Prendiamo spunto da un articolo comparso sul quotidiano on-line gonews.it per trarre alcune considerazioni sull’edilizia e sul suo legame con l’economia. Questo ci permetterà anche di ricollegarci ai quattro consigli comunali iniziati ieri sera in cui sono state e verranno trattate le osservazioni dei cittadini alla variante al piano regolatore.
L’articolo è suddiviso in due capitoli [...]
Secondo ed ultimo capitolo dedicato all’economia ed al suo rapporto con l’edilizia. Qui potete trovare il primo capitolo. Buona lettura.
L’edilizia è nel nostro paese un settore fortemente trainante, basti pensare che a fronte di una sostanziale stagnazione del resto dell’industria il comparto edilizio è cresciuto a ritmi più sostenuti del PIL con una media di [...]
“Eppur si muove” questa frase, che molti ritengono pronunciata da Galileo Galilei al tribunale dell’Inquisizione, potrebbe essere usata contro chi ha accusato il Comune di Empoli di immobilismo nel costruire le piste ciclabili; invece i lavori sulla pista ciclabile sull’Arno procedono, lentamente e fuori tempo massimo (dovevano concludersi “presumibilmente” il 29/11/2009) ma procedono. L’odissea ciclabile [...]
Le vicissitudini della realizzazione di questa pista ciclabile ci ricordano un po’ le peripezie di Ulisse per tornare alla sua patria e, rimanendo nella metafora, se lui avesse dovuto tornare in bicicletta…. la bella Penelope avrebbe dovuto aspettare ancora di più.
Facciamo un po’ di riassunto; la pista ciclabile lungo l’Arno in principio doveva essere costruita [...]
Come preannunciato questa sera inizierà e finirà la discussione sui documenti che provengono direttamente da Publiambiente SPA e che il consiglio ratificherà perché la giunta “si fida ciecamente” di Publiambiente. Tutto questo senza che i tre documenti ed il piano finanziario siano presenti sul sito del Comune e quindi senza dare la possibilità al cittadino di poterli leggere.
Il Piano Finanziario, circa 250 pagine in formato A4, è stato consegnato ai consiglieri ieri alle 18…
La cosa peggiore è che nessuno, a parte Puibliambiente SPA, sa cosa ci sia realmente scritto in questo piano finanziario.
Ci chiediamo perché se i comuni non hanno i mezzi tecnici al proprio interno non si sono rivolti ad una consulenza esterna? Tanto più che il Piano Finanziario è identico per tutto il Circondario, quindi con un unica consulenza si sarebbe potuto per esempio capire se l’aumento di tariffa del 30% in 3 anni ha una giustificazione reale o no.
Fidarsi è bene, approfondire è meglio…
1. Comunicazioni del Sindaco e del Presidente del Consiglio.
2. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare P.d.L., relativa a TV all’ospedale di Via Boccaccio.
3. Mozione presentata dal gruppo consiliare P.D., contro la vendita dei beni confiscati alle mafie: conclusione della discussione e votazione.
4. Verbale della seduta del Consiglio Comunale n. 1 del 11.01.2010: approvazione.
5. Verbale della seduta del Consiglio Comunale n. 6 del 11.02.2010: approvazione.
6. Bilancio di Previsione 2010: presentazione.
7. Regolamento per il servizio di gestione dei rifiuti solidi e urbani: approvazione.
8. “Carta del Cittadino utente” relativa al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani: approvazione.
9. Regolamento per l’applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti solidi urbani : approvazione.
10. Servizio di igiene urbana per l’anno 2010: approvazione del Piano Finanziario.
11. Tassa occupazione spazi ed aree pubbliche (TOSAP): approvazione modifiche al Regolamento.
12. Mozione presentata dai gruppi consiliari Rifondazione Comunisti Italiani e Marconcini Sindaco di Sinistra, relativa all’inserimento nello Statuto Comunale dell’acqua come diritto universale privo di rilevanza economica e quindi non privatizzabile.
13. Mozione presentata dai gruppi consiliari Rifondazione Comunisti Italiani e Marconcini Sindaco di Sinisistra, relativa alla revisione dei criteri di riammissione nel nucleo familiare originario del titolare di alloggio E.R.P. in caso di comprovate diffico
14. Mozione presentata dai gruppi consiliari Rifondazione Comunisti Italiani e Marconcini Sindaco di Sinistra, relativa all’applicazione del principio “pari salario per pari lavoro” all’interno della società Farmacie Comunali s.r.l.

Questo post è inutile. Non servirà a farvi conoscere qualcosa di nuovo, non servirà a confermare qualche vostro dubbio.
Questo post è per noi. Serve a noi. Ci serve per dire e per dimostrare che noi della Lista Civica Empoli a 5 Stelle il giorno 7 marzo 2010 eravamo in piazza per il presidio contro il decreto salva liste.
Probabilmente anche tutte queste azioni saranno inutili. All’italiano interessa alla fine una sola cosa, il proprio portafogli e le opposioni non sono ancora riuscite a spiegare l’algoritmo che fa capire che questa situazione, questo smacco delle regole, anche le più elementari come quelle per la presentazione di una lista dove persino noi non abbiamo fallito, non conviene alle loro finanze.
Abbiamo deciso di sfruttare internet e la sua lunga memoria, per poter un giorno far vedere ai nostri figli e nipoti che noi comunque ci siamo opposti, perché mai come in questo momento la legalità e la democrazia sono stati così in pericolo. Due persone si sono accordate e notte tempo hanno fatto si che una legge non fosse più legge, che una regola non fosse più una regola.
La questione è nello specifico difficile da capire, probabilmente con qualche esempio sul locale si riuscirebbe a spiegare cosa è accaduto, in pratica è stata approvata una variante per aggiustare una situazione che si era venuta a creare.
Non eravamo comunque soli, insieme a noi hanno presidiato per un intero pomeriggio Piazza della Vittoria IDV, Federazione della Sinistra ed Arci.
Abbastanza patetica la passerella del Partito Democratico arrivato in forze con sindaci, segretari locali e di circoscrizione, ognuno con la propria bandiera, un presidio lungo 10 minuti, giusto il tempo di aspettare il candidato alle regionali di area Vittorio Bugli per farsi le foto prima di dileguarsi.
Uno dei problemi di questo paese è probabilmente fare le cose senza crederci veramente.
Un anno fa, a Firenze, si svolgeva il primo congresso ufficiale delle liste civiche a 5 stelle. Quello è stato il primo passo del cittadino che si riappropria della gestione della cosa pubblica, il primo passo della democrazia che sorge dal basso. A questo congresso fu presentata la carta di Firenze.
Anche Gonews.it parlò della cosa con due articoli 1 e 2
Molti pensavano che fosse un fuoco di paglia, quasi tutti gli organi d’informazione boicottarono l’evento, anche perché Beppe Grillo era stato promotore del famoso V2-Day che accusava i giornali di essere succubi dei partiti dai quali ricevevano sostentamento.
All’assemblea erano presenti molte persone arrivate da tutta Italia per ascoltare la presentazione di Beppe Grillo e altri esperti in settori cruciali come l’acqua pubblica, i rifiuti, la connettività, i trasporti, l’ambiente, insomma dei 5 punti fondamentali che avrebbero costituito le 5 stelle delle liste civiche. Molti interventi sono ciccabili e ascoltabili dal nostro sito perché sono ancora estremamente attuali.
La carta di Firenze era ed è una semplice applicazione del buon senso, pochi punti, ma di ampio respiro, dovevano guidare il programma delle liste Civiche che si sarebbero dovute presentare alle elezioni comunali.
1. acqua pubblica;
2. impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, con contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati;
3. espansione del verde urbano;
4. concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse;
5. piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine;
6. piano di mobilità per i disabili;
7. connettività gratuita per i residenti nel Comune;
8. creazione di punti pubblici di telelavoro;
8. rifiuti zero ;
10. sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali;
11. efficienza energetica;
12. favorire le produzioni locali
È ancora vivo il ricordo di quell’eroica campagna elettorale portata avanti in poco tempo e con pochissimi mezzi sia economici che logistici portò a quello che siamo adesso. Quello che facciamo adesso è dovuto a quello che abbiamo fatto in passato per questo bisogna ricordare da dove veniamo per non dimenticare qual è in nostro obiettivo.
Il nostro successo elettorale deve servire da stimolo a chi crede che le cose non possono cambiare, noi diciamo che bisogna avere il coraggio di manifestare le proprie convinzioni e, nei limiti della legalità, contestare la partitocrazia che si crede al disopra della legge. Ierihanno fatto una “leggina” per superare la legge (che evidentemente non è uguale per tutti) e rimediare agli errori fatti per la presentazione delle liste in Lombardia e nel Lazio.
Le sorprese sono appena iniziate e se in Toscana si fosse presentato il moVimento con il coraggio che ha premiato la lista civica di Empoli forse le sorprese non sarebbero mancate.
Auguriamo e auguriamoci che la carta di Firenze possa guidare anche le liste del MoVimento che in alcune regioni di Italia si confronteranno con i vecchi partiti ma soprattutto con le coscienze degli elettori.
…il miglior grillo della settimana…
Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento.
Napolitano ha firmato di notte, di fretta, mentre gli italiani dormivano (forse per una volta si vergognava anche lui). Le liste elettorali senza firme, con firme non autenticate, liste neppure presentate, le liste porcata sono state interpretate, riverginate. Formigoni e Polverini sono stati riammessi. Una qualunque lista dell’opposizione con il più piccolo vizio di forma sarebbe stata respinta. Siamo in dittatura. Sembra strana questa parola detta all’inizio di una nuova primavera: “dittatura“.
La magistratura è fuori gioco. Il Parlamento è fuori gioco. Le leggi, anzi i decreti legge del Governo, sottratti alla discussione parlamentare, sono la norma. La firma di Morfeo Napolitano è sempre scontata. E ora, persino l’interpretazione delle leggi è soggetta a Berlusconi, è compito del Governo. Io Berlusconi, io La Russa, io Cicchitto, io Maroni, io Gasparri, io Napolitano… io sono io e voi, cari italiani, miei sudditi, non siete un cazzo. Io emano le leggi, le interpreto e regno.
I ragazzi del MoVimento 5 Stelle hanno raccolto firme per la strada, valide, autenticate per mesi durante questo gelido inverno. Senza un soldo di finanziamento, tutto di tasca loro. E sono stati ammessi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania. Formigoni e la Polverini se venissero eletti, non avrebbero nessuna legittimità e i primi a saperlo sono proprio loro. Nessuna legge regionale in Lombardia e nel Lazio potrebbe essere ritenuta valida dai cittadini. Il lombardo e il laziale a questo punto avranno il diritto sacrosanto di interpretare le leggi come cazzo gli pare.
Da oggi inizia una nuova Resistenza, l’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata in un certo senso è un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e democratici. Noi e loro. La Grecia è vicina e forse ci darà una mano. Tloc, tloc, tloc. Girano le pale. Tloc, tloc, tloc. Si scaldano gli elicotteri.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Fonte: beppegrillo.it
Oggi (04/03/2010), trovandomi per disdicevoli motivi di mafia universitaria a Madrid -ebbene sì, anche la Spagna non ne è esente- ho dovuto sorbirmi le fantozziane conseguenze di uno sciopero da parte di alcuni piloti francesi. Infatti la mia cara Ryan Air mi ha fatto sorbire sette ore esatte di ritardo in cui, oltre a far amicizia con mille personaggi tipici da terminal -hostess, poliziotti, turisti, commercianti, studenti, ecc.- e a spendere una sassata in telefonate più o meno (in)utili, ho avuto modo di leggere attentamente El País che, da qualche settimana a questa parte, ci vuol bene e ci dedica, alla nostra italica zattera, un po’ di spazio quotidiano, così come suol fare con Chaves, l’Iran ed altri esotici fenomeni della fauna post-democratica.
Gli articoli con cui ci omaggiavano nelle pagine odierne erano fortunatamente solo tre, i cui titoli riporto tradotti a continuazione: Sette persone arrestate in Italia per traffico d’armi verso l’Iran (pag. 8), Metti un po’ di musica, ti prendi un Viagra e via! (pag. 11) e Dove va l’Italia (pag. 30). Approfittando a nome del mio paese per ringraziare il velo pietoso d’indifferenza posto sull’ennesima performance della nostra nazionale e risparmiandovi ovviamente i contenuti sulle intercettazioni, telefoniche, gli arresti, puttane, nani e giannizzeri dei succitati articoli, vorrei condividere con voi un’amara riflessione.
Ma ci meritiamo davvero che un paese con un 40% di popolazione giovanile, con il più alto tasso europeo d’indebitamento privato e forse con i maggiori indici continentali di consumo di droghe, solo per citarne alcuni mali, si possa permettere di trattarci come un caso perso?
Cosa ne pensate voi?
La mia risposta purtroppo è: sì!
Nel prossimo consiglio comunale andremo a discutere, votare e con ogni probabilità ad approvare tre atti di fondamentale importanza per il governo del territorio.
Approvare atti così rilevanti, come già avvenuto per via Piovola, in un unica seduta riduce quanto meno le possibilità da parte di stampa e forze politiche di informare adeguatamente la cittadinanza.
I tre documenti, Regolamento di gestione rifiuti, Carta del cittadino e Regolamento per l’applicazione della tariffa derivano direttamente da Publiambiente S.p.a e sono uguali in tutti gli undici comuni del circondario.
Tre atti che regoleranno la tariffa di raccolta (porta a porta e non) e i rapporti tra cittadino ed azienda, il tutto accompagnato da un Piano Finanziario che per dimensioni e complessità necessiterebbe di tempo, oltre che di buone competenze tecniche.
Competenze che probabilmente nessun comune ha al proprio interno, non le ha Empoli, quindi è facile immaginare che comuni piccoli come Montaione o Gambassi non le abbiano.
In pratica le amministrazioni sottoscrivono atti che le vincolano legalmente fidandosi ciecamente di Publiambiente, che è si una società il cui capitale è 100% pubblico, ma pur sempre una spa che come tale pensa ed agisce.
Scorrendo questi atti si scoprono cose buone e cose meno buone.
La tariffa aumenterà nei prossimi tre anni del 10%/anno, non è poco, ma è un prezzo che crediamo i cittadini siano disposti a pagare a fronte di una maggior tutela ambientale e di un aumento dell’occupazione.
La spesa per lo smaltimento in discarica scenderà da 6 milioni a 2 milioni, questo perché si stima un aumento della differenziazione dall’attuale 40% fino all’80%. Saranno in pratica dimezzati i rifiuti conferiti in discarica.
Le note dolenti iniziano quando si arriva al articolo sull’assimilazione, art.13 del Regolamento di gestione rifiuti, pratica che con questo nuovo regolamento viene ulteriormente ampliata.
L’ assimilazione nella sostanza equipara i rifiuti industriali (non tossico nocivi) a quelli di derivazione urbana. L’azienda compie questa operazione perché ha un risparmio notevole nella gestione, pensiamo a quanto cartone o plastica viene prodotto e quindi raccolto in un solo sito industriale rispetto alle civili abitazioni.
Il contro è che la pratica è ambientalmente errata in quanto rifiuti di qualità e quindi riciclabilità migliore come quelli urbani vengono mischiati con rifiuti industriali di peggior qualità.
La legislazione infatti si è mossa per limitare questo fenomeno il D.lgs 152/2006 “Codice dell’ambiente” che è uno degli ultimi atti del governo Berlusconi ed il D.lgs 4/2008, uno degli ultimi atti del governo Prodi, limitano fortemente questa pratica.
Il D.Lgs Prodi modifica infatti l’articolo 195 del precedente decreto aggiungendo:
“Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico”
In sostanza solo i rifiuti prodotti realmente da attività umane come mense, bar o uffici possono essere assimilati ai rifiuti urbani, tutto il resto prodotto in aree industriali deve essere trattato come rifiuto industriale.
Le ARPA a livello nazionale e l’ARPAT Toscana ritengono che la legislazione in materia di assimilazione sia già sufficientemente chiara e che quindi il decreto sopra citato vada applicato.Le aziende di gestione rifiuti si appellano al fatto che il decreto rimanda le norme attuative ad un ulteriore decreto ministeriale (ambiente e sviluppo economico) che però non è stato emesso per via della caduta del governo Prodi, promotore del citato decreto.
Probabilmente per questa discordanza di interpretazione non è stato chiesto un parere preventivo dell’ARPAT, ne da parte di Publiambiente spa, ne da parte dei comuni che hanno già approvato i tre atti (Montelupo, Vinci e Fucecchio).
Il parere dovrebbe essere chiesto quanto meno dalle amministrazioni comunali che dovrebbero in primo luogo tutelare la salute dei cittadini oltre che le finanze del comune, infatti qualora vi fosse un ricorso di una azienda che si vede crescere la propria “bolletta” per rifiuti che poi vengono a tutti gli effetti trattati come RSU (rifiuti solidi urbani) questo sarebbe contro il comune e le eventuali spese legali ricadrebbero sulle finanze pubbliche.
Quello che più dispiace in tutta questa faccenda è che il trend alla riduzione dell’assimilazione è ormai chiaro da anni in Italia ed in Europa, (benché poi si rinviino norme attuative che dovrebbero prevedere anche sanzioni per chi non rispetta i parametri) mentre nel nostro circondario si va in forte controtendenza.
Punti trattati:
Vedi anche:

Immaginate un’autostrada che parte dal nulla e va verso il nulla, ma che tutti i cittadini sono costretti a percorrere pagando il casello.
Questo in sostanza è il concetto che sta alla base di un inceneritore.
Quando si tratta questo argomento si compie spesso l’errore sostanziale di accostarlo ai rifiuti, l’inceneritore come oggetto e l’incenerimento come pratica sono cose che hanno a che fare con i rifiuti e col loro smaltimento in maniera marginale, i legami forti sono con l’economia (intesa come PIL derivante principalmente dal cemento) e con l’erogazione dei finanziamenti pubblici.
L’inceneritore è una macchina e come tale è progettata e realizzata per compiere un lavoro. Se questa macchina sarà pensata per bruciare 750.000 tonnellate/anno, come quello di Acerra ,di rifiuti quella quantità dovrà essergli fornita, sempre in continuo per i prossimi 20 anni (durata minima del ciclo produttivo). L’inceneritore non è uno scaldabagno che si accende all’occorrenza.
Risulta quindi scontato che costruire un impianto di incenerimento non porta alla riduzione dei rifiuti alla fonte, ne in termini di diminuzione globale, ne come aumento della raccolta differenziata.
L’obiezione più comune quando si pone un NO incondizionato all’incenerimento dei rifiuti è: “Allora voi che vorreste fare? Continuare a metterli sotto terra?”
La risposta è scontata (NO), ma ci fa sinceramente sorridere che si voglia risolvere di colpo un problema, dopo averlo ignorato per anni, proprio con una cosa che soluzione non è.
Pochi sostenitori dell’incenerimento si rammentano di dire che il processo alla fine del ciclo restituisce comunque un 25% minimo in volume (quindi in peso la percentuale aumenta trattandosi di materiali compatti) di scorie che per legge europea devono essere trattate come materiale tossico che ha un costo di smaltimento superiore del 40% rispetto allo smaltimento in discarica.
Appare quindi abbastanza evidente che un NO incondizionato all’incenerimento dei rifiuti sia l’unica chiave che mette in moto quel meccanismo, legislativo e di opinione pubblica, che porta alla riduzione dei rifiuti alla fonte.
Molti prodotti che oggi acquistiamo non sono riciclabili non poterli smaltire se non in discarica porterà l’industria a riprogettare tutto ciò che non è riciclabile, fosse anche per mera convenienza economica. Amministrazione e cittadini inizieranno, per senso civico, ma anche per convenienza economica, a mettere in atto quei processi che portano alla riduzione globale dei rifiuti. Compostaggio domestico, riduzione dell’usa e getta, prodotti alla spina, sono pratiche che devono essere messe in atto, ma per farlo purtroppo serve non avere alternative.
Questa è l’autostrada, il pedaggio sono i contributi CIP6, soldi sottratti alle nostre tasche per essere destinati al sole, al vento, alle energie rinnovabili, dirottati all’ultimo verso gli scarti del petrolio e all’incenerimento dei rifiuti.
Comunque non abbiamo niente in contrario all’imprenditoria privata. Se un imprenditore sul proprio terreno, coi propri soldi, volesse costruire un inceneritore, comprare sul mercato la materia prima (i rifiuti), pagare di tascha propria i danni alla salute pubblica (da 4 a 21 €/tonnellata )e guadagnare vendendo l’energia prodotta ben venga.Non preoccupatevi, non troverete coda.
…il miglior grillo della settimana…
Oggi voglio darvi due notizie. Una buona e l’altra ottima. Il MoVimento 5 Stelle ha raccolto le firme per presentarsi alle Regionali in Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. Non era un risultato scontato. E’ una prima piccola grande vittoria.
L’ottima notizia è invece la decomposizione del sistema che sta accelerando. La Protezione Civile e Fastweb/Telecom sono solo l’inizio. E’ una vecchia generazione di ladri e di personaggi senza valori che ci sta lasciando aggrappata alla zattera delle leggi ad castam, delle omissioni e dei silenzi dei media, degli inciuci. I partiti sono arrivati a destinazione e non lo sanno ancora. Avranno un brutto risveglio. Ogni appiglio è buono per ritardare gli elicotteri, anche copiare (ma solo a parole) il Programma del MoVimento 5 Stelle. Dall’UDC di Cuffaro che vuole “onestà e trasparenza“, agli impuniti del PDL che parlano di “liste pulite“, alle anime morte del PDmenoelle con il no al nucleare e alle rinnovabili (con Bersanertor sponsor dell’acqua privatizzata e degli inceneritori).
Grazie ai ragazzi e ragazze di tutte le età che hanno preso freddo e spesso indifferenza per raccogliere decine di migliaia di firme autenticate. Anche per rispetto a loro, la Bonino dovrebbe prendere atto che un partito esiste solo in presenza del consenso dei cittadini. Dopo le leggi ad personam non sono necessarie leggi ad partitum.
“E’ di stamane la notizia che Emma Bonino, a nome dei Radicali Italiani, ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il governo che non interviene sulla raccolta firme per la presentazione di liste per le elezioni regionali. Cito testualmente quanto affermato dalla Bonino che chiede l’intervento del Governo “con strumenti per porre un argine a questa discriminazione, magari abolendo le firme quando un partito ha dei deputati in Parlamento, dimezzando il numero delle firme da raccogliere o allungando i tempi a disposizione come già fatto in passato”. Abolire la raccolta firme se un partito politico è rappresentato in Parlamento? e perchè mai? Non sono già sufficienti i privilegi che hanno? Probabilmente, dato che le firme vanno presentate questo fine settimana, i radicali non ne hanno raccolte a sufficienza e chiedono l’intervento del governo per potersi presentare senza il numero di sottoscrittori necessari. Il MoVimento 5 stelle la raccolta firme, iniziata ai primi di gennaio, l’ha conclusa lo scorso fine settimana. I nostri ragazzi si sono fatti giorni e giorni al freddo, sotto la pioggia e la neve per raccogliere le firme di cittadini che ci autorizzassero a presentarci alle Regionali di marzo 2010. Siamo stati ai banchetti per due mesi ed eravamo gli unici. Dov’erano gli altri partiti? Come hanno raccolto le firme necessarie? Adesso vengono a lamentarsi e chiedono l’intervento del governo?Vergogna! Ho una sola cosa da dire al riguardo: “Cari partiti, STIAMO ARRIVANDO!” Un grazie di cuore a tutti i cittadini che sono venuti a firmare.”
Lista Cesena 5 Stelle
Fonte: beppegrillo.it
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