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Sabina Guzzanti torna a l’Aquila per raccontare il dopo-terremoto

settembre 9, 2010 Notizie dal mondo No Comments


Il film Draquila – L’Italia che trema verrà proiettato stasera all’Aquila, dove il terremoto ha lasciato distruzione e macerie. E dove la cricca, poi, ha iniziato a speculare sulla ricostruzione.

Al termine della visione, seguirà un dibattito con la regista Sabina Guzzanti, che ilfattoquotidiano.it ed il nostro blog seguirà in diretta video (appuntamento dopo le 22).

Sul palco saliranno alcuni personaggi già comparsi nel documentario. L’onorevole del Pd Gianni Lolli parlerà degli abusi nella costruzione degli impianti per i mondiali di nuoto a Roma. Stefania Pezzopane, ex presidente della provincia dell’Aquila, descriverà il disagio di chi vive nelle nuove abitazioni del progetto C.a.s.e. Parteciperanno anche Gianfranco Cerasoli, responsabile della Uil Beni culturali, Giusi Pitari, esponente dei comitati aquilani e animatrice del blog Trentottosecondi, Angelo Venti, direttore di Site.it e giornalista di Libera, Antonello Ciccozzi, docente di Antropologia culturale all’Università degli studi dell’Aquila.

Ore 20.45 – proiezione di Draquila – L’Italia che trema. A seguire, il dibattito.

  

Coppette Mestruali

settembre 7, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Morbide e Flessibili, Igieniche, Confortevoli, Ecologiche ed Economiche.

Le coppette mestruali sono l’alternativa discreta ai tamponi. Di silicone anallergico o di gomma naturale, le coppette sono un prodotto riutilizzabile che raccoglie il sangue mestruale all’interno della vagina. Indossata, la coppetta aderisce alle pareti vaginali e può essere indossata fino a 12 ore consecutive. Una volta piena la coppetta viene estratta e svuotata nel water. La coppetta si risciacqua e può essere riutilizzata. All’inizio l’idea della coppetta mestruale può lasciare perplessi ma presenta troppi vantaggi e benefici rispetto a tamponi e assorbenti per essere ignorata..

Siccome non ci sono informazioni esaustive in italiano, abbiamo deciso di proporvi una traduzione dalla voce completa inglese presente su wikipedia curata dalla nostra mamma ciripina Chiara Monge.

Descrizione

Attualmente, esistono due tipi di coppette mestruali sul mercato mondiale:

Il primo tipo è una coppetta usa e getta, morbida e flessibile, composta da polietilene per forma molto simile al diaframma. L’ Instead  menstrual cup è una coppetta appatenente a questa categoria.

Delle seconda categoria fanno parte quelle coppette a forma di calice riutilizzabili fino a 10 anni, possono essere in gomma (lattice), silicone o elastomero termoplastico (TPE). Alcune case produttrici consigliano di sostituire il loro prodotto dopo un anno, o dopo un intervallo di 5-10 anni (si rimanda ai siti ufficiali per avere l’informazione dettagliata), alcune donne hanno comunque riferito una durata superiore ai 10 anni. I marchi attualmente disponibili sono:

1.   Alicia www.thealiciainternational.com
2.   DivaCup www.divacup.com
3.   Femmecup www.femmecup.com
4.   Fleurcup www.fleurcup.com
5.   GreenDonna www.greendonna.com
6.   Keeper www.keeper.com
7.   Lady Cup www.ladycup.eu
8.   Lunette www.lunettecup.com
9.   MeLuna www.meluna.eu
10. Miacup www.miacup.com
11. Mooncup (UK) www.mooncup.co.uk
12. Moon Cup (US) www.keeper.com
13. Mpower www.mpowercup.co.za
14. Yuuki www.yuuki.cz

Le coppette morbide, usa e getta, possono essere indossate durante i rapporti sessuali ma non hanno funzione contraccettiva. Le coppette in silicone, lattice o TPE devono essere rimosse prima di un rapporto sessuale.

Alcune donne scelgono di usare le coppette mestruali, perché a differenza di tamponi o spugnette, raccolgono il sangue mestruale senza assorbire le secrezioni vaginali.

Per alcune donne le coppette mestruali sono più difficili da inserire e da rimuovere rispetto ai tamponi. In uno studio del 1995 delle 51 donne coinvolte , 23 (45%) reputano che la coppetta mestruale sia una valida alternativa ai classici tamponi ed assorbenti.

Sicurezza

Se usate nel modo appropriato, le coppette mestruali sono sicure e ad oggi non sono stati riscontrati rischi per la salute. Un singolo caso, riportato nella rivista Gynecologic and obstetric investigation, ha suggerito che le coppette mestruali potrebbero teoricamente aumentare il rischio di endometriosi e adenomiosi . Tuttavia, secondo la U.S. Food and Drug Administration si tratta di un rischio puramente teorico e non ci sono sufficienti evidenze scientifiche per ritirare dal commercio questi prodotti,.Attualmente l’ University of British Columbia sta conducendo uno studio clinico che compara tassi di sicurezza e soddisfazione delle utenti per tamponi e coppette mestruali.Non sono stati riscontrati casi di sindrome da shock tossico dovuti all’uso delle coppette mestruali.

Vantaggi

Ecco alcune ragioni per utilizzare le coppette mestruali:

  • Risparmio — Una coppetta dura fino a 10 anni. Alcune marche, suggeriscono tuttavia, cambiare la coppetta ogni anno, e alcune donne lo preferiscono.

La spesa iniziale per una coppetta è leggermente più alta degli assorbenti e tamponi tradizionali, ma sia ammortizza nel giro di alcuni mesi.

  • Ecologia — con le coppette mestruali viene gettato via solo il sangue mestruale, null’altro, e questo contribuisce al diminuire i rifiuti non riciclabili. Il cotone impiegato dalla maggior parte delle aziende produttrici di assorbenti e tamponi è sbiancato: è dimostrato l’impatto ambientale di tale procedura, inoltre le tracce di diossina che rimangono sul cotone possono essere cancerogene.
  • Spazio — In viaggio, si può portare la singola coppetta, piuttosto che interi pacchi di assorbenti o tamponi.
  • Comfort — Poiché la coppetta una volta indossata è completamente all’interno del corpo, si evita la sensazione di ingombro  e umidità dell’assorbente. Non c’è nessun laccio, come nel caso dei tamponi, che si bagna di urina. Inoltre, le coppette evitano lo spiacevole effetto di “iperassorbimento” e secchezza che i tamponi alle volte provocano. Le coppette possono essere indossate prima dell’inizio della mestruazione, cosa che può essere utile per chi ha cicli irregolari. (rispettare sempre i tempi massimi di rimozione!)
  • Salute – Non sono stati riportati casi di  sindrome da shock tossico associato all’uso delle coppette mestruali.
  • Tempo – Le coppette mestruali  possono contenere molto più sangue dei tamponi per flussi abbondanti, si trascorre meno tempo in bagno per il cambio.

Taglia

Quando si decide di acquistare una coppetta mestruale, bisogna valutare bene la propria taglia. La maggior parte delle coppette ha una taglia piccola e una grande. Generalmente la taglia piccola viene raccomandata alle donne con età inferiore ai 25 (o30) anni che non hanno partorito per via vaginale. La taglia grande è riservata alle ultraventicinquenni ( o trentenni) o donne che abbiano avuto un parto vaginale. Le coppette mestruali con diametro inferiore sono la Meluna, e la Lady Cup e sono indicate per le teenagers. La lunghezza della coppetta deve essere presa in considerazione tanto quanto la larghezza. Se la donna sa di avere il collo dell’utero in una posizione relativamente bassa quindi la sua vagina risulta corta, dovrà prendere in considerazione una coppetta più corta. Altrettanto importante è la forma che si deve adattare perfettamente alla propria conformazione fisica per essere confortevole: la forma a “corpo stretto” ha un bordo e un anello spesso con calice di calibro inferiore, la forma a “campana” non ha il bordo e il calice è più ampio. La capacità è importante per quelle donne con flusso abbondante, tuttavia si ricorda che tutte le coppette disponibili hanno una capacità maggiore di un tampone regular.
Vedi la Tabella di taglie e misure per marchio

Storia

Una prima versione di coppetta mestruale a forma di campana fu brevettata nel 1932. Successivi modelli nel 1935, 1937, e 1950. Il marchio Tassaway fu lanciato sul mercato negli anni sessanta. Le prime coppette erano in gomma attualmente si trovano in commercio modelli in silicone gomma e TPE.

Nel 1987 negli USA è nata la Keeper, in gomma: è stata la prima coppetta ad avere un successo commerciale tanto che attualmente è ancora in commercio. Il primo modello in silicone è stata la Mooncup inglese. Ad oggi la maggior parte delle coppette sono in silicone per le sua ipoallergenicità.

Disponibilità di mercato e restrizioni

Tutte le coppette sono acquistabili on-line, se non esistono restrizioni da parte del produttore. In Italia vengono distribuite nei negozi la Mooncup e la Lady cup. Non siamo a conoscenza di altri marchi distribuiti localmente. Sono ben accette segnalazioni per rendere più completa questa informazione.

Fonte

  

Tirrenica: progetto troppo costoso, l’autostrada torna sulla vecchia Aurelia?

settembre 6, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Alessandro Farulli

LIVORNO. Più degli impatti ambientali potè il denaro, anzi la sua mancanza? Pare di sì, se verrà confermata la notizia che la Tirrenica sarà sovrapposta alla vecchia Aurelia per tutto il tratto toscano salvo, forse, il tratto di Orbetello. E così dopo 42 anni di discussione vuoi vedere che la parola fine sull’autostrada Tirrenica la mette proprio lo Stato?

Sì perché il Sole24Ore oggi dà la notizia che in questo modo il costo dell’opera passerebbe da 3.7 miliardi a 2.2. Il presidente della Regione Rossi già sul Sole dice che per lui è una doccia fredda, per noi invece no e neppure per Legambiente che, a grenreport, commenta attraverso le parole di Edoardo Zanchini:

«Questo segnale che arriva dopo quello di Sat già dato per il Lazio, dimostra come per ragioni economiche si arrivi a soluzioni di buon senso. Siamo convinti che un approccio come questo, ovvero la scelta di utilizzare la vecchia Aurelia anche in Toscana, soprattutto in zone come Orbetello e Magliano, dove l’austrada sarebbe stato un autentico scempio, sia senz’altro è buona notizia».

Se così finirà, è dimostrato che più di tutto il resto, ovvero gli impatti ambientali, sono i soldi a fare la differenza. Il risultato sarà, speriamo, lo stesso, ma il segnale non è incoraggiante sul piano culturale.

«Aimè no, purtroppo sono solo i soldi che fanno più dell’impatto ambientale e della coscienza ambientalista. L’importante però è che ora la Regione e la Provincia si siedano a un tavolo per capire come cambiare questo progetto. E’ finito il tempo della difesa a tutti i costi di un progetto che non sta in piedi nemmeno economicamente, ma c’è un’altra cosa che va aggiunta».

Dica.

«Lavorando sull’Aurelia si potrà dare un’accelerata anche ai cantieri, fermando gli espropri e sanando finalmente le tratte più pericolose e trafficate, perché va ribadito che attualmente quella strada è strada pericolosissima».

L’imbarazzo bipartisan è grande, visto che sulla nuova autostrada si era stretto un patto di ferro tra l’ex assessore regionale Conti – il cui merito nell’operazione era solo quello di averne previsto la migliore ambientalizzazione – e quello che venne da lui soprannominato il “compagno” Matteoli, il ministro delle infrastrutture. Ma la politica dimostrerebbe di credere davvero nell’austerità che predica se ritornasse indietro sulla Tirrenica e non sempre si fa brutta figura dando ragione agli ambientalisti (e a diversi amministratori locali), a volte cambiare opinione è un segno di intelligenza e flessibilità che la politica italiana sembra essersi dimenticata, soprattutto quando si tratta di cose concrete come le grandi opere non sempre utili.

  

L’eco-pane di Reggio Emilia è a km zero

settembre 2, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Lui è il Pan de Re (pane del re) e sarà tutta sua la festa che avrà inizio il 3 settembre prossimo a Reggio Emilia, nei pressi della basilica della Madonna della Ghiara e nel cortile di Palazzo Allende. E’ la Festa del pane, alla sua prima edizione, che si concluderà l’8 settembre. Dopo la sagra sostenibile di Amatrice (Rieti) con l’eco-amatriciana, anche il pane si colora di verde. Si tratta infatti di un nuovo pane a filiera corta, prodotto utilizzando esclusivamente le risorse locali della zona emiliana: sale iodato, pochissimo tra l’altro, lievitazione naturale, nienti additivi, grassi animali, niente lieviti chimici, solo olio extra vergine d’oliva.

Chi vorrà potrà partecipare alla festa e assistere alla preparazione ed alla cottura, gustandolo ancora caldo al forno a cielo aperto di Piazza Gioberti, dalle ore 8,30 alle 13 e dalle 15 alle 21, il 3 settembre dalle 17, ed il 7 settembre non stop sino alle 23.
Finita la festa, il Pan de Re verrà prodotto tutti i giorni da ben 50 forni del reggiano. I più intraprendenti avranno invece imparato a farlo a casa, grazie all’iscrizione al laboratorio di panificazione che i maestri panificatori terranno tutte le sere, tra le 18,30 e le 20,30, nel cortile di Palazzo Allende.

Fonte:Ecologiae

  

Prodotto ecologico: ecco cosa lo rende tale

agosto 31, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Dalla produzione alla distribuzione di un prodotto sono molteplici gli aspetti che possono fare la differenza e rendere “verde” un prodotto. Eccoli:

Quantità materiali greggi
Affinchè la produzione sia ecologica i materiali greggi, e la loro quanitità di utilizzo, sono importanti. Meno elementi nocivi e più materiali riciclati sono aspetti fondamentali. Quantità “ridotte” conferiscono al prodotto finito un minore peso per la spedizione e una migliore riciclabilità. Inoltre la maggiorparte degli imballaggi sono inutili.

Materiali limitati
Alcune organizzazioni, es. la RoHS  e la EPEAT, certificano una qualità migliore dei prodotti che riducono o eliminano le sostanze potenzialmente nocive. Alcuni degli elementi comunemente utilizzati sono:

- cadmio (batterie ricaricabili)
- mercurio (display LCD)
- piombo (display CRT, batterie)
- cromo esavalente (metallo anticorrosivo)
- biofenili bromurati e eteri difenilici polibromurati (ritardanti di fiamma)

L’uso del cloruro di polivinile (PVC) e della plastica clorurata nei cavi isolati
I produttori dovrebbero osservare un codice di condotta come il GSE (Norme Generali per l’Ambiente) dell’HP, che assicura l’attuazione delle politiche ambientali da parte dell’azienda.

I produttori che intendono prestare attenzione all’ambiente dovrebbero impegnarsi a ridurre emissioni e sprechi e ad utilizzare nei processi di fabbricazione sostanze non nocive.

Fonte:BlogEcologia

  

LUMIA: LIBERO GRASSI SFIDO’ LA MAFIA, L’OMERTA’ E L’INDIFFERENZA

agosto 30, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Libero Grassi è stato ucciso perché aveva osato ribellarsi al potere mafioso, sfidando l’omertà e l’indifferenza della classe imprenditoriale e della società civile di allora. Purtroppo, come è accaduto spesso nella storia della lotta alla mafia, fu lasciato solo a condurre una battaglia – diceva lui – per la dignità e la libertà di imprenditore e cittadino.

Erano anni difficili, scanditi dai continui omicidi di magistrati, uomini delle forze dell’ordine, giornalisti … era ancora opinione diffusa che la lotta alla mafia riguardasse soltanto lo Stato. Grassi capì che per liberare le imprese dal giogo del racket e i territori dal condizionamento di Cosa nostra era indispensabile affrontare a viso aperto il potere mafioso. Capì anche che la battaglia non poteva riguardare esclusivamente la magistratura e le forze dell’ordine.

Oggi, per fortuna, molto è cambiato sul fronte della lotta alla mafia e del contrasto al racket delle estorisioni. Molti operatori economici hanno cominciato a denunciare il pizzo, le associazioni antiracket svolgono un lavoro prezioso, le stesse associazioni di categoria hanno deciso di fronteggiare il problema con impegni concreti ed efficaci. C’è una nuova sensibilità, ma questo non basta.

L’introduzione della denuncia obbligatoria da parte degli operatori economici che subiscono estorsioni è uno strumento utile ed estremamente efficace per reprimere il fenomeno. Basti pensare a quante risorse ed energie si libererebbero se tutti denunciassero. Con meccanismi di premialità e penalità di carattere amministrativo si potrebbe dare un forte impulso alla denuncia.

Anche sul piano culturale sarebbe fondamentale un maggiore investimento di idee, risorse per rafforzare i presìdi e le reti della legalità e lo sviluppo.

Bisogna investire sulla qualità del consenso. “Se i politici hanno un cattivo consenso – ripeteva Grassi – faranno cattive leggi”. Non solo in Sicilia, ma in tutto il Mezzogiorno, ampia parte della politica legittima il suo potere attraverso l’intermediazione clientelare, affaristica e mafiosa. Va da sè, quindi, che le espressioni democratiche e le condotte di governo siano lontane anni luce dai principi del bene comune, della meritocrazia …

Riformare il sistema politico della Sicilia e del Paese, sfidandolo sul terreno delle riforme, della legalità e dello sviluppo. Ecco il vero nodo da affrontare se si vuole innescare un processo di cambiamento e di innovazione vero e concreto: combattere e sconfiggere la cattiva politica, proponendo un’alternativa riformista che scardini i sistemi di potere della mafia; affrontare i problemi strutturali del sottosviluppo e del degrado economico e sociale;  rispondere alle istanze di progresso e benessere dei cittadini.

In tal modo, con i fatti e non con la retorica, faremo memoria viva della testimonianza e dell’insegnamento di Libero Grassi.

Giuseppe Lumia

Fonte:PinoMasciari.org

  

Il sindaco: «Finchè ci sarò io gli islamici non potranno riunirsi»

agosto 30, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Il primo cittadino leghista Marco Colombo ha negato la possibilità di effettuare la preghiera comunitaria del venerdì allo Sporting di Lisanza: “Quello è un luogo di sport. I musulmani possono pregare ognuno a casa propria”.

Il sindaco di Sesto Calende Marco Colombo non si fa impressionare dalle parole del suo predecessore Caielli, che lo accusa di discriminare i musulmani negando loro il diritto di pregare al venerdì.

Anzi, rivendica orgogliosamente la decisione di non permettere la preghiera comunitaria allo Sporting di Lisanza: «Prima di dire chequel luogo non è idoneo alla preghiera, essendo una associazione sportiva, – risponde Colombo – voglio ancheconfermare che il mandato elettorale affidatoci dai cittadini è chiaro: a Sesto Calende, finchè ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità e questo è il primo impegno che ci siamo presi. Questo non significa che gli islamici non possano pregare ognuno a casa propria, rispettiamo la loro religione e per il resto continueremo a dare loro i servizi a cui hanno diritto come tutti gli altri».

Infine arriva la frecciata a Caielli: «Lo stesso ex-sindaco, quando era in carica, non permise la preghiera agli islamici quindi non accettiamo lezioni di tolleranza da lui – conclude Colombo – infine vorrei dire a Caielli di smetterla di scrivere perchè noi facciamo i fatti, lui solo le parole».

  

Nucleare Usa: fermati due reattori della Exelon a Braidwood per un guasto

agosto 19, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Nuovi guai per il gigante del nucleare Usa Exelon che sta indagando sulle cause che il 16 agosto l’hanno costretta a fermare due reattori nucleari della Braidwood generating station (nella foto).

Il blocco dell’unità 2 è scattato alle 2,06, dopo 13 minuti è stato fermato anche il reattore dell’unità 1. L’impianto nucleare sorge a circa 60 miglia a sud-ovest di Chicago e a piena potenza, i suoi due reattori producono energia elettrica sufficiente ad alimentare 2 milioni di case

Il portavoce della Nuclear regulatory commission Usa, Prema Chandrathil ha detto che per l’unità 2 c’è stato un problema con la corrente elettrica che ha coinvolto la turbina e poi il reattore, mentre nell’unità 1, fermata manualmente, si sarebbe guastato un sistema di raffreddamento secondario che ha portato all’emissione di vapore dalla valvola di scarico principale per il raffreddamento.

Chandrathil ha ostentato calma e sicurezza: « Tutti questi passaggi sono andati avanti come previsto, come progettato e come pianificato. L’utility e l’Nrc stanno indagando».

Ma qualcosa non va: esperti ambientali hanno detto che ci sono prove della presenza di trizio, liberato in aria dal vapore, nella condensa e nell’acqua. Secondo l’Nrc i livelli di trizio sono probabilmente ben al di sotto dei limiti normativi e la Exeloon ha detto che gli incidenti e il c blocco dei reattori non costituiscono una minaccia per il personale dell’impianto o per la cittadinanza .

Secondo l’Epa, Il trizio si trova in natura ma viene prodotto in maggiore concentrazione nei reattori nucleari. L’ isotopo può aumentare il rischio di cancro , ma è considerato una delle sostanze meno pericolose radioattive perché lascia il corpo velocemente, ma l’Exelon ha il vizietto del trizio: a marzo ha accettato di pagare più di un milione di dollari per risolvere cause legali depositate dopo che la company aveva consentito la fuoriuscita di trizio radioattivo da tre centrali nucleari.

Perdite del trizio e acqua contaminata sono penetrate nei terreni intorno a Braidwood appartenenti alle società Byron e Dresden plants. Lo Stato ha ordinato all’Exelon di decontaminare le acque sotterranee e di aumentare i controlli per garantire che le acque reflue siano sufficientemente diluito in modo da soddisfare gli standard federali. Ma la contaminazione di Braidwood è stata solo l’ultimo episodio delle “leggerezze” dell’Exelon: nel 2006 l’Nrc l’ha citata per non aver risposto correttamente a 22 fughe risalenti al 1996.

Tornando all’incidente del 16 agosto, il vicepresidente del sito di Braidwood Station, Amir Shahkarami, assicura: «Dato che questo é accaduto durante la notte, capiamo che i nostri vicini possono avere sentito il vapore di scarico e vogliamo fare in modo che sappiano che non c’è motivo di preoccuparsi. Li ringraziamo per la loro pazienza». Ma non sembra riuscito nel suo intento di tranquillizzare la gente. Il sito di Chicago Wbez91.5 riporta la testimonianza diretta di un cittadino che sta facendo il giro dei blog locali: « Io vivo a meno di mezzo miglio a nord della centrale elettrica. Quando è stato spento il primo reattore, il suono era assordante. Sembrava un jet che stava precipitando in basso e in procinto di schiantarsi nel mio cortile. Per fortuna l’unica cosa che non ho sentito è stata una esplosione. Vivo qui da 30 anni, so come suona il rumore del vapore quando viene rilasciato. Per quello che mi riguarda, un rumore ha preceduto il rilascio di vapore. Non riesco a immaginare che rumore c’era all’interno dello stabilimento se è stato così forte in casa mia».

L’Nrc ha detto che i reattori rimarranno offline fino a quando le cause dei guasti non saranno determinati e fissati. Chandrathil spiega che « Quello che stiamo cercando di fare è stabilire se si è trattato di due situazioni distinte o se sono collegate e se quando un reattore si è spento l’altro reattore fosse ancora in attività. Oppure se la reazione ha fatto arrestare anche l’altro. Dobbiamo andare avanti e indagare su questo. Non sappiamo quanto a lungo i reattori resteranno chiusi. Ma né l’arresto né l’emissione di vapore costituiscono una minaccia per la popolazione».

Fonte:greenreport.it

  

Lettera aperta al Sindaco sul Porta a Porta e sull’inceneritore

agosto 18, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Partendo dall’assunto che Hera non ha mai voluto il Porta a Porta, per non vedersi ridurre i quantitativi di rifiuti da smaltire e da gestire, e avendo la certezza che non lo vorrà nemmeno ora per evitare la riduzione degli introiti derivanti dall’incenerimento, immaginiamo (e non solo) che cercherà in tutti i modi di ottenere lo stesso guadagno dalla gestione dei rifiuti.Il Presidente del comitato territoriale di Hera Forlì-Cesena, Ing. Talamonti, in una pubblica assemblea ha affermato che l’inceneritore brucerà solo i rifiuti della provincia di Forlì-Cesena.Ci chiediamo a quali stratagemmi potrà ricorrere Hera per far sì che ciò non faccia diminuire i suoi guadagni.Tralasciando di prendere in considerazione una modifica della normativa sovraprovinciale, sappiamo che con modifiche anche parziali delle autorizzazioni o del piano di gestione rifiuti si potrebbe rendere le cose più facili per Hera.

I tecnici della Provincia, per fortuna, hanno messo, nelle varie autorizzazioni, dei paletti ben precisi per evitare che Hera possa aumentare il quantitativo di rifiuti da bruciare nell’inceneritore anzi, in verità, hanno addirittura inserito la prescrizione in cui “l’Autorità competente si riserva la facoltà di procedere al riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale [...] qualora i dati relativi alla raccolta differenziata e alla produzione dei rifiuti dia come risultato un quantitativo inferiore alle 120.000 ton” e per questo Hera starà sicuramente cercando un rimedio.

Speriamo che questo faccia scattare qualche controllo sulla movimentazione dei rifiuti nel caso soprattutto Hera riuscisse a spuntarla nei confronti delle imposizioni dei tecnici della Provincia.

Chiediamo al sindaco Balzani se vorrà portare avanti con convinzione quello che ha detto in campagna elettorale e in questo primo anno di mandato, cioè di effettuare il Porta a Porta per ridurre i rifiuti da incenerire, evitando di cedere alle pressioni di Hera e di quanti in Regione e in Provincia cercheranno di salvaguardarne i profitti.Dal momento che ha accettato con la sua candidatura questa “patata bollente” da gestire, avrà la determinazione e il coraggio di far ricadere la colpa e le responsabilità su chi ce le ha veramente?

Quando i politici della precedente amministrazione comunale e provinciale insieme ad Hera, hanno voluto ed approvato un inceneritore da 120.000 tonnellate, pur sapendo che nel 2012 si sarebbe dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata, a cosa pensavano?Si sapeva già che l’inceneritore era sovradimensionato e che incentrare la politica di gestione dei rifiuti su questo impianto non avrebbe fatto raggiungere gli obiettivi di legge, quindi Hera si assuma il rischio di impresa (in fondo aggiungere gli 80 milioni spesi per costruire l’inceneritore al miliardo e 850 milioni di euro di indebitamento non è un granché), mentre chi ha fatto scelte politiche profondamente sbagliate ora ne accetti le conseguenze o, meglio, cerchi di porre rimedio.

Raffaelle Pirini consigliere 5 Stelle Forli

  

Il sorpasso: il fotovoltaico costa meno del nucleare?

luglio 29, 2010 Notizie dal mondo No Comments

Il mese di luglio dell’anno 2010 verrà ricordato per i sorpassi storici, reali, presunti o smentiti, nel settore dell’energia. Dopo quello della Cina sugli Stati Uniti nel consumo complessivo di energia, dopo pochi giorni smentito dalla Cina, ora arriva il sorpasso del fotovoltaico sul nucleare: secondo uno studio dell’università della North Carolina già oggi il KWh prodotto dal fotovoltaico è più economico di quello da fonte nucleare.

O, meglio, il KWh che verrà prodotto dalle future centrali nucleari oggi in costruzione. Perchè, e questa è la novità interessante messa in luce dallo studio americano, se il costo del fotovoltaico scende per questioni meramente tecnologiche e industriali, quello del nucleare è inesorabilmente destinato a crescere. E lo sta già facendo nel caso delle nuove centrali in costruzione che registrano fortissimi ritardi rispetto al progetto e una vertiginosa crescita dei costi degli impianti.

Dai dati disponibili emerge che, se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.

Chi volesse leggere l’intero studio lo potrà trovare a questo link.

Fonte:Ecoblog.it

  
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Flash news dal mondo

Sabina Guzzanti torna a l’Aquila per raccontare il dopo-terremoto

9 set 2010

Sabina Guzzanti

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Coppette Mestruali

7 set 2010

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Nuovo ponte, l’Asl 11 garantisce sull’attività di prevenzione e sicurezza sul lavoro

7 set 2010

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Morire di lavoro

Giacomo Trionfi, 63 anni, operaio edile, Latina

10 set 2010

Caduto dall’altezza di 10 metri da un tetto di un capannone industriale su cui era in corso una verifica per lo smantellamento dell’amianto. Fonte stLight.options({publisher:’54292a62-5fc3-401d-8d0f-4cd797d39d97′});  

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