Il “made in China” non può essere spiegato con la mera traduzione dall’inglese, sarebbe più corretto parlare di “prodotto senza assistenza medico sanitaria, senza diritti per i lavoratori, senza pensione, senza indennità di malattia” cose che il “Made in Italy” (quello vero che andrebbe difeso e tutelato) concede.
Questa è una profonda ingiustizia che il prezzo nasconde.

Quando i governi affrontano queste problematiche la risposta è una sola, “dazi”.
Ad essere sincero non ho ben capito il motivo, certo in un paese come il nostro che si trova da quindici anni in una perenne campagna elettorale le risposte più immediate e semplici sono sempre molto gettonate, quello che mi sconforta è sentire questo determinato tipo di risposte anche dall’Europa.
In Cina ci sono ancora oltre 700 milioni di persone che vivono in contesti rurali e quindi fermo restando le politiche di tutela del lavoratore da un punto di vista teorico il prezzo della manodopera potrebbe scendere ancora, quello che i nostri governi dovrebbero capire è che la Cina ha bisogno di diritti, di cultura e queste dovrebbero essere esportate, non è certo coi dazi che si risolve il problema.

Questi problemi nascono da un errata gestione dell’economia a livello globale, nazionale e locale, tutto il pensare economico degli ultimi trenta anni si basa su un falso, su un concetto sbagliato, ovvero che le risorse, le materie prime l’energia siano infinite ed a costo fisso.
Questo oltre a non essere scientificamente vero è un po’ come fare i conti senza l’oste (la terra), anche qualora fosse possibile per determinate risorse ipotizzarle come infinite è senz’altro un errore ipotizzarne la stabilità di prezzo.
Un caso tipico è il petrolio, materia su cui tutta la nostra economia è fondata, questo ha delle oscillazioni anche importanti di prezzo dovute a migliaia di fattori, estrattivi, politici, finanziari quindi oltre ad avere una forte varianza nel medio e breve termine, subirà inevitabilmente in futuro un aumento dovuto alle sempre più difficili condizioni estrattive alle quali andremo incontro.

L’economia dovrebbe essere sostenibile.

Questo termine è stato spesso usato in malo modo, distorto, frainteso, banalizzato, quindi per evitare potremmo parlare di ecologicamente sostenibile, ovvero considerare l’intero processo economico (produzione, distribuzione e consumo) come parte integrante dell’intera rete della vita da cui dipende la nostra sopravvivenza a lungo termine.
Per prima cosa la nostra classe dirigente a livello politico ed economico dovrebbe capire che il più alto tasso di progresso economico è inversamente proporzionale alla strada che il mio prodotto dovrà compiere prima di essere utilizzato, alla quantità di rifiuti che ho prodotto per realizzare il mio bene, all’utilizzo di materie prime non rinnovabili.
Dobbiamo per così dire con un termine che va molto di moda adesso essere eco-alfabetizzati, ovvero dobbiamo iniziare a ragionare in termini di interrelazioni di contesti e di processi, dobbiamo iniziare a capire cosa comporta produrre ed esportare un determinato bene e se il processo è economicamente sostenibile.

Quello che dovrebbe essere fatto circolare sono le idee non le merci, purtroppo molto spesso forse per una mancanza di questa materia prima ciò che viene fatto circolare sono prodotti spesso già lavorati.
Con questo non voglio sostenere che si dovrebbe produrre del Chianti sulle colline bavaresi o del Parmigiano Reggiano ad Agrigento, voglio solo sostenere che determinati prodotti a livello industriale e che quindi non hanno dei necessari legami col territorio potrebbero essere prodotti e consumati in loco.

Gli esempi di un nuovo tipo di economia basata sul risparmio (ambientale e di risorse) piuttosto che sullo spreco sono molteplici, bisognerebbe iniziare a capire che una automobile non è tedesca o giapponese perché prodotta in questi paesi, ma perché l’idea, il progetto nascono secondo la cultura e le conoscenze tecniche di quel paese, di quei progettisti.
Di esempi ce ne sarebbero molti, dall’acqua minerale, alla produzione alimentare industriale, al tessile.

Perché questa nuova economia sia possibile non è sufficiente cambiare solo il concetto di economia che molti paesi hanno, è necessario modificare anche i parametri di riferimento che usiamo per giudicare l’economia e lo sviluppo di un paese.
Lo stesso PIL piuttosto che il “reddito pro capite” sono parametri che giudicano la crescita di un paese svincolato dal contesto reale. Secondo questi parametri un economia che sostiene 60 milioni di persone come la nostra è più ricca di una che ne sostiene 20 volte tanta. I parametri da considerare per capire il reale grado si sviluppo economico e sociale di un paese sono altri, come il rispetto ambientale, il tenore di vita, il tasso di disoccupazione, gli investimenti nella ricerca.

Noi consumatori possiamo comunque fare qualcosa di importante e visti i grandi numeri che coinvolge anche di sostanziale, possiamo votare coscientemente. Ma non inteso come voto nel segreto dell’urna, quello conta relativamente, votare bene quando conta veramente, quando siamo col carrello in mano, quando dobbiamo mettere benzina, quando dobbiamo fare quelle piccole scelte che si portano a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. Questo nel piccolo cambia ben poco, ma applicato ad ampie fasce di consumatori può cambiare il mercato e l’intera economia globale. Non ho comunque la sensazione alcun governo abbia intenzione di istruire la popolazione in questo senso.
Abbiamo bisogno in sostanza di parametri a livello internazionale che tengono conto del reale benessere, dell’aspettativa di vita, che facciano distinzione tra ciò che produce benessere e ciò che lo diminuisce.

  

Sonia Alfano e Luigi de Magistris: ringraziamenti

giugno 10, 2009 Politica News 2 Comments

In televisione non li avete quasi visti, ma Luigi de Magistris ha raccolto 415.646 preferenze, grazie alla rete, grazie ai meetup.

Sonia Alfano eletta al Parlamento Europeo ringrazia la Rete - video

Sonia Alfano eletta al Parlamento Europeo ringrazia la Rete - video

De Magistris ringrazia il blog beppegrillo.it - video

De Magistris ringrazia il blog beppegrillo.it - video

  

Ce l’abbiamo fatta: siamo in consiglio!

Siamo lieti di annunciare il risultato raggiunto dalla nostra Lista Civica all’interno delle elezioni comunali 2009!

Con il 4,61% dei voti di lista, corrispondenti a 1201 preferenze, e con il 4,76% dei voti a sindaco, corrispondenti a 1282 preferenze, la nostra Lista Civica, Empoli A 5 Stelle, entra ufficialmente in consiglio comunale!
È un risultato per noi eccezionale.
Primo perché significa che abbiamo fatto un ottimo lavoro, noi non ci siamo certo trattenuti dallo “scendere” in strada fra la gente (e scendere da dove poi? Non abbiamo neanche una sede!). Secondo perché abbiamo scoperto di essere la quinta forza politica ad Empoli, a pari merito con l’IDV dal quale ci distanziano solo 23 voti.
Questo non è dato di poco, considerando oltretutto che in città siamo comparsi quasi dal nulla.
Ci precedono Partito Democratico, Popolo della Libertà, Lista Marconcini Sindaco, Rifondazione Comunisti Italiani e, come detto sopra, Italia Dei Valori.

Questo è solo un inizio, se infatti adesso c’è molto entusiasmo c’è anche estremo bisogno di mettersi all’opera ed essere subito propositivi.

Ringraziamo tutti per la fiducia riposta e il sostegno datoci, stati sintonizzati con noi e collaborate se potete, perché ne vedremo delle belle!
Al prossimo e nostro primo consiglio comunale!

Lista Civica Empoli A 5 Stelle

  

Andrea Falaschi, candidato consigliere.

giugno 5, 2009 Politica News No Comments

Ho sempre seguito con interesse le iniziative di Beppe Grillo e, da uomo tendenzialmente di sinistra da questa deluso profondamente negli ultimi anni, mi ero quindi ripromesso che per la prima volta in vita mia non sarei andato a votare….

Mi sono avvicinato con curiosità alla lista civica Empoli 5 stelle proprio nel momento topico della scissione operata dal Dr.Frosini. Ho capito che mi trovavo fra cittadini comuni animati dalla voglia di riappropriarsi legittimamente del controllo delle istituzioni locali ed esserne parte attiva, ancorché critica o meno, ed ho ritenuto opportuno offrire il mio modesto contributo di uomo tra gli uomini.

E la cosa che più mi ha sedotto e che i miei compagni di avventura sono:
1) tutti empolesi
2) incensurati
3) non iscritti a nessun partito politico da sempre

Mi piace sentirmi curioso e puro (non ingenuo, però….) come un bimbo che cresce e fa esperienze, ma che soprattutto si domanda (e domanda…) il perchè …..
Questo è quello che vorrò fare delle mie future scelte: chiederne sempre conto ed il perché; e questo per il bene Comune della collettività.

Andrea Falaschi.

  

Quinta Stella, trasporti

giugno 5, 2009 Trasporti No Comments

Delirio dei trasporti - video

Delirio dei trasporti - video

  

RISPARMIO ENERGETICO E ENERGIE RINNOVABILI

giugno 3, 2009 Ambiente, Energia No Comments

risparmio-energeticoUna prerogativa della lista civica a 5 stelle e quello di parlare ai cittadini in modo chiaro e diretto.

I temi del 1) RISPARMIO ENERGETICO e delle 2) ENERGIE RINNOVABILI sono sicuramente di attualità in tutte le sedi, politiche ed istituzionali, e sono al centro del programma della lista civica a 5 stelle.

Aver menzionato prima il risparmio energetico e poi le energie rinnovabili non è casuale, ma vuol significare che non è pensabile attuare un piano strategico di ricorso alle energie rinnovabili, senza considerare il tema del risparmio energetico.

I consumi energetici italiani e mondiali si possono ricondurre a tre principali settori:

- edilizia civile e terziario (40%)
- trasporti (30%)
- industria (30%)

Dai dati percentuali dei consumi riveste particolare importanza il primo settore “EDILIZIA CIVILE E TERZIARIO” intendendo principalmente i consumi energetici relativi a:
riscaldamento degli ambienti
condizionamento estivo
illuminazione

In questo settore ogni singolo cittadino può incidere in maniera decisiva sulle scelte strategiche dei prossimi anni. Gli altri due settori, trasporti ed industria saranno approfonditi in altra sede.

Parlare di “RISPARMIO ENERGETICO” non può prescindere da una domanda: come si misura il risparmio energetico? O meglio come si misura l’energia?
E qui si entra nel tecnico.

Il filo conduttore deve essere la chiarezza , se c’è chiarezza il cittadino capisce ed è informato, quindi può decidere con la propria testa ed è quello che ci interessa.

E’ chiaro che cosa si intende per “EDILIZIA CIVILE E TERZIARIO” ?
Edilizia civile sono le nostre abitazione i consumi energetici sono dati da:
l’energia elettrica per illuminazione e per gli elettrodomestici
il riscaldamento invernale quindi il consumo di gas metano o gasolio
sempre più spesso anche i consumi elettrici per il condizionatore d’aria
il Terziario cos’è?: Sono gli uffici , le banche , i centri commerciali, le assicurazioni, i negozi in genere, etc e gli edifici che occupano hanno consumi energetici assimilabili a quello delle civili abitazioni.

Come si misura l’energia?

Tutti sanno come si misura il denaro, da un’po’ di anni c’è l’euro prima c’era la lira. Con l’ingresso in Europa ci sono stati dei cambiamenti.
Anche l’energia prima di misurava in kcal (chilocalorie) ora si misura in kWh (chilowattora).
L’energia elettrica da sempre si misura in chilowattora(kWh) , questo tutti lo sanno.
L’energia termica, quella dell’impianto di riscaldamento, prima si misurava in kcal, ora anche questa si misura in kWh. Che bravi i tecnici hanno uniformato…… ma attenzione!!!!! Sarebbe un errore sommare i “ kWh elettrici” con i “kWh termici”.
Un esempio enogastronomico spiega la differenza:
il vino venduto in cartoni al supermercato si misura in litri (l);
il vino pregiato venduto in bordolesi anch’esso si misura in litri;
Non si possono sommare sono tutta un’altra cosa!!!
Infatti l’energia elettrica è molto più pregiata dell’energia termica.

I tecnici hanno fatto di più rispetto agli enologi, si possono sommare i kWh elettrici ai kWh termici purché si tenga conto del fattore di conversione nell’energia termica in energia elettrica.

In parole povere nel mondo il consumo totale di energia deriva quasi esclusivamente dai combustibili fossili convenzionali (metano, petrolio, carbone) .

Con 1 kWh prodotto bruciando un generico combustibile fossile nella centrale termoelettrica si producono 0,36 kWh elettrici disponibili nelle proprie abitazioni, il resto 0,64 kWh son persi per strada e non sono utilizzabili. Vedete perché l’energia elettrica è definita pregiata?

Le istituzioni, i politici, i centri di ricerca si occupano di migliorare il fattore di conversione attualmente di 0,36 cercando di portarlo a 0,40, 045. Tutti i cittadini, con l’auito dei tecnici, si possono impegnare a vari livelli, affinché le loro abitazioni consumino meno energia possibile.

Sapete tutti la differenza tra RISPARMIO ENERGETICO e SACRIFICIO ENERGETICO?

E’ di fondamentale importanza. Un esempio per capire.
L’impianto di riscaldamento della sig.ra Maria è stato progettato ed installato per dare in inverno una temperatura di 20°C (gradi centigradi) quando fuori fa molto freddo.
Il risparmio energetico si occupa di studiare tutte le soluzioni progettuali o di installazione al fine di minimizzare i consumi di combustibile al fine di ottenere sempre 20°C.
Il sacrificio energetico dice semplicemente che per consumare meno combustibile si spegne l’impianto di riscaldamento.
I tecnici si occupano di risparmio energetico i cittadini e i politici si occupano anche di sacrificio energetico.

I meno giovani si ricordano si ricordano la crisi energetica del 1972-73, quando per consumare meno energia , la domenica è stato bloccato il traffico dei veicoli a motore. Quello è stato il classico esempio di sacrificio energetico attuato dai politici.

Esprimere i consumi degli impianti di riscaldamento in kWh ha un altro importante vantaggio, in modo particolare per in non addetti ai lavori. Un esempio chiarisce sempre tutto:
La mia abitazione consuma 10.000 kWh in una stagione di riscaldamento, ciò equivale, dividendo per 10, a 1000 mc di metano o 1000 l di gasolio per lo stesso periodo di riferimento. Il cittadino monetizza immediatamente il consumo della propria abitazione.

Perché è importante familiarizzare con questa nuova unità di misura (kWh )?
Come riportato dai D.Lgs (abbr. di decreto legislativo) 195/05 e D.Lgs 311/06, dal 1 luglio 2009, ogni nuovo edificio dovrà essere dotato di certificato energetico. Tale documento dovrà riportare il consumo specifico per unità di superficie calpestabile per anno, espesso in kWh/mq anno (chilowattora ogni metroquadro anno). Tale indice di prestazione energetica classificherà la propria abitazione come più efficiente (valore più piccolo) oppure meno efficiente (valore grande).

Bianucci Maurizio, candidato consigliere.

  
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