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36 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Castelli di sabbia

Ieri camminavo in spiaggia tra le persone. Qualcuna mi riconosceva e mi faceva una domanda che era poi sempre la stessa: “Cosa succederà dell’Italia? Come ne usciremo? Cosa si può fare?“.Qualche volta iniziava un dialogo, una conversazione e si aggiungeva via via altra gente ad ascoltare. Mi sembrava di fare un comizioHyde Park a Londra, dove chiunque può salire su una cassetta di frutta e arringare i passanti. Ero sulle dune di sabbia invece che ai giardini pubblici. La diagnosi dei mali d’Italia era quasi sempre condivisa: l’occupazione dello Stato da parte dei partiti, il declino della scuola, della ricerca, la deindustrializzazione, la perdita di valori morali, il lento incagliarsi del baraccone in cui viviamo nelle secche dell’indifferenza. Alcuni gridavano: “Forza Grillo!“, “Sei l’unica speranza rimasta, Grillo!“. Più li ascoltavo, più mi preoccupavo. Provavo la sgradevole sensazione di un “Armiamoci e parti (io da solo)“. E ho cominciato a interrogarli chiedendo come avrebbero cambiato le cose. Le risposte erano sempre al condizionale: “Farei, direi, progetterei…“. Alla mia domanda sul perché non “Fate, dite, progettate ora?” e passassero all’indicativo presente, le facce cambiavano espressione, gli sguardi si facevano più sfuggenti ed emergeva una lieve irritazione contenuta, come a rimproverarmi di uno sgarbo. La moglie di un medico ospedalieromi ha spiegato che suo marito non può mettersi contro il sistema, lo distruggerebbero, lo stesso ha detto un impiegato statale, un commesso di un grande magazzino, un vigile urbano. Non vogliono correre il rischio di perdere il poco o molto che hanno. E questo li inchioda al muro come uno spillone con una farfalla. Li capisco, ma fino a quando la maggioranza degli italiani ragionerà così non ci saranno cambiamenti radicali. Laresponsabilità individuale si ferma di fronte al proprio benessere, ma senza responsabilità individuale, senza il coraggio della denuncia, dell’esporsi in prima persona non c’è un progetto di società. Gli italiani sentono il rumore della cascata, sanno di essere su una barca piena di buchi, ma finché non precipiteranno nelle rapide, in molti rimarranno a guardare.
Leo Longanesi disse che gli italiani accorrono in soccorso del vincitore, ma per quello che ci aspetta, il default sociale e economico, non ci saranno vincitori, ma solo vinti. Di chi accorreremo in soccorso?
Prigioniero di questi pensieri guardavo il mare, verso la Corsica, e mi è venuto in mente, non so perché, Newton, che non c’entra nulla con il futuro dell’Italia: “Mi sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me“.
Il nostro futuro è ancora tutto da scrivere. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

  

35 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Tutte le strade portano a Woodstock 5 Stelle

Giulio Andreotti, arrivato alla quinta reincarnazione (purtroppo per lui nello stesso corpo), ha detto un tempo: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina“. Quando ho comunicato la data di Woodstock 5 Stelle sentivo una vocina interna che mi avvertiva sui boicottaggi che in Italia assumono spesso la veste delle coincidenze a orologeria. Non mi sono quindi per nulla sorpreso quando ho saputo che con DUE MESI DI ANTICIPO i sindacati delle Ferrovie dello Stato hanno annunciato uno sciopero di 24 ORE che coincide perfettamente, con potenza sindacale geometrica, con l’inizio e la fine di Woodstock 5 Stelle: dal sabato sera di 25 settembre a domenica sera del 26. Invito fin d’ora macchinisti, controllori, capitreno e hostess, che saranno liberi durante il fine settimana da impegni lavorativi, a partecipare alla manifestazione di Cesena. Io ho sempre amato i treni e nell’incontro si discuterà, tra una band e l’altra, anche del futuro dei trasporti.
Sono sereno come un monaco tibetano prima dell’avvento del maoismo. Attendo a piè fermo lo sciopero di ogni servizio di pubblica utilità per fine settembre, anche la paralisi completa del Paese. E’ un periodo in cui mi interrogo spesso sulle questioni della vita, il rovello che mi attanaglia oggi è: “A chi rispondono i sindacati? A D’Alema o a Bersani?“.
Arrivare a Cesena sarà un’impresa, un percorso a ostacoli, le proveranno tutte. Venite a piedi, in bicicletta, in camper, in roulotte, in pullman organizzati dai Meet Up, in car pooling, in moto, a cavallo. Tutte le strade portano a Cesena il 25 e il 26 settembre 2010. Trenta gruppi e musicisti hanno già aderito e nei prossimi giorni li presenterò uno per uno. Si inizierà il sabato sera, sarà una due giorni di musica e futuro. Si discuterà di politica e non di politici. “Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva, e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva“ Francesco Guccini. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
“settore FERROVIARIO: PERSONALE DI MACCHINA E DI BORDO SOC. TRENITALIA
modalita: 24 ORE: DALLE 21.00 DEL 25/9 ALLE 21.00 DEL 26/9″
Chi volesse chiedere informazioni sullo sciopero può inviare una mail a:relazionisindacali@mit.gov.it

Ps: A poche ore dalla pubblicazione di questo post lo sciopero è stato cancellato, come risulta dal sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Un’altra coincidenza…

Post precedenti su Woodstock 5 Stelle:
Appello per Woodstock 5 Stelle 7 luglio 2010
Woodstock 5 Stelle a Cesena 23 luglio 2010

  

34 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Woodstock 5 Stelle a Cesena


Allora si fa!
Woodstock 5 Stelle si terrà a Cesena il 26 settembre. E’ colpa vostra! Mi avete messo con le spalle al muro con i vostri 3800 commenti e migliaia di email. Non ci si comporta così. A una richiesta di aiuto fatta in un momento depressivo dovuto all’avvicinarsi del mio 59simo compleanno (lo so ne dimostro meno e ne ho di più, 59 è un numero di compromesso) non si risponde con tanto entusiasmo. Ci godete a farmi commuovere… lo fate apposta per mettermi in difficoltà. Dovrò passare il mese di agosto a organizzare, lavorare, telefonare e pagare i fornitori. In famiglia mi odiano e ho il sospetto che stiano per chiedere la mia infermità mentale per spartirsi l’eredità prima di Woodstock. Parlano sempre più spesso sottovoce in cucina mentre scrivo al pc. Sto già provando i blues alla tastiera, Woodstock lo avete voluto voi e non potrete lamentarvi se suonerò, canterò, vi bagnerò di sudore dal palco per un’ora.
Woodstock 5 Stelle non sarà solo musica, sarà anche futuro. Per ognuna delle 5 Stelle del MoVimento parteciperà un esperto mondiale. Un momento di parole nuove, di emozione, in cui i pensieri diventano progetti, i nickname del blog visi, amicizie.
L’Italia è pietrificata, le porte e le finestre chiuse. Ho letto un giornale soprappensiero, due/tre articoli, era di 2 settimane fa, l’ho capito dopo e non mi sono accorto della differenza. L’informazione è immobile. I giornalisti scrivono di altri giornalisti. I politici applaudono o criticano altri politici. Le televisioni fanno la rassegna stampa dei giornali e invitano i politici. E’ un eterno oggi, un mortaio in cui si pesta acqua marcia. Da mesi si parla di legge bavaglio, la stessa più o meno che propose il governo Prodi. Ne discutono personaggi che si sono imbavagliati da sempre per servire il loro padrone di sinistra, di destra, di centro. A cosa serve parlare di bavaglio quando ormai anche i bambini sanno del coinvolgimento dello Stato nell’omicidio di Paolo Borsellino e non succede nulla? Il momento della parola, dell’emendamento, del confronto dialettico, di dieci/dodici leaderini di partito che non contano un cazzo sta finendo. Dalle parole si deve passare all’azione per il Nuovo Mondo che verrà. Che io non forse non vedrò, ma i ragazzi e le ragazze di Woodstock certamente sì.
Musica e futuro si alterneranno dal mattino alla notte del 26 settembre. Stiamo attrezzando spazi per camper e tende. L’ingresso è gratuito, chi vuole può fare una donazione, su richiesta di molti ci saranno spazi per le famiglie e i bambini. Un grazie a voi che quando serve (e talvolta serve) mi tirate su, all’amministrazione comunale di Cesena per la sua disponibilità e ai molti artisti che hanno risposto all’appello. Per dare spazio a tutti Woodstock dovrebbe durare una settimana. Belin, sono commosso, disgraziati!

Vai all’area di Woodstock 5 Stelle!

  

33 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

365 di questi giorni


La stampa italiana, da sempre con la museruola, oggi si è messa anche il bavaglio. Lo ha fatto per protestare contro la legge bavaglio. E’ come se uno stupratore protestasse con uno stupro in piazza. Un serali killer con un omicidio plurimo. Un ladro con una rapina in banca. E’ una bella giornata di luglio. L’aria è più leggera senza carta inchiostrata di balle a ogni angolo di strada, non trovate? Sono così d’accordo con questo sciopero che lo replicherei 365 giorni all’anno. I giornali sono finanziati dalle nostre tasse, senza chiuderebbero. E’ quindi corretto che al giorno di sciopero corrisponda una trattenuta di un 365simo del finanziamento anno. A cosa servono i giornali? A influenzare l’opinione pubblica per conto dei loro proprietari e a inviare messaggi mafiosi alla bisogna. I giornali non vanno confusi con l’informazione. Giornali e informazione sono incompatibili. Dove ci sono i primi, non c’è la seconda. La vera informazione in questi anni l’hanno fatta i blogger, la Rete, i siti di controinformazione, non certo la Repubblica di Scalfari o il Corriere di De Bortoli o l’Unità del pdimenoelle. I giornali sono superati dalla Rete, come a suo tempo il pony express dal telegrafo. Per pubblicare un articolo bisogna mettere d’accordo gli interessi degli azionisti espressione delle lobby, il consiglio di amministrazione, la direzione, il comitato di redazione, il capo redattore e poi si digita sulla tastiera il nulla (nel migliore dei casi) o un testo promozionale. Dov’è la libertà di espressione? Qualcuno nel gruppo l’Espresso ha mai fatto un’inchiesta sul fallimento dell’Olivetti imputabile a Carlo De Benedetti? O sul Corriere della Serva è mai apparso un’editoriale contro Tronchetti Provera MENTRE era presidente di Telecom Italia? I giornali stanno morendo come le mosche d’inverno, sopravvivono solo grazie al calore del finanziamento pubblico (*). Libero, il Foglio o il Riformista sparirebbero in una notte senza le nostre tasse. Il massimo attacco politico a Berlusconi sono state 10 domande sulla sua vita sessuale. Al processo Mills, Bassolino, Dell’Utri alla prima udienza c’era solo un blogger, Daniele Martinelli, i giornali erano in silenzio ossequioso. L’informazione la fanno i cittadini. L’albo dei giornalisti va abolito. Tutti siamo giornalisti. Un albo creato da Mussolini per controllare la stampa di regime oggi non è più necessario, ogni giornalista in carriera ha (già di suo) un ferreo autocontrollo. Dov’eravate, giornalisti dei miei stivali quando il blog denunciava gli omicidi Aldrovandi, Rasman, Bianzino, Gatti anni prima che ne scriveste in modo timido e riservato? Eravate forse sotto la scrivania del direttore a fargli un servizio alla Levinski invece di sostenere il referendum per l’abolizione della legge Gasparri del secondo Vday? Lo sciopero di oggi mi ricorda il suicidio di massa dei lemmings, incrociamo le dita. speriamo che abbia un grande successo.
(*) Con l’eccezione del Fatto Quotidiano che ha rifiutato i finanziamenti pubblici

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32 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Mediterraneo di petrolio

William Allen Kruse si è sparato un colpo alla testa. Era il capitano di una nave da pesca della Louisiana. Aveva perso il lavoro a causa della marea nera che è uscita ininterrotta dal fondo dell’Oceano Atlantico. Claudio Scajola invece sta bene anche se non si fa vedere in giro con la stessa frequenza di una volta. Non rilascia più le sue caratteristiche interviste “ad minchiam“. Vive la sua vita inconsapevole di sempre. Stefania Prestigiacomo, tuttora ministro per l’Ambiente, fa shopping, quando le è possibile, di articoli di moda e di pelletteria femminile nelle vie della Capitale.
Il duo Scajola/Prestigiacomo ha concesso negli ultimi anni 95 nuovi permessi di trivellazione in Italia. 71 sulla terraferma e 24 nel Mediterraneo. La superficie interessata dalle trivellazioni nei nostri mari ha una superficie pari alla Regione Abruzzo, circa 11.000 chilometri quadrati. I petrolieri potranno bucare ovunque, dalle Tremiti alle coste della Sicilia, dalle coste marchigiane e pugliesi alle isole Egadi a Pantelleria, dallo Ionio alle acque intorno all’isola d’Elba a quelle sarde di Oristano. La corsa al petrolio italiano e alla distruzione dell’ambiente e del turismo è un richiamo irresistibile per i petrolieri di mezzo mondo, inclusi ovviamente quelli italiani. E’ quasi uno stampede della corsa all’oro nero. Il presidente di Assomineraria Claudio Scalzi spiega che c’è “un certo disordine iniziale” compensato però dal “movimento che porta investimenti, royalties e vivacità“. Mi risulta che in Italia non è prevista la responsabilità delle compagnie petrolifere in caso di incidente. Le bandiere blu delle nostre coste diventeranno nere come il petrolio e sono, in realtà, già sulla buona strada. L’italia ha il maggior numero di siti non balneabili d’Europa.
Il popolo italiano è cambiato in trent’anni, da Chernobyl al disastro della piattaforma BP nel Golfo del Messico. Dopo l’incidente nucleare, nessun politico si sognò di proporre nuove centrali nucleari in Italia. Il nucleare fu cancellato da un referendum. Oggi, di fronte al più grande disastro ambientale della Storia che potrebbe condurre a esiti imprevedibili come un’immane esplosione sotterranea di gas, compressi ora dal petrolio, con la scomparsa di interi Stati americani, Sogliola e Presty trivellano il Mediterraneo e gli italiani, come le stelle stanno a guardare.

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31 – Il Grillo della domenica

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Lettera sull’ipocrisia

Ai miei amati concittadini
La parola ipocrisia deriva dal greco e significa simulazione. L’ypokritès era un attore e l’ipocrisia indicava la recita dei protagonisti dello spettacolo. La dote dell’ipocrisia è innata nei politici che affermano una cosa e si comportano in modo opposto. La cosa stupefacente è che lo fanno sotto i nostri occhi senza subire alcuna conseguenza. Bisogna interrogarsi su questo mistero, su cosa rende possibile l’impunità di chi, ad esempio, percepisce lo stipendio da parlamentare e da amministratore delegato di Expo 2015, come Stanca, o delle pensioni maturate dopo due anni e mezzo di presenza saltuaria in Parlamento e la richiesta di alzare il tetto a 70 anni o delle 600.000 macchine blu quando negli altri Paesi gli amministratori si spostano con i mezzi pubblici. La risposta è che forse l’italiano ama gli ipocriti, li considera con rispetto. Non è semplice del resto imporre agli altri un comportamento virtuoso, fare il contrario ed essere anche remunerati per farlo. E’ un esercizio di magia. Tutti vorrebbero sapere come si fa. E’ ammirabile la faccia di culo (di ipocrita) di chi dice di voler abolire le province e partecipa alle elezioni provinciali o la leggerezza d’animo di chi chiede sacrifici mentre i partiti si mettono in cassa un miliardo di euro di finanziamenti elettorali (chiamati ipocritamente “rimborsi“) nonostante un referendum li abbia bocciati. I politici sono attori che interpretano una parte e i cittadini li prendono sul serio. Le carceri sono piene di persone che hanno fatto uso di marijuana per una legge voluta dal Parlamento in cui prosperano i cocainomani. Chi paga le tasse riceve la visita della Finanza, chi le evade è condonato con un’elemosina del 5% detta ipocritamente “Scudo Fiscale“. L’ipocrisia è stile, linguaggio, terminologia. Le parole dell’ipocrita sono ampollose, ma giuste, retoriche, ma severe. L’ipocrita trova sempre le parole per dirlo, per celebrare l’Unità d’Italia o la coesione sociale. Lo stesso Vocabolario della Lingua Italiana va reinterpretato come un Dizionario dei Contrari. Il potere dell’ipocrita nasce da un’ipnosi collettiva, da un ammaliamento, da un’abdicazione della ragione. Eppure questo potere esiste e opera tra noi, grazie a noi, su di noi. Si combatte (ipocritamente) la mafia e si espone il pentito di mafia Spatuzza alla vendetta mafiosa. Si giura sulla Costituzione e la si vuole cambiare. “Ama e fa ciò che vuoi“, disse San’Agostino. “Diventa ipocrita e fa ciò che vuoi” è la versione per gli italiani. Non per tutti, solo per coloro che se lo possono permettere. Il mistero comunque permane: “Perché se lo possono permettere?“.

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30 – Il Grillo della domenica

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I salotti cinesi di Forlì


Caro Beppe,
a Forlì ci sono molte aziende che lavorano come contoterzisti nella produzione del mobile imbottito, cioè salotti, e altre che lavorano nello stesso settore, ma anche come progettisiti di linee proprie.
Tutti si sono dovuti scontrare con il fatto che le aziende grosse che vendono prodotto finito e che forniscono lavoro ai contoterzisti (quelli che cuciono, per intendersi) hanno cominciato a servirsi di manodopera cinese che lavora ad un costo pari a poco più di un quinto di quello che costa un dipendente normale e che lavora a dei ritmi disumani.
Dopo la trasmissione Report che ha sollevato il problema in seguito alla denuncia di due imprenditrici forlivesi contoterziste costrette a chiudere perchè nessuno dava loro più lavoro, la situazione in città è rimasta ferma al palo.
Io ho fatto almeno tre interpellanze per sollecitare  sedute di consiglio o di commissione aperte al pubblico con la presenza delle imprenditrici, ma il tutto è andato per le lunghe dicendo che avrebbero fatto tavoli tecnici in prefettura assieme ai “capi” della comunità cinese…
Ieri finalmente mi hanno dato una data per la commissione che sarà il 3 giugno.
Nel frattempo ci ha contattato un imprenditore non contoterzista che fa lavoro in proprio, ma che esegue lavoro anche per gli altri e ha denunciato la situazione marcia che ancora sussiste.
Quando gli chiedono di eseguire un lavoro glielo vogliono pagare ad un prezzo che non copre neanche quello di costo e quando lui fa presente il problema tutti dicono: fallo fare  ai cinesi così ci guadagni.
Lui si rifiuta e adesso è in crisi enorme, rischia la chiusura. Dal sito della Lista Civica a 5 Stelle Destinazione Forlì è possibile inviare un messaggio ai politici, alle forze di polizia, agli enti, alle associazioni di categoria e ai sindacati per chiedere di affrontare urgentemente il problema.” Raffaella Pirini, consigliere comunale 5 Stelle Destinazione Forlì

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29 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…


Santoro è morto! Viva Santoro. Per l’informazione l’uscita di Michele Santoro dalla RAI è una bellissima notizia. Era uno dei pochi che ne tenevano in vita il cadavere. Con fini nobili, ma con un certo eccesso di accanimento terapeutico. Ora non c’è più nessuna giustificazione per continuare a pagare il canone e neppure per tenersi in casa un televisore. Il canone lo paghino Berlusconi e Bersani con le loro tasche o con i finanziamenti pubblici incassati da Pdl e Pdmenoelle. La RAI è roba loro, uomini loro, consiglio di amministrazione loro, pennivendoli loro. Pagare per Vespa o Minzolini è un delitto contro l’intelligenza umana.
Anno Zero si trasferisca in Rete e lasci morire in pace la televisione e i suoi zombi. Credo che Santoro abbia lasciato per stanchezza, è dura realizzare per anni una trasmissione contro il proprio editore e un centinaio di leccaculo del potere al suo servizio. In Rete puoi fare a meno degli editori, Michele può diventare l’editore di sé stesso. Questo blog è a sua disposizione.
La RAI è un’azienda in perdita, in profondo rosso nonostante la pubblicità e il canone. Una struttura gigantesca che si autoriproduce al suo interno con figli, cognati, amanti, mogli. Una coniglia sempre gravida. Un amplificatore dei partiti. Una discarica del Potere. Anno Zero è uno dei programmi della RAI più profittevoli, grazie alla sua audience, in termini di ricavi pubblicitari. Chiuderlo e liquidare il suo ideatore è, dal punto di vista economico, una stronzata. Chi pagherà per i mancati introiti? Noi. La RAI è un carrozzone in perdita tenuto in piedi dagli italiani attraverso le tasse. Ogni stipendio, dall’usciere all’amministratore delegato, è pagato da noi, mentre i programmi sono decisi dai partiti. Quando c’è una rivoluzione il primo palazzo ad essere occupato è quello della televisione. In Italia non c’è bisogno di assaltare la RAI, è sufficiente ignorarla e non pagare più il canone. Milena Gabanelli, quando uscirà, spenga la luce.

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28 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Il Monopoli e il salto nel vuoto

foto di Album di Calca

Un piccolo imprenditore si è dato fuoco per disperazione a Oderzo. E’ il ventesimo di una catena di suicidi nel Veneto. Una signora è morta dissanguata a Napoli, vendeva il suo sangue per vivere. Solo pochi anni (mesi? giorni?) fa queste notizie sarebbero state lette in modo distratto e attribuite a Paesi lontani. Bangladesh, Cambogia, Bolivia. O al dopoguerra. Orrori distanti nello spazio e nel tempo. Oggi sono fatti normali per l’Italia. Cose che possono succedere. Cose così.
L’assuefazione al degrado sociale è avvenuta un passo alla volta. Gli italiani sono conigli ipnotizzati da un serpente, dalla paura del futuro. Rimangono immobili in attesa dell’inevitabile. Il Paese si è trasformato in un gioco del Monopoli con i dadi truccati. Per un cittadino è inevitabile un soggiorno in Prigione, il pagamento della Tassa patrimoniale o la maledizione di un Imprevisto. I partiti hanno occupato i servizi pubblici, la Società Elettrica, le Stazioni, le Società di Acqua Potabile e tutte le zone edificabili. Bersani vive nelle modeste caselle di Vicolo Corto e di Vicolo Lungo. Tutto il resto è nelle mani di Anemone e del Governo. Berlusconi possiede Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, rinominati Villa di Arcore e Palazzo Grazioli.
Lo sventurato giocatore che transiti in un qualunque terreno aumenta la sua quota di debito. Per giocare, ogni italiano deve indebitarsi con lo Stato di 30.000 euro dalla nascita. Le banconote di diversi e allegri colori sono distribuite all’inizio in parti uguali tra i giocatori, ma finiscono inevitabilmente dopo due o tre lanci nelle tasche dei monopoli d’Italia. Il banco vince sempre e il banco possiede l’intero gioco.
L’Italia non è più fondata sul lavoro da un pezzo, ma sul capitale. Capitale meo, mors tua. Lo Stato sociale e la solidarietà sono diventate parole criminogene, capaci di generare odio. Al Monopoli italiano puoi giocare se hai un reddito, un lavoro, dei risparmi, se hai ancora dei soldi. Senza non sei più nulla, carne da bruciare, sangue da vendere. Lo Stato è morto nel Bel Paese del Monopoli. Lo Stato è solidarietà sociale o non è.

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27 – Il Grillo della domenica

…il miglior grillo della settimana…

Politica zero

Il mio obiettivo è la politica a costo zero. Quasi zero. Tendente allo zero. Il costo della politica è diventato il fine della politica. Si fa politica per i soldi, per preservare quelli minacciati dalla magistratura, per dare un impiego ben remunerato ai figli, per diventare se non ricco (un obiettivo raggiunto comunque da molti), almeno benestante. Più i costi della politica aumentano, più questi costi possono essere distribuiti, ripartiti a chi fa politica. Più Province, più soldi. Più Authority, più soldi. Stipendi creati dal nulla per organizzazioni che non servono a nulla. La politica a costo zero, quasi zero, tendente allo zero è possibile. Il MoVimento 5 Stelle ne è la prova. Il costo della campagna elettorale in 5 regioni è stato di 40.000 euro. I voti sono stati circa 500.000. Il costo a voto è stato di 8 centesimi. Quanto è costato un voto al Pdl o al Pdmenoelle o a Casini? E chi ha pagato quei costi? Berlusconi, Bersani o i cittadini? La Rete elimina l’intermediazione dei partiti, il cittadino eletto dai cittadini ha bisogno solo di un onesto stipendio. Nessun circolo, bocciofila, sede, palazzo sul territorio a spese dei contribuenti. Gli eletti nei consigli regionali di Piemonte e Emilia Romagna del MoVimento 5 Stelle percepiranno, per loro scelta, un terzo dello stipendio mensile: 2.500 euro netti e non 10.000 euro lordi. Una carica pubblica di rappresentanza è un onore, non un’onorificenza e tanto meno un ricco stipendio. A che titolo? Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato il rimborso elettorale di 1.700.000 euro. E’ il vecchio finanziamento pubblico ai partiti bocciato da un referendum che è rientrato dalla finestra sotto forma di rimborso di spese spesso mai sostenute. I partiti senza le centinaia di milioni dei finanziamenti non durerebbero un giorno. Sono fatti di soldi. Quando un politico parla di costi della politica pensa al suo stipendio. Nei partiti dopo il segretario, e talvolta prima del segretario, viene il Tesoriere, quello che controlla la Cassa. la Rete permette di fare comunicazione e campagna elettorale a costi ridotti, di relazionarsi con l’eletto, di verificare il suo operato. Se ognuno vale uno, perché il politico deve costare di più? La politica è fuori mercato, ha un costo esorbitante senza produrre risultati. Il costo della politica deve diventare come l’aria, invisibile. Il MoVimento 5 Stelle è per la politica a costo zero, scommettiamo che non avrà imitatori? Rifiuti Zero. Km Zero. Politica Zero. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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