Solite novelle da viale Boccaccio

L’ospedale “nuovo nuovo” di Empoli -perché chi ha memoria storica sa che a Empoli c’era un’ospedale “vecchio”, uno “nuovo” e da un po’ di tempo anche uno “nuovo nuovo”- è dotato di strutture d’accesso che andrebbero tutto sommato bene per il traffico di un’osteria, di un pub démodé o al massimo di un bordello di quarta. Viale Boccaccio infatti è una strada onesta che, come semplice strada urbana, espleterebbe degnamente il suo lavoro, ma se di lato le viene costruito un polo ospedaliero che fa da punto di riferimento per un’area come quella dell’Empolese Valdelsa, potrebbe anche andare un po’ in affanno.
Non è facile concepire l’idea surrealista di far passare dalla stessa strada traffico urbano di residenti e sventurati viandanti, autocarri e vetture ospedaliere e oltre a ciò pretendere che la gente vi trovi parcheggio. È un po’ folle o ambiziosa come pretesa, ma per l’Amministrazione di Empoli tutto ciò è normale: la follia e l’ambizione di certe persone è diventata ormai la normalità.
Esiste una relazione tecnica comunale, meno folle e ambiziosa per carità, che sconsigliava tutto ciò. Che proponeva ad esempio un senso unico in direzione Avane, che proibiva l’accesso ai mezzi pesanti, che prevedeva un numero maggiore di spazi di sosta, ecc. Dove è finita? La nostra interrogazione verterà su questo. Il nostro obiettivo infatti, oltre a voler dar voce alle continue e legittime lamentele di residenti (giustamente!) inferociti e a voler informare la popolazione dell’esistenza di progetti provvisti di maggior buon senso, è proprio quella di sostituire dette ambizione e follia con la pura logica, ridando respiro, spazi, quiete e funzionalità a un’area che non solo consideriamo inadatta ad albergare un polo ospedaliero ma che per lo meno, fatto il danno, sarebbe potuta essere un po’ più organizzata a livello di accesso e sosta.
Certo, dovremmo rinunciare all’ebbrezza di poter vedere un giorno un’ambulanza schiantarsi contro un tir, una coda di macchine o un’auto parcheggiata in doppia fila. Viale Boccaccio è l’elogio della follia a cui noi, comuni mortali, non siamo in grado forse di poter aspirare
















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