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Ottava rima – Vogliono renderli DISOCCUP – ATI

novembre 30, 2009 Le rime del Giaco No Comments

chaplin

Son successe poche cose
Certo, alcune assai noiose
Nella sede istituzionale
Del consiglio comunale.

L’altra sera ho capito
Che la politica ha il suo rito
Di strumentalizzare le persone
Per accaparrarsi un Titolone.

In breve vi racconto
Un fittizio resoconto
Della strana sceneggiata
Che ha animato la serata

Si presentano i Comunisti
Con il suo gruppo e gli attivisti
Con in mano una missiva
Di una local cooperativa

Questi amici sono l’ATI
Dal PD, poi “malmenati”
A dover manifestare
Per andare a lavorare.

Giorni fa in Commissione
Si presenta una mozione
Che permetterebbe ai lavoratori
Di dormire “sogni d’ori”

Quel che chiedon civilmente
E’ di rendere evidente
Che in caso di un nuovo appalto
Si mantenga di contralto
A questi 60 lavoratori
Una vita di decori.

Quel che si discute nella votazione
È di portar la discussione
Nella lista di mozioni
Alle prime posizioni

Il PD non è convinto
Di discuter in modo spinto
Un problema o una mozione
Presentata dall’opposizione

A dire il vero anche il PDL e UDC
Non son d’accordo con quelli lì
(comunisti, Lista Marconcini, 5 Stelle)
A discuter la mozione
Nella prossima riunione.

Così arriviamo al 26 in consiglio
Il Bini propone un “grosso appiglio”
Alla presenza di una delegazione
Di riportare su la sua mozione.

Il PD rivota contro
Questo anima lo scontro
Che permette alla delegazione
Di portar la confusione
Con gran urli, tra gli scranni
Senza però commetter danni

Allora il Sindaco, per star fuori
Dal casino e dai gran cori
Sfrutta una proposta già discussa
Che la estranea dalla scossa
Di portar il fatto con gran “piglio”
A il prossimo consiglio.

Ora amici, cosa dire
Tengo a freno, il mio ardire
Questa storia ha il mio dissenso
Manca proprio di “buon senso”

Perché siam costretti a far venire
I lavoratori con il suo ardire
A rappresentare l’ATI
Con gran cori ed Incazzati?

Non è possibile trovar soluzioni
Senza strumentalizzar le situazioni;
E coinvolgere certi mòti
Solo per aver dei voti?

Questo schifo mi fa arrabbiare
Non è possibile strumentalizzare
Problemi seri, e molto noti
Per accaparrarsi solo voti

  

Settima rima – Edizione straordinaria vendo giornali senza licenza!!!

novembre 12, 2009 Le rime del Giaco 2 Comments

7rima

Cari amici è passato
Questo tempo scalcinato
Che vedeva certa gente
Dar vita a sogni che aveva in mente.
Lo sapete cos’è di moda?
Per le raccomandazioni mettersi in coda.

Narra un vecchio che lo ha visto:
C’era un’edicola, di giornal sprovvisto
Cosa faceva il suo titolare
Diceva a tutti che stava per iniziare
Nonostante tanti mali
A vendere a tutti i suoi giornali.

Ma gli domanda un suo amico:
«Ci vuole il permesso…» Non vi dico
Il casino che ha annunciato
«Io, il voto glie l’ho dato
A questa Giunta di animali
E non voglion darmi i miei giornali?»

In quel mentre, entra lesto
Un politico con fare mesto:
«Mi dispiace mio elettore
Ma del permesso non sei possessore.»

«Come facciamo?» dice il titolare
Gli risponde, «Non dubitare
Troveremo una soluzione
Come a tutte quelle persone
che sono andate a votare
e che ora devo “sistemare”.

Senti cosa possiamo fare
Noi facciamo autorizzare
Un permesso pe’ un’apertura
Che ti permetta con premura
D’iniziare in un solo istante
Il mestiere di edicolante.»

«Quindi dici, posso andar sicuro
L’ insegna di edicola metto al muro?»

«Certo caro, non ci son problemi
Non siamo mica così scemi
in Consiglio Comunale, noi andiamo
E una bella delibera ci votiamo

Commentando senza sbando
Che la diamo attraverso il bando.»

«Scusa amico, non ho capito,
Tu mi dici a menadito
Che alla faccia dei cittadini
Mi mettete in condizione di far quattrini?»

«Certo caro, hai ben capito
Per noi ormai è come un rito
Per sistemar quelle persone
che ci hanno dato il suo Votone.»

«Non è possibile, cosa dici?
La democrazia ha le sue radici
I cittadini scenderanno in piazza
E ci rincorron con la mazza.»

«Non preoccuparti, staremo attenti
A scrivere, parlare e far commenti
Dicendo che tutto è regolare
E che il cittadino non si deve preoccupare.»

A quel punto cambia la storia
Non lo dico con troppa boria
Son finite le marachelle
C’è la Lista Civica a 5 Stelle
Che sputtana queste manfrine
Raccontandole per le rime.

Ma diciamo dov’è questo astuto cittadino
Che ha messo un anno prima l’insegnino
Con cui dichiarava ai commensali
La sua vendita di giornali?

Un vero indizio vi posso dare
Dove andare a curiosare
Quando hai fame e la pancia ti si torce
Dove vai se non all’ Oasi …..
Cerca allora lì vicino
Mio curioso cittadino
Non star fermo ad uno stallo
Ma cerca lì per via ……

Cari amici son sicuro
Il mistero è meno scuro
Vi ho già detto come è andato
‘sto Consiglio molto amato
Che permette ai cittadini
Di scoprire i birichini
Che la maggioranza hanno assunta
Per far parte della Giunta

Non far più le marachelle
Oggi ci son le 5 Stelle

Alla prossima rima…

  

Sesta rima – Vieni al circondario poltrone comode e ora anche in comode rate!

ottobre 29, 2009 Le rime del Giaco 1 Comment

mezza sedia

Una conoscenza assai convinta
Che ti nomini con una spinta
Come dice il corollario
Di questo inutile Circondario.

Vi racconto già la storia
Che non tralascia la memoria
Di pensare che il potere
È sempre intorno a persone poco serie.

Dopo la corsa della comunale
Arriva un invito personale
Per capir come funziona
Il Circondario e la sua zona.

Venite svelti – disse il Segretario
Che del PD fa il vicario –
Vengan tutti i politicanti
Verdi, neri e Civicanti,
A decider come cambiare
Il Circondario da rifare.

Siam partiti bene attenti
Per capirne i movimenti
Di quest’ente assai discusso
Che dà poltrone di gran lusso.

Domando svelto alla mia Lista:
“Mandiamoli via dalla mia vista!!!
Questi insulsi politicanti
Che negli inghippi son prestanti”.

Ma giustamente non sta nel nostro motto
Criticare, senza aver perbene colto
Tutti i dubbi e le incertezze
O le sue poche lucentezze.

Ci avviamo alla riunione
E capiamo con passione
Che tutti vogliono render bello
Un istituto un po’ FARDELLO
Che spreca i soldi dei cittadini
E spesso sistema dei Cret..i.

Ma quando si arriva alle poltrone
Non c’è interesse non c’è passione
L’importante è accaparrare
Una poltrona da occupare.

Detto questo con sconcerto
Ho preso l’uscio semiaperto
Per poter sgattaiolare
in un mondo che sa ascoltare.

Quindi parlo ai cittadini:
“Non ci cascate, siate fini…
Non vi fate abbindolare
Da un partito che vuol dare
Ai suoi amici e ai “protetti”
Che del posto sono certi
Una fetta di potere
che non muta quelle sfere,
che ha permesso fino ad oggi
grande ville e begli alloggi”.

  

Quinta rima – L’apprendista cavaliere

ottobre 17, 2009 Le rime del Giaco No Comments

L'apprendista cavaliere

Cari amici è con sgomento
Che racconto l’argomento
Del consiglio comunale
Che se ripenso, fà star male
Ogni onesto cittadino
Che conosce il problemino.

Certo gente ognun di Voi
Ha ben presente come Noi
Quel rinomato brutto problema
Che ha animato qualche cena.

Quante volte nel parlare
Hai sentito commentare
Che alle case popolari
Ci son macchine consolari?

Quante volte abbiam pensato
Con uno stipendio rosicato
Come fanno ad esser padroni
Degli immensi macchinoni?

Quante volte abbiam sentito
Che l’amico del partito
Poi non paga la sua quota
Della scuola molto nota?

O che il figlio del giocatore
Con suo padre mattatore
E’ rientrato in quella lista
Che permette allo stilista
Al banchier commercialista
Di avere un posto agevolato
Come il “povero” impiegato

Che per permettere poi a suo figlio
Un educazione da uno sveglio
Che è costretto a lavorare
Mille ore, e darsi da fare?

Non preoccupatevi con l’ISEE..
Senza ma e senza se!!
Anche il figlio fortunato
Paga un fisso agevolato.

Caro amico che senti la crisi
Non sentirti tra i derisi
Hai votato questa giunta
Che pietà non prova punta
Per la gente destinata
Ad una corsa assai impegnata
A contare le sue spese
Per arrivare a fine mese..

La maggioranza è assai convinta
Che con la crisi ci vuole una spinta
Purtroppo per noi è non è in buona fede
La sfiga è grande “ma ci vede”
E vede il ricco il prepotente
Che a questa giunta porta gente
Con le lobby porta voti
Porta consensi, attiva moti..

Caro operaio l’hai votato
E questa giunta ti ha condannato
A vederti passare avanti
Gente con i soldi ma assai ignoranti
Che nonostante guadagni molto
Si è convinta che sei stolto
E non ti accorgi, che ti han fregato
Perché quel posto, è prenotato
Dagli amici della Cappelli
che ha reso meno belli
Quei 730 fortunati
Che presentano immacolati
Agli uffici comunali
Lasciando le persone tra i suoi mali.

Cari amici mi vergogno
Questo comune non “aggogno”
Son convinto che se vi informate
Vi arrabbiate non ci state
A sentir queste persone
Che vi rappresentano in comune.

Siamo pronti alla rivolta
A decidere una svolta
Per mandare a lavorare
Questa gente che non sa fare
Proprio niente di concreto
Ed ha trovato un decreto
Che permette a questa gente
Di rimanere impunemente
A consigliar questo comune
Sulle scelte e sul costume
Da dover, presto adottare
Per poter poi primeggiare
In questo mondo di collusi
Di truffe ardite, e di soprusi
Mandiamoli a casa a meditare
Ma soprattutto a LAVORARE..

  

Quarta rima – Ciao Massimo?

ottobre 8, 2009 Le rime del Giaco No Comments


Un dibattito senza sale
‘sto consiglio comunale
Che ha diviso in bianchi e neri
Questi poveri consiglieri.
Le nozioni argomentate
Son delibere emanate
Già discusse dalla giunta
Che non necessitan di conta.

Molti quesiti ha posto il Bianchi
Agli assessori molto stanchi,
Solo la Fiore ha ben risposto
Al quesito che gli han posto
Rimandando la soluzione
Alle norme del coglione
Che ha stipulato con tanto piglio
Il Presidente del Consiglio.

La notizia sensazionale
Che a noi tutti fa più male
È quella certo immaginata
Di una bandiera ammainata.
Pur sapendone i motivi
Siamo tutti molto schivi
A raccoglier le dimissioni
Di uno di quegli omaccioni
Che ha discusso in maggioranza
Portando notizie e buona creanza.

Poi l’han messo all’opposizione
Dove ha guidato la rivoluzione
E ha permesso a noi grillini
Di esser sempre più vicini
A incidere in Comune
E cambiare quel costume
Che ha ridotto ‘sta città
A grandi intrami e infamità.

Son sicuro l’avete capito
Che ‘sto tipo assai forbito
È un politico per gusti fini
Lui è Massimo Marconcini.
Quindi a lui vuol dedicare
Tanti auguri da sfruttare:
Buon lavoro “Haller” caro,
Che il tuo lavoro abbia un buon “varo”,
Che tanta gioia sia in tua vita,
Che la tua gloria sia infinita.
Abbiamo perso un combattente,
Un vero uomo, un “competente”.
E ti salutan con parole belle
Il gran gruppo a 5 stelle.
È stato per noi un gran piacere
Condividere i banchi da consigliere.

Un augurio sincero a Marconcini
Sicuri che il suo gruppo farà di tutto
per sostituirlo in degno modo.

Grazie.

  

Terza rima – Dell’amato nostro centro Fatto solo di cemento

settembre 23, 2009 Le rime del Giaco No Comments


Siam tornati dalle ferie
A parlar di cose serie
Affrontando un’altra volta
Questa giunta in gran raccolta.

Affrontiamo un tema caldo
Che dal PD vien messo a saldo
Son le grandi commissioni
Che gestiscono i comuni.

Ce n’è sette in totale
Il bilancio e l’ambientale
Le politiche giovanili
Che coinvolgon tanti stili.

Poi si passa alla cultura
Che la mente rende pura
Pe’ arrivare ad il lavoro
Che riunisce un grande coro
Di persone accomunate
A trovar soluzioni interessate.

Manca ancor la commissione
Che ha creato un polverone
In campagna elettorale
Scatenando un “Maestrale”.

È quella cara ai cittadini
Che delimita i confini
Dell’amato nostro centro
Fatto solo di cemento.

La serata ha presto inizio
Con il voto a precipizio
A decidere in commissione
Del partito quale nome
Ci sia da comunicare
Per concludere l’affare.

Questo gioco è assai tenace
Ci vogliono ore e molta pace
Per decider la commissione
E arrivare a conclusione.

Cari amici son contento
Di narrar questo momento
Che ci ha visto insediare
3 commissioni da “guidare”.

Le commissioni son decise
Bilancio e ambiente son precise
Per guidare i consiglieri
Sui dei temi molto seri
Che coinvolgono il comune
Con le strade e il suo costume.

Poi la terza, la “scommessa”
Di guidare la “commessa”
Verso un centro “rianimato”
E a un gran lustro riportato.

Cari amici è sol l’inizio
Di quest’anno di supplizio
Che ci vede assai impegnati
In quei temi incasinati
Che ha lasciato in eredità
Chi amministrava la città.

Siamo lieti di iniziare
La commissione consiliare
Che permette di incentivare
Quelle scelte ormai da fare.

Vi rimando con questa rima
Al nostro sito di cui ho stima
Che dovete visitare
per poterci più apprezzare.

Vi ricordo l’indirizzo
Con l’aiuto di ogni mezzo
Sento accapponar la pelle
Per il sito a 5 stelle.
www.empoli5stelle.com

  

Seconda Rima


Non è andato così male
‘sto consiglio comunale
sono stato assai giocondo
di far parte del secondo.

Son partite le lancette
verso le ore 17
le risposte son arrivate
alle richieste presentate.

Su Corniola hanno risposto
che rimetton tutto a posto
e che chiudon pure il varco
per permettere a quel parco
di non essere taggato
come posto scostumato.

Poi rispondono al sor Gracci
che al parcheggio non può starci
senza metter monetine
nelle casse del Comune
mentre aspetta sui giardini
l’ora buona dei bambini
che uscendo dalla scuola
e bevendo Coca Cola
vedon torbi i genitori
inc…ti come tori
che si vedono arrivare
una multa da pagare.

Dice svelto l’assessore
come dirlo con buon cuore
non si può proprio più stare
al parcheggio elementare
senza mettere un “salario”
o utilizzando il disco orario.

Le risposte son stringate
e da tempo elaborate
senza mettere “calori”
ai due poveri assessori
che si muovan da novelli
sotto l’occhio di Cappelli.

Poi si parte molto lenti
a parlare di quegli enti
che richiedon un nominato
per un posto designato.

Noi vorremmo fare un gesto
per trovarne un pretesto
per far fuori gli “indicati”
spesso assai raccomandati
che non hanno tra le penze
proprio punte competenze
ma son messi co’ un vestito
dalle tesser di partito.

Qui il il PD con convinzione
fa una grande opposizione
per permettere al partito
d’indicare il suo gradito.

Poi si parte in discussione
con gran foga e con bastone
l’assessore di gran slancio
e ci parla di bilancio
col suo modo singolare
e va presto ad elencare
solo alcune amenità
sulla sua stabilità
ci ripete “non c’è soldi,
su, non fate i manigoldi
state buoni, per benino”
non importa al cittadino
se con la crisi e i disservizi
gli leviamo pure i vizi.

Poi votiamo per coscienza
ma si alza a maggioranza
Il consigliere PDino
Che si inc..a il cittadino.

Poi riparte la Cappelli
riportando i caroselli
che ha già detto, pure male,
In campagna elettorale.

E allora in gran mozione
si riparte in discussione
“siete falsi, non è vero
voi lo fate, ma, col pensiero
di rimetter ‘sta città
riportarla a vanità.”

E di lì, io non vi dico
e l’ho detto anche a un amico
sono stato imbarazzato
a trovarmi scoglio…to
di sentire per cinquore
il dibattito peggiore
che il consiglio ha elaborato
con quel fare “sermonato”
di parlare di questioni
senza avere testimoni
dei discorsi evanescenti
fatti dai suoi contendenti.

Son finiti anche per luglio
i consigli di subbuglio
or vi lascio, a cose serie
augurando buone ferie
agli amici a me vicini
e a voi tutti cittadini.

  

Prima Rima


Siam partiti presto a maggio
con gran gioia e con coraggio
per stà’ corsa elettorale
al consiglio comunale

Eran 5 i candidati
con concetti immacolati
il PD con la paura
di esser fuori dalle mura
con il Gracci accomunato
al PDL scriteriato.

Poi c’è Frosini col suo ardire
tanti sorrisi e poco dire
Marconcini incavolato
per sto’ comune incasinato

Con la banda c’è un “Grillino”
non ha voti poverino
parte svelta sta’ campagna
cè chi ride e chi si lagna

Tutti in tiro, tutti attenti
per non esser dei perdenti
al gran giorno ci son tutti
e succedan pure i botti

La Luciana è confermata
da quei voti di borgata,
sono 80, un pò pochino
che l’han resa cittadino
a diriger senza acume
questo povero comune

Ma è strano, cosa vedo
sembra un sogno non ci credo
lo riguardo con sgomento
sono proprio il 4,6 per cento

Sii, festeggia il Giacomelli
con quei suoi 4 ribelli
cosa han fatto in sta’ pianura
han portato la goduria

Di vedere ribaltata
una casta organizzata

State pronti cittadini
che sveliamo anche i casini
che hanno reso sto’ comune
un porcaio un sudiciume.

Cosa  fare non so dire
posso solo acconsentire
a rimetter in discussione
con un appello o una mozione
le delibere insensate
che verranno presentate

Il comun vogliam cambiare
per poi farlo diventare
non un posto di meschini
ma di onesti cittadini.

  
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