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Il finto sondaggio su via Masini

Gabriele dicembre 20, 2013 Politica News, Trasporti No Comments

via masini
Che in via Masini i progetti del comune non combaciassero con la realtà era un sospetto che aleggiava da tempo. Ora che l’opera sta evolvendo appare sempre più una certezza.
La strada è troppo stretta per due sensi di marcia, specie per gli autobus che non ce la farebbero ad incrociarsi. Che le splendide immagini del progetto fossero irreali è ormai sotto gli occhi di tutti. Infatti dove nei disegni appaiono delle panchine ci sono dei parcheggi e dove si sviluppa il percorso della pista ciclabile proprio nel mezzo c’è una fila di lampioni.
E visto che la realtà prevale sempre sui progetti e non si può dire che il progetto è sbagliato quale è l’unica soluzione per salvare capra e cavoli? Inventarsi un finto sondaggio dove vinceranno i fautori del senso unico (a costo di fare votare 100 volte la stessa persona) e dare così una parvenza di democraticità ad una scelta già presa.
Nessuno si illuda: è già stato deciso che via Masini sarà per sempre a senso unico. Il sondaggio serve solo per fare credere che i cittadini contino ancora qualcosa. E se per sbaglio vincesse il doppio senso si farà come con il referendum sull’acqua pubblica. si troverà mille scuse per ignorarlo. Quindi Empolesi mettetevi l’animo in pace. Il senso unico di via Masini si ha da fare. Vuolsi così colà dove si puote.

  

Ovovia empolese

Empoli 5 Stelle giugno 12, 2012 In Evidenza, Trasporti 3 Comments


Ci sentiamo un po’ responsabili per quello che è avvenuto con la realizzazione della nuova pista ciclabile, una “rete” era prevista nel programma elettorale di maggioranza già nel 2004 così come nel nostro del 2009, e nulla di tutto ciò era stato realizzato fino a oggi.
La mobilità ciclabile non è una coppa che deve alzare il vincitore, è il primo passo verso un cambiamento di mentalità e questa pista è un tentativo di rispettare quelle promesse elettorali ormai vecchie.
Il progetto di “rete” presentato dall’amministrazione si dimentica di un passaggio, semplice, ma fondamentale per capire lo sviluppo della città: Empoli si estende anche dall’altra parte della ferrovia. Questa pista è solo il primo tratto di quello che potrebbe prospettarsi come un vero calvario per la città.
Il punto nodale è sul concetto stesso che si vuole attribuire a queste piste, se queste servono per permettere ai pendolari di raggiungere la stazione o di togliere traffico dal centro hanno un senso, altrimenti sono soldi sprecati e in questi anni ne abbiamo visti sperperare parecchi.
Il cambio di mentalità, necessario per poter ridurre il traffico tanto da potersi permettere in futuro di restringere ad una sola corsia la più importante arteria nord-sud della città, dovrebbe iniziare oggi da quelle strade dove più semplice e meno invasivo sarà questo passaggio: via XI Febbraio, Viale 4 Novembre, Via Masini sono oggi vie di accesso al centro e alla stazione dove meno traumatico sarebbe intervenire anche con opere di questo tipo.
L’estetica e la sicurezza di questi nuovi passaggi sono comunque non trascurabili per far sì che la popolazione le possa apprezzare ed utilizzare in maniera sistematica.
La nuova pista ciclabile a doppia corsia – come se le ciclabili non fossero adattabili all’ambiente – compromette la sicurezza dei ciclisti con due cambi destra-sinistra in 400 metri di strada; ma l’aspetto peggiore sono probabilmente gli spartitraffico, esteticamente discutibili, che possono diventare a causa della loro forma un vero pericolo per le auto.
Evitare cose di questo tipo potrebbe essere semplice: la chiave si chiama condivisione col Consiglio Comunale e partecipazione della popolazione. Questo modo di imporre ai cittadini scelte calate dall’alto non può funzionare in una città patrimonio di tutti e non proprietà di un partito politico. Anche qui serve un cambio di mentalità o di soggetti politici.
Ci auguriamo infine che i cittadini siano più scaltri della nostra amministrazione e che sappiano distinguere una pista ciclabile funzionale da progetti dannosi e inutili come quello realizzato.

  

Fiato corto senza PEC

Gabriele giugno 8, 2012 Ambiente, Trasporti No Comments

Un ambientalismo di corto respiro quello mostrato lunedì sera in Consiglio dal Partito Democratico.
Si trattava di discutere una mozione per incentivare la diffusione di auto elettriche, mobilità privata, anche mediante l’installazione di colonnine di ricarica.
Calcolare l’intero impatto ambientale di una automobile elettrica non è semplice, ci ha provato la commissione europea nel 2007 col rapporto WTW (well-to-wheels dal pozzo alla ruota) da cui emerge che l’auto elettrica inquina di più.
Basti pensare che le emissioni di 1 kWh di energia elettrica prodotta in Italia da fonti esclusivamente fossili è di 541,7 g CO2 (rapporto Ispra “Produzione termoelettrica ed emissioni di CO2“, 2011), solo il 21% della nostra produzione energetica deriva da fonti rinnovabili (incenerimento dei rifiuti compreso) e che un’auto elettrica ha consumi intorno agli 0,20 kWh/km.
Il conto è dunque presto fatto anche senza analizzare l’intero ciclo vita dall’estrazione del nichel o del litio necessari per le batterie, abbiamo oggi auto diesel con emissioni inferiori a 100g CO2/km che scendono fino a 75g CO2/km per le ibride.
Le auto elettriche spostano quindi nel migliore dei casi il problema della produzione di CO2 dalla città al luogo di produzione dell’energia.
Altre pratiche come la ciclabilità, la riduzione del traffico, l’isolamento termico degli edifici; anche la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata con recupero materiale consentono una massiccia riduzione di CO2 emessa nell’ambiente.
Abbiamo proposto una serie di semplici emendamenti perché spesso le buone pratiche sono applicabili alla nostra vita quotidiana. Ad esempio chiedevamo che l’ufficio protocollo si dotasse di una PEC (Posta Elettronica Certificata), emendamento respinto,come tutti gli altri, perché all’insaputa degli addetti e del sito internet del Comune l’ufficio ne sarebbe già provvisto.
Chiedevamo in pratica di portare a conoscenza della popolazione buone e semplici pratiche che nella vita quotidiana possono aiutare a diminuire l’impatto ambientale di ognuno di noi, nulla di originale se pensiamo che altri comuni, Civezzano in provincia di Trento è solo un esempio, hanno da tempo distribuito alla popolazione vademecum in tal senso.

  

Deboli al 50%

salvatore aprile 19, 2012 Trasporti No Comments

Il Codice della Strada prevede che una quota pari al 50% dei proventi per le violazioni siano impiegati nella manutenzione della segnaletica stradale, al potenziamento del controllo e in tutto quanto migliori la sicurezza stradale.
Dalla delibera di Giunta n° 43 del 28/03/2012 notiamo che per l’anno 2011 il provento delle violazioni ammonta ad € 1.252.124,95 e che il 50% è € 626.062,48 e che sono stati ripartiti per la segnaletica stradale € 100.000 e il restante € 526.062,48 per la manutenzione. Ma anche quest’anno non si è speso niente per interventi a favore della mobilità ciclistica che più di tutti è soggetta al pericolo di incidenti, anche mortali. L’art.208, comma 4 lettera C, della legge parla chiaramente di “interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli, quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti”.
Conosciamo la sensibilità dell’amministrazione empolese per la mobilità debole che si traduce in tanti comunicati e promesse di piste ciclabili che poi non si realizzano o si realizzano in parte e senza le finiture idonee a un corretto utilizzo. Saremo noiosi ma non ci stancheremo di ripetere quanto sia importante incentivare l’uso della bicicletta a scapito dell’automobile.

  

Grandi opere all’empolese

Gabriele aprile 13, 2012 Trasporti No Comments

Ad Empoli abbiamo una grande opera di cui probabilmente pochi si saranno resi conto. Grande perché attraversa la città da parte a parte, e grande anche nel prezzo perché è costata 686mila euro oltre iva.
Stiamo parlando della pista ciclabile Serravalle-ospedale, un’opera che doveva concludersi in 240 giorni, che alla fine è stata conclusa con oltre due anni di ritardo, tanto che sul nostro blog abbiamo soprannominato la vicenda “Odissea ciclabile”.
Le peripezie dell’opera sembrano comunque non trovare fine, siamo infatti venuti a conoscenza dalla giunta, interrogata in merito al nuovo tratto di pista che collegherà il parcheggio nuovo con l’ospedale, che il vecchio tratto che va dalla statale all’ingresso del nosocomio lungo via Alzaia necessita di ulteriori lavori di consolidamento con conseguente nuovo esborso di denaro pubblico.
Tale tratto, come più volte abbiamo denunciato, è inservibile e pericoloso in quanto formato da ciottoli sconnessi di grosse dimensioni, un insieme di ghiaia e pietrisco che certo non può considerarsi una pista ciclabile nonostante i 7mila euro spesi dall’amministrazione per installare dei paletti delimitatori.
Giova infine ricordare che i lavori di realizzazione di tale pista si sono conclusi, con l’apertura del muro di recinzione per permettere l’accesso all’ospedale, nel settembre del 2010, già in quella data il tratto di ciclabile era invaso dalle erbacce.

  

Lasciate ogni speranza o voi che entrate…

salvatore aprile 3, 2012 Trasporti 1 Comment

… del parcheggio non v’è certezza e più non ci sperate!
Così direbbe Dante a coloro che entrano ad Empoli con la macchina, ma sarebbe tempo perso perché nonostante tutti sappiano che è molto difficile trovare il parcheggio nessuno rinuncia alla auto per spostarsi, anche per pochi chilometri. A cosa servono dunque questi display che dicono dov’è il parcheggio libero? Se qualcuno dovesse andare in centro a Empoli per delle commissioni o anche solo per diletto, sapendo che non ci sono posti liberi, tornerebbe indietro?
Si è deciso di utilizzare 163.000 euro di soldi pubblici per istallare questi pannelli, naturalmente la decisione come tante altre non ha avuto il consenso del Consiglio Comunale che rappresenta la comunità empolese, chi ha avuto questa idea? In questo periodo di gravi ristrettezze economiche, che evidentemente la politica non sente, per opere di questa natura dovrebbe avere il consenso della gente, gente che ha ben altre priorità e non ha nessun aiuto da parte del Comune.
Per esempio l’anno scorso delle lavoratrici con figli che non hanno trovato posto nei nidi comunali non hanno avuto i soldi dei voucher per contribuire alle spese per le rette dei nidi privati convenzionati: per le necessità della famiglia non si sono trovati i soldi ma per aiutare le auto evidentemente si.
L’uso dell’auto deve essere disincentivato a favore di una mobilità sostenibile e questi pannelli non lo fanno, anzi, forniscono false speranze di organizzazione del traffico finendo per incrementarlo.
Proponiamo che vengano spesi più soldi per incentivare l’uso virtuoso della bicicletta con piste ciclabili e posteggi decorosi e custoditi.

  

Divieto di transito alle bici in area pedonale

Empoli 5 Stelle marzo 22, 2012 Trasporti No Comments

Da lunedì 19 marzo ad Empoli i vigili urbani presidiano l’ingresso all’Area Pedonale, costituita dal famoso quadrilatero del centro storico denominato “giro d’Empoli”, fermando chi circola in bicicletta e intimandogli di scendere. Tutto in base ad un Regolamento approvato dalla Giunta Comunale che all’art. 15 – Transito Ciclabile – stabilisce che “la circolazione di velocipedi all’interno dell’AP è consentita solo a mano” .
Mentre in altre città italiane, senza citare quelle del nord Europa, si estende la rete delle piste ciclabili e si favorisce la circolazione delle biciclette anche nelle zone pedonali, gli amministratori della città di Empoli si dilettano a inventarsi dei divieti assurdi e insensati. Per citare solo un esempio, a Ferrara e Ravenna sotto i segnali stradali di “Divieto di accesso” o “Divieto di transito” è aggiunta in bella evidenza la scritta “Eccetto le biciclette”.
E’ disarmante ma, purtroppo, estremamente vero! Un tale provvedimento disattende la norma generale, il Codice della Strada, che all’art. 3 recita testualmente “ Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi”.
Ma quel che appare più sconcertante è che l’Ordinanza della Polizia Municipale in attuazione di tale regolamento non stabilisce affatto divieti di circolazione per le biciclette nell’Area Pedonale, tanto è vero che manca la segnaletica specifica.
Quindi sostanzialmente si è messo in piedi un apparato di dissuasione e impedimento alla circolazione delle biciclette. Tutto ciò appare incomprensibile dal momento che le vie del centro storico empolese da sempre costituiscono una zona “franca” per chi si muove in bici e un posto dove grandi e piccini possono pedalare in sicurezza, lontano dal pericolo del traffico motorizzato. Appare incomprensibile anche la motivazione della pericolosità per i pedoni, laddove, invece, la convivenza tra pedoni e ciclisti nel “giro d’Empoli” da sempre è regolata dal buon senso e dal rispetto reciproco. Il pericolo per i pedoni è costituito dalle auto, non certo dalle bici.
Non c’è alcun bisogno di divieti e di interdizioni per le biciclette, ma c’è una estrema necessità di attuare una politica intesa a facilitare e a sviluppare una vera mobilità sostenibile. Empoli, purtroppo, è ancora molto indietro anche rispetto a Comuni della zona. Aderiamo quindi alla manifestazione di protesta indetta per sabato mattina 24 marzo, alle ore 11,00 e invitiamo a partecipare numerosi in sella alla propria due ruote per affermare il diritto di muoversi con la bici e per chiedere ancora una volta la realizzazione di piste ciclabili sicure e funzionali, come facciamo ormai, inascoltati, da più di dieci anni.

Empoliciclabile

  

Ritorno a via Salvagnoli

Gabriele marzo 13, 2012 Trasporti No Comments

Torniamo in via Salvagnoli dopo il nostro precedente sopralluogo con tanto di misurazione dei nuovi stalli a pagamento che recentemente hanno ridisegnato la sosta nella strada, sia per quel che riguarda i parcheggi in parallelo sia per quelli a lisca di pesce. Avevamo erroneamente in quel caso pensato che per il Comune di Empoli valessero le regole del Regolamento Urbanistico del Comune di Empoli che prevedono 2,50metri per gli stalli a lisca di pesce.
Evidentemente il metro bianco da carpentiere è un metro di destra per questo le misure che rilevammo in quella occasione furono contestate dall’amministrazione Comunale di sinistra che nell’occasione ci informò che la normativa da seguire è il codice della strada che prevede 2,30metri per i parcheggi a lisca di pesce misurati tra gli interassi delle strisce.
Abbiamo dovuto effettuare una ricerca in lungo ed in largo in tutte le ferramenta della città, ma alla fine siamo riusciti a trovare un metro nuovo, molto giovane che ancora non si è interessato di politica e che quindi non è stato influenzato da correnti di pensiero ne progressiste ne conservatrici, un metro che svolge semplicemente la sua funzione, misurare.
Questo nuovo strumento apartitico ci ha restituito una misura, volendo regalare qualche centimetro all’amministrazione, di 2,15metri ovvero 15cm al di sotto della soglia minima fissata dal codice della strada.
Ci chiediamo se oltre alla gioia evidente con cui i carrozzieri di zona hanno accolto queste nuove soluzioni se le contravvenzioni relative a questi ed agli altri stalli non a norma presenti in città siano valide o meno.

  

Piste ciclabili fake

salvatore marzo 6, 2012 Trasporti No Comments


Le piste ciclabili sono importanti perché alleggeriscono la pressione del traffico veicolare, non ci stancheremo di ripeterlo; anche il partito di maggioranza ha inserito le piste ciclabili nel programma di governo (IL VERDE E’ IL NOSTRO COLORE) ma tutte le buone intenzioni e i numerosi comunicati non si traducono in una concreta realizzazione. Le piste ciclabili ad Empoli, attualmente, sono poche e poco utili perché non offrono una valida alternativa all’uso dell’automobile, anzi, in alcuni casi è proprio la creazione di tali piste a incentivare l’uso improprio delle auto: l’esempio più eclatante è la pista ciclabile di Via Alzaia, già nota come “L’Odissea ciclabile” per gli innumerevoli ritardi e proroghe che hanno prodotto un opera di pessima qualità e di dubbia utilità.
La pista ciclabile, che in realtà è poco più che un sentiero ghiaioso, porta da Piazza Ristori all’Ospedale San Giuseppe dal lato Arno è priva di segnaletica orizzontale ed è scomodamente percorribile con le biciclette da città e non tiene conto del D.M. n. 557 del 30/11/1999. La pista è stata usata prima e ancora desso come comodo parcheggio per le auto di chi deve recarsi all’Ospedale.
La novità è che saranno spesi altri soldi perseverando in questa pista inutile, con la delibera di Giunta, quindi senza passare dal Consiglio Comunale dove aspettiamo da tempo di discutere una mozione sulle piste da parte della maggioranza, Delibera di Giunta n°18 del 08/02/2012 con la spesa di € 138.000. La nuova pista, che si presume sarà della stessa scarsa qualità di quella vecchia, unirà l’ingresso dell’ospedale S. Giuseppe con il parcheggio di Via Boccaccio, da tempo terra di nessuno e teatro di numerosi furti ai danni delle auto parcheggiate. Questa pista è inutile perché è isolata da tutti i percorsi ciclabili e non sottrae auto dal traffico dalle strade.
Ben altro valore avrebbe lo stesso progetto se fosse arricchito dal bike sharing promesso dal lontano 2008 e mai realizzato, o se si prevedesse di collegare tutti i paesi che fiancheggiano l’Arno da Pisa a Firenze.
Intanto la situazione delle piste ciclabili vere è in stallo: da tempo dev’essere discussa una mozione della maggioranza proprio sulla ciclabilità mentre i lavori in Via Bisarnella annunciati al silenziatore con la Delibera della Giunta Comunale di Empoli n° 53 del 13/04/2011 non sono ancora incominciati.

  

Questa bici qua devi metterla la

salvatore luglio 11, 2011 Trasporti No Comments


Tutti noi Empolesi conosciamo bene la situazione di Via Boccaccio perché sia gli utenti dell’ospedale S. Giuseppe che i residenti si trovano spesso in difficoltà nel trovare parcheggio. Spesso non c’è alternativa all’uso dell’automobile e la bicicletta, che sarebbe sempre auspicabile, in una via tanto trafficata e senza pista ciclabile è troppo pericolosa.
In questa situazione, palesemente critica, l’amministrazione comunale ha da qualche tempo inserito delle rastrelliere per il posteggio delle biciclette all’interno di uno stallo a pagamento per le auto senza curarsi di sistemare la segnaletica orizzontale sulla strada. Da come si vede nelle foto sembra che sia a pagamento anche la sosta delle biciclette.
Protestare per un disservizio o un lavoro approssimativo è legittimo ma a volte non basta, occorre essere propositivi e indicare una alternativa. Sarebbe stata una soluzione di buon senso inserire le rastrelliere al posto dei cassoni “grigi”, che in questi giorni stanno scomparendo per l’avvento della raccolta differenziata porta a porta.
Il buon senso è rivoluzionario e spesso basterebbe poco a risolvere i piccoli grandi problemi che affliggono i cittadini che spesso non vengono ascoltati quando sono propositivi.

 

  

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